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Nardò – Collaudatori di provata e lunga esperienza che perdono il posto di lavoro; lavoratori lasciati a casa pr mesi in attesa di essere richiamati; un contesto di precarietà e incertezza sul futuro: è quanto emerso oggi alla Regione a Bari, nella commissione consiliare Sviluppo economico, presieduta da Donato Pentassuglia, alla presenza dei rappresentanti legali della pista  Nardò technical center srl del gruppo  Porsche.  La richiesta di convocazione era stata avanzata dal consigliere regionale Cosimo Borraccino (Leu), spinto dalla necessità di “conoscere le motivazioni che hanno condotto l’azienda a fare determinate scelte, affinché si possano trovare delle opportune soluzioni”. Borraccino, nel corso del suo intervento ha fatto riferimento in particolare ai lavoratori collaudatori che hanno perso il posto di lavoro, chiedendo all’azienda di “valutare la possibilità di provare a trovare le condizioni utili a dare delle garanzie a questi lavoratori”. Stessa richiesta dal consigliere Cristian Casili (M5S), che segue la vicenda da vicino, “auspicandosi che vengano tutelati i diritti di questi lavoratori che attendono di essere reintegrati dopo un lungo periodo di precariato e lavoro somministrato, la cui vertenza va avanti a fasi alterne dal 2012 e, nonostante i diversi accordi sottoscritti, continuano a non avere certezze per il futuro”. Casili ha sottolineato “l’importanza del circuito neretino che, tra l’altro, si trova in un’area naturale di pregio ed è stato oggetto di cospicui finanziamenti regionali”.

Il direttore tecnico del Nardò technical center, Edmund Sander, e il dirigente, avvocato Arturo De Simone, hanno dapprima precisato che la presenza dell’azienda vuole essere “stabile e duratura con la conseguente crescita occupazionale”. “Infatti oggi la pista di Nardò – hanno rilevato i due amministratori – conta un numero di 155 dipendenti, registrando un incremento del 45% nell’ultimo anno”.

Circa i lavoratori licenziati, Porsche ha affermato che “non è stato effettuato alcun licenziamento del personale dipendente e che i casi indicati (una ventina) si riferiscono a contratti di lavoro somministrato, che non hanno mai avuto alcun rapporto diretto con l’azienda”. Pertanto, in riferimento, l’azienda ha sostenuto che non sono state tentate possibili soluzioni tramite trattative per eventuali assunzioni, “trattandosi di casi le cui sorti sono nelle mani dell’autorità giudiziaria”.

Aiuti della Regione Sander e De Simone hanno infine precisato che “il Gruppo Porsche non ha ottenuto alcun finanziamento da parte della Regione Puglia, considerato che il Nardò technical center è stato acquisito da parte loro nel 2012, in un periodo di forte criticità economica. Di conseguenza, del contratto di programma siglato con la Regione Puglia nel 2007, con l’ottenimento di un finanziamento di circa 9 milioni di euro, ne hanno usufruito solo gli ex proprietari”.

Chiamata in ballo la Task force regionale “Non sono affatto soddisfatto delle risposte”, ha commentato poco dopo il consigliere Casili di Nardò. “Ho chiesto che i lavoratori della pista di Nardò vengano tutelati attraverso il rispetto degli accordi presi nel corso della Task Force regionale per il lavoro. L’impressione, dettata dagli avvenimenti degli ultimi tempi, con il mancato rinnovo dei lavoratori in somministrazione – ha aggiunto Casili – è che l’azienda voglia azzerare il rapporto con i tecnici che prestano servizio da anni. Non è stata fatta chiarezza sul numero di vertenze in corso e su eventuali accordi del gruppo con i collaudatori”. Pertanto Casili ha chiesto di  acquisire i verbali della Task Force “per capire le posizioni assunte da azienda e sindacati, perché ci risulta che il gruppo Porsche in quella sede avesse preso impegni precisi per la stabilizzazione dei lavoratori interinali!”.

Percorsi di formazione con gli studenti dei Tecnici Circa le prospettive future per il consigliere regionale “è fondamentale anche offrire prospettive occupazionali stabili ai nostri ragazzi”. “Per questo ho chiesto al gruppo Porsche – ha concluso – di coinvolgere gli istituti tecnici per percorsi di formazione sulla pista di Nardò. Chiediamo infine che gli investimenti previsti siano gli stessi stanziati in Italia e nel resto d’Europa”.

