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NARDÒ. Unioni civili: istituito il Registro comunale. Nardò tra i primi comuni della provincia a dotarsi dello strumento. Il Consiglio comunale neritino il 27 novembre scorso, ha approvato, con 17 voti a favore, l’istituzione del “Registro comunale delle Unioni civili” proposta dei consiglieri di maggioranza Daniele Piccione (Nardò nel Cuore, foto a sinistra) e Maria Antonietta Coppola (Indipendente di sinistra, a destra) e sostenuta dal consigliere di opposizione Pippi Mellone (Andare Oltre).

Il consigliere comunale del Pd, Daniele Parisi, è uscito dall’aula al momento del voto, mentre nella minoranza si è astenuta la consigliera indipendente Antonella Bruno. Al registro, che sarà conservato presso i Servizi demografici, potranno chiedere di essere iscritte coppie di persone, non legate tra loro da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela, curatela, ma da vincoli affettivi e che si prestino assistenza e solidarietà materiale.

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Da sinistra, Antonio Micali e Gabriella Battaglia, Stefania Mandurino e Risi

Da sinistra, Antonio Micali e Gabriella Battaglia, Stefania Mandurino e Risi

NARDO‘. Ha problemi il turismo a Nardò, ma sono problemi di crescita. Vuole passare da una certa mentalità secondi cui “meno siamo e meglio stiamo” ad una visione più aperta e attraente, visto che “Nardò viene scelta, non vengono per caso”; si vuole recuperare un certo ritardo rispetto, ad esempio, a Gallipoli, senza ripeterne però gli errori: «Lì arriva tanta gente e non sanno dove metterla».

Ecco allora, nel chiostro di S. Antonio il 28 novembre, l’Amministrazione comunale – col Sindaco Marcello Risi e l’assessore Maurizio Leuzzi – che prova a giocare d’anticipo sulla stagione 2015, insieme a esperti, operatori turistici, imprenditori del settore, e con Stefania Mandurino presidente di “Pugliapromozione”. Le presenze, gli interessi, le tendenze sono incoraggianti, grazie anche a set cinematografici e televisivi portati qui da Apulia film commission, frequenti servizi giornalistici su riviste patinate. Per farle crescere serve però un vero cambio di passo. «Piazza Salandra è bellissima ma è un parcheggio a cielo aperto», è uno dei commenti dei delusi, al pari dei rifiuti abbandonati nelle campagne, lo scarso senso civico che compromette l’immagine di una città decorosa e ospitale.

Risi dice la sua sui porti turistici (due approdi ma per barche di consistenti dimensioni), sul target di visitatori da privilegiare (bellezze naturalistiche e storiche per ospiti di qualità), sui numerosissimi manufatti abbandonati nelle campagne (che potrebbero diventare un vero tesoro per la ricettività), sulla viabilità da ripensare (soprattutto nella zona monumentale) insieme ad una idea di “Nardò città di mare che stenta a passare” (quante telefonate: “Ma Nardò è sul mare? Quanto dista dal mare?). Temi questi ripresi e approfonditi dall’assessore Maurizio Leuzzi, che ha annunciato un altro confronto sul centro storico in gennaio e dei tavoli a tema sui vari aspetti problematici. Non bastano evidentemente un ufficio informazioni Iat di primo livello (a cura di Antonio Micali e Gabriella Battaglia); gli incentivi per il centro storico (per facciate e negozi) e gli sgravi fiscali, i cantieri in atto, la diafana zona a traffico limitato in centro, i parcheggi nelle marine (in particolare Sant’Isidoro soffre), la navetta per la costa con guida multilingue (con i soldi della tassa soggiorno), gli eventi “Mediterraneo”, la Cavalcata storica e le Chiese aperte fino a sera tardi.

Tra le idee di Palazzo Personé, il lungomare tra S. Maria e S. Caterina interamente pedonale, parcheggi di scambio sulla parte alta, una migliore offerta culturale d’intrattenimento («Quest’anno la situazione ci è sfuggita di mano», hanno ammesso gli amministratori). L’esperto Gianfranco Galeone ha sottolineato tra l’altro come Nardò non figura nella classifica ufficiale delle presenze tra le prime 15 località pugliesi; è terza invece nella graduatoria delle presenze effettive (in nero, praticamente). Pure Antonio Spano (società di case-vacanze) ha invitato a non inseguire il turismo di massa ed a progettare insieme un turismo di qualità e nella legalità (troppi i movimenti economici che sfuggono a fisco e controlli). Botta e risposta infine tra Maurizio Pasca (sindacato locali d’intrattenimento: «Possiamo essere la nuova riviera romagnola; basta limiti alla musica alle 24») e Matteo Vallone (Archeclub: «Non dobbiamo diventarlo»), che ha sollecitato una maggiore protezione del parco di Portoselvaggio dall’eccessivo carico antropico.

Voce al Direttore

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