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Nardò – Domani, domenica 22 aprile, tutti in sella delle moto per il Moto Tour “Alla scoperta dell’Arneo”. L’iniziativa è organizzata dall’associazione Moto Club Salentum Terrae in collaborazione con il Gal (Gruppo di azione locale) Terra d’Arneo, presieduto da Cosimo Durante (foto). Si tratta di un percorso a più tappe che vede il coinvolgimento di alcuni luoghi significativi del comprensorio del Gal, “presentati in un itinerario che ne svela l’essenza autentica e che valorizza le produzioni di eccellenza ed il paesaggio rurale, dall’entroterra alla costa”, come si legge nella nota illustrativa.

“Ampio spazio sarà dato – prosegue la nota – alle produzioni vitivinicole, fiore all’occhiello del territorio, ed alle produzioni casearie, espressione più genuina delle masserie d’Arneo. Il tour continuerà con la visita alla Torre Santa Caterina di Nardò, sede di un piccolo museo archeologico di recente apertura e si concluderà presso il Museo messapico di Alezio, nuovo Comune dell’area del Gal “Terra d’Arneo” per la programmazione comunitaria 2014/2020.

I partecipanti si raduneranno alle ore 10 in piazza Roma a Leverano, dove saranno accolti dall’Amministrazione comunale e dall’associazione Pro loco; nel programma la visita del centro storico e della Torre Federiciana.

Museo messapico Alezio – foto Emiliano Picciolo

ALEZIO. Nuovi scenari si aprono sulla ricognizione archeologica del territorio aletino. Ad aggiungere un nuovo tassello nello studio del ricco patrimonio storico locale è il volume di nuova pubblicazione “Contributo alla carta archeologica di Alezio” a cura di Ivan Ferrari (foto) e Giuseppe Scardozzi, nell’ordine ricercatore – oltre che aletino – e responsabile del CNR IBAM (Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del Consiglio Nazionale delle Ricerche) Lecce. Il libro, edito da Scirocco (Ugento), costituisce il decimo volume della collana Monografie dell’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del Consiglio Nazionale delle Ricerche e sarà presentato giovedì 12 ottobre presso il Palazzo Comunale di Alezio, nell’ambito della 19a edizione di “Identità Salentina – Festival per la cultura del territorio” promossa da Italia Nostra Sud Salento e con il patrocinio del Comune di Alezio.

Il lavoro dei due esperti (con prefazione a cura di Daniele Malfitana, direttore CNR IBAM e di Walter De Santis, assessore alla cultura del Comune di Alezio), è interamente dedicato allo studio dell’abitato messapico e romano aletino e le sue trasformazioni in epoca medievale e moderna. Della struttura dell’insediamento dell’Aletion delle fonti greche e dell’Aletium latina si conosce ben poco, sebbene il centro salentino costituisse un importante snodo di strade e percorsi che mettevano in contatto le due coste, con particolare attenzione al vicino golfo di Gallipoli. Frutto e naturale evoluzione delle ricerche compiute è stata la realizzazione di una cartografia archeologica, che mettesse in evidenza tutte le testimonianze del passato aletino, documentate con la scoperta di tombe, iscrizioni e strutture murarie, venute alla luce a partire dalla metà del Settecento, in quella che allora era conosciuta come Villa Picciotti. Una “mappatura” che fa luce sul passato, costituendo una base per la ricostruzione dell’organizzazione e dello sviluppo diacronico dell’abitato antico e delle sue necropoli, ma anche sul futuro, come importante strumento su cui impostare future politiche di gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico di Alezio.

La presentazione avverrà al termine della tavola rotonda “Le aree archeologiche: risorsa primaria del Salento”, evento inserito nel festival itinerante (dal 30 settembre al 15 ottobre) realizzato da Italia Nostra, in concomitanza con i 30 anni della sezione Sud Salento. Alla tavola rotonda di giovedì, condotta dalla giornalista Lory Larva, prenderanno parte Giacomo Mastronuzzi, vice direttore Dipartimento Beni culturali Università del Salento, Francesco Gabelone, responsabile scientifico CNR IBAM-ITLab Lecce, Laura Masiello, funzionario della Soprintendenza Lecce, Paola Tagliente, associazione nazionale archeologi Coord. Sud Italia.

La Necropoli messapica (foto di Massimo Negro)

Alezio. La Necropoli messapica e il museo di via Kennedy saranno presto più belli ed efficienti. Il cambiamento sarà possibile grazie ai finanziamenti provenienti dal progetto con Sannicola capofila e finanziato dalla Regione “Sac-Salento di mare e di pietre”, che mira alla valorizzazione dei giacimenti ambientali e culturali. Il finanziamento ha permesso anche l’acquisto di alcune vetrine espositive che saranno ospitate all’interno del Museo civico messapico e implementeranno la mostra “Alitia, una città che si racconta”.

