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natale 2012

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Racale. È stato un presepe vivente “bagnato e fortunato” quello allestito presso il complesso di Santa Maria la Nova (chiesa e convento) a cura dell’Azione cattolica ragazzi (Acr) e del gruppo Scout Agesci Racale 1 della parrocchia di San Giorgio Martire. Non per la pioggia, ma per le lacrime di commozione sul volto di molti visitatori che dal 1983 attendevano la riapertura del convento, uno dei luoghi più cari della loro infanzia.

Negli anni ’60 o ’70, qualcuno seguiva ancora lezioni di catechismo in quei locali riportati a nuova vita per le festività natalizie, in soli quindici giorni, da un volenteroso staff di educatori, giovani e bambini che sono stati premiati da una numerosa e inaspettata partecipazione.

Ora tutti si augurano il completamento dell’opera di ristrutturazione del convento risalente alla fine dell’XI o agli inizi del XII secolo.

Nato come cenobio benedettino, nel corso della sua storia è passato dalle mani dei Francescani a quelle del Comune che, tra il 1921 e il 1962, ha ceduto l’edificio all’allora nascente Educatorio di S. Antonio perché sulle sue rovine realizzasse una scuola materna. Ma con l’avvento delle scuole pubbliche il progetto non è andato mai in porto e, fra l’incuria generale, si sono verificati vari crolli fino alla dichiarazione d’inagibilità e alla chiusura definitiva nel 1983.

Negli anni ’90 il restauro della Chiesa, mentre solo nel 2000 si sono finalmente create le condizioni favorevoli per pensare anche alla ristrutturazione del convento: dopo lunghi anni in cui la proprietà dello stabile era stata frammentata, finalmente prende le redini la Parrocchia che può così accedere ai finanziamenti in occasione del Giubileo. Grazie a quei fondi, molti interventi sono stati portati a termine e l’edificio è stato messo in sicurezza, ma si resta in attesa di altre fonti di denaro che completino l’opera per la gioia di tutti.

Roberta Rahinò

Alezio. Grande successo per la prima edizione del concorso “Presepe in casa” organizzato dal “Comitato della Lizza”. La giuria composta da Alessio Russo, Giacomo Coppola, Luigi Gaetani e Francesca Crusi ha scelto tra 41 elaborati. Pietro De Santis ha vinto il premio per il presepe “più tradizionale”, realizzato con ceppi di vite, muschio e corbezzoli, mentre il “più realistico” (foto al centro) è stato quello di Maria Cristina D’Aprile. La minuziosa lavorazione del polistirolo è, invece, valsa a Maurizio Pisanello il premio del presepe “più dettagliato” (foto in alto). Gli altri premiati sono stati: Antonio Cotardo per il “presepe più artigianale” ambientato sul sagrato della Lizza, Antonio Scialpi per il “presepe più artistico” (foto in basso) realizzato in sughero, Mariagrazia Miccoli per il “presepe più originale”  realizzato all’interno di un panettone e Luigi De Pascali che si è aggiudicato il premio “Trozzella”.                                                                                 

       NP

 

In gara 41 presepi

fra tradizione e originalità

Matteo e Giacomo Coppola e Tony Scorrano davanti al loro presepe artigianale

Alezio. All’insegna della solidarietà il Natale dell’associazione “Auser – Pronao Antico”.

Nel corso delle recenti festività, il sodalizio ha dato inizio ad una campagna di raccolta fondi destinati all’acquisto di buoni pasto per i meno abbienti. Una buona parte dell’incasso è derivato dalla vendita dei presepi artigianali esposti presso la sede “Auser” di via Franza.

«Ringrazio di cuore i maestri Matteo e Giacomo Coppola, Tony Scorrano e Maurizio Scialpi perchè – afferma il presidente di Auser, Antonio Casalino – senza il loro lavoro non avremmo mai potuto allestire la mostra di presepi e non avremmo sicuramente raggiunto tali risultati. Mi sento in dovere di ringraziare anche l’associazione “Commercianti” per la preziosa collaborazione che ha contribuito all’acquisto di ben dieci buoni pasto che doneremo alle famiglie in difficoltà».

Protagonisti di questo grande momento di solidarietà sono stati anche gli alunni della scuola elementare di Alezio che insieme al dirigente scolastico Sabrina Stifanelli, al corpo docenti e ai collaboratori hanno curato l’iniziativa “Aggiungi un posto a tavola”.

Gli studenti hanno organizzato per l’occasione una raccolta di alimenti di prima necessità che, consegnati ad “Auser”, saranno distribuiti al prossimo appuntamento con il “Banco Alimentare”.

«In qualità di presidente e a nome di tutta l’associazione – conclude Casalino – vorrei ringraziare la dirigente scolastica, gli alunni della scuola elementare, i docenti e tutti i collaboratori che con un piccolo e semplicissimo gesto hanno aiutato le persone meno fortunate regalandogli un Natale migliore».

Ad animare l’Epifania ci ha invece pensato l’associazione “Libellula” che ha fatto rivivere ai più piccoli la favola della Befana. A bordo di un carretto trainato da un trattore, nel giorno della sua festa, la “vecchietta” ha fatto il giro delle vie del paese rallegrando grandi e piccini con musiche e balletti.

Nicolas Pisanello

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L’Asd San Gabriele

Gallipoli. Natale fucina di iniziative ed idee. E l’Asd “San Gabriele” cerca di tenersi particolarmente impegnata, coniugando sport, valori e solidarietà, tutto caratterizzato dallo spirito dello stare insieme.

Un’associazione nata da pochi mesi ma che, numeri alla mano, cresce a vista d’occhio nei consensi, e continua a portare avanti i suoi progetti educativi e sociali. Si comincia il 21 dicembre con la manifestazione benefica “Natale puoi”, in cui, oltre al consueto scambio degli auguri tra gli iscritti alla scuola calcio e le famiglie, i bambini porteranno un dono simbolico, alimenti di prima necessità che verranno poi consegnati durante la messa della domenica successiva, nel momento dell’Offertorio.

Nei giorni 27, 28, e 29 dicembre si disputerà, invece, un torneo di calcio a 5, riguardante la categoria “Pulcini” (nati nel 2003-2004), a cui parteciperanno la scuola calcio Montefiore, San Gerardo e il Neviano, oltre ovviamente all’associazione stessa, organizzatrice dell’evento.

