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Porto Cesareo – Romina Power sarà ospite d’eccezione mercoledì 11 luglio, ore 19:30, alla torre costiera di Santo Stefano (meglio nota come Torre Chianca), a Porto Cesareo: a lei sarà conferito l’alto riconoscimento “Virtù e conoscenza”. La cerimonia di premiazione sarà seguita dalla riapertura della mostra archeologica “Storie dal mare di Porto Cesareo. La statua del dio Thoth e le recenti ricerche di archeologia subacquea”, in cui sarà esposta la replica della statuetta del Thoth commissionata dal Comune di Porto Cesareo e autorizzata dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Ingresso libero.

Tavola rotonda e serata musicale – A consegnare il premio a Romina Power sarà il sindaco di Porto Cesareo Salvatore Albano. La serata vedrà inoltre gli interventi dell’assessore della Regione Puglia Sebastiano Leo, della direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto Eva Degl’Innocenti, di Grazia Semeraro, docente di archeologia classica all’Università del Salento, e di Massimiliano Lipperi di Studio Wildart, autore della riproduzione della statuetta del dio Thoth. Modera gli interventi la giornalista Fabiana Pacella (anche lei vincitrice dello stesso premio a giugno). A ritmare la serata sarà invece la pizzica dei Kalinifta.

La storia del premio – Ideato da Cosimo Damiano Arnesano, il premio “Virtù e conoscenza” è rappresentato da una statuetta del dio egizio Thoth, reinterpretazione artistica di quella che nel 1932 venne ritrovata ad opera di una famiglia di pescatori del posto, di cui il più giovane – Gino Colelli – è ancora in vita. Già assegnato fra gli altri a Marco Tullio Giordana e ai Sud Sound System, il premio ha fra i suoi obiettivi la tutela e valorizzazione del territorio e il dialogo interculturale, segnalando annualmente personalità che si sono distinte in questi ambiti.

Le motivazioni del riconoscimento alla Power – A decidere l’assegnazione del premio a Romina Power è stata una giuria tecnica presieduta dalla direttrice generale del Miur-Ufficio scolastico regionale per la Puglia Anna Cammalleri. Nelle motivazioni si legge: “Attrice e cantante di successo, da sempre innamorata del mare e della terra salentina, per il suo impegno politico e sociale profuso con passione nella salvaguardia della natura e dell’ambiente”.

 

 

 

 

Andrano – Dalla Polonia al Salento sulle strade dell’arte: è il percorso che porta ad Andrano gli acquerelli dell’artista polacca Kasia Skoczylas (foto), protagonista della mostra “Water memories. Ricordi d’acqua del Capo di Leuca”, inaugurata lo scorso 24 marzo presso la sede dell’Info Point di palazzo Spinola Caracciolo e aperta al pubblico fino al 7 aprile (dal lunedì al sabato ore 10-12; mercoledì e venerdì ore 16-18. Ingresso libero).

Organizzata dalla Pro loco Andrano, la mostra segue a distanza di qualche mese la vetrina che già la scorsa estate fu riservata (in quel caso a Leuca) alla pittrice, interior designer e scenografa di origini baltiche. Gli acquerelli della Skoczylas, realizzati durante una sua vacanza nel Capo di Leuca, sono “memorie d’acqua”, opere a metà strada fra un taccuino di viaggio e un diario personale pieno di ricordi, evocazioni e immagini familiari: “Sono – scrive Doriana Agrosì, curatrice della mostra – passeggiate tra le campagne assolate, dove regna il beato cinguettio delle cinciallegre, rotto soltanto dal fremito delle cicale; sono passeggiate nei piccoli centri abitati di uno sconosciuto passante, sono l’incanto dell’acqua verde cristallina delle nostre spiagge”. L’acqua e la luce, appunto, che s’incontrano in quello stesso flusso di colori che fa incontrare l’immaginario salentino e l’arte del lontano Est Europa.

Nardò – Pensieri, parole, musica per uno spagnolo salentino. Torna in scena la poesia di Vittorio Bodini a Nardò. Domani, sabato 17 febbraio, alle 20,30, il Centro studi Vittorio Bodini propone al Teatro comunale “Quasi Spagnolo: Italiano del Sud” una serata in musica e parole sull’opera e la figura del letterato e intellettuale salentino. L’evento si inserisce nel solco delle iniziative bodiniane già avviate lo scorso agosto con l’inaugurazione della mostra permanente “Viviamo in un incantesimo. Vittorio Bodini tra letteratura e vita” nelle sale del Castello degli Acquaviva d’Aragona.

