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musica popolare

GALLIPOLI – La musica popolare come veicolo per conoscere meglio le tradizioni e  la cultura del proprio territorio. Sensibilizzare le giovani generazioni sull’importanza di canti e suoni che sono intrecciati alla cultura delle comunità di appartenenza è l’obiettivo del  concorso “Adotta un canto, scopri una tradizione” proposto nelle scuole di Puglia,  Abruzzo, Basilicata, Campania e Umbria dall’associazione culturale Altrosud d’intesa con la Direzione generale per lo spettacolo del Mibact (il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) ed il contributo della casa editrice Squilibri. Il progetto si basa sul patrimonio documentario raccolto nella “Rete degli archivi sonori” che rappresenta la più ampia raccolta di materiali sonori, audiovisivi e fotografici sulle musiche di tradizione orale, dagli anni Cinquanta del secolo scorso fino ai nostri giorni. La Puglia dispone di un patrimonio sonoro di tutto rispetto, rappresentativo della storia della musica popolare, ora anche ben tutelato: a  marzo del 2009, infatti,  fu inaugurato presso la Biblioteca nazionale di Bari l’Archivio sonoro della Puglia che comprende 1500 registrazioni e numerosi materiali suddivisi per area geografica (Salento, Puglia centrale e Capitanata).

Gli studenti delle scuole superiori  che intendono partecipare al concorso, entro il 7 dicembre devono scrivere una recensione sul volume scelto che sarà inviato gratuitamente alla loro scuola. Possono scegliere tra  il testo di  Maurizio Agamennone “Musiche tradizionali del Salento. Le registrazioni di Diego Carpitella (1959-60)”  e quello di  Riccardo Cucciolla, Matteo Salvatore “A sud. Il racconto del grande silenzio”. La recensione (lunga massimo due cartelle di 1.800 battute), può essere individuale o collettiva.  Ai tre elaborati più significativi sarà assegnato un premio, rispettivamente, di 1.000, 750 e 500 euro. Per gli studenti salentini è di particolare importanza Il testo di Agamennone  (professore di Etnomusicologia presso l’Università di Firenze)  che riporta i risultati della ricerca sul campo condotta nel 1954 da Alan Lomax e Diego Carpitella. Vi troveranno le lamentazioni funebri  delle prefiche di Martano e Galatone, il repertorio di canti raccolto a Gallipoli,  la pizzica di Galatone, tutte testimonianze sonore originali non ancora contaminate.

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