Nei giorni immediatamente precedenti l’Epifania (3,4 e 5 gennaio 2013) sarà la volta della categoria “Primi Calci” (nati nel 2005-2006) a scendere in campo in un altro mini torneo, che vedrà impegnate l’Asd “San Gabriele”, ancora Montefiore, il Sannicola e il Taviano.

Come si vede, un programma ricco di appuntamenti sportivi e solidali.

Luigi Alemanno

Tramonto “corto” a Gallipoli (foto di Emiliano Picciolo)

Hanno a ben dire gli astronomi che il giorno più corto dell’anno è il 22 dicembre, cioè il solstizio d’inverno, quando  il sole raggiunge la declinazione più bassa dell’anno (-23° 26′), la cultura popolare sostiene invece che è il 13 dicembre, il giorno dedicato a S.Lucia. “S. Lucia, la cchiù curta dia“, “S. Lucia, nuttata cchiù llonga ca cci sia“. E un briciolo di verità viene riconosciuto in questo detto: se  si guarda il momento dell’anno in cui il sole tramonta prima è proprio a cavallo del 13 dicembre. Subito dopo il giorno lentamente cresce. E infatti “Santa Lucia lleva a lla notte e mmina alla dia” anche se in piccole porzioni: “De Santa Lucia alla strina, lu ggiurnu crisce ‘nu pete de caddhina”.  Altro detto che definisce l’aumento delle ore di sole, questa volta i punti di riferimento sono il Natale e la Candelora, 25 dicembre e 2 febbraio: “De Natale a lla Candelora, la sciurnata se llonga de n’ora”.

Come deve essere il Natale, secco o piovoso? La cultura popolare non ha dubbi: “Natale siccu, massaru riccu“, “Natale ssuttu e Ppasca mmuddhata, se oi viti la villana mpupazzata”, “Natale ssuttu e Ppasca muttulosa, se oi vvegna la nnata crazziosa; Natale lucente e Ppasca scurente, se oi cu vegna bbona la simente”; Natale a llu limmatare, Pasca a la cantune, se oi chinu lu cistune”.

Fino a Natale l’inverno, di solito, non si fa sentire, dopo arriva il freddo: “Fenca a Natale, né friddu né fame; de Natale a nnanti, tremanu li capasuni ca stannu vacanti”  oppure (rimane simile la prima parte) ” tremano li nfanti”. A S. Silvestro i detti popolari raccomandano:”De santu Sulivesciu, porta la strina allu mesciu”

E poi la constatazione che con l’Epifania finiscono tutte le feste anche se qualcuno si ribella.”De Pasca Bbifania, ogne festa pija via; rispunne la Candilora: nc’ete la mea ancora ; poi dice santu Pati. e la mea a ddu la lassati?” oppure intervengono altri santi:  “De Pasca Bbifania, tutte le feste vannu via: se ota santu Subbastianu:nci su’jeu lu capitanu; se ota santa Acatedda:nci su’ jeu, la verginedda; se ota la Candilora, ci suntu jeu ncora” .


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Tuglie. Con l’arrivo della “Luce della Pace”, sono entrate nel vivo le manifestazioni natalizie.  Le associazioni cittadine, domenica 16 dicembre, si sono date appuntamento in piazzetta Maria Annunziata, in contrada Mazzuchi, per accogliere la lanterna, giunta in mattinata presso la stazione ferroviaria di Lecce da Betlemme. Un momento di riflessione, di condivisione e di musica anche grazie all’intervento di don Salvatore Leopizzi di Gallipoli, referente dell’associazione Libera e consigliere nazionale di Pax Christi. Sempre domenica 16 dicembre, sono iniziate le novene del Santo Natale. La comunità parrocchiale si sveglia, alle cinque del mattino, con le melodie diffuse dall’altoparlante che passa per le strade del paese. Giovedì 20, dopo la messa nella chiesa matrice, il “Concerto di Natale” coinvolge i ragazzi della scuola catechistica, mentre lunedì 24, alle 23.15, ha inizio la Veglia di Natale con i canti del coro parrocchiale. Dal 25 dicembre è possibile visitare i presepi artistici realizzati nelle chiese Matrice, Sant’Anna, San Giuseppe e in quella della Anime. Domenica 30 è la festa della famiglie; per questo, durante la messa, alle 18 sono ricordati gli anniversari di matrimonio. L’arrivo pomeridiano della Befana, domenica 6 gennaio, conclude definitivamente le festività in piazza Garibaldi.

Per iniziare un nuovo anno all’insegna della comunità, l’associazione Emigranti tugliesi ha presentato il calendario 2013 dal titolo “L’anno della Piazza”, in occasione del primo centenario dalla sua ristrutturazione.

Gianpiero Pisanello

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Sannicola. Non può esserci Natale senza le sue dolci e festose musiche. L’appuntamento è il 30 dicembre (alle ore 20) presso il  centro culturale di via Oberdan per l’iniziativa “Un magico Natale” organizzata dall’assessorato alle Politiche giovanili.

Si esibiranno Chiara e Veridiana Miccoli, Chiara ed Andrea Pisanello, Andrea Manno, Michele de Somma, Marlen Dionisi, Luca Ginaldi, Melissa ed Elena Donno, Rebecca Talà ed Irene Camisa. «Questa iniziativa ha il merito di valorizzare la creatività dei giovani protagonisti dando loro la giusta visibilità», afferma l’assessore Wilma Giustizieri. A far spettacolo ci saranno, infatti, giovani cantanti, ballerini, attori e animatori. «Ringrazio don Piero che ha messo a disposizione dei ragazzi gli spazi dell’oratorio per le prove e per sviluppare la loro creatività e arte», afferma ancora l’assessore.

