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Nardò – Dieci squadre partecipanti e oltre 100 calciatori amatoriali dai 15 ai 45 anni: sono questi i numeri del torneo “Calcio d’agosto”, svoltosi lo scorso 20 agosto presso il centro sportivo Vacanze Serene. Sul filo dell’equilibro la finale che ha visto i Neretini (Mirko Ronzino, Tony Elia, Tony e Luca Paglialunga, Gianni Andriani, Andrea e Alessio Russo, Eros Pagano, Piero Giaffreda, Federico Vetrugno) imporsi per 1-0 sul Leicester (Cristian e Paride Zaccaria, Giulio Tondo, Lorenzo Carafa, Matteo Pierfrancesco, Andrea Alemanno, Lorenzo Russo, Marco Trinchera, Stefano Spenga). Bottino pieno per la squadra composta dai tifosi del Toro, che ha portato a casa anche i premi individuali con Andrea Russo (miglior portiere) e il galatonese Eros Pagano (miglior calciatore).

Il commento degli organizzatori – “Un’altra serata di festa, – afferma il consigliere con delega allo Sport Antonio Tondo, organizzatore dell’evento assieme al presidente della consulta dello Sport Tony De Paola – il giusto preludio al prossimo appuntamento, quello con la seconda edizione del calcio balilla umano in programma i prossimi 5, 6 e 7 settembre in piazza Cesare Battisti”. “Ci siamo divertiti, – aggiunge De Paola, che è anche direttore marketing dell’AC Nardò – la città come di consueto risponde presente agli appuntamenti sportivi. Il mio auspicio è che i neretini continuino a dimostrare affetto nei confronti del Nardò Calcio, sottoscrivendo l’abbonamento a prezzi agevolati come mai prima d’ora”.

Prossimo appuntamento con un nuovo torneo di calcetto, presso il centro sportivo Vacanze Serene, fissato per metà settembre.

Nardò – Al “Giovanni Paolo II” si gioca a calcio per la solidarietà. In attesa di ospitare le gare interne del Toro versione 2018/19, l’impianto neretino di via XX Settembre ospiterà il prossimo 15 luglio, a partire dalle ore 18.00, un torneo di calcio denominato “Un goal per la solidarietà”, organizzato dal consigliere comunale delegato allo Sport Antonio Tondo e dal direttore marketing dell’AC Nardò Tony De Paola con la collaborazione dello stesso club granata del presidente Manuel Mazzotta. L’ingresso è gratuito e allo stadio si raccoglieranno fondi in favore della sezione di Lecce dell’AIPD (Associazione italiana persone down) della presidente Maria Teresa Calignano.

Numerose le società neretine che hanno confermato la propria presenza. Ci saranno gli Allievi dell’AC Nardò guidati dal tecnico Enzo Giumentaro, laureatisi da poco campioni provinciali e i campioni regionali Under 18 Élite della Frata “Andrea Pasca” Nardò condotti da coach Michele Battistini. Poi i ragazzi del settore giovanile della Esseti Pallavolo Nardò di Sandra Torchia e la compagine calcistica Gioventù Neretina di mister Jacopo Francone.

“Chiunque fosse interessato ad aderire all’evento – dichiara Tony De Paola – è pregato di confermare la propria presenza al numero 340/7874258 entro il prossimo 5 luglio. Lo scopo è quello di rendere l’evento quanto più partecipato possibile per fornire all’AIPD di Lecce un concreto supporto per un’attività nobile che da anni svolge sul territorio”.

Nardò – Dopo i festeggiamenti in onore del 60° anniversario, l’Ac Nardò rende noto il nuovo assetto societario in vista della stagione 2018-19, che vedrà protagonista il club granata in Serie D per il quarto anno consecutivo. L’uscita di scena dell’imprenditore di Copertino Maurizio Fanuli ha lasciato un vuoto in seno al club che si cercherà di colmare con i nuovi arrivati, a cominciare da Manuel Mazzotta, imprenditore salentino, primo tifoso del Melendugno, nuovo presidente onorario del Toro. Alessio Antico ricoprirà l’incarico di team manager mentre la novità è rappresentata dagli ingressi del campiota Antonio Vincenti (fino allo scorso anno nei ranghi societari della Memory Campi, club militante in Prima Categoria) in qualità di dirigente e del neretino Tony De Paola (presidente della consulta dello Sport del Comune di Nardò) come direttore marketing. Confermati nei ruoli di direttore sportivo, segretario generale e responsabile del settore giovanile, rispettivamente, Andrea Corallo, Fernando Venneri e Daniele Orlando.
Questo l’organigramma completo che la società granata si riserva di integrare nei ruoli scoperti ed eventualmente implementare negli organi degli uffici già composti: presidente onorario Manuel Mazzotta; general manager Alessio Antico; dirigente Antonio Vincenti; direttore sportivo Andrea Corallo; segretario generale Fernando Venneri; responsabile settore giovanile Daniele Orlando; direttore marketing: Tony De Paola; responsabile comunicazione Fernando Pero; addetto stampa Adriano Tedesco; grafico Andrea De Simone; responsabile biglietteria  Luca Rizzello; addetti alla biglietteria Ettore Musca, Maurizio Dell’Anna, Antonio Dell’Anna, Francesco Giannuzzi; responsabile sede sociale  Enzo Primativo; sicurezza stadio partite interne Antonio De Marco, Giuseppe Gala; fotografi ufficiali: Walter Macorano, Giampiero Cardone; magazziniere Giancarlo Fedele.

