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Museo della Civiltà contadina

TUGLIE – Da Lecce a Tuglie per assaporare il vino novello. “Il treno dell’antico San Martino” è l’iniziativa (gratuita) proposta sabato 11 novembre nell’ambito del progetto regionale “InPuglia365” insieme a “Rotaie di Puglia”. La prenotazione è obbligatoria al numero 347/1225188 oppure con la mail rotaiedipuglia@gmail.com. Alle 15.10 la partenza dalla stazione di Lecce con il treno delle ferrovie del Sud- Est con arrivo alla fermata del Museo della Civiltà contadina di Tuglie alle 16.30. Seguirà la visita al museo, la dimostrazione dell’antico modo di produrre il vino nel Salento e la degustazione del novello insieme ad alcune pietanze tipiche. Alle 18.40 la ripartenza verso Lecce con arrivo previsto per le 20.

CASARANO – Gita in treno, a Tuglie, per gli anziani della città per visitare il Museo della Radio ed al Museo della Civiltà contadina. L’iniziativa di sabato 28 ottobre è dell’assessorato alle Politiche sociali del Comune, promossa insieme al Centro anziani nell’ambito delle attività rivolte alla terza età. Per parteciparvi occorre presentare l’apposita domanda presso l’ufficio Protocollo del Comune o presso l’ufficio Servizi sociali di viale Stazione entro le ore 12 di martedì 24 ottobre. È previsto un numero massimo di 70 partecipanti secondo l’ordine cronologico delle domande dando priorità ai frequentanti il Centro anziani. «L’iniziativa non graverà sul bilancio autonomo dell’Ente – afferma l’assessore Daniele gatto – in quanto i fondi occorrenti a coprire i costi provengono dalle contribuzioni volontarie del 5×1000 destinate alle attività svolte dalle amministrazioni comunali». Il programma prevede la partenza con il treno delle Ferrovie Sud-Est alle 8,57 e l’arrivo a Tuglie alle 9,14 con pranzo “contadino” in agriturismo e rientro a Casarano alle 16,50, sempre in treno.

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PRESICCE. Il Museo della civiltà contadina si amplia e si arricchisce di pezzi unici. Nei giorni scorsi è stata recuperata una stanza del palazzo Ducale, da troppo tempo utilizzata solo come deposito, e dopo i lavori di ristrutturazione è diventata la sala che ha accolto un tornio risalente agli inizi del 1900. Il pezzo unico, derivante da una fabbrica di meccanica del paese, è stato trasportato nel museo grazie al lavoro di decine di volontari (in alto), immancabili e preziosi. Inoltre, è stato donato anche un altro telaio. L’obiettivo è rendere il museo vivo, e presto verranno presentate nuove attività. «Oltre alle visite guidate su prenotazione, il museo verrà aperto ogni domenica dalle 10 alle 12 circa – afferma Paola Ponzo, delegata alla cultura (destra) – ma questo è solo l’inizio, l’idea è quella di continuare la raccolta degli oggetti, anche quella di testimonianze video, con protagonisti i più anziani di Presicce, da far vedere ai bambini, e far partire dei corsi didattici per recuperare alcuni lavori del passato». Intanto l’Amministrazione è in attesa di conoscere il responso per la possibilità di intestare il museo al suo fondatore, il compianto assessore alla cultura Gino Orlando.

museo

La sede del Museo della Civiltà contadina e, accanto, il fondatore Giuseppe Bernardi

GIUSEPPE-BERNARDITUGLIE. Sono più di duemila coloro che ogni anno fanno visita al Museo della Civiltà contadina di Tuglie. Tra scolaresche e turisti, dal 1982, è diventato una tappa fissa per tutti coloro che amano l’aspetto più rurale del Salento e vogliono immergersi in un ambiente bucolico al quale, negli anni, grazie alla passione del suo fondatore, Giuseppe Bernardi, si sono unite anche altre attività come quella agrituristica, la masseria didattica e la fattoria sociale. «Il museo – afferma Bernardi – è ospitato all’interno del seicentesco Palazzo Ducale ed è costituito da 16 locali, oltre ai vari viali a colonnato, cortili attrezzati, un importante insediamento rupestre e la circostante masseria didattica per una superficie complessiva di 20mila metri quadrati».

