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mura gallipoli

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Riviera diaz bastione a rischio crollo gallipoliGALLIPOLI. Fino ad un certo punto è andato tutto bene, imprevisto compreso. Mentre erano nella fase finale i lavori di risanamento e restauro della baia della Purità, icona per eccellenza di Gallipoli considerato il largo uso che se ne fa su depliant, cartelloni, riviste, la Soprintendenza ai beni culturali ha chiesto alcune modifiche al progetto e il Comune ha ottemperato alle indicazioni.
Fatta la variante con l’utilizzo delle economie realizzate e chiuso l’originario cantiere aperto nel 2009 per un importo di 1 milione 238mila euro e rigurdante il Bastione San Benedetto e la punta nord della spiaggetta, si è proceduto a fare un nuovo contratto con il consorzio di imprese vincitore del bando, l’“Impromed” di Napoli; lo si è firmato il 4 ottobre 2013. Secondo quel documento ufficiale, la riviera Nazario Sauro avrebbe dovuto cambiare immagine nell’arco di sei mesi da quella data, dal Bastione San Giorgio all’incrocio con via Briganti. Doveva essere eliminato il cordolo che segue oggi le mura e realizzata una pista pedonale con dissuasori in ferro sul lato della strada e luci sul piano di calpestio per guidare i pedoni. Inoltre dovevano essere imbrigliate le acque piovane della zona per evitare l’effetto dilavamento della sottostante spiaggia.

Invece, un altro imprevisto ha mandato a gambe all’aria tutto quanto. I lavori stabiliti non sono mai iniziati; solleciti, diffide, verbali sulle inadempienze, ultimatum del Comune non sono serviti a nulla. Falliti tutti i tentativi, il Comune ha proceduto a sciogliere il contratto con “Impromed” il 17 marzo 2014; scorrendo la graduatoria dell’originaria gara, è stata individuata la ditta “Restauri Resta” di Bari, terza classificata, che ha accettato nel maggio scorso, dopo aver effettuato i non pochi adempimenti previsti in casi del genere. Nel frattempo il consorzio napoletano ha citato “per danni” il Comune davanti ai giudici del Tribunale civile di Lecce; L’Ente ha contrattaccato, evidenziando i danni alla propria immagine e il rischio di perdita dei finanziamenti.

Il problema – anzi, l’incubo per gli amministratori cittadini – adesso è proprio questo. La “Restauri Resta” era pronta a partire dall’1 giugno, ma come si può fare un intervento simile – che interessa sede stradale e aree date in concessione a ristoranti e bar? Allora si è deciso di rinviare tutto all’1 settembre. Ma – ammesso che ai primi di settembre non si presenteranno gli stessi problemi di inizi giugno – l’impresa ce la farà con i tempi? E sì, perché ora la spada di Damocle è apppesa al 31 dicembre. Entro quella data i lavori, previsti nell’arco di sei mesi, dovranno essere terminati, collaudati, rendicontati al centesimo alla Regione che con l’Ue ha concesso il finanziamento con un accordo di programma del 2005.

Una serie di interventi del Sindaco Errico e del tecnico che segue l’intricata matassa e il progetto con la corposa variante, l’ingegnere Giuseppe Carmone,  presso gli Uffici della Regione Puglia hanno sortito finora solo la proroga di un mese (dal 30 novembre al 31 dicembre, come si diceva). Sarà sufficiente questo piccolo slittamento dei termini o il Comune si vedrà ritirare il finanziamento? Errico è deciso e convinto:  «Ce la faremo, ce la faremo, ce la dobbiamo fare». In ballo 341mila euro.

Voce al Direttore

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