Nardò – Sessant’anni di storia in una serata. Il prossimo 17 giugno l’Ac Nardò festeggerà il 60° anniversario dall’anno della sua fondazione, nell’ormai lontano 1958. Tra i primi elementi che si conoscono dell’evento in arrivo, si sa che l’appuntamento sarà alle ore 20,30 in piazza Cesare Battisti, dove Antonio Settanni e Lorenzo Falangone, in compagnia di alcune “vecchie glorie” del Toro (nella foto Franco Leo), presenteranno una serata caratterizzata da  mostra fotografica, musica, divertimento e tanti ricordi. (A sinistra Alessio Antico, team manager ed ex difensore)

Ci sarà anche la maglia celebrativa che Agodirin e compagni indosseranno domenica in occasione del match interno con l’Altamura, valido per l’ultimo turno del girone H di Serie D. Realizzata da Gav Sportswear, la maglia dal tradizionale colore granata è fortemente “neretina”. Colletto bianco con uno stile che richiama quello delle antiche polo, piazza Salandra – il cuore del centro storico di Nardò – stilizzata sulle maniche accanto al logo celebrativo del 60° anniversario e sul petto il logo del 1958. Nella parte posteriore, in alto la dicitura latina “Tauro non bovi”, il numero del calciatore con un font anni ’50 ed in basso in stampatello “Forza Rossi”, lo storico inno del Nardò realizzato da Cesare Monte.

Per gli amanti del pallone, neretini e non solo, un appuntamento da segnare in rosso – o forse sarebbe meglio in granata – sul calendario. Senza escludere altre sorprese dell’ultima ora.

Nella foto di Daniele Nestola tifosi granata a Francavilla in Sinni, dove si svolgerà la prima gara dei play off

Nella foto di Daniele Nestola tifosi granata a Francavilla in Sinni, dove si svolgerà la prima gara dei play off

Nardò. Una chiusura di regular season da dimenticare sbiadisce quel granata che, invece, per tutta una stagione, aveva inorgoglito il cuore dei sostenitori neretini. Quegli stessi tifosi che ora incitano addirittura i calciatori a toglierselo, quel granata, di dosso. Pesano come un macigno, nel cambiamento radicale delle valutazioni della piazza, gli ultimi tre turni di campionato coincisi con altrettante sconfitte. Scivoloni, talvolta inattesi, che dai sogni di primato hanno inchiodato il Toro al quarto posto. Il piazzamento resta comunque un risultato apprezzabile, alla luce dello status di neopromossa del club del presidente Maurizio Fanuli, della gran bagarre generatasi nel girone H e delle numerose squadre che hanno investito ingenti risorse bramando la Lega Pro.

Niente: è “un fallimento”, per altri che magari intravedevano nel 2015/16 l’annata giusta per il ritorno nel professionismo. Benché in città dilaghi un alone di pessimismo, restano ancora dei playoff da disputare. Il prossimo 22 maggio il Nardò sarà di scena al “Fittipaldi” di Francavilla in Sinni nella semifinale in gara unica: chi la spunterà (i lucani avranno a disposizione due risultati su tre) se la vedrà con la vincente dell’altra semifinale, quella che allo “Iacovone” vedrà opposta la seconda classificata, il Taranto, e la quinta in graduatoria, il Fondi.

«Ci sarebbe piaciuto – ha dichiarato il tecnico Nicola Ragno – giocarci le nostre possibilità negli spareggi promozione tra le mura amiche. Cercheremo di ovviare anche a questo ostacolo. In fin dei conti, sinora in trasferta abbiamo vinto sette volte». Il Toro può ancora sperare ma a due condizioni: che l’ambiente si ricompatti in fretta e che spinga come sa fare; che ci sia una netta inversione di rotta negli scontri diretti, che hanno visto il Nardò, nella stagione appena ultimata, non uscire mai vincitore dai confronti con le prime della classe. Intanto la società decide il silenzio stampa e allenamenti a porte chiuse per quest’ultimo sforzo. Alla ricerca della concentrazione perduta.