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Da sinistra Pindinelli (anche sotto), il presidente della Provincia Antonio Gabellone, il sindaco di Tuglie Massimo Stamerra, la sua vice Silvia Romano e Antonio Rima direttore della biblioteca comunale

Da sinistra Pindinelli (anche sotto), il presidente della Provincia Antonio Gabellone, il sindaco di Tuglie Massimo Stamerra, la sua vice Silvia Romano e Antonio Rima direttore della biblioteca comunale

elio pindinelliTUGLIE. Un albo d’oro per ricordare tutti i Caduti e decorati della Prima Guerra mondiale. Questa l’iniziativa messa in atto dalla Provincia di Lecce, a cui si sono associati tutti i Comuni del territorio salentino e che vedono come capofila Tuglie, proprio in virtù dell’esistenza in loco dell’unico sacrario della provincia dedicato ai tragici accadimenti bellici sull’altura del paese, non a caso denominata Monte Grappa dall’allora ufficiale-medico, e poi sindaco, Cesare Vergine. L’adesione a tale iniziativa è partita dall’associazione “Gallipoli nostra” per cercare di riattribuire ad ogni singolo comune i nomi dei Caduti. A curare il volume, di circa 320 pagine, Elio Pindinelli, storico e presidente di “Gallipoli nostra”. Oltre al volume, per il centenario della Grande Guerra è prevista anche una due giorni di celebrazione che avrà inizio il 28 novembre presso il Museo della radio ed il Museo della civiltà contadina, con delle visite guidate alla mostra di reperti e foto d’epoca. In serata, presso il teatro comunale, ci sarà poi la presentazione del volume “Albo d’oro dei Caduti e decorati nella Prima Guerra Mondiale originari della Provincia di Lecce”. Sempre in serata “Vita e canti di trincea”, a cura delle quinte classi dell’Istituto comprensivo di Tuglie ed il recital “L’affondamento della S. Stefano”.

Domenica 29 alle ore 9,30 è in programma la messa officiata dal vescovo diocesano Fernando Filograna, presso il sacrario della “Madonna mutilata del Grappa”, seguita da una cerimonia commemorativa alla presenze delle autorità e delle associazioni cittadine. Alle ore 11,30, il coro dell’Associazione nazionale alpini eseguirà canti e inni della Grande Guerra presso piazza Garibaldi, mentre dalle ore 13 è prevista una degustazione di prodotti tipici salentini presso il Museo della Civiltà Contadina e presso la sede dell’Unione Servizi Volontari. Dalle ore 13 e fino alle ore 18, infine, continuano le visite guidate al Museo della radio e al Museo della civiltà contadina.

Castello degli Acquaviva - Torre di lu 'Nnammuratupaolo-zacchinoNardò. Approvato, nei giorni scorsi, all’unanimità dal Consiglio comunale il protocollo d’intesa tra il Comune di Nardò e l’associazione Amici del Museo di Porta Falsa e il Museo della Civiltà contadina diventa realtà.
Con l’accordo il Comune si impegna a fornire al Museo della Civiltà contadina un contenitore culturale idoneo a ospitare la raccolta museale composta da strumenti, attrezzi da lavoro, documenti fotografici e arredi, collezionati dall’associazione; contenitore individuato nella “Torre di lu ‘nnamuratu”, uno dei quattro torrioni del Castello degli Acquaviva, da alcuni anni già occupato –senza un atto formale di affidamento – dall’associazione Amici del Museo di Porta Falsa che, da parte sua, dovrà ora cedere, gratuitamente e definitivamente, i beni museali al Comune, impegnandosi a gestire il bene culturale, laboratori didattici compresi.

Fin dal gennaio 2012 l’associazione ha occupato, di fatto abusivamente, il torrione a sud-est del castello che dà su piazza Diaz, dopo averlo avuto assegnato temporaneamente dal 7 dicembre 2011 al 20 gennaio 2012 per una serie di attività natalizie. Una situazione che un gruppo di associazioni della città aveva addirittura segnalato al Prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta che, con una nota del 2 febbraio scorso, aveva chiesto al Sindaco di fornire “cortesi notizie” riguardo a presunte irregolarità nella concessione del Torrione del Castello all’associazione. La lista civica “Città Nuova”, poi, aveva sollevato pubblicamente il caso, accusando il Comune di aver messo in atto una disparità di trattamento tra le varie associazioni culturali. «Il Comune – accusava la civica – avrebbe dovuto chiedere il rimborso delle spese per le utenze e verificare che l’associazione fosse in regola per tutto quanto previsto». Il protocollo di intesa approvato il 23 aprile serve anche a sanare la situazione.
Dopo circa 40 anni, su proposta dell’assessore alla Cultura Mino Natalizio, il Museo costruito pezzo su pezzo dal compianto Paolo Zacchino (foto a sinistra), diventa, così, patrimonio della città.

Voce al Direttore

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