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ospedale-nardO-51Nardò. “Sostituire la frase ‘Nuovo ospedale del Sud Salento, tra Maglie e Melpignano, con conseguente disattivazione degli attuali stabilimenti di Scorrano, Galatina, Copertino’ con la seguente ‘Nuovo ospedale del Salento in un’area baricentrica tra Nardò, Copertino e Galatina con conseguente disattivazione degli attuali stabilimenti di Copertino e Galatina’”: questo l’emendamento al piano di riordino ospedaliero presentato dal consigliere regionale pd Ernesto Abaterusso. “Non si tratta di una rivendicazione campanilistica”, mette le mani avanti il consigliere di Patù. E subito spiega che “il Salento ha già contribuito in modo decisivo all’attuazione del piano di rientro varato dal governo Vendola: sei ospedali chiusi (Nardò, Maglie, Campi, Poggiardo, San Cesario e Gagliano) e circa 350 posti letto in meno”. Per Abaterusso adesso è il momento di “un balzo in avanti nella consapevolezza che bisogna utilizzare al meglio le poche risorse disponibili”. Quattro le motivazioni di fondo che il consigliere giudica “limpide”: il nuovo ospedale servirebbe un’area densamente popolata; chiuderebbero due ospedali che “manifestano da tempo problemi strutturali legati alla vetustà degli edifici e delle tecnologie”; si coprirebbero zone – come Porto Cesareo, le marine di Nardò, i cui collegamenti con Gallipoli “sono alquanto difficoltosi” – che il piano di riordino lascia scoperte; le funzioni di Scorrano potrebbero ulteriormente essere rafforzate.

L’inversione chiesta da Abaterusso non sembra da poco: il nuovo ospedale Maglie-Melpignano è nei programmi della Regione da diversi anni; sono stati fatti sopralluoghi e elaborati tecnici nel 2012 per individuare la zona, 12 ettari fra la Maglie-Gallipoli e la 275 Maglie-Leuca; le conferenze dei servizi finalizzate alla realizzazione del grande nosocomio sono proseguite normalmente (l’ultima è del 22 dicembre scorso) con variante urbanistica. E quando da Bari, in sede di piano di riordino, sono emerse titubanze e incertezze su questo traguardo, i Sindaci di Melpignano e Maglie sono subito insorti. A loro ha replicato il direttore del Dipartimento promozione della salute, Giovanni Gorgoni: “Da qui a un mese – ha dichiarato Gorgoni lo scorso febbraio – saranno attivate le procedure per chiedere i finanziamenti al Ministero; parallelamente si avvierà una procedura di manifestazione d’interesse rivolta ai Comuni di Maglie e Melpignano per l’individuazione di aree idonee, che non potrà costituire presupposto per alcuna variante agli strumenti di pianificazione urbanistica”. Insomma, l’intenzione resterebbe quella per Maglie-Melpignano ma si ricomincia da capo. In questo contesto s’inserisce l’emendamento Abaterusso. Si vedrà cosa ne pensano Giunta e Consiglio regionale.

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