Maurizio FanuliNardò. Sembra il remake della scorsa stagione e, per certi versi, ciò potrebbe anche essere di buon auspicio per i colori granata. Si attende solo l’avallo dell’aritmetica e poi la Virtus Francavilla (quattro punti di vantaggio a due giornate dal termine sulle contendenti), proprio come accadde nel 2015/16, potrà festeggiare la vittoria del campionato dinanzi ad un Nardò che, dopo un’altra annata vissuta rincorrendo, si ritrova un gradino dietro. L’imperativo categorico dei granata adesso e fino alla fine del campionato sarà conquistare la seconda piazza, attualmente in coabitazione con il Francavilla in Sinni che domenica scorsa ha imposto al Toro lo stop al “Fittipaldi”.

Se la regular season del girone H terminasse ora, il Nardò chiuderebbe al terzo posto in classifica, poiché la classifica avulsa negli scontri diretti sorride ai potentini. È qui che entra prepotentemente in gioco l’importanza di ricaricare in fretta le pile per portare a casa il bottino pieno nelle restanti due gare, al “Giovanni Paolo II” (riabbracciando i propri tifosi dopo due turni a porte chiuse) col Manfredonia e nella trasferta di Fondi. Un’eventuale seconda posizione garantirebbe al Nardò di cimentarsi nei playoff in una condizione d’assoluto vantaggio: semifinale e finale in casa e con a disposizione due risultati su tre.
Tutto ciò per quanto concerne il campo, ma in città la domanda sulle risorse necessarie perchè la società possa fare bene il salto nel professionismo è attuale. Di fatto, i vertici del club granata non hanno mai nascosto il proposito di sbarcare in Lega Pro ma hanno altresì manifestato lo scarso supporto dell’imprenditoria locale. In tal senso, l’accordo di sponsorizzazione dei giorni scorsi con “Barocco Energia” è manna dal cielo, seppur preveda l’imminente scadenza a fine stagione. Tuttavia, c’è l’accordo sulla parola per il rinnovo per l’annata successiva e chissà, con tali basi, che non possa essere vissuta in terza serie nazionale.

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ragno nicola 5 d.nestolaNARDÒ. «Fino a quando la matematica ce lo consente, noi ci crederemo: punteremo al primo posto»: Nicola Ragno (foto) rispedisce al mittente ogni segnale di scoramento. Il sogno Lega Pro è ancora possibile ma, di fatto, l’ultimo turno ha ridimensionato le ambizioni granata. L’inatteso scivolone di Marcianise, stante le contemporanee vittorie delle altre due pretendenti al salto di categoria, Virtus Francavilla e Taranto, ha visto il Toro, in un colpo, abbandonare la vetta e finire in terza piazza, a tre lunghezze di distanza dalla battistrada brindisina e a uno dagli jonici.
A quattro giornate dal termine del girone H, è logico dunque che l’allenatore del Nardò si affidi alle leggi aritmetiche pur di continuare a credere nella riconquista del primo posto. Collezionare quanti più punti possibili, seppur potrebbe non bastare per lo sbarco nella terza serie nazionale, si rivelerebbe di determinante importanza per la conquista del miglior piazzamento possibile in ottica playoff. Al termine della regular season, infatti, si affronteranno in gara unica la seconda classificata contro la quinta e la terza contro la quarta: le due vincenti, quindi, si incroceranno in finale, sempre in gara unica, in casa della formazione meglio piazzata.
Invece, nella remota ipotesi di tre squadre piazzate ex aequo al primo posto al termine del campionato, si calcolerebbe la classifica avulsa e le migliori due disputerebbero uno spareggio in campo neutro. Se invece a pari punti dovessero terminare in due, si procederà direttamente allo spareggio. su campo neutro.

Da sinistra, il presidente Maurizio Fanuli, Gabriele De Pandis, Raffaele  Pappadà,  Giorgio Toma, Maurizio  Fiorentino alla  presentazione del libro  “Rinascita granata”

Da sinistra, il presidente Maurizio Fanuli, Gabriele De Pandis, Raffaele Pappadà, Giorgio Toma, Maurizio Fiorentino alla presentazione del libro “Rinascita granata”

Il Nardò, a sei giornate dal termine del campionato di serie D, comanda la classifica del girone H. Appollaiati in vetta assieme alla Virtus Francavilla, i granata saranno impegnati fra pochi giorni nel match interno col Serpentara, il primo con la “pena” delle porte chiuse (il secondo sarà col Pomigliano il prossimo 17 aprile). Un percorso oltre le più ottimistiche previsioni che Vicedomini e compagni stanno cavalcando nelle vesti di matricola, dopo la vittoria del torneo di Eccellenza (passando dai playoff) della passata stagione, quella della rinascita post fallimento.
è proprio “Rinascita granata” il titolo del libro, scritto a quattro mani dal neretino Giorgio Toma e dal leccese Gabriele De Pandis (grafica e stampa “Tipografia Arti Grafiche”), che argomenta la marcia trionfale del Toro della passata stagione.