Andranno, invece, in giro per il Salento i bambini del “Centro sviluppo talento” che, per far suonare la chitarra, insegna il metodo Suzuki assecondando  le doti naturali dei piccoli e l’innata predisposizione al ritmo e alla musica. La serie di concerti, iniziata il 16 dicembre a Parabita, prosegue il 23 a Felline e culminerà a Chiesanuova, per il concerto del 2 gennaio che avrà luogo nei locali dell’ex scuola materna. Altre date il 3 gennaio  a Casarano ed il 5 a Tuglie. Tanti i successi di questi piccoli artisti di talento che sorprendono per il modo naturale con il quale  utilizzano gli strumenti musicali, guidati dai maestri Giuliana Gnoni e Maurizio Mangia. Caratteristica della scuola sono i campeggi musicali estivi ed il confronto con le altre scuole che seguono lo stesso metodo nei meeting  Suzuki in giro per l’Italia

Maria Cristina Talà

Il presepe di via Termoli a Mancaversa, presso la casa famiglia “Oberon”

Taviano. Un presepe costruito tra i relitti delle auto distrutte da un incendio doloso. Un presepe simbolo della speranza e dell’amore  che sconfiggono la violenza. Lo hanno preparato i ragazzi della Casa famiglia “Oberon”, in via Termoli a Mancaversa. Il misterioso attentato – sul quale sta indagando la Procura di Lecce – avvenne poco prima dell’alba del 25 novembre scorso: le fiamme avvolsero, distruggendoli completamente, due pulmini e tre vetture della struttura che ospita minori a rischio. «Abbiamo voluto costruire questo presepio proprio tra i rottami delle nostre auto bruciate dalla violenza dell’uomo, per continuare a credere nella speranza»  afferma il direttore della struttura, Luigi Fattizzo, di Parabita. E continua: «Capisco che è difficile perdonare chi ha compiuto questo attentato, che ci ha tagliato letteralmente le gambe, ma voglio, anzi lo vogliamo noi tutti della struttura, credere che bisogna avere speranza in un mondo migliore»

La paura è ancora palpabile negli occhi dei 20 ragazzi che quella notte furono svegliati di soprassalto dalle lingue di fuoco che si alzavano minacciose. «In quel momento – assicura il 21enne Antonio Cavalera – ci stringemmo tutti insieme e decidemmo che il presepe l’avremmo costruito di fronte alla struttura, dove le fiamme avevano distrutto le auto che servivano a portarci a scuola o al lavoro». I ragazzi hanno lavorato tutti insieme per rendere più accogliente e meno lugubre la zona intorno al presepe: tolti i vetri, eliminati gli pneumatici che puzzavano di fumo, messa della breccia per terra, piantato qualche albero, sistemate nelle auto le botteghe degli artigiani e dei contadini, qualche luce per illuminare il tutto. Ne è venuto fuori un presepe semplice, ma fatto con il cuore dai ragazzi della struttura. «Chiediamo più solidarietà e maggiore collaborazione – conclude il direttore della struttura – a chi sta intorno a noi. Vorremmo essere più creduti, più capiti e maggiormente sostenuti nelle nostre difficoltà quotidiane».

Il presepe è visitabile tutti i giorni nella struttura di via Termoli.

Rocco Pasca

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Taviano. Tornano “Le Strade della Stella” e il centro storico si illumina di eventi e iniziative: mostre di presepi, concerti musicali, teatro, sagre caserecce con pittule, castagne, pucce e dolci natalizi. «Ci sarà tanto divertimento e tanta baldoria – assicura il delegato alle manifestazioni, Antonino Manni  – che animeranno le festività da Natale alla Befana. Capiamo il momento economico particolare che le famiglie sono costrette a vivere giorno per giorno ma, con l’aiuto solidale delle associazioni e senza sprechi, abbiamo preparato tante iniziative per allietare il centro storico e alleviare un po’ i disagi economici di tutti». Le “Strade della Stella” potranno essere visitate il 25 e 26 diembre ed il primo e 6 gennaio. I presepi saranno allestiti lungo via Immacolata, piazza San Martino, piazza del Popolo e tutte le stradine che portano al palazzo Marchesale e alla chiesa di santa Lucia. Prepareranno i presepi le associazioni: “V. Bachelet” del presidente Paola Ria, “Protezione civile”, “Pro Loco”, “S. Cecilia”, “Musica…e”, “La Piramide”, “Donatori di sangue”, “Asd Boys Taviano”, “nc live” e “Arcobaleno”.

Due i concerti: il 21 nella chiesa di San Martino a cura della “Banda Città di Taviano” e il 23  nella chiesa dell’Addolorata a cura di “Musica…e” del maestro Maurizio Borrega con l’Orchestra dei fiati jonica salentina. Il 22 alcuni alunni del Comprensivo “L.  Radice”. guidati dalla maestra Mimina Mastroleo, animeranno la Pastorale lungo il percorso dalla scuola elementare al Marchesale dove avverrà la nascita di Gesù. Due gli spettacoli della “Bachelet”: il 23 i ragazzi dei laboratori teatrali con canzoni e poesie; il 28 lo spettacolo musicale e teatrale “Come d’incanto” (fiabe Disney), a cura di “Temenos”. Infine il 29 “Festa sociale delle associazioni” con tavolata in piazza.                            

RP               

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Parabita. Quando si tratta del Natale, non c’è crisi che tenga. Luci, colori, addobbi e atmosfere festose invadono le strade e, seppur in modo più sobrio rispetto agli altri anni, non mancano di illuminare e colorare la città.

Ed è così che Parabita saluterà le feste del 2012, con negozi sempre aperti tutte le domeniche di dicembre, per incrementare lo shopping cittadino, ed un ricco calendario di appuntamenti già iniziato con la solennità dell’Immacolata.

Continua la magia del “Borgo incantato” di piazza Umberto I, a cura della “Nuova associazione commercianti”, che ha coinvolto i punti nevralgici del centro storico con mercatini, concerti e musica.

In programma, sabato 22, il presepe vivente dei bambini della scuola materna Snoopy, mentre domenica 23, alle 19.15, presso la chiesa S. Giovanni Battista, “Benigni legge Dante” per un momento di dibattito e riflessione.

Sempre domenica, alle 19 nella sala teatro Carducci di via Roma, “Aspettando natale”, la serata di beneficienza dell’associazione “Gruppo genitori insieme” in collaborazione con la scuola di musica Harmonium, per una tombolata con ricchi premi e gadget per tutti, il cui ricavato sarà devoluto come sempre in beneficienza, a favore di famiglie parabitane bisognose.

