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Gallipoli. Il Museo multimediale “Marea” di Gallipoli in rete con cinquantotto musei del mare e della marineria in un progetto che valorizza il patrimonio culturale marittimo italiano. Il “Museo Navigante”, questo il nome dell’iniziativa, promosso dal Mu.MA-Galata di Genova, il Museo della Marineria di Cesenatico, l’associazione La Nave di Carta della Spezia e l’AMMM-Associazione Musei marittimi del Mediterraneo, censisce e riunisce musei, pubblici e privati. Il progetto è già online sul sito www.museonavigante.it, e a gennaio salperà a bordo della goletta Oloferne e farà rotta dall’Adriatico al Tirreno, con tappe in tutte le regioni costiere, per arrivare infine a Sète (Francia) in occasione della manifestazione “Escale” in rappresentanza dei musei italiani.

Il Centro di Cultura del Mare, gestito dall’associazione Emys, ha aderito con entusiasmo all’iniziativa. “Siamo certi – commenta Renato Pacella – che soltanto la creazione di una rete dei diversi musei del mare e l’integrazione di essi possano facilitare la crescita culturale e lo sviluppo sostenibile dei territori”. In due anni di attività Marea registra un aumento costante di visite, quasi raddoppiate quest’anno, e un forte interesse delle scuole con provenienza dalla provincia di Lecce, ma anche Bari, Brindisi, Taranto e Roma. Dal report divulgato si registra inoltre un aumento turistico dei flussi stranieri e un target medio e medio alto di turisti italiani; meno propensione alla visita invece per turisti del sud Italia, dei cittadini locali e dei comuni limitrofi. Molte le visite anche da parte di persone diversamente abili, esperienze definite significative da parte degli operatori. “Abbiamo avuto molti visitatori non vedenti o sordi. Per un luogo improntato quasi completamente sull’esperienza sensoriale – spiega il presidente Pacella – dover escludere proprio la vista o l’udito è una sfida incredibile. Abbiamo dovuto utilizzare strumenti alternativi come il linguaggio dei segni ad esempio o un racconto più particolareggiato. Sono stati dei momenti forti emotivamente che ci hanno messo alla prova, ma siamo riusciti a rendere la visita interessante e accattivante anche per loro. Ora stiamo cercando di attrezzarci in modo sempre più professionale”.

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il Museo  del mare

il Museo del mare

Nardò. Sono partiti in questi giorni i lavori di completamento del Museo del Mare di via Marinai d’Italia e del Museo della Preistoria, che sarà invece ospitato presso il Chiostro di Sant’Antonio. «Ora la sfida – ha dichiarato il primo cittadino Marcello Risi – è quella di renderli visitabili entro la prossima primavera, dando concreta attuazione al Polo museale neritino al quale farebbero riferimento: Museo della Memoria e dell’Accoglienza, Acquario del Salento, Museo della Preistoria, Museo della Civiltà contadina, Museo della Nardò messapica e romana, Ecomuseo dell’Archeologia costiera e Museo del Mare».

Proprio quest’ultimo ha affrontato un iter piuttosto lento prima di vedere i cantieri. Si tratta infatti di un progetto in piedi dal 1982, anno in cui a Santa Caterina venne rinvenuto il relitto di una nave romana carica di anfore risalente con ogni probabilità al II secolo avanti Cristo e affondata nei pressi della scogliera di Punta dell’Aspide. L’episodio suscitò clamore e nacque così l’esigenza di conservare quei “souvenir” in una struttura ad hoc, in grado di parlare all’utenza non solo di archeologia subacquea ma anche di topografia, storia e archeologia urbana. Solo il 18 luglio 2013 una delibera di Giunta comunale ha ridato linfa al progetto approvato e finanziato in Regione, per un importo complessivo di 800mila euro per ultimare una delle “incompiute” della città.
Quattro le ditte che hanno partecipato alla gara ; a spuntarla è stata la neretina “De Pascali Pantaleo”, che a febbraio si è aggiudicata definitivamente i lavori appena partiti dopo aver espletato tutte le pratiche di rito, per un importo di 205mila euro. In una nota il Comune sottolinea che questi risultati sono frutto dell’attenzione costante verso le emergenze archeologiche del territorio anche a fini turistici.

Nardò. La Regione Puglia finanzia con 800 mila euro il completamento del Laboratorio e del Museo del Mare di Nardò e il Comune completa la gara per aggiudicare i lavori. Il corposo intervento sarà effettuato dalla ditta Pantaleo De Pascali di Nardò, che l’ha spuntata sulla Muci srl di Nardò, sulla Edilia restauri di Magliano (Carmiano) e Gravili srl di Galatone. I lavori sono stati definitivamente aggiudicati alla ditta De Pascali per l’importo netto di € 205.382,43 compresi oneri di sicurezza, oltre l’iva al 22%.
Si va concretizzando quindi l’idea del Museo del Mare nata oltre vent’anni fa, che concorrerà adesso a delineare i contorni di un vero Polo Museale d’eccellenza che punta sulla conoscenza, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio archeologico del territorio, della fascia costiera e delle acque di Nardò, attraverso un sistema didattico, interattivo e dialettico con le evidenze archeologiche conservate “in situ”.

