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Nardò Maglie

Nardò Maglie – Si sono concluse, con sentenze nel primo grado di giudizio, due vicende collegate a società che somministrano cibi e pietanze alle mense scolastiche in alcuni centri della provincia. Nel primo caso sono stati “assolti” i rappresentanti della società galatonese “La Fenice” circa il caso di intossicazioni alimentari registrati nell’ottobre del 2016 nelle scuole primaria e dell’infanzia di Nardò. Il fascicolo contenente le accuse di carattere penale e le risultanze delle indagini è stato cioè archiviato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce. Il magistrato ha scritto che “dalla lettura del fascicolo investigativo non può escludersi che la casa della contaminazione microbica avesse una fonte umana”, vale a dire che “i dipendenti del centro (di cottura, ndr) abbiano contribuito a creare un focolaio microbico”. “Ciò in considerazione che in numerosi operatori fu rilevata la presenza di patogeni trasmissibili attraverso il circuito orofecale”, specifica il magistrato, per il quale tutto ciò non vuol dire che non ci siano state misure di prevenzione. Quantomeno, non vi è la certezza assoluta di una simile grave mancanza. In quel 18 ottobre del 2016 i casi di disturbi gastroenterici furono 169 (almeno quelli segnalati dai genitori).

Condanne invece nel caso della società cooperativa “Risveglio” di Galatone e di un dipendente del Comune di Maglie. Al centro delle indagini e del successivo processo appena conclusosi alimenti sprovvisti dei requisiti pure specificati nel capitolato d’appalto e nei contratti sottoscritti e in vigore nel 2011 – anno di avvio delle ispezioni – tra la ditta fornitrice e numerosi Comuni: oltre a Maglie, Collepasso, Taurisano, Taviano, Presicce, Sannicola, Galatone, Galatina, Gallipoli, Corigliano d’Otranto, Alezio, Parabita. Due ani e tre mesi di reclusione la condanna comminata a Claudio Gatto, 55enne di Galatone, ex rappresentante legale e presidente del consiglio di amministrazione della società; un anno e tre mesi al dirigente del quarto settore del Comune di Maglie, Umberto De Donno, 69enne di Maglie. Frode nelle pubbliche forniture, falso materiale, falso ideologico, abuso d’ufficio i reati contestati. Davanti ai giudici anche il fatto che dall’ Asl, Dipartimento prevenzione, erano state contestate diverse inadempienze alla ditta fornitrice; dal Comune invece risultavano attestazioni secondi cui “il servizio era stato svolto in maniera regolare e con buon esito”.

 

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