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morte peppino basile

PEPPINO BASILEUGENTO. Martedì 7 gennaio, alle 11.30, uno spazio all’interno della trasmissione di Rai2 “I Fatti vostri”, condotta da Giancarlo Magalli, sarà dedicato al noto omicidio di Giuseppe Basile. Dell’assassinio del consigliere dell'”Italia dei valori”, avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 giugno 2008, si parlerà insieme all’avvocato leccese Francesca Conte, ospite in studio.

 

colitti juniorUGENTO. Peppino Basile moriva ormai cinque anni fa, in una calda notte di inizio estate, accoltellato da mano ancora ignota. Dopo così tanto tempo nulla ancora si sa di questo omicidio, né il mandante, né il movente, ma non per questo gli ugentini hanno dimenticato questo tremendo fatto di sangue che, purtroppo, ha finito con l’identificare in negativo un’intera comunità balzata agli onori (o per meglio dire, disonori) delle cronache nazionali non certo per le bellezze del suo mare.

Le indagini presero subito l’abbrivio: una baby testimone (all’epoca dei fatti di appena sei anni) disse di aver visto l’omicidio dalla finestra della sua stanza e identificò in Vittorio Colitti (foto) e in suo nipote Vittorio junior, vicini di casa di Basile, le due figure che infierivano sul corpo della vittima con tanta violenza. Per nonno e nipote, quest’ultimo minorenne e comunque entrambi incensurati, si aprirono subito le porte del carcere con tanto di titoli sui giornali che strillavano già alla conclusione del mistero. Di contro, però, si assisteva anche alle manifestazioni di solidarietà dei tanti che non credevano alla loro colpevolezza, fino al colpo di scena finale.

Per quanto riguarda Vittorio junior, l’iter giudiziario istituito dal Tribunale dei minori di Lecce è arrivato a conclusione (c’è chi dice in maniera anche abbastanza scontata) con la piena assoluzione del ragazzo, per non aver commesso il fatto: la piccola accusatrice è caduta più volte in contraddizione ed è stata giudicata non attendibile. Mentre il nonno è ancora in attesa di giudizio definitivo, il nipote è stato riconosciuto pienamente innocente e dunque, ingiustamente detenuto per ben quattordici mesi.

È per questo che, tramite il suo avvocato Francesca Conte, Vittorio Colitti ha richiesto un risarcimento di 500mila euro, documentando patologie psicofisiche derivate dalla prolungata e ingiustificata permanenza in carcere. La diagnosi è disturbo post traumatico da stress cronico, con conseguenti attacchi di panico e un danno biologico residuo pari al 35 per cento, praticamente permanente.

Vittorio junior è deciso a portare la cosa fino in fondo, mentre la vera conclusione della vicenda, ancora oscura, è  lontana da definirsi. Quali furono i motivi che spinsero la mano omicida a uccidere Peppino Basile ancora non sono chiari, solo supposizioni  e ipotesi.

sindaco StefanoCASARANO. Attività criminose che hanno portato a interrare rifiuti pericolosi, forse a Casarano. D’obbligo l’intervento del primo cittadino Gianni Stefano, essendo spuntato il nome della sua città: “Quale sindaco, e quindi primo responsabile della Salute pubblica della comunità di Casarano, avverto la necessità di ricevere chiarezza dagli organi competenti circa la fondatezza e la portata di queste notizie, e di fornire la massima collaborazione dell’istutuzione che rappresento”.

Ragion per cui Stefano, nella giornata di oggi, ha scritto alla Procura della Repubblica di Lecce e al Noe (Nucleo operativo ecologico) presso il Comando provinciale dei carabinieri proprio per chiedere un incontro chiarificatore. Intanto, spiega il sindaco, “gli Uffici comunali stanno già lavorando per produrre una mappatura del territorio utile a segnalare quelle aree interessate, negli ultimi anni, da rilevanti movimenti terra, perché potrebbero essere zone potenzialmente interessate dalle attività criminose”.

PEPPINO BASILEUGENTO – Sono tornati prepotentemente d’attualità tutti gli interrogativi intorno alla morte – ancora per certi versi misteriosa – del consigliere provinciale Peppino Basile di Ugento, ucciso a coltellate nella notte tra il 14 e 15 giugno del 2008. Basile aveva testardamente denunciato la presenza di discariche abusive di rifiuti altamente inquinanti sotterrati nelle campagne di Ugento, lo stesso meccanismo venuto alla luce solo ora – ma descritto dall’allora pentito del clan camorristico dei casalesi, Carmine Schiavone – già nel 1997 alla Commissione parlamentare ecomafie e finora tenuto segreto.

Prima Schiavone e da ultimo il pentito della Sacra corona unità Silvano Galati, di Supersano, hanno indicato anche il Salento come zona di “smaltimento” di scarti tossici e nocivi. E in molti hanno pensato in queste ore ai ripetuti allarmi lanciati da Basile su traffici illegali e pericolosi per la salute dei cittadini gestiti dalla criminalità organizzata. Galati, confermando che anche la Scu compartecipava al ricchissimo affare, ha indicato nel territorio di Casarano un possibile sito clandestino. Le indagini su questi preoccupanti scenari potrebbero ora riprendere con maggiore vigore.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...