Sempre all’interno del Museo, tutti i visitatori potranno assistere alle proiezioni di alcuni documentari relativi al periodo messapico, grazie ai nuovi strumenti tecnologici che andranno a corredare le stanze dell’antico palazzo Tafuri.

La Necropoli, situata in località Monte d’Elia, vedrà attivato il laboratorio didattico utile per una migliore fruizione dell’area archeologica da parte di studenti. Sarà inoltre allestito un impianto di cartellonistica riguardante la storia dei messapi e l’esposizione di alcune riproduzioni in terracotta dei reperti trovati nel sito. Ma le novità non finiscono qui; grazie ad un’istanza avanzata nelle scorse settimane dal sindaco Vincenzo Romano alla Sovraintendenza archeologica di Taranto, presto altri reperti archeologici aletini attualmente giacenti presso il museo tarantino faranno ritorno ad Alezio. L’attuazione del progetto di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale e del territorio comunale, che non avrà nessun onere a carico del Comune, prevede anche la collaborazione con il “Consiglio nazionale delle ricerche”.

«A breve sono previsti alcuni interventi di restauro e di carattere tecnico presso le tombe messapiche. Siamo molto soddisfatti del progetto – afferma l’assessore Walter De Santis – e ringrazio il sindaco Romano per la riconferma della delega alla Cultura. Continueremo nell’azione di valorizzazione intrapresa negli anni precedenti, pur sempre all’interno delle ristrettezze economiche che hanno colpito l’intero comparto della cultura».

Nicolas Pisanello

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Matino. Con l’ultimo incontro si è concluso lo speciale dal titolo “Spigolature di storia Salentina”,  svolto presso la chiesa della Pietà. A parlare dell’argomento “Dal villaggio japigio alla città messapica” la relatrice Liliana Giardino, docente associato di topografia antica e docente di urbanistica del mondo classico presso la facoltà di Beni culturali dell’Università del Salento (foto).

Dopo i saluti dei due organizzatori, l’assessore ai Beni culturali, Antonio Costantino e Rocco Nassisi della compagnia teatrale “Santa Parmeta”, presenti anche il senatore Rosario Giorgio Costa e il consigliere regionale Andrea Caroppo, la dottoressa Giardino ha riassunto le tappe principali della civiltà messapica, che va dal nono al secondo secolo a.C. e il cui nome significa “popolo tra due mari”, perché si erano stabiliti nella zona a sud della Puglia, tra l’Adriatico e lo Ionio.

Fu Taranto il primo insediamento messapico, che nei secoli si trasformò da villaggio a vero e proprio centro abitato. Intorno al primo secolo a. C. la civiltà messapica inizia a scomparire dal punto di vista amministrativo in seguito ai primi attacchi romani.

Diversi i luoghi del Salento che ne conservano i resti Rudiae, Cavallino, Vaste, Muro Leccese, Roca Vecchia, Ugento e Otranto, di particolare importanza sono le cinte murarie o quel che ne resta di Ugento, Cavallino e Muro Leccese. Proprio da questo, prende spunto l’appello della dottoressa sulla necessità di preservare questi territori dall’urbanizzazione selvaggia.

Plauso da parte del sindaco Primiceri per l’iniziativa che ha riscontrato una buona partecipazione di pubblico, con l’invito a visitare i luoghi storici.          

MAQ

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Alezio. Presentazione del libro “L’Oriente che è in noi”, raccolta di articoli di Antonio Maglio, pubblicati sul “Quotidiano di Lecce, Brindisi e Taranto” e sul “Corriere Canadese” e illustrazione del progetto per l’istituzione del premio mediterraneo di giornalismo “Antonio Maglio”, nella serata in programma il 1 agosto alle ore 21, presso il Museo Messapico in via Kennedy.

Un libro per ricordare una delle figure più brillanti del giornalismo salentino. Antonio Maglio, infatti è stato un uomo di ampie curiosità intellettuali, con molti interessi culturali, di raffinata sensibilità, ed ha dato nuovo impulso al panorama editoriale.

Già direttore de “La Tribuna del Salento”, Maglio è stato fondatore e per vent’anni cuore pulsante del “Quotidiano”, oggi “Nuovo Quotidiano di Puglia”. Con passione ha indagato gli intrecci storici e culturali che da millenni legano l’Europa all’Oriente. Il volume, edito dalla Glocal Editrice di Lecce, è stato curato dai giornalisti Antonio Corcella, Lino De Matteis, Adelmo Gaetani.

Nella stessa serata verrà presentata la raccolta del periodico “18 Meridiano”edito in Alezio dal 1963 al 1966, che aveva interessato la cronaca di numerosi centri della zona.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...