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I tifosi allo stadio (foto Emilio Passeri)

I tifosi allo stadio (foto Emilio Passeri)

Nardò. Virtus Francavilla 53, Nardò 51, Taranto 49: il discorso Lega Pro parla pugliese. Sarà una di queste tre compagini (a meno di un poco probabile inserimento nella lotta al primo posto del più attardato Francavilla in Sinni) a stappare a fine stagione lo champagne col retrogusto di professionismo. Per le altre pretendenti alla terza serie nazionale la porta secondaria sarà quella dei playoff. Sono sette i turni, sette autentiche finali, prima di quell’otto maggio, quando il girone H emetterà i suoi inappellabili verdetti. Qualità della rosa, forza del gruppo, energie fisiche e mentali, voglia di vincere: saranno queste e altre le componenti che da qui ai titoli di coda potranno fare la differenza. Condizionante sarà il calendario, particolarmente sorridente nei confronti del Taranto, unica squadra tra le prime tre a disputare quattro turni in casa, nella bolgia dello “Iacovone”, e tre in trasferta.

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I tifosi allo stadio (foto Emilio Passeri) e Tiberio Ancora

I tifosi allo stadio (foto Emilio Passeri) e Tiberio Ancora

Tiberio Ancora

Nardò. «È più forte di me: non riesco a capacitarmi di come il Toro non militi in un campionato professionistico». Mentre in città cresce la fiammella per un insperato (fino a poche settimane fa) approdo in Lega Pro, il Nardò si dota di un tifoso in più, l’ex calciatore granata Tiberio Ancora. Molti neretini lo ricorderanno come roccioso difensore centrale, attualmente riveste, per la Nazionale di Antonio Conte e per il Torino, l’incarico di personal trainer con specializzazione per l’allenamento della forza funzionale e un occhio di riguardo all’alimentazione e integrazione sportiva. «Seppur da lontano – rimarca Ancora – seguo sempre il Nardò. Una società seria con una programmazione oculata, poiché i risultati ottenuti sul campo non possono essere un caso. C’è uno staff tecnico di rango con un allenatore top per la categoria».

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Nardò. Un “torello” si veste d’azzurro. Ha vissuto due giorni di intensi allenamenti, gli scorsi 25 e 26 gennaio, Niccolò Carrozzo, giovane centrocampista della juniores del Nardò, convocato a Pomezia per il raduno della Rappresentativa under 18 della Lega Nazionale dilettanti. Sotto gli occhi della guida tecnica Francesco Statuto e del supervisore delle selezioni Augusto Gentilini, il classe ’98 di Manduria (Taranto) ha cercato di convincere gli addetti ai lavori per una nuova chiamata in azzurro, quella che gli consentirebbe di debuttare in una competizione ufficiale il prossimo 29 febbraio, in occasione della decima edizione del torneo “Caput Mundi”.

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Maurizio Fanuli e Yuri MeleleoNardò. Doveva essere un mercato di puntellamento, invece ne è nata una mini rivoluzione. La campagna di “riparazione” del Nardò ha subito le logiche di un mercato talvolta imprevedibile, con ingaggi e partenze a sorpresa. Alla voce “arrivi” ecco che è spuntato il nome di un classe ’97, Yuri Meleleo (in foto col patron Fanuli), da tempo considerato uno dei talenti più interessanti del panorama italiano. Nato a Maglie e cutrofianese doc, si è formato calcisticamente in Germania, dove si è trasferito con la sua famiglia, prima di tornare in Salento dapprima militando nel Gioventù Calcio Cutrofiano e poi nel Lecce. È qui che, sotto gli occhi di Enrico Diamante, per dieci anni responsabile del settore giovanile giallorosso, la “stoffa” di Meleleo ha iniziato a brillare.