Il progetto del Museo del Mare a Nardò nacque a seguito della scoperta, nel 1982, a Santa Caterina, del relitto di una nave oneraria romana datata al II sec. a.C., affondata contro la scogliera di Punta dell’Aspide, a 300 metri dalla costa (foto).
Il rinvenimento suscitò all’epoca grande clamore e si susseguirono varie vicende che portarono al recupero di alcune anfore e alla realizzazione del Laboratorio di restauro necessario al recupero del relitto.

foto di Antonio Spagnolo

Nardò. Le “incompiute” neritine per antonomasia sono il Gerontocomio nella zona 167 come il Museo del Mare; il “nuovo” Palazzo di città vicino all’Incoronata; il primo piano della scuola elementare di via Bellini. Quattro strutture realizzate intorno alla metà degli anni ’80 ma mai completate e oggi abbandonate; quattro edifici costruiti, quasi tutti, con finanziamenti a stralci di diversa natura, ma di entità ogni volta inadeguata per completarli; un dispendio enorme di soldi pubblici, difficilmente stimabile ormai, che ha prodotto solo strutture inutilizzabili, a meno di ulteriori e notevoli investimenti.
Tre di queste, il Gerontocomio, il nuovo Municipio e l’Elementare di via Bellini, lo scorso anno sono state inserite dall’attuale Amministrazione comunale, nell’Anagrafe delle opere incompiute, i cui “lavori di realizzazione, avviati, risultano interrotti entro il termine contrattualmente previsto per l’ultimazione, non sussistendo, allo stato, le condizioni di riavvio degli stessi”. Per ognuna delle strutture sono stati previsti i fondi necessari per il completamento: oltre dieci milioni.

Per il Gerontocomio la Giunta  ha previsto un finanziamento di 2 milioni di euro per il completamento ed ha stimato in 1 milione  477mila euro le somme spese finora, con uno stato di avanzamento dei lavori pari al 39.39%. Incerto, in ogni caso, l’utilizzo futuro della struttura che oggi si ritrova inglobata nelle nuova Area mercatale.
Il primo piano dell’edificio scolastico di via Bellini, che ospita una Elementare, potrà essere completato con una ulteriore spesa di 1 milione e 200mila euro. Finora per realizzare la sopraelevazione “al rustico” della scuola, pare siano stati spesi 387.650 euro.

Il nuovo Palazzo di Città è – tra le tre opere incompiute – la più impattante sotto il profilo economico, oltre che paesaggistico. Per il completamento dell’ormai fatiscente scheletro di cemento armato, infatti, ci vorrebbero altri 8 milioni di euro, avendo il Comune stimato in 750mila euro le somme spese finora, e con uno stato di avanzamento dei lavori pari al 6.86%. L’intenzione è di completarne una parte, ridimensionandolo notevolmente. In città, però, cresce il fronte di coloro che vorrebbero che, quello che viene definito un “ecomostro”, venisse demolito per creare, al suo posto, un parco pubblico con area eventi, più consoni alla vicina chiesa cinquecentesca dell’Incoronata e al complesso conventuale.
Dalla Regione Puglia, infine, già da due anni sono stati stanziati 800mila euro di fondi europei per il completamento del Museo del Mare, oggi ancora, dopo 30 anni, uno scheletrico capannone prefabbricato, in via Marinai d’Italia, nella zona 167. Il progetto del Museo del Mare a Nardò nacque a seguito della scoperta, nel 1982, a Santa Caterina, del relitto di una nave oneraria romana datata al II secolo avanti Cristo. sfondata dagli scogli di Punta dell’Aspide. In queste settimane il Comune sta redigendo i bandi di gara per il completamento e l’allestimento dell’opera. Sperando che sia la volta buona.

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museo del mareNARDÒ. Nel periodo in cui arriva in porto l’Acquario di Santa Maria al Bagno (inaugurazione il 30 gennaio) si muovono altri passi per vedere finalmente nascere il Museo del Mare di Nardò (foto), il cui progetto esecutivo era stato approvato dalla Giunta comunale presieduta da Marcello Risi  il 18 luglio del 2013.
In effetti, la decisione dell’Amministrazione neretina recava la dicitura “Interventi di completamento, allestimento, riqualificazione e valorizzazione dell’istituzione museale denominata Museo del Mare di Nardò”; l’elaborato era stato redatto dall’architetto Annalisa Malerba e dal geometra Massimo Livieri per un importo complessivo di 800mila euro (fondi europei). La struttura vuota e malridotta, nella zona 167 e nata per consetire l’attività museale, risale infatti agli anni Ottanta e avrebbe dovuto ospitare, tra l’altro, i reperti della nave romana rinvenuta nelle acque di Santa Caterina.
Dopo alcune modifiche al progetto a seguito dei pareri di Asl e Sorpintendenza archeologia e mentre si sta ultimando la selezione dei reperti, ci sono da completare lavori edili e impianti, acquistare attrezzature dell’annesso laboratorio, allestire le aree espositive, per cui gli uffici comunali stanno procedendo alla individuazione delle ditte in grado di intervenire, almeno cinque, da invitare alla gara.

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Museo del Mare di Gallipoli

Museo del Mare di Gallipoli

GALLIPOLI. Città aperte sabato 31 maggio con gli appuntamenti targati Puglia Open Days 2014. Anche Gallipoli e i suoi luoghi di cultura resteranno aperti dalle 20 alle 23 per essere visitati da turisti, appassionati, curiosi e amanti dell’arte. In città si potrà visitare il museo civico “E.Barba” (via A.De Pace”), il teatro “Garibaldi”, la sala “Collezione Coppola” e il “Museo  del mare”. L’associazione culturale “Amart” di gallipoli è a disposizione per info e prenotazioni (0833264224 – 3245574619 – amartgallipoli@gmail.com). Anche Lecce sarà aperta ai visitatori, il tema della visita guidata nel centro storico è “Lecce incontra i piccoli turisti”, con percorsi tematici e didattici anche per i bambini. I luoghi di cultura visitabili sono: il Duomo e la basilica di Santa Croce, il Castello Carlo V (con il museo della cartapesta e i sotterranei), il Museo Civico Storico e Palazzo Vernazza.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...