 

Nardò – Preoccupazione tra i lavoratori per i problemi irrisolti, soprattutto in tema di precari; Cgil e Cisl confermano lo sciopero. Martedì 17 aprile a incrociare le braccia davanti ai cancelli per mezz’ora saranno i dipendenti della “Nardò Technical Center”, la nota pista neretina lunga oltre 12 chilometri che dal 2012 è stata acquisita da “Porsche Engineering” e col suo centro prove accoglie l’industria automobilistica di tutto il mondo. Circa 150 i dipendenti diretti, 135 gli interinali italiani e 300 i trasfertisti tedeschi. Da mesi però, nonostante i buoni propositi inizialmente manifestati dai vertici aziendali, le organizzazioni sindacali denunciano come l’interesse sia ormai quello di ridurre i costi e aumentare l’utilizzo di strumenti sempre più stringenti per controllare i lavoratori, compromettendo irrimediabilmente le relazioni industriali. Da qui trattative bloccate coi sindacati, mancata definizione del contratto di secondo livello e del premio di risultato e ferie, permessi e cambi turno gestiti, denunciano Cisl e Cgil, senza tener conto del Contratto collettivo nazionale.

«Nonostante gli ultimi due incontri avvenuti in questi giorni con i manager, uno in Confindustria e l’altro nella sede di Nardò – dichiarano adesso i segretari generali Maurizio Longo (Fim-Cisl Lecce) e Annarita Morea (Fiom-Cgil Lecce, foto) – i sindacati confermano le loro preoccupazioni. Oggi, dopo aver ascoltato in assemblea i lavoratori, le segreterie provinciali e le Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) di Fim-Cisl e Fiom-Cgil hanno condiviso un percorso di mobilitazione e agitazione che comincerà martedì».

Lo sciopero riguarderà la fascia oraria 13.30-14.30, con mezz’ora di mobilitazione per ogni turno. Nelle scorse settimane Longo e Morea avevano chiesto un incontro urgente all’azienda per manifestare incertezze e preoccupazioni dei lavoratori sui cambiamenti in atto. «Abbiamo apprezzato la disponibilità dell’azienda a incontrarci e riaprire le relazioni industriali. Siamo però profondamente insoddisfatti dell’esito dei due incontri – proseguono i segretari sindacali – e nessun passo in avanti è stato compiuto per la definizione del contratto di secondo livello e del premio di risultato». Quindi nessuno spiraglio? «Dialogo aperto – concludono – a patto che questa disponibilità si traduca in qualcosa di efficace e produttivo e non nel nulla di fatto registrato in queste ore».

Nardò – Potrebbe segnale una svolta la sentenza del Giudice del lavoro di Lecce a proposito di uno dei “precari” del “Nardò Technical center” di Porsche Engineering  (gruppo Audi-Volkswagen) che da anni vi lavorano ma solo con contratti temporanei, “somministrati” cioè all’azienda che gestisce la pista di collaudo da società e agenzie specializzate. Nel caso specifico, il collaudatore interessato ha sottoscritto oltre 110 contratti di questo tipo in cinque anni. “Con sentenza del 14 febbraio 2018, il Giudice del lavoro di Lecce ha riconosciuto in favore di un lavoratore somministrato da Obiettivo Lavoro spa (oggi Ranstad Italia spa) e Manpower srl la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato alle dipendenze dell’utilizzatore Nardò Technical Center srl sin dalla data del primo contratto di somministrazione (settembre 2011)”. Come conseguenza della sentenza, il lavoratore tornerà al lavoro presso la sede di Nardò di Ntc srl dopo quasi tre anni dall’ultimo contratto di lavoro in somministrazione (aprile 2015) e riceverà un’indennità risarcitoria pari a dodici mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.

Ricorso promosso da un lavoratore e dal sindacato. Con il ricorso al Giudice del lavoro di Lecce il lavoratore, che aveva prestato la propria attività lavorativa dal 2011 al 2015, intervallata da periodi di inattività inferiori a 60 giorni, ha chiesto al Tribunale di Lecce di “accertare l’illegittimità dei contratti di somministrazione a tempo determinato e la nullità del termine ivi apposto per violazione delle norme di legge in materia”, con l’assistenza dell’avvocato della Cgil Francesca Cursano; si è rilevata inoltre “la mancanza delle ragioni giustificatrici della somministrazione a termine, l’abuso del ricorso a tale tipologia contrattuale, la mancata effettuazione della valutazione dei rischi da parte dell’utilizzatore e la violazione dei limiti imposti dal contratto collettivo nazionale di lavoro”. Il magistrato ha stabilito che il diretto interessato ha diritto alla costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze di Ntc srl con effetto dall’inizio della somministrazione “per aver, la società, violato il divieto imposto dall’art. 20 del d.lgs. 276/2003, che vieta il ricorso alla somministrazione per le aziende che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 4 del d.lgs 19 settembre 1994, n. 626, e successive modifiche. Non avendo Ntc srl provato l’adempimento del precetto normativo, il contratto di lavoro in somministrazione è stato convertito a tempo indeterminato alle dipendenze dell’utilizzatore ai sensi dell’art. 27 del d.lgs. 276/2003. Per i motivi suesposti il Giudice del Lavoro ha dichiarato sussistere un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato tra il lavoratore ed NTC srl a far data dal 2011, condannando la società anche al pagamento di una indennità risarcitoria”, si legge in una nota del sindacato.

