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Presicce-Acquarica – La musica come strumento di crescita personale e sociale. Per la prima volta l’istituto comprensivo di Presicce e Acquarica aderisce al progetto “Musicaingioco” proposto dall’omonima associazione nata in Puglia e ispirato al metodo didattico fondato e promosso in Venezuela da José Antonio Abreu, musicista ed ex ministro della cultura. Il progetto (nato per venire incontro ai bambini e ragazzi prevalentemente in area disagio socio – economico/personale o con disturbi dell’apprendimento ecc.) è stato fortemente voluto dalla dirigente scolastica Anna Lena Manca (di Nardò), che ha coinvolto le due amministrazioni nelle persone di Marisa Stivala per Presicce e Tatiana Turi per Acquarica Del Capo.

“L’associazione è federata con il sistema di orchestre giovanili – spiega la dirigente – guidati dal maestro Andrea Gargiulo, i ragazzi che parteciperanno riceveranno lezioni e strumenti musicali. In Puglia già quasi 1500 bambini stanno sperimentando questo modello che fa sempre più proseliti e che inizia ad essere monitorato a livello nazionale. È una didattica reticolare e lo strumento educativo diventa il mezzo di inclusione sociale”. I ragazzi suoneranno sin da subito, solo dopo impareranno a “fare musica”.

Il progetto partirà per i bambini della scuola dell’infanzia e della primaria. Se si raggiungono gli effetti sperati allora si potrà pensare di coinvolgere anche la secondaria di primo grado. “Questo è il sogno nel cassetto. Intanto ci affidiamo al maestro e psicopedagogista Andrea Gargiulo, che ha già all’attivo tante collaborazioni con diverse scuole della Puglia – aggiunge la dirigente – tra l’altro il progetto fa parte del piano strategico per la promozione della salute nella scuola siglato tra Regione Puglia, Assessorato alla Salute e Ministero dell’istruzione, nella persona di Anna Camalleri dell’Ufficio scolastico regionale. Attraverso la musica si prova a risolvere del disagio sociale e personale di alcuni ragazzi contaminandosi tutti quanti”. La dirigente ha già sperimentato il metodo negli altri istituti che dirige, il Don Tonino Bello di Tricase e di Alessano sperimentando che “là dove si fa musica l’aria cambia” – e conclude – adesso sono i ragazzi a chiedermi di stare il pomeriggio a scuola, e tenerli qui significa non averli altrove. E questa è già una piccola vittoria”.

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