Lunedì 24, poi, in piazza Umberto I, il Babbo Natale dell’Adovos consegnerà i suoi regali ai più piccini.

Ci sarà tempo fino al 6 gennaio infine per visitare anche il presepe della Protezione civile “C.B. Cover” di via Fratelli De Jatta

Daniela Palma

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Il presepe di San Francesco a Gallipoli

Sono tanti, e davvero suggestivi, i presepi viventi  che sono realizzati sulle alture o nelle cavità del territorio con un impiego di energie di volontari davvero notevole. Oppure nei piccoli centri antichi sfruttando la tipicità dei borghi, delle botteghe artigiane, delle case basse dai colori antichi. Allestimenti curati che attirano anche numerosi turisti. Ci sono però, e a volte non adeguatamente valorizzati, antichi presepi “stanziali”, nelle chiese, opere di artigiani artisti meridionali. È il caso di quello che si trova nella chiesa di S. Francesco a Gallipoli.

Ne troviamo una precisa descrizione nel bel volume di Clara Gelao e Bianca Tragni edito 12 anni fa  “Il presepe pugliese, arte e folklore”. Si trova in una cappella nella navata destra della chiesa e “mostra chiaramente di aver subito numerose manomissioni che ne hanno sconvolto l’assetto originario” come dimostrano le grandi figure dell’asino e del bue  accucciate ai lati della mangiatoia, palesamente spostate dal loro posto originario. La Madonna appare ieratica  con i capelli che le incorniciano il viso e San Giuseppe “è un povero, rassicurante vecchio dal volto segnato dalle rughe… che si è tolto rispettosamente il cappello dinanzi al Bambino che sgambetta”. Fino a poco tempo fa questo presepe veniva attribuito a Stefano da Putignano, le due studiose curatrici del libro, lo attribuiscono ad Aurelio Persio (Aurelius de Basilicata presente a Palermo citato in un documento del 1539) tenendo conto delle somiglianze che le figure del presepe di Gallipoli hanno con quelle di alcune opere dell’artista lucano in particolare con la Madonna con Bambino sulla facciata della cattedrale di Matera.

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Il coro dei piccoli sulla scalinata del Santuario della Lizza

Alezio. Fino all’Epifania sono ancora tanti gli appuntamenti che caratterizzano il periodo festivo.

Tra i principali il presepe vivente presso la chiesa Mater Gratiae, curato in gran parte da aletini (zona Cave sulla via per  Gallipoli). Potrà essere visitato (dalle 17.30 alle 21) il 25, 26 e 30 dicembre, a Capodanno e nel giorno dell’Epifania. Dopo la “Sagra del dolce natalizio”, appuntamento il 22 (alle 19) con il “Concerto di Natale” del 22 presso il santuario della Lizza con la filarmonica di Taviano.

Il giorno della Vigilia, inoltre, Babbo Natale distribuirà doni ai bambini per le vie del paese ed avranno termine le “Melodie natalizie” degli “Amici di San Rocco”. Per Natale e Santo Stefano scambio di auguri alla Fidas (dalle 17.30 alle 20) e dal 23 al 30 (alle 18)  “Canto di Natale” presso lo spazio arte Armonauti (cantina Vinolea) a cura dell’omonima compagnia teatrale. Due gli appuntamenti di sabato 29 con la XXVI edizione di “Poesia, pane e vino” della “Compagnia messapia” (alle 19.30 presso il parco “Don Tonino Bello”) e la “Classica tombolata” a cura del gruppo “Comu quiddri boni” e del “Comitato Lizza” (alle 20 presso la “Casa accoglienza” di largo Fiera). Numerosi i partecipanti al concorso “Presepi in casa”, indetto dallo stesso “Comitato Lizza” (premiazione finale il 6 gennaio).  Presepi artistici in vendita con la mostra dei maestri Maurizio Scialpi, Tony Scorrano, Matteo e Giacomo Coppola allestita presso la sede dell’associazione “Auser” in via Franza ed aperta fino al 6 gennaio (dalle 17 alle 21). Con il  ricavato si acquisteranno buoni pasto da donare ai meno abbienti.

Nicolas Pisanello

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Un presepe dalla passata edizione di “Presepe in famiglia” organizzato dal Ctg

Melissano. Entrano nel vivo le manifestazioni natalizie organizzate dal Ctg (Centro turistico giovanile) di Melissano. Sabato 22 dicembre si chiuderà la lista per le iscrizioni alla 21ª edizione di “Presepe in famiglia”, l’appuntamento clou del Natale melissanese aperto anche ai cittadini dell’Unione jonica salentina.

Con buona soddisfazione degli organizzatori, molto probabilmente si supererà anche il record di partecipazioni fatto registrare nell’edizione 2011. I presepi più originali saranno premiati la sera dell’Epifania, presso il centro “Q. Scozzi”.

Anche quest’anno la Pastorale ha sfilato, gioiosa, per le strade del paese. Nonostante il periodaccio, i cittadini melissanesi hanno messo mano al portafogli per contribuire alle attività di solidarietà promosse dal Ctg, tra cui l’adozione a distanza di Mauricio, un ragazzino boliviano di soli 13 anni.

Se da un lato, il passaggio della Pastorale è stato accolto con il solito calore dai cittadini della fascia d’età medio – alta, non si può dire altrettanto per le nuove generazioni, apparentemente disinteressate a questa tradizione, che, sino a qualche anno fa, era molto frequentata anche dai più piccoli.

A proposito: bambini, preparatevi! La sera del 24 dicembre, Babbo Natale verrà a casa vostra a consegnare i doni che avete chiesto, imbucando la letterina nella cassetta predisposta dal Ctg (per info: 333-1286740).

«Caro Babbo Natale, ti chiedo di portarmi un cavallo da sella e un fucile. Ricordati di salutarmi le tue renne e i pupazzi di neve, se non si sono ancora sciolti!».

Così scrive il piccolo Manuel in una delle letterine che Babbo Natale ci ha fatto leggere in esclusiva. Il sorriso contagioso di un bambino: ecco, il bello del Natale è soprattutto questo.