Dipendenti 136, “a tempo” oltre 100. Ma in Ducati e Lamborghini non è così. «Siamo contenti che il Tribunale di Lecce abbia riconosciuto la validità di una battaglia per la stabilizzazione di questi precari che la Cgil combatte da diversi anni. I lavoratori che hanno deciso di affidarsi alla nostra strategia sindacale hanno ottenuto i risultati sperati. Ne è dimostrazione questa sentenza dalla quale si evince che molto spesso dietro rapporti di lavoro a tempo determinato si nascondano rapporti di lavoro in realtà stabili. Inoltre riteniamo grave la certificata assenza del Documento unico per la valutazione rischi da interferenze (Duvri) evidenziata dal giudice del lavoro”, è il commento del segretario generale del Nidil Cgil Lecce (il sindacato che tutela i lavoratori interinali e con contratti atipici), Alessio Colella e la segretaria generale della Fiom Cil Lecce, Annarita Morea. In base a dati del 2016, la Ntc srl occupa stabilmente 136 dipendenti ed oltre cento “precari”, impegnati in collaudi di mezzi sulla pista di Nardò in qualità di drivers. Il sindacato Cgil da tempo chiede che anche a Nardò siano applicate le norme in materia di contratto di lavoro già introdotte in altre aziende italiane del gruppo tedesco, come Ducati e Lamborghini.

Comune, Regione  e azienda tedesca a Bari

Comune, Regione e azienda tedesca a Bari

NARDÒ. Il Proving Ground di Nardò – oggi “Nardò Technical Center” e dal 2012 di proprietà Porsche – noto come l’ “Anello” per la sua forma, è nato negli anni Settanta come “Pista Sasn” della Fiat, intorno alla masseria “Fattizze”, cuore dell’Arneo neritino. Dal 1975 fino al 1999 è rimasta di proprietà della casa automobilistica torinese, poi  l’intero complesso di 7 milioni di metri quadri viene venduto da Fiat alla Prototipo Test.Ing, società fondata nel 1991 a Trofarello (Torino), da sempre impegnata nella fornitura di servizi di ingegneria e sperimentazione a supporto dell’industria automobilistica, con crescenti esperienze in innovazione tecnologica. Nel 2001 la crisi: la drastica riduzione delle commesse Fiat mette in ginocchio la società che sfiora la chiusura e la Prototipo spa passa dalla famiglia Reviglio ad un gruppo internazionale assicurativo e bancario, che vede impegnati Allianz Group e Bpu Group e, nel 2005, nasce la “Nardò Technical Center srl” che resta proprietaria dell’impianto (tra cambi di vertice nella società ed articolate operazioni finanziarie, per l’ammontare di circa 18,5 milioni di euro interessata la “Italease Network spa” di Milano, società di leasing finanziario del Gruppo “Bancaitalease), fino al 2012.

Nel 2009 nuovo lo stato di crisi, proprio mentre la Ntc incassa l’ultima trance di un cospicuo finanziamento regionale: 9 milioni di euro scaturiti dal Piano d’investimento industriale relativo al Contratto di programma “Nardò Technical Center srl” (già Prototipo spa) approvato dalla Regione Puglia nel 2006 con fondi Por 2000-2006, per la realizzazione di una Pista Handling e per l’ampliamento della Pista dinamica auto – Pista antiskid. L’Accordo siglato fra la società e la Regione Puglia, inizialmente prevedeva un investimento iniziale di 23 milioni di cui dieci a fondo perduto per piste,  ricerca e sviluppo su inquinamento atmosferico, sicurezza stradale e del veicolo, nuovi asfalti (con partner di altissimo livello, quali università e centri di ricerca) e l’assunzione di 23 persone. L’intero programma fu poi fortemente ridimensionato. E nel gennaio 2008, dopo interrogazioni in Consiglio regionale, la vicenda finì sotto la lente di ingrandimento della Procura di Lecce. La fase ingarbugliata della crisi si conclude nel 2012 con l’acquisizione dell’intero impianto da parte di Porsche Engineering.

pista porscheNARDÒ. Tutela dell’ambiente e sviluppo industriale vanno a braccetto solo a Nardò, sempre più centro del mondo dei test automobilistici.
Un protocollo di intesa tra “Nardò technical center” per l’attuazione del piano di gestione del Sito di importanza comunitaria “Palude del Conte e Dune di Punta Prosciutto” e per lo sviluppo compatibile dell’area del Proving Ground di proprietà Porsche, nel cuore dell’Arneo neritino, è stato sottoscritto nei giorni scorsi a Bari. Il Sic si sviluppa nel territorio tra Nardò e Porto Cesareo e comprende gran parte del noto impianto di testing, oggi di proprietà del colosso automobilistico tedesco, dove autovetture di tutto il mondo vengono collaudate.