La serata è articolata in diversi momenti. Si partirà dalla premiazione delle tesi di laurea e di dottorato più meritevoli sulla figura e l’opera di Bodini. Il bando lanciato lo scorso ottobre ha raccolto adesioni da  prestigiose università italiane e straniere e ha portato alla premiazione di Carolina Tundo dell’Università del Salento, di Maya Battisti dell’Università di Firenze e del dottore di ricerca Pantaleo Luceri dell’Università di Madrid. Sarà l’occasione, inoltre, per presentare finalmente al pubblico gli atti del Convegno internazionale di studi che si è tenuto nel 2014 a Lecce e a Bari in occasione del centenario della nascita del grande poeta. Curati da Antonio Lucio Giannone, docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università del Salento, e pubblicati dall’editrice Besa in due tomi, gli atti ora sono a disposizione del pubblico e degli studiosi che vogliono conoscere ancora di più le vicende che hanno segnato la produzione letteraria e l’esperienza sociale di una delle figure più particolari del Novecento italiano ed europeo. Non mancherà naturalmente la presenza di Bodini attraverso le sue opere: ogni momento sarà infatti scandito e ritmato dalla lettura di alcune delle poesie più belle, curata dall’attore Antonio Minelli, regista della serata, e dalla musica degli Ecovanavoce, ensemble romano che ha messo in musica proprio i componimenti lirici di Bodini. I brani saranno eseguiti da Fabio Lorenzi, Paolo Fontana, Carlo Gizzi, che per l’occasione saranno accompagnati da Alessandra Caiulo, Ninfa Giannuzzi e Valerio Daniele. Luisa Ruggio condurrà la serata, che avrà un prologo alle 18 con l’apertura straordinaria della mostra al Castello e un piccolo buffet di accoglienza (dalle 19) per i visitatori. Alle 20,15 ingresso in sala al teatro con inizio della cerimonia alle 20,30.

L’evento è promosso dal Centro Studi Vittorio Bodini con il patrocinio e la collaborazione della Regione Puglia, del Comune di Nardò, dell’Università del Salento, del Rotary Club Nardò Distretto 2120, del Presidio del Libro di Nardò, del Liceo Galileo Galilei e di Besa editrice (nella foto Valentina Bodini e Lucio Giannone).

Casarano – Un progetto di fotografia sociale dedicato ai bambini ospiti della casa famiglia “Daniela e Paola Bastianutti” di Casarano: quwsto il progetto, ormai in via di conclusione, proposto da un gruppo di fotoamatori della zona che hanno deciso di mettere a disposizione degli ospiti della struttura le loro competenze in tema di fotografia, attraverso un percorso che nasce con lo scopo di donare a questi bambini un modo in più per esprimersi,insegnandogli a guardare il mondo con occhi diversi e renderli consapevoli del loro essere speciali. Si chiamano Valentina Schito (sua l’idea, di Casarano), Paola Fusaro (Matino), Giuliano Sabato (Racale), Alfredo Giungato (Gallipoli), Alessia Aloisi (Alezio), Chiara Orlando (Racale), Cristian e Luca Casto (Casarano), tutti facenti parte del’associazione casaranese “Photosintesi”.

In un percorso con lezioni teoriche e pratiche, si è puntato – spiegano i promotori – “a suscitare interesse verso questo strumento espressivo e a tirar fuori, attraverso un racconto per immagini,la personalità di chi ne usufruisce. La fotografia è un modo per scoprire e scoprirsi,per confrontarsi e imparare a vedere non solo con gli occhi”. Insomma, una azione per donare ai sette minori coinvolti “un modo in più per esprimersi,insegnandogli a guardare il mondo con occhi diversi e renderli consapevoli del loro essere speciali”. Un modo, anche, per andare oltre i selfie.