Ma ci sono altre iniziative. Il comitato festa “Gesù Redentore” organizza l’undicesima edizione de “La grande tombolata” per i giorni 23, 26, 30 dicembre 2012 e 6 gennaio 2013. La tombolata si terrà presso il salone della chiesa di Gesù Redentore a partire dalle ore 19. Le serate saranno allietate dal cabaret di Giampaolo Viva e i suoi MalfAttori.

Marco Montagna

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La pastorale a Matino

Matino. Dopo il successo della prima edizione di “Aria di Natale – ricordando un angelo” organizzato presso la chiesa di San Giorgio dall’associazione “Arco della pietà” e dal “Concerto bandistico San Giorgio”, diretto da Francesca Felline, per ricordare il giovane Giovanni Anastasia, prematuramente scomparso in un incidente stradale sulla strada Provinciale per Taviano, tante sono le iniziative natalizie a Matino che coinvolgono diverse associazioni cittadine.

Lo stesso concerto “San Giorgio”, in collaborazione con il circolo musicale “V. Papadia”, partecipa alla “Pastorale della solidarietà” (chiude il 24) organizzata dal circolo Anspi “Villaggio del Fanciullo”. Il presidente del circolo, don Primaldo Gioffreda e il vicepresidente, Piero Romano, hanno pensato ai più bisognosi, raccogliendo beni alimentari che verranno offerti alle famiglie della parrocchia San Giorgio.

Inaugurato anche “Matinfiera” a cui hanno preso parte diverse associazioni, tra cui “Novass”, “Villaggio del Fanciullo”, “Amici di Nico” e tante altre: il mercatino solidale di via Piave, organizzato dal Comune, si concluderà il 23.

Dopo il Natale, l’associazione “Fratres” allestirà una “Megatombolata”, il 29 dicembre presso l’ex “Ecoerbe” a partire dalle 20. Il giorno seguente il “Comitato festa San Giorgio” animerà piazza Municipio con la “Notte Magica”: si potrà tentare la fortuna con la lotteria e divertirsi tra zampognari, maghi, artisti di strada, “pittule” e buon vino.

Il primo gennaio, ritorna il tradizionale concerto di Capodanno, alle 20 presso la chiesa San Giorgio, con l’orchestra del circolo musicale “V. Papadia”, diretta dal maestro Sergio Carluccio. Prima di chiudere le feste con l’Epifania, altri due appuntamenti: il 5 gennaio il gruppo teatrale “I giullari del Marchese” ripropone la commedia in vernacolo matinese “Per Amore – Dramma amoroso moderno”, a partire dalle 20 presso il Villaggio del Fanciullo. Sempre al Villaggio la “Befana per le famiglie” che il giorno seguente, alle 19, accoglierà bambini e genitori per salutare le feste e divertirsi insieme giocando a tombola.

Per tutto il periodo, infine,  presso la sede del Comitato festa, in via Roma, si può ammirare il presepe in stile napoletano.

Maria Antonietta Quintana

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TUTTO PRONTO PER LA NASCITA Nella foto in alto i promotori del presepe vivente: da sinistra Alessandro Vinci, Giuseppe Vaglio, Matteo Francone, Pasquale Potenza, Gianpiero e Gabriele Colazzo

Galatone. Rivive, anche quest’anno,  la rappresentazione della Natività all’interno del centro storico. L’iniziativa, con il patrocinio di Comune, Provincia e Regione,  vede impegnate numerose comparse, nuovi ambienti allestiti e insoliti itinerari. Quella del presepe vivente, è ormai una tradizione rinsaldatasi nel tempo grazie all’impegno della parrocchia Santi Cosma e Damiano Martiri ed al lavoro instancabile di un gruppo di giovani del paese.

La rievocazione storica, dopo essere stata ospitata per lunghi anni nella masseria “Tre Pietre”, sulla provinciale per  Santa Maria al Bagno, abbraccia nuovamente i luoghi più antichi del paese quali via Colonna, piazzetta Sascianne, via San Leonardo ed un tratto di via Roma .

Il Presepe vivente nel borgo antico ritorna, più suggestivo che mai, come percorso spirituale e culturale per i cittadini e per i tanti visitatori che arrivano a Galatone da centri vicini, e non solo, anche attraverso la segnalazione nel circuito “Città dei Presepi”. Un revival da non perdere, insomma, nella Città vecchia che si dimostra ancora una volta scrigno di tante novità tra falegnami, fornai e le immancabili e gustose, soprattutto se calde, “pettole”, piatto tipico della tradizione locale natalizia.

La piccola Bethlemme, impreziosita anche dalla collaborazione di Kerradio, Unione commercianti Galatone, associazione Caledda, Scout Galatone 1 e Parisi luminarie, viene inaugurata la sera di Natale e sarà aperta anche nei giorni 26 e 30 dicembre, primo e 6 gennaio, con ingresso da largo chiesa, nei pressi della chiesa madre, dalle ore 17.30 sino alle 21. Gli organizzatori consigliano, inoltre, di utilizzare per le auto il parcheggio di piazza Padre Pio. Il giorno dell’Epifania ci sarà, infine, il tradizionale arrivo a cavallo dei Re Magi con partenza da via Tenente Sabato.

Daniele Colitta

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Babbo Natale che scende dalla torre Pignatelli in piazza Crocefisso

Galatone. Non si è fatto attendere e, con un coraggioso slancio, a dispetto soprattutto delle condizioni meteorologiche, si è calato puntuale dall’alto della torre Pignatelli, accanto al Palazzo marchesale, sino ad approdare in piazza Crocifisso, dove ad attenderlo c’erano piccoli e grandi con gli occhi e il naso all’insù. È iniziata così,  con la discesa di Babbo Natale, la festa dei bambini. Organizzata per il terzo anno consecutivo dall’Unione commercianti di Galatone, la festa più tenera dell’anno si è conclusa lo scorso 9 dicembre registrando successo e partecipazione, nonostante il freddo. Sono stati tanti i bambini che, accompagnati per mano da mamme e papà, si sono dati appuntamento in piazza Crocifisso per consegnare la propria letterina al vecchietto più famoso del mondo. Desideri, sogni e regali ambiti dai più piccoli, dunque, sono stati consegnati nelle mani di Babbo Natale, in cambio di dolci e caramelle. Tutto ciò prima di trascorrere un intero pomeriggio sulle giostre gonfiabili gustando, di tanto in tanto, zucchero filato e pettole calde. Ma, non lo si può negare, è stato un pomeriggio di festa anche per i più grandi, saliti a bordo del trenino di Natale per un giro tra le vie principali del paese; i galatei hanno poi potuto girovagare tra le bancarelle del mercatino dell’antiquariato, dell’usato e del baratto. Non sono mancati momenti di animazione con l’artista circense Zigo. Alla fine, pollici in alto da parte di tutti.