«Ho seguito la sua crescita – racconta Diamante – per tre anni: è una seconda punta potente e veloce con estro e fantasia, a ciò unisce intelligenza e forza caratteriale». E Meleleo, tra Esordienti e Giovanissimi giallorossi, ha incantato, meritandosi la chiamata nelle Nazionali giovanili dell’Italia e quella del Milan, che lo ha inserito negli Allievi all’epoca guidati da Inzaghi. Poi la Lega Pro con la Reggiana, quindi, una categoria a ritroso, il prestito al Nardò. «Sarà la sua prima vera esperienza nel mondo dei grandi – prosegue Diamanti – che può imprimere una svolta determinante al suo percorso. L’avventura in granata ci dirà se Meleleo ha le qualità per imporsi da calciatore professionista. Ha la necessità di mettere in mostra il suo valore e io non ho dubbi sul suo conto: sono convinto che farà bene».

Le sue prime parole da granata lasciavano trasparire grande convinzione. «Faccio parte di un gruppo predisposto alla lotta – aveva voluto sottolineare Meleleo nella conferenza stampa di presentazione – e sono contento della mia scelta. Per fare una buona carriera bisogna maturare esperienza e Nardò può essere la piazza giusta». Gli addii di Lattanzio, Corvino e Ricciardo hanno liberato spazio nel reparto offensivo del Toro, Meleleo ha la sua chance: gol, assist e dribbling per rilanciare il Nardò e se stesso.

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DA GALLIPOLI A NARDO’. due immagini tra le più importanti della carriera di Fernando Venneri: a sinistra col patron del Gallipoli Vincenzo Barba e col presidente Benito Papadia

Nardò. Il “generale” della segreteria, dove i documenti vanno preparati e presentati a puntino e senza errori: quarantadue anni dietro le quinte di una società. Ne ha viste tante, Fernando Venneri, a volte in silenzio, altre volte facendosi sentire.
«Gioie e dolori – racconta il segretario generale della società granata – il calcio è come la vita. Ma sono anche, e forse soprattutto i momenti bui a comportare una crescita professionale e umana». Momenti di sconforto, come in quel 1999/00 “quando col Nardò perdemmo i playout con la Turris che ci costarono la Serie C2”. Ma anche attimi di puro delirio: «Ad esempio – ricorda Venneri – l’indimenticabile approdo in C2 del 97/98, il Comunale esplose dopo il 4-2 al Maglie». «Tanti sacrifici – prosegue – in un’annata con compagini di prestigio come Fasano e Potenza. L’intera città non stava più nella pelle». Furono quelli gli anni del presidente Benito Papadia, “posato – lo descrive Venneri – un uomo di una certa caratura., voleva ardentemente far divertire la gente e investì tanto nel pallone”.

Non solo tanto granata. Oltre ai sei anni di Galatina e alla parentesi di Manduria, Venneri è stato segretario negli anni migliori del Gallipoli, l’ultima vittima del Nardò la scorsa domenica tra le mura amiche. «Le promozioni in C1 e in B – afferma – resteranno delle soddisfazioni indelebili della mia carriera». Stagioni con al timoniere Vincenzo Barba, “un personaggio in tutti i sensi con una smisurata voglia di primeggiare”. «Grazie al calcio – prosegue – diventò onorevole, sindaco, senatore e, scherzando, un giorno gli dissi: “se il Papa diventasse laico, ti proclamerebbero perfino pontefice”.
Tornando al presente, Venneri vede molto bene il presidente del Toro Maurizio Fanuli, “perché ama ed è amato da Nardò. I tifosi con lui sognano e fanno bene ma affinché il calcio neretino torni a calcare le categorie che merita, occorre unione di intenti;, tutte le componenti – conclude – devono remare nella medesima direzione”.

tifosi Nardo' cantano fuori dallo stadio

I tifosi fuori dello stadio

Il presidente Maurizio Fanuli riceve la bustaNardò. Sono le 17.42 di domenica pomeriggio. Si è conclusa da poco la gara Nardò-San Severo, valida per il sesto turno di Serie D. Il presidente Maurizio Fanuli (a sinistra) riceve una lettera con dedica: “un piccolo gesto per un grande amore”. All’interno, una somma corrispondente ad ottanta biglietti simbolici pagati. È così che i gruppi organizzati South Boys 2002 e Fedelissimi (confinati all’esterno del “Giovanni Paolo II” stante le “porte chiuse” imposte dalla Prefettura di Lecce) hanno voluto dimostrare la loro premura con “un gesto – ha rimarcato il club – di grande sensibilità e sostegno, soprattutto morale, nei confronti della dirigenza”. Un segnale di intelligenza che contrasta un altro gesto, vile, dei mattoni lanciati contro il pullman della Virtus Francavilla, in occasione del match di Coppa Italia della settimana precedente. Un gesto le cui colpe sono state attribuite agli stessi tifosi che, invece, ne hanno immediatamente preso le distanze definendolo “da condannare – hanno reso noto i South Boys 2002 – e lontano anni luce dalla nostra mentalità”.

