Home Tags Posts tagged with "MOTOSCAFO"

MOTOSCAFO

fotoGALLIPOLI. Gravi ma stabili le condizioni di Salvatore Greco, 51 anni e dipendente del locale Centro per l’impiego, in Rianimazione al “Vito Fazzi” di Lecce dopo essere stato investito da un natante il giorno di Ferragosto a largo della spiaggia della “Puritate” a Gallipoli. L’elica del motoscafo gli ha tranciato il braccio destro e lo ha ferito gravemente al torace e alla gamba. Alla guida dell’imbarcazione Andrea Puce, 40 anni, di Sannicola, imprenditore. L’incidente è avvenuto alle 10.30.

«Ero da poco salpato dal “Circolo La Vela” in direzione Baia Verde con mio figlio – ricorda Andrea Puce – navigavamo piano, a 4-5 nodi a circa 500 metri dalla spiaggetta e 250/300 metri dagli scogli in prossimità del castello. Non c’era nessun pallone da sub». Il tratto di mare in questione, profondo 7/8 metri col fondo caratterizzato da scogli e alghe, pare non sia segnalato da boe sebbene sia “un tratto che tutte le barche percorrono uscendo dal porto”. «Ho sentito un doppio colpo, “tu tum”, e mi sono voltato a guardare, fermando la barca. Il mare si riempiva di sangue e un corpo è riaffiorato. Con voce fioca ha detto due volte “aiuto” ed è svenuto. Mi sono immediatamente tuffato e lo ho portato a bordo terrorizzato. Aveva la muta da sub e alcuni pesci attaccati alla cintura. Un braccio non c’era e la gamba sanguinava. Anche il torace era squarciato».

Il diportista allerta i soccorsi tramite il  figlio, mentre con delle bende fascia le ferite agli arti e preme sul torace per fermare l’emorragia. Il ragazzo chiama il Circolo nautico che avverte Capitaneria e soccorso medico. Ma la vittima non respira più. «Sapevo che poteva cadergli la lingua indietro e farlo soffocare, così gli ho aperto la bocca, ferendomi le mani e gli ho fatto la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco. Ha ripreso a respirare e l’ho baciato in fronte per la felicità».

L’investitore si guarda intorno per cercare aiuto: «Ho visto altri due sub, che pietrificati guardavano verso di noi. Li ho chiamati, ma non reagivano, scioccati. Ho urlato e uno di loro si è fatto coraggio ed è venuto a bordo. Mi serviva che guidasse la barca fino al porto. Se avessimo atteso ancora per la vittima non ci sarebbe stato scampo». All’arrivo al porticciolo del Circolo nautico in tanti si sono radunati in attesa della barca, ma l’ambulanza ancora non c’è. «Con la vittima tra le braccia chiedevo aiuto, che qualcuno venisse ad aiutarmi a portarlo a terra, ma sembravano tutti statue. Poi è arrivato il 118 e gli ho passato il ferito e lo hanno portato a terra». La motovedetta della Guardia costiera attende Puce perché possa mostrare loro il luogo dell’incidente e si tenti di recuperare il braccio. Assieme ad un altro esperto sub ripartono: «Siamo ritornati lì e anch’io mi sono tuffato alla ricerca del braccio. Abbiamo seguito la corrente e, dopo 20 minuti lo abbiamo visto, attaccato al fucile da sub che galleggiava». Puce recupera l’arto che, con una seconda ambulanza viene portato in ospedale, ma non si riesce a fare nulla per riattaccarlo. «Sono terribilmente affranto per lui, per la famiglia, ma ho fatto tutto il possibile per salvarlo. Sia la vittima, mentre era cosciente in attesa dei soccorsi, che i soccorritori stessi mi hanno chiesto se ero medico e mi hanno fatto i complimenti per quello che ho fatto. Alla paura – conclude – ogni persona reagisce a modo suo, ma ringrazio Iddio, di avermi dato la forza e la lucidità in quei momenti e di non avermi pietrificato». Indagini sono comunque in corso per accertare l’esatta dinamica dell’accaduto.

Voce al Direttore

by -
Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...