DC

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Una panoramica dalla passata edizione (foto di Emiliano Picciolo)

Alliste. Il 25, 26 e 30 dicembre, l’1 e il 6 gennaio, dalle 18 alle 22. Cinque giorni l’anno la povertà non spaventa e non suscita diffidenza, anzi ci si stringe intorno ad essa e al micromondo di cui è la nota dominante: il presepe vivente, ad Alliste realizzato dal comitato “Insieme per il Presepe”, di cui Valerio Marrocco è presidente) sulla collina della Serra, lungo la strada che porta alla marina di Capilungo.

Così, ogni anno, succede a tanti di superare l’imponente arco d’ingresso e d’incamminarsi per il sentiero dell’umiltà, delimitato da muretti a secco, in alcuni tratti impervio ma reso praticabile grazie a piccoli ponti in legno e ad alcune gradinate.  Passo dopo passo, si recupera un po’ di autenticità di quella “vita di prima”, fatta di poche e semplici cose, ad ogni incontro con i numerosi figuranti assorti, nelle loro casupole, a svolgere antichi mestieri, in gran parte attività manuali che richiedevano fatica e sacrificio. Anche per questo bambini e ragazzi si fermano ad osservare con quella curiosità stimolata dalle cose che non si conoscono,  chi intreccia “panareddhi”, lo “scarparu” e chi lavora con lo “scarpeddhu”. Le ragazze appaiono incredule davanti all’anziana donna che lavora al “talaru” o alla massaia che lava i panni con la cenere, sbalordite di fronte a quell’intruglio di farina, olio e soda che serve per preparare il sapone.

Ma lo stupore è reciproco: chi è avanti con l’età non solo ha nostalgia, ma si meraviglia di trovare, all’interno delle antiche botteghe, dei ragazzini come aiutanti. Tutte sensazioni amplificate dagli odori nell’aria: delle cipolle cotte alla brace, del pane fatto in casa, delle “pittule”.

Luminarie e musica addobbano e segnalano (assieme alla stella cometa sul punto più alto della collina, visibile già dal ponte nei pressi di Gallipoli) quel piccolo mondo, quasi a volerlo proteggere preservandone la serena semplicità da cui scaturì una grande Magia.

Roberta Rahinò

“Alli sei, santu Nicola, a lli ottu, Santa Maria, a lli tredici, santa Lucia, a lli venticinque lu Missia”, giorni e santi scandiscono il succedersi del periodo che, almeno in passato, era atteso con trepidazione non solo dai bambini. Sono tappe che ricordano festività particolarmente gradite: il santo di Mira, protettore di Bari  che richiama ogni anno fedeli anche dalla Russia, la Madonna Immacolata che viene festeggiata con novene prima dell’alba al suono della pastorale di bande per le vie; S. Lucia che protegge la vista e “inaugura” i mercatini di Natale; e infine, quasi a coronamento del periodo, la nascita di Cristo.

Un elemento simbolico che è presente in questi giorni è certamente la luce, il fuoco. In un periodo in cui le giornate si accorciano e il tempo della luce solare è molto breve, il fuoco arde e non solo nei camini, ma annche nelle strade. C’è la festa del fuoco a Zollino, ci sono le focareddhe dell’Immacolata ad Alezio, il ceppo che arde per tutta la notte di Natale (“A Natale puru li focu s’ha bbinchiare”, e la cenere viene raccolta e  sparsa nelle campagne) fino ai pupi gallipolini che vengono bruciati e fatti saltare la notte del 31. Addio anno vecchio, ne inizia uno nuovo all’insegna del dono, la “strina”. Regalare qualcosa all’inizio dell’anno era una consuetudine dei Romani: fichi secchi, miele, focacce con l’augurio di prosperità. Nell’Italia meridionale,  in Sicilia e in Calabria, ma numerose versioni esistono anche in Puglia soprattutto nella Grecìa salentina, la “Strina” è un canto di questua, prima pagano, poi assimilato alla religione cattolica. Un gruppo di persone giravano nei paesi masseria per masseria suonando strumenti musicali e chiedendo qualcosa in cambio di un augurio di buona annata. Se i doni eccedevano, venivano regalati agli indigenti. Consuetudine ereditata dalla “Compagnia musicante” di Casarano. Il tema del dono continua fino all’Epifania che i bambini conoscono come Befana. Bisogna dire che il fascino della vecchietta buona che volava  su un manico di scopa e che portava i doni ai bambini buoni (“La Befana ti porterà cenere e carboni” minacciavano i genitori)  si è un po’ appannato oscurato da Babbo Natale. Ma si sa, non è tempo di magia.

Il falò della passata edizione de l’Immacolata ad Alezio (foto di Emiliano Picciolo)

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I fuochi d’artifi cio in piazza D’Elia per la serata conclusiva del Presepe vivente della passata edizione

Casarano. Sono ben 17 le edizioni del presepe vivente organizzate dall’associazione culturale “Amici del presepe 96” che, proprio dal lontano 1996, sotto la guida di Mimino De Masi, trasforma  ogni anno il centro storico in un vero e proprio gioiello per l’intero periodo natalizio. Il presepe (aperto al pubblico le sere del 25, del 26 e del 30 dicembre e quelle del primo e del 6 gennaio) è, infatti, allestito tra i suggestivi vicoli del centro antico, all’interno di case a corte, frantoi ipogei e palazzi storici. Ambienti abbandonati a se stessi per l’intero anno prendono magicamente vita grazie all’animazione di centinaia di personaggi e figuranti che ripropongono gli antichi mestieri, attraverso l’utilizzo di attrezzature e metodologie di lavorazione ormai scomparse da tempo. Il percorso è aperto dal Museo della civiltà contadina, mentre il cuore pulsante coincide, ovviamente, con la grotta della Natività, allestita in un antico frantoio ipogeo recuperato dagli stessi volontari. Come ogni anno, il ricavato delle offerte che i visitatori vorranno donare sarà devoluto in beneficenza.