Mentre la squadra in campo vola e la classifica fa sognare, si spengono con un atto di romanticismo gli strascichi delle ultime settimane. Quell’iniziale scetticismo della piazza nei confronti del club che aveva definito quelle “poco meno di 200 tessere veramente poche rispetto alle nostre aspettative che sono di statura almeno pari ai sacrifici affrontati nell’allestire una formazione di assoluto rispetto”. L’anno scorso furono 170, oggi 210. Va detto, numeri, proporzioni e bacini d’utenza alla mano, che Nardò resta comunque una delle piazze più generose in termini di spettatori. Comprensibile, piuttosto, il rammarico della società per gli appelli all’imprenditoria locale “caduti nel vuoto” e la sollecitazione all’Amministrazione comunale circa le “segnalazioni di ulteriori partnership economiche”. Ma, come cantano i Negrita, “questa è tutta un’altra storia”.

Nardò. Quanto possono essere lunghi 672 giorni di interminabile attesa? Provate a chiederlo ai tifosi del Nardò. Tanto, ma proprio tanto hanno dovuto attendere, prima di rivedere delle maglie granata lottare in Serie D. Battagliare e vincere, subito, all’esordio, in terra potentina, con un secco 0-2 sul Picerno, che pure ha creato numerose azioni da gol sprecandole, per fortuna. Il Nardò ne ha approfittato, come le grandi squadre. C’è tutto per stupire ancora. Una società solida, un mercato all’altezza delle rinnovate ambizioni, una piazza calorosa e intelligente. Che porta ancora evidenti le cicatrici del fallimento, che conosce il sapore della sofferenza e che, per questi motivi, gode e si emoziona il doppio per ogni traguardo, anche il più banale.
L’ambiente è in festa. Lo dimostrano i toni trionfali di piazza Cesare Battisti nella presentazione ufficiale di staff tecnico e societario. Lo si è notato nella festa dei “Fedelissimi” dello scorso 30 agosto: “La Saletta” si è tinta di granata per ospitare circa 800 appassionati neretini. Un momento di aggregazione utile a rafforzare, ancor di più, il connubio tra tifoseria e dirigenza, alla presenza del presidente Maurizio Fanuli e dei calciatori Carlo Vicedomini, Alessio Palmisano e Andrea Presicce.

Sono circa un centinaio gli abbonamenti sottoscritti fin qui: il club confida che il numero di neretini con le tessere in mano, spinti magari dai buoni risultati che gli uomini di Nicola Ragno otterranno sul campo, possa aumentare.
Per la gloria la strada è ancora lunga: la quarta serie è un campionato altamente competitivo, ricco di club blasonati. Ma i tifosi già sognano e, nel frattempo, cambiano lo slogan: dal dialettale “nDi spetta di dirittu” all’italianizzato “Ci spetta di diritto” (con chiaro riferimento alla Lega Pro). A parlare sarà il campo: domenica prossima debutto casalingo col Bisceglie; poi il derby infrasettimanale, mercoledì 16 settembre, con la Virtus Francavilla. Il viaggio è ormai cominciato.

Nard calcioNardò. Dopo gli ardenti festeggiamenti e un “riposizionamento” degli assetti societari, il Toro torna a correre. Dallo scorso 24 luglio il tecnico Nicola Ragno e il vice Pasquale De Candia, con i preparatori atletici Antonio Mazzotta e Alessandro Negri e dal preparatore dei portieri Tonio Guida, tra l’erbetta del “Giovanni Paolo II” e i percorsi di Portoselvaggio (foto), la truppa granata versione 2015-16 ha avviato la preparazione.  Le leggi di mercato e il salto di categoria hanno imposto una rivoluzione della rosa.

Restano in granata il capitano Carlo Vicedomini, che stazionerà a centrocampo assieme a Gabriele Gigante (classe ’96) e all’esterno offensivo Alessio Palmisanoa; Jacopo Mancarella (’96) e Vincenzo Corvino sono invece gli unici superstiti, rispettivamente, di difesa e attacco. In porta ci sarà Gianmarco Chironi (’97), di Surbo ma nato a Nardò. Coppia di centrali difensivi di spessore: Giacinto Allegrini (dalla Fidelis Andria) e Nicola Lanzolla (ex Bisceglie). A destra Pietro Stranieri (ex Gallipoli, classe ’95), Luca Franco (’97) e Angelo Balistreri (’97); Stefano Signore (’97, ex Galatina) è il volto nuovo della corsia mancina. In mediana, dal Bisceglie, ecco l’esperto Michele Lanzillotta. In prima linea il forte Riccardo Lattanzio dall’Andria e gli under Gabriele Alemanni (’97, cresciuto nel Casarano) e Mino Facecchia (’96). Il direttore sportivo Andrea Corallo ha pronti i nuovi rinforzi, a partire da due neretini: Mauro Puglia e Andrea Presicce.