All’iniziativa hanno dato un importante e solidale contributo Racale Cam, Indisciplinati, eventi,cultura e spettacolo, Photosintesi e la Banca Popolare Pugliese: in un progetto totalmente autofinanziato, la banca di Parabita e Matino ha scelto di contribuire acquistando le fotocamere per ogni bambino,che verranno consegnate loro a fine percorso,durante la mostra espositiva prevista in marzo a Casarano ed in altre località della provincia. “Mancano un paio di lezioni alla conclusione di questo splendido viaggio, che speriamo – conclude Valentina Schito – abbia lasciato nei bambini, più di qualcosa di materiale, perchè quello che invece abbiamo ricevuto noi, attraverso i loro sorrisi,le loro domande e soprattutto le loro risposte, non lo dimenticheremo mai”.

 

 

 

Casarano – Documentare con fotografie nelle campagne scorci, colture, angoli particolari di bellezza e di degrado. Con questa indicazione l’Istituto superiore “De Viti De Marco” di Casarano aveva lanciato un concorso per immagini rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado; ai propri studenti aveva chiesto invece una indagine sul mondo rurale “in bianco e nero”, quello di una volta, ancora vivo nei racconti e nei ricordi dei nonni e dei parenti più anziani. Le due ricerche confluiranno in un e-book che sarà pubblicato sul sito dell’istituto superiore.

Entro il 18 gennaio scorso hanno aderito istituti scolastici di Matino, Parabita, Aradeo, Racale, Taurisano e Monteroni. Domenica scorsa vi è stata invece la presentazione finale degli elaborati fotografici e la premiazione con doni ed attestati di quelli che la sono stati considerati come particolari dalla giuria composta da Franco Giacometti, Mino Guidolotti e Tiziana Colluto. L’hanno spuntata Mattia Cataldo di Matino per la secondaria di primo grado e Carlo Di Dio di Matino, per la primaria. In realtà però, a giudicare dall’auditorium pienio e dai commenti davanti alle decine di foto esposte, hanno vinto in molti. In primo luogo i ragazzini che si sono cimentati nella fotografia ma con un occhio scandalizzato, amaramente sorpreso, irritato e immalinconito davanti a scempi perèpetrati dai “grandi” e di cui loro – almeno si spera – cercheranno di tenere sempre lontani dal loro mondo, adesso che li hanno conosciuti e inquadrati.

Non solo immondizie scaricate per ogni dove, anche davanti a vecchi casini di campagna o piccole costruzioni abbandonate, ma anche consumo scriteriato del suolo e sui cambbiamenti in peggio dell’ambiente e del paesaggio rurale. A collegare quegli scatti alla raccolta di materiali di tempi meno recenti condotta dai ragazzi del “De Viti De Marco”, l’idea della natura violata all’economia che correttamente ne può scaturire fino alla validità della “didattica laboratoriale”, sono state le docenti Silvana Ciriolo, Stefania Mudoni di Matino e Barbara Anastasia. Ad illustralo sono stati chiamati Lorenzo Ponzetta di Ugento e Carola  Proce di Racale. Per tutti la raccomandazione del professor Giacometti, con un pensiero al mondo dei selfie: “Non fate diventare lo strumento qualcosa di principale rispetto a voi”.

 

 

don Angelo Corvo ParabitaSANTA MARIA AL BAGNO. Si è aperta l’8 agosto, per chiudere il 30, nel Museo della Memoria e dell’Accoglienza di Santa Maria al Bagno, la mostra fotografica “Stellae Maris. Le marine del Salento nei dipinti murari del 1700 della sagrestia della Matrice di Parabita”. L’iniziativa è promossa da Italia Nostra, sezioni Salento Ovest e Sud Salento, in occasione del 60° anniversario della fondazione dell’associazione ambientalista, ed ha il patrocinio di Provincia di Lecce, Comune di Nardò, Diocesi di Nardò-Gallipoli e dell’Area marina protetta di Porto Cesareo. All’inaugurazione tra gli altri l’assessore comunale Mino Natalizio e il parroco della Chiesa di San Giovanni Battista di Parabita don Angelo Corvo (foto), il presidente della Sezione Sud Salento di Italia Nostra Marcello Seclì e il presidente della sezione Salento Ovest Cosimo Manca. Al centro dell’esposizione fotografica ci sono i dipinti – poco conosciuti – realizzati alla fine del ‘600 sicuramente da Marco Morrea, in onore dell’allora vescovo di Nardò Orazio Fortunato. La particolarità di queste raffigurazioni è di essere un vero e proprio inno alla natura. Le marine illustrate sono quelle di Nardò, Gallipoli, Sant’Isidoro, Porto Cesareo, Otranto, Castro e Leuca.