Tra le altre iniziative del periodo i percorsi per i più piccoli con i pony organizzati, sempre nei pressi del presepe vivente, dal 20 dicembre alla Vigilia (a partire dalle 17.30), dall’associazione ippica Sud Salento che il 24 (con una piccola offerta) porterà i regali a domicilio. Teatro il 26 (si replica il 6 sempre alle 20) nella sala del Cuore Immacolato con “La Ucerna” e la commedia “Io Alfredo e Valentina”. L’associazione “Melodie”, presieduta da Lucia Melgiovanni, dal 3 al 5 gennaio allestisce, inoltre, un corso di perfezionamento pianistico presso il Sedile comunale.

Infine, tra le tante iniziative delle scuole, il “Dolce Natale solidale” organizzato nei giorni scorsi dal comitato dei genitori del comprensivo Polo 3 con la tradizionale mostra mercato le cui offerte ricevute sono state destinate alle famiglie più bisognose della città.

Alberto Nutricati

Casarano. «Attenti ai botti»: l’invito giunge dall’oratorio Anspi “San Giovanni Elemosiniere”, che, proprio per mettere in guardia i giovani sulla pericolosità dei fuochi d’artificio, prima delle feste natalizie ha organizzato un incontro di sensibilizzazione sul tema (all’interno dell’oratorio parrocchiale, nella foto) insieme agli artificieri del corpo dei Carabinieri.

L’evento di sensibilizzazione sulla pericolosità dei botti di Capodanno era rivolto in modo particolare, ma non solo, a giovani e giovanissimi. Gli uomini dell’Arma, ai quali è andato il ringraziamento degli organizzatori, hanno proiettato delle diapositive sugli effetti devastanti che i “botti” possono avere: si va da mutilazioni più o meno gravi sino, addirittura, alla morte.

I dati sono impietosi: negli ultimi vent’anni, ammontano a 17mila le persone mutilate a causa dei botti di Capodanno; di queste, 5mila sono state riconosciute come invalide, in quanto le mutilazioni riportate non sono attribuibili a proprie responsabilità. Oltre 2mila percepiscono una pensione d’invalidità per questo stesso motivo, mentre sono più di 30mila gli animali uccisi. Nell’ultimo anno i feriti sono stati 561, di cui oltre 70 bambini. Tra l’altro, a farne le spese sono spesso persone ignare che si trovano, loro malgrado, nel raggio di azione dei botti che, spesso, sono veri e propri ordigni rudimentali.

AN

Presepe in miniatura: S.Maria degli Angeli di Andrea Saponaro e Alessandra Lezzi

Gallipoli. Dal 25 al 6 gennaio si possono visitare i presepi artistici e tradizionali allestiti in tutte le chiese parrocchiali di Gallipoli e nelle confraternite del centro storico, ma anche in zone come Lido San Giovanni col presepe dell’associazione “Conca d’oro”.

Resta questo il piatto forte e più denso di significati, a cui quest’anno si affianca come contorno un programma ricco di sapori, profumi e suoni che accompagnerà la magica atmosfera di Natale.

Se fino al  6 gennaio sul piazzale Bovio, di fronte alla stazione ferroviaria terrà banco “Sapori in festa”, al Mercato coperto “Delizie in festa”, in collaborazione con l’associazione dei ristoratori del Salento “Cibusalento”, da subito c’è solo l’imbarazzo della scelta tra concerti musicali di tutti generi e animazioni della Natività, come quella prevista al Mercato coperto.

Domenica 23 si dà inizio ai concerti: nel teatro Garibaldi alle 20,30 il chitarrista Danilo Legari; mercoledì 26, ore 19,30 nella sala Coppola concerto di pianoforte del maestro Luigi Solidoro; giovedì 27 ore 19,30, nel Mercato coperto “È Natale ancora…” concerto di musica natalizia dell’orchestra di fiati “Filarmonica Città di Gallipoli”;  venerdì 28, ore 21,30 in piazza Tellini concerto di Michele Cortese; sabato 29, ore 20,30 nel teatro Garibaldi “Omaggio ad Astor”, concerto di Shurhuq Ensemble diretto dal maestro Dino Scalabrin  con la voce di Rachele Andrioli.

Il 27 dicembre l’associazione Girasudfilm organizza la mostra del cortometraggio presso l’oratorio San Lazzaro.

Domenica 30 alle 20 sul lungomare Galilei, incrocio via Cordova, “Fiamme di stelle”, concerto di pizzica salentina del gruppo “Schiattacore” e musiche e farse in vernacolo  a cura dell’associazione “Ampalea dei leoni”. La stessa associazione replicherà lunedì col concerto “Mistura louca”, cover Band dei “Manu Chao”. Il programma prosegue mercoledì 2 gennaio nel santuario del Canneto con il concerto della Scuola di musica Filarmonica Città di Gallipoli. Infine sabato 5 gennaio Mimì Petrucelli terrà il concerto “Zero….in condotta” con le canzoni più belle di Renato Zero.

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La sede di “Io amo Racale”

Racale. “Quest’anno il Natale è di seconda mano, ma di mani ne stiamo incontrando tante”. Si legge così sul profilo Facebook del movimento politico cittadino “Io Amo Racale” (del presidente Andrea Fachechi), promotore di una speciale iniziativa basata sul riciclo dei materiali per addobbare il paese in occasione delle festività ormai prossime.

È dal 21 novembre scorso che, presso la sede di via F. Quarta, chiunque lo desideri può recarsi per dare una mano alla realizzazione di tante piccole decorazioni festose in plastica. Sì, perché requisito indispensabile per partecipare è portare con sé tante bottiglie vuote di plastica, dotate di tappo, oltre a pinze, forbici, nastro isolante, ferro filato. Ma il “requisito d’accesso” è avere tanta buona volontà.

“In tempi di rigore e austerity – si legge, ancora – in un momento in cui la crisi rischia di spingerci ognuno nei propri spazi, rimettiamo al centro il senso di condivisione e comunità. Recuperiamo, ricicliamo, abbelliamo ciò che bello rischia di non essere più. E facciamolo insieme perché è meglio”.