Nardò. Un contorno di solidarietà e folclore ha accompagnato la domenica della promozione calcistica. L’Associazione nazionale Tumori, partner etico dei granata, prima della gara con lo Scordia ha effettuato l’estrazione di una maglia autografata dai calciatori. L’iniziativa ha fatto vendere 1.600 biglietti, per un incasso complessivo di 1.650 euro, da utilizzare interamente per l’assistenza domiciliare socio-sanitaria ai sofferenti di cancro. «La delegazione Ant “don Tonino Bello” ringrazia quanti – dichiarano i volontari – hanno sostenuto l’iniziativa. Un grazie particolare a don Riccardo Personè, uomo e sacerdote dal cuore senza confini: senza il suo aiuto, tutto sarebbe molto più impegnativo e, talvolta, impossibile». è proprio don Riccardo a raccontare un aneddoto legato alla riffa: «A vincere la maglia è stato Manuell, un ragazzo kosovaro che aveva acquistato tre biglietti, ma ha deciso di regalare il prezioso “cimelio” a Fabrizio, un 26enne neretino tifosissimo del Toro».
Alla solidarietà si è aggiunto l’estro “gastronomico”. Nel weekend del 14-15 giugno la gelateria “Crema e Cioccolato” di Chiara Vergaro (foto) ha assegnato ai gusti dei suoi gelati i nomi dei giocatori del Nardò. Pioniere di questa tradizione rimane però “Il pizzicagnolo”, storica salumeria di via Duca Degli Abruzzi, che da anni “battezza” i propri panini coi nomi dei calciatori granata, passando così dalla “rosa” alla rosetta.

SCATTI DI SUCCESSO. In queste foto e nella  fotogallery su piazzasalento.it alcuni momenti della partita della promozione e della festa che ha coinvolto tanta parte della città

Nardò. Di ritorno. Al culmine di una stagione lunga, estenuante, sfiancante, il Toro brinda alla ritrovata serie D. Il fallimento e la radiazione sono archiviati in una triste pagina dei ricordi, tanto tanto sbiadita. Il presente, invece, è un tripudio, una festa infinita. Il futuro, chissà, magari ancor più radioso.
Nella finale dei playoff nazionali di Eccellenza, i granata hanno dapprima inflitto uno 0-3 in casa dei siciliani dello Scordia; poi, domenica scorsa, al “Giovanni Paolo II”, un 2-0 senza appello. E via alla gioia  degli oltre seimila neretini, sugli spalti dapprima e per le vie della città poi, col pullman scoperto, sul quale calciatori e dirigenti hanno raccolto il tributo dei tifosi e non solo. In un’unica e travolgente onda granata.
«Grazie – grida un emozionatissimo Michele Piccione, capo ultras del gruppo organizzato South Boys 2002 – a chi ha reso possibile tutto questo, dal presidente Maurizio Fanuli in giù. Ma questa è la vittoria di noi tifosi, che avemmo il coraggio di staccare la spina. Anche grazie al nostro amore questa società ha potuto costruire tutto ciò». Dagli spalti al campo. «Vedere questa gente felicissima – dice Antonio Anglani, centrale difensivo granata – dopo annate non esaltanti è un’emozione stupenda, un godimento fantastico. Per me è la quinta promozione ed è sempre bello vincere». Per Francesco Felline, uno degli esponenti di spicco del tifo organizzato, ”lo spettacolo, le scenografia, la gente fiera di rappresentare Nardò sono sintomo di resurrezione dopo la radiazione: l’anno scorso noi South Boys andammo con fiducia contro ogni logica: morire per ripartire con tanto amore per la propria città».

È l’ottava meraviglia per il tecnico Nicola Ragno, il terzo successo negli ultimi quattro anni. «A Nardò – dichiara – ho trovato persone competenti che mi hanno sempre sostenuto. Abbiamo centrato il nostro obiettivo. Sono orgoglioso e felice del nostro cammino». «Se qualcuno – chiosa in conclusione il direttore generale granata, Maurizio De Bitonti – mi avesse prospettato una giornata del genere un anno fa gli avrei dato del matto. La programmazione, il lavoro, la cura del dettaglio hanno fatto la differenza. Una giornata indimenticabile per il popolo neretino». E chissà che non possano essercene altre. “Torneremo in Serie C”, intonavano i tifosi. È il nuovo sogno. «Come ripeto sempre – dice il presidente Fanuli – guardiamo a chi siamo e a cosa vogliamo. La quarta serie nazionale è un campionato tosto, che richiede anche investimenti ingenti per il settore juniores. Con l’aiuto economico della imprenditoria locale, però, unito alla risoluzione dei problemi riguardanti le strutture, si può programmare con fiducia. Adesso è il momento di esultare: domenica scorsa, vedere i neretini piangere dalla gioia  mi ha riempito il cuore».