11038125_335292740000333_1052652880586144293_nNardò. Il Chiostro dei Carmelitani di Nardò svela i mille volti di Istanbul, crocevia e porta di passaggio fra Oriente ed Occidente, con la mostra fotografica di Carmen Ruggeri. L’esposizione, patrocinata dall’assessorato alla Cultura della Città di Nardò, sarà inaugurata giovedì 19 marzo alle 19 e resterà aperta fino a domenica 22.
«Fotografo molto, tento di “capire” il mondo, esplorandone tutte le sue sfaccettature. – afferma Carmen Ruggeri – Sembro evitare il quotidiano, in realtà mi immergo in esso ancor più, focalizzando ciò che vivo. É un’esigenza che proviene dal profondo, il desiderio di premere quel click mi spinge di continuo a ripartire ad andare a vedere oltre, ad immortalare nuove immagini e sensazioni. Il mio primo viaggio è stato ad Istanbul: se socchiudo gli occhi mi ritrovo lì, tra la folla, immersa nei colori dei tramonti, nelle musiche, negli odori… piccoli dettagli incastrati nel mio cuore. Provo a mostrare la “presenza-assenza” di una realtà spesso al confine, ma non al margine. Ogni singola foto ha un significato, sono piccole, brevi, esistenziali storie di sogni».

SANNICOLA. Sapori e profumi mediorientali per l’inaugurazione della mostra fotografica “La Palestina della convivenza”, organizzata da Metoxè, che si terrà mercoledì 4 marzo alle ore 21.00 presso il Centro Culturale di via Oberdan, con la presenza di Nabil Bey, voce dei Radiodervish (nella foto con Mai Alkaila, ambasciatrice palestinese e Simona Mosco durante il “Tramonto a San mauro” 2014). Durante la serata infatti è prevista una degustazione di dolci tipici palestinesi a cura di Marco Andronico, pasticcere di Picci e capricci (nella foto con la torta). «Incensi e atmosfere d’oriente immergeranno il visitatore in un clima magico» afferma Simona Mosco presidente Metoxè. La mostra fotografica ritrae settantanni di storia Palestinese (1880-1948) attraverso 21 pannelli e resterà aperta dal 5 al 7 marzo dalle 18.00 alle 20.00.

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murales ex arenaCASARANO. Potrà essere ammirata sino al prossimo 3 gennaio a Casarano la mostra collettiva che coinvolge alcuni degli artisti della prima edizione di “Viavai Project”, l’evento non convenzionale di arte pubblica nato con l’obiettivo di creare sul territorio salentino una galleria itinerante a cielo aperto. In quest’ambito sono già stati realizzati in città alcuni murales (sopra quello dell’ex arena di via Padova) decisamente apprezzati (un altro è in via Poerio).

Dalle 18 alle 21, in via Adele Lupo 22 (zona palazzine Ieca), si potranno ammirare le opere di alcuni artisti come Basik, 2501, Bo130, Microbo, Tellas, Ben Slow, Gola Hundun, Alberonero, Ciredz e FunkyHorrorVavui.

10334449_460264157450354_5581470548196631531_nTAVIANO. Presso la sala “Carlo Miggiano” del palazzo marchesale “De Franchis” in – piazza del Popolo, ancora per qualche giorno, fino al 1° gennaio, si potrà visitare la mostra di opere in legno d’ulivo e in pietra dello scultore tavianese Donato Ungaro. Orario di apertura al pubblico: dalle ore 17 alle 22.
Donato Ungaro, nato in Francia e residente a Taviano, usa gli elementi simbolo della sua terra, ulivo e pietra, per plasmare opere che vanno dal figurativo all’astratto mantenendo intatta l’originalità artistica.
Nel mese di novembre, Ungaro ha partecipato a Roma alla collettiva “Punti di vista” e dal 3 al 31 gennaio sarà alla Biennale d’Arte Città di Cesenatico “Premio Leonardo da Vinci”.