L’iniziativa sta godendo di tanto successo, con una ricca partecipazione soprattutto da parte dei bambini per i quali, si sa, il momento dell’addobbo natalizio è magico.

Il 23 dicembre, poi, sarà tempo di scendere tutti in piazza per condividere la bellezza degli addobbi artigianali, ma anche per partecipare ad un’altra iniziativa intitolata “U libru nosciu”: ognuno porta un libro usato e lo offre alla comunità, in un reciproco scambio di cultura.

Roberta Rahinò

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Sannicola. Reca un messaggio di pace e solidarietà multietnica la stella cometa realizzata, nell’atrio della loro scuola, dai bambini della  Materna per accogliere il Natale. I piccoli hanno immaginato attorno ad una tavola imbandita le famiglie di tutte le regioni italiane e di Bulgaria, Marocco, Tunisia e Svizzera, paesi dai quali provengono alcuni degli allievi. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto alimentazione, con la stella decorata con immagini dei piatti tipici.

La scuola primaria, invece, attenderà l’arrivo del Natale con i canti e le tombolate che si svolgeranno all’interno delle varie classi insieme alla  raccolta fondi in favore della Fidas ed alla vendita delle tradizionali piantine delle stelle di Natale in collaborazione con la Lega contro i tumori.

Gli allievi della scuola Secondaria sono, inoltre, alle prese con il mercatino natalizio con una parte dei fondi raccolti che servirà per l’acquisto dei materiali occorrenti per i laboratori artistici, non essendo stato possibile, quest’anno, realizzare il tradizionale calendario diventato, sin dal 2000, un appuntamento fisso.

Con l’iniziativa “Babbo Natale Fidas”, infine, come ogni anno si farà visita alle varie scuole distribuendo dolci e piccoli regali. L’Amministrazione comunale, dal canto suo, decorerà piazze e strade con le classiche luminarie mentre l’assessorato alle Politiche giovanili, retto da Wilma Giustizieri, organizzerà, sempre per beneficenza, un concerto di Natale domenica 30 nel centro culturale di via Oberdan con giovani artisti (tutti dai 15 ai 18 anni).

Maria Cristina Talà

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Il presepe di San Francesco

ll Natale è un insieme di fede e tradizioni, di sacro e profano, ed anche per questo un’antica fiaba gallipolina ritorna attuale malgrado il veloce incedere dell’era consumistica. Sino a non molti anni fa, mentre in casa si preparava il presepio, spettava alla nonna il (gradito) compito di narrarla ai nipotini magari mentre la mamma preparava “i purciadduzzi” e le cartellate, che nella mitologia popolare rappresentano le lenzuola del Bambino.

La fiaba preferita dalla nonna era quella di Santo Stefano, un misto di fantasia e leggenda,   che  nella tradizione popolare gallipolina è molto conosciuta. Nel tempo in cui nasceva Gesù, una donna molto giovane per tradizione non poteva avvicinarsi ad una puerpera. Addirittura si evitava di parlare di alcuni argomenti che per i giovanissimi erano considerati “tabù”.

Si narra allora che una donna, non potendo avvicinarsi alla Madonna, mise in atto uno stratagemma per poter vedere da vicino il Bambino appena nato.  Fingendosi madre, nascose nel grembo un pezzo di legno (un’“aschia”), come fosse un neonato e facendosi largo fra i pastori che accorrevano ad adorare il Messia, si avvicinò alla mangiatoia e si inginocchiò davanti alla Madonna. Maria alla vista della donna le rivolse la parola ma lei non sapendo cosa rispondere cominciò a piangere. Scoperta “la macchinazione”, la donna non riuscì a dare una spiegazione ma, nella meraviglia più assoluta, si accorse che quel pezzo di legno aveva preso vita e continuò a piangere. Era nato, come per miracolo divino, Santo Stefano.

Ed è per questo che tra i pastori del presepio che sostano davanti alla grotta di Gesù alcuni recano in braccio il proprio figlioletto.

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BORGO INCANTATO Piazza Umberto I a festa per l’edizione 2011 della rassegna natalizia organizzata nel cuore antico di Parabita

Parabita. La tradizione nordeuropea dei mercatini e delle pagodine di Natale sbarca anche a Parabita.

Piazza Umberto I è, infatti, pronta a vestirsi a festa con  “Borgo incantato”, la rassegna curata dell’agenzia “Ideazione” di Laura Stefanelli insieme a “La nuova associazione commercianti”, l’associazione artigiani, i giovani di “Barrio vecchio” ed altre realtà locali. Si tratta della seconda edizione di un evento già apprezzato lo scorso anno.

Un programma nutrito e variopinto colorerà, dall’8 dicembre sino all’Epifania, di tradizione e suggestioni natalizie il centro storico cittadino. Dolciumi, presepi, articoli da regalo, pupi in cartapesta e tanto altro ancora ad animare il mercatino in piazza, mentre i cori parrocchiali di S. Antonio, la Cst Orchestra, la scuola di musica Harmonium e il coro “Poliphonica nova” intratterranno i presenti con le loro armonie.

Fino al 18 dicembre potrà, inoltre, essere visitata la mostra di Roberto Scorrano (di Casarano) sulla via provinciale Matino (al numero civio 36): sei i presepi in esposizione, realizzati in cartapesta, sughero, polvere di sughero e cartongesso, a riproporre gli antichi mestieri della cultura locale, con alcuni scorci caratteristici del Salento ed uno spazio dedicato anche ai pupi artigianali in terracotta.

“Aspettando Natale” è, invece, la serata dedicata a musica e tradizioni organizzata dall’associazione “Genitori insieme”, con una ricca tombolata il 23 dicembre nella sala teatro Carducci, mentre il 29 sarà la volta del secondo torneo di burraco presso il bar la Porta di via Coltura.

Il ricavato delle iniziative del gruppo, guidato dal presidente Luigi Donateo e da sempre impegnato sul fronte della solidarietà attiva, sarà interamente devoluto in beneficenza per venire incontro alle esigenze delle  famiglie bisognose.

Daniela Palma

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...