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NARDÒ. Gli anni d’oro del grande Nardò. Quello di Benito Papadia, neretino doc e presidente granata dal 1989 al 2003. Appassionato e vincente, capace di guidare il Toro nel mondo del professionismo. Ora che l’entusiasmo in città è riesploso e in tanti sperano di rivivere le gioie di un passato non tanto lontano, Papadia elogia le gesta del nuovo numero uno, Maurizio Fanuli. «In lui rivedo me stesso – esordisce l’ex patron – il suo entusiasmo è contagioso. Ho avuto l’occasione di conoscerlo in tribuna centrale e mi ha fatto una gran bella impressione. Mi parlava estasiato del pubblico neretino, dello stadio, del calore della gente».

A sorpresa, dopo tanti anni dalla sua ultima apparizione al “Giovanni Paolo II”, Papadia è tornato nello stadio in cui è stato eroe per vedere all’opera da vicino il Toro del tecnico Nicola Ragno nel derby vinto col Casarano. «E devo dire – prosegue – che mi sono divertito molto. Ho ammirato una squadra tosta, tonica. Messa bene in campo dal punto di vista tattico e attrezzata in tutti i reparti. Credo che abbia tutte le carte in regola per il salto di categoria».
Papadia, poi, lascia spazio ai ricordi. E ha gli occhi lucidi mentre ripensa alla stagione 1996/97, “quando – ammette – nei Dilettanti ho avuto la squadra più forte dei miei anni di presidenza. Collezionammo la bellezza di 78 punti e chiudemmo al primo posto a pari merito col Tricase. Peccato, poi, aver perso lo spareggio di Taranto. Le grandi emozioni restano, così come quando, l’anno successivo, conquistammo il pass per la Serie C/2. La città non stava più nella pelle, momenti di vera esaltazione. Incredibili anche gli anni vissuti nel professionismo, seppur con alti e bassi. Infine, non dimenticherò mai quando ospitammo la Nazionale nel nostro stadio. Sono fiero – conclude Papadia – di essere stato il presidente del Toro».

allievi nardo calcio 2015

I ragazzi degli Allievi regionali al completo e, sotto, Salvatore Margagliotti, mister granata nel cuore; la passata stagione era col Porto Cesareo

Salvatore MargagliottiNARDÒ. Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Salvatore Margagliotti ritaglia su di sé la strofa di Antonello Venditti e torna ad indossare, da allenatore, la maglia della squadra di calcio della sua città. Dopo la positiva esperienza da tecnico della prima squadra del Porto Cesareo, il Nardò lo ha richiamato per affidargli la guida degli Allievi regionali. «Mi sono lasciato attrarre dal progetto – dichiara il mister – e poi questa è la squadra del mio cuore. Tempo fa abbozzammo un discorso con i dirigenti granata, ora finalmente lo abbiamo concretizzato. Questi colori li sento miei e difenderli, in un ruolo o nell’altro, sarà sempre un onore».

Certi amori poi ritornano perché Margagliotti indossò la maglia granata, da difensore, già nella stagione 1988/89 quando «la prima convocazione in prima squadra – racconta – mi fece rabbrividire. Già per me era un sogno militare nell’Under 18 del settore giovanile, era magico entrare in quello stadio. Figuriamo esordire nel vecchio campionato di Interregionale (l’attuale Serie D, ndr)». Una volta appesi gli scarpini al chiodo, poi, fu allenatore degli Allievi nella trionfale stagione del 2009/10, in cui vinse tutto, e vice allenatore di Alessandro Longo nel 2011/12, in Serie D.

«Per questa nuova avventura – prosegue – mi sento in dovere di ringraziare la dirigenza tutta, a partire dal presidente Maurizio Fanuli, il vice presidente Maurizio Fiorentino e il direttore sportivo Andrea Corallo. Sono già all’opera grazie al sapiente aiuto del dirigente responsabile del settore giovanile Luigi Piccione e di Matteo Rizzo, mio stretto collaboratore da anni. Darò il mio meglio per la crescita dei ragazzi».
Verso nuovi e prestigiosi traguardi.

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