FOTO MOSTRA

TAURISANO. Nel periodo delle festività di fine anno, particolare interesse ha destato la mostra “Baschi, coppule e cappedhi taurisanesi”, allestita presso la Biblioteca comunale da Tonio Pacella, con il patrocinio del Comune. L’organizzatore, non nuovo ad iniziative del genere, ci spiega: «Una buona parte del materiale in esposizione è il prodotto di una datata ed inconclusa ricerca personale sui tratti fisiognomici tipici delle figure popolari locali, attinenti alla cosiddetta “civiltà contadina”.

Ma il repertorio ad oggi accumulato rappresenta di fatto, sul piano figurativo, una sorta di “Presepe popolare comunitario” in cui affondano il senso di appartenenza alla comunità e gli archetipi originari della popolazione locale» I volti, 91 in tutto, plasmati con il Das,  sono accomunati dai tradizionali copricapo e stimolano una giocosa e piacevole rivisitazione del passato in chiave folklorica. «In un territorio come il nostro, – aggiunge Pacella – particolarmente ricco di finzioni, di contaminazioni e di mistificazioni, le maschere si confondono spesso con i volti autentici. Ecco perché il materiale esposto ha la funzione “teatrale” di suscitare nel visitatore, ricordi e curiosità»

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mostra al Palazzo Marchesale

TAVIANO. Chiusura con successo, il giorno della Befana, per la Mostra Temporanea del “Fondo Pinacoteca Antonio Piccinno” nel Palazzo Marchesale di Taviano. La mostra, aperta il 4 novembre scorso, era dedicata ad una parte della collezione, degli oltre 400 quadri ed oggetti d’arte, regalati qualche anno fa alla “Città di Taviano” dal concittadino Antonio Piccinno. Ad organizzare l’evento è stato Leonardo Tunno, responsabile dell’Assessorato alle attività produttive.

Il “Fondo Pinacoteca Antonio Piccinno” è una ricca collezione di quadri ed altro che Piccinno ha raccolto nel corso della propria attività di appassionato dell’archeologia locale. I quadri in esposizione portano firme assai interessanti come quelle di Enzo Sozzo,Giuliano D’Elena, Salvatore Marrocco, Antonio Montefusco ed altri ancora.

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Cinema Araldo   Casarano

CASARANO. Per sabato 14 e domenica 15 dicembre, “Design & interni magazine” organizza una mostra solidale dedicata ai bambini meno fortunati. Presso il teatro Araldo, in piazza San Domenico, alcune aziende locali di design esporranno i loro prodotti, e il ricavato delle vendite andrà in beneficenza.

L’inaugurazione dell’evento, a cui ha aderito anche il Lions club di Casarano, è prevista per sabato alle 20.30. Per l’occasione, ci sarà un battitore d’asta d’eccezione: l’architetto Lorenzo Gemma. Durante la serata, musica e degustazioni enogastronomiche per tutti. Domenica, invece, la mostra rimarrà aperta dalle 17 alle 20.30.

il cannone di leonardo riprodotto da giuseppe manisco in mostra nel 2012 ad acaya - x galatone

GALATONE. Arrivano le macchine di Leonardo Da Vinci, quelle accuratamente riprodotte dall’artista Giuseppe Manisco, presidente dell’associazione Creattivamens. Fino al prossimo maggio, sarà l’ex chiesa di Palazzo marchesale  ad ospitare la mostra dove verranno esposti buona parte degli oltre 70 macchinari messi a punto negli anni da Manisco. «Sarà anche un modo per approfondire la figura di Antonio De Ferrariis attraverso i percorsi comuni con Leonardo», afferma Jenny Manisco, figlia di Giuseppe e componente di “Creattivamens”. La mostra, in fase di realizzazione, si sta sviluppando con il contributo di una commissione scientifica composta, tra gli altri, dal direttore della Biblioteca provinciale Alessandro Laporta, lo storico locale Vittorio Zacchino, alcuni docenti dell’Università del Salento e dell’Accademia delle Belle arti, e dalla dottoressa Sara Taglialagamba, esperta di fama nazionale, e non solo, considerata l’erede di Carlo Pedretti, massimo studioso di Leonardo.

«Puntiamo soprattutto su un pubblico scolastico, ed abbiamo già delle prenotazioni anche da Bari, ma speriamo in una buona risposta anche da Galatone», afferma la Manisco. Il 10% del ricavato della mostra entrerà, tra l’altro, nelle casse del Comune.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...