È stato il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, insieme con l’assessore alla Qualità del territorio Angela Barbanente, a sottoscrivere il protocollo d’intesa con i sindaci dei Comuni di Nardò, Marcello Risi, e di Porto Cesareo, Salvatore Albano, e con il direttore generale di “Nardò technical center” Francesco Nobile, alla presenza del direttore generale di Porsche engineering, Malte Radmann.
Grazie al protocollo sottoscritto, la società tedesca che gestisce l’autodromo di Nardò, collaborerà alla redazione del piano di gestione del sito di interesse comunitario (di competenza dei due comuni), mettendo a disposizione “le conoscenze sviluppate sull’area in questione e a condividere il nuovo Piano di sviluppo delle attività al fine di renderlo compatibile con la conservazione e la fruizione del sito, anche mediante interventi di mitigazione/compensazione”.

Il direttore generale di Porsche engineering, Malte Radmann, ha annunciato nuovi investimenti in ricerca e formazione, nonché il consolidamento delle strutture esistenti. L’accordo porterà ad un investimento di oltre 100 milioni di euro da parte di Porsche, per la ristrutturazione degli impianti e la realizzazione di nuove piste di prova, una per “i cambi di corsia in velocità” e una per i test di stabilità del veicolo su bagnato, l’allestimento di un centro di sicurezza con un centro medico, una postazione dei vigili del fuoco e un eliporto da inserire nella rete regionale dell’elisoccorso. Un programma che dovrebbe vedere l’occupazione (attualmente sono 110 i dipendenti della Ntc) aumentare del 30%. A questo bisogna poi aggiungere l’indotto sul territorio, per ristoranti, alberghi e servizi: attualmente, ogni giorno, sono ospiti della struttura circa 400 tra tecnici, operai e ingegneri di case automobilistiche. Numeri destinati a crescere.

«Porsche ha un atteggiamento di grande rispetto verso il nostro territorio – ha rilevato il presidente Nichi Vendola – perchè l’autodromo di Nardò è collocato in un ecosistema di grande pregio, fatto di macchia mediterranea che è cresciuta attorno alla pista. E per continuare a fare investimenti, anche di grande rilievo con decine e decine di milioni di euro, Porsche intende condividere con i comuni di Nardò e di Porto Cesareo e con la Regione uno studio di dettaglio approfondito affinchè si possa determinare la crescita del sito ma non a svantaggio della natura, rispettando territorio e ecosistema». Insomma la bellezza e il profitto ogni tanto possono vivere come una coppia di fatto, non è detto che debbano farsi la guerra”.

vendola_stoccardaNARDÒ. Sono in arrivo dalla Porsche nuovi investimenti milionari sul “Nardò Technical Center”. Nei giorni scorsi, una delegazione della Regione Puglia, composta tra gli altri dal presidente Nichi Vendola e dalla vicepresidente Angela Barbanente (foto), ha fatto visita agli stabilimenti Porsche a Stoccarda-Zuffenhausen, in Germania, nell’ambito delle relazioni per il rafforzamento della partnership tra la Puglia e Porsche per l’ulteriore sviluppo strategico del “Nardò Technical Center”. Importanti investimenti sul “proving groung”, il centro prove e collaudo situato nell’Arneo neritino, che dal 2012 è di proprietà della controllata Porsche Engineering Group GmbH di Weissach, sono stati così presentati dal presidente del Board di “Porsche AG”, Matthias Muller.
La multinazionale investirà nell’ampliamento e potenziamento del sistema delle piste di collaudo del Ntc e nel rafforzamento dei servizi, soprattutto quelli legati alla sicurezza, come l’elisoccorso. «Il Nardò Technical Center con le sue ampie strutture di collaudo è diventato una parte importante dei servizi di ingegneria integrata di Porsche e del gruppo Porsche – ha detto il presidente Muller – siamo lieti dunque che la nostra partnership con la Regione Puglia ci abbia consentito di promuovere lo sviluppo strategico del sito test». Gli incentivi della Regione per investimenti qui sono richiamati da Vendola come determinanti.

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