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Galatone – Non si è certo fermato al recente incontro, organizzato dall’associazione Galatone Bene Comune, il confronto sul tratto costiero di competenza del comune di Galatone, quello della Reggia – Montagna Spaccata: quasi un chilometro di falesie situate tra Lido Conchiglie e Santa Maria al Bagno. Sotto accusa, da parte dell’associazione presieduta da Sebastiano Zenobini, i due progetti redatti dal Comune per accedere a due bandi regionali che porterebbero alla realizzazione di una serie di strutture in legno sulla scogliera in questione (pedane, passerelle, postazioni per servizi) con la realizzazione di un’area parcheggi (su un terreno per ora privato) e alcuni interventi all’interno del complesso del Villaggio Santa Rita.

Galatone Bene Comune «Sette piattaforme e passerelle per complessivi 3mila metri quadri di legno scaricati lungo la costa – sottolineano da Galatone Bene Comune – ma anche l’intervento previsto per il Villaggio Santa Rita, che rischia di essere illegittimo: prevede, infatti, opere di urbanizzazione secondaria, sostanzialmente verde pubblico e parcheggi, che già sarebbero dovute essere realizzate, ma dai lottizzatori privati e non con soldi di tutti i cittadini». Da salvaguardare, secondo l’associazione, come evidenziato durante il convegno nel Chiostro dei Domenicani, l’unicità dell’area (tra l’altro segnalata come “a rischio crolli” nelle scorse settimane dalla Capitaneria di Porto) “non ancora antropizzata e per noi già un Monumento naturale regionale”.

L’archittetto Zuccalà Ma sotto la lente d’ingrandimento c’è anche l’iter procedurale. «Le norme da tenere in considerazione – ha sottolineato l’architetto Antonio Zuccalà, nel botta e risposta che ha fatto seguito sui social – non sono quelle delle aree demaniali in generale, ma delle aree demaniali Sic, ovvero Sito di interesse comunitario, dove vige l’obbligo della valutazione d’impatto ambientale, che il progetto elude: presso falesie instabili, vige il divieto assoluto di concessioni. I due progetti comunali da noi criticati – continua Zuccalà – sono di livello “definitivo”, quando invece non raggiungono nemmeno i requisiti di un progetto di fattibilità tecnica ed economica».

L’assessore Pinca «Le piattaforme non sono invasive e sono previste dal Piano regionale come servizi supplementari. Con piccole piattaforme indirizzate a servizi di nicchia da affidare a piccoli privati. L’ottica – ha affermato l’assessore allo Sviluppo economico Maurizio Pinca durante l’incontro – è di ricollegare la zona all’area a monte del Villaggio Santa Rita». E la civica “CambiaMenti”, in cui l’assessore è stato eletto l’anno scorso, rilancia. «I presunti paladini dell’ambiente creano anche fotomontaggi», accusa la lista a sostegno di Filoni parlando della foto descrittiva (diffusa dalla civica) su come l’area diventerà dopo l’intervento – “per far credere che l’Amministrazione vuole costruire grattacieli sul mare. Tentano anche con false qualificazioni di definire catena di chioschi le pedane e i percorsi in legno previsti anche per l’eliminazione delle barriere architettoniche”.

Il sindaco Filoni Nel dibattito interviene anche il sindaco Filoni: «Sono stati presentati due progetti di finanziamento, uno per le infrastrutture verdi nell’area degradata del Villaggio S. Rita con la creazione di una foresta urbana, il recupero della piscina comunale e la costruzione di un campo di calcetto e di una zona di spettacoli all’aperto, oltre che la bonifica delle cave ormai divenute discarica di rifiuti con una rinaturalizzazione e la creazione di un parcheggio a monte, e l’altro – dice il Primo cittadino – per i paesaggi costieri e prevede il rifacimento del marciapiede delle rotonde, il recupero dei sentieri a monte dell’area e la creazione di passerelle e piccole piattaforme per servizi complementari sportivi e di soccorso. Le lamentele – accusa il sindaco – sono solo il tentativo di strumentalizzare l’iniziativa con il solito leit motiv che non si deve fare nulla, e che in tanti anni ha esposto la Montagna Spaccata al dramma dell’incuria, degli incendi e all’abbandono incontrollato di rifiuti».

 

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – La costa rocciosa ionica non gode, in larga parte, di buona salute e la prospettiva è quella, drastica, di un’estate senza tuffi. Dalla Montagna spaccata sino al promontorio di Leuca sono tante le zone interdette dalle ordinanze della Capitaneria di porto di Gallipoli dopo averne rilevato  il “potenziale pericolo per la pubblica e privata incolumità”. Le valutazioni fatte partono dal Piano di assetto idrogeologico regionale (Pai) che classifica tali zone come Pg2 o Pg3, ovvero a pericolosità geomorfologica “elevata” o “molto elevata”. In queste aree la roccia appare particolarmente friabile a causa del fenomeno dell’erosione e per questo le falesie continuano inesorabilmente a sgretolarsi, mettendo a rischio l’incolumità dei frequentatori, prima di tutto dei bagnanti. Stesso provvedimento (ampiamente  disatteso) è stato adottato ( e più volte rimodulato) anche per il tratto urbano di costa rocciosa a Gallipoli.

Le zone “rosse” Nel territorio di Galatone i tratti interdetti alla balneazione, alla navigazione, alla pesca, all’ancoraggio ed a qualunque attività sportiva o subacquea sono quelli della Montagna spaccata e poco più a nord sempre lungo la litoranea Gallipoli – Santa Maria al Bagno. Sono addirittura 12 le zone “rosse” nel territorio di Alliste mentre a Patù le tre aree sono a San Gregorio (anche nella nota baia) e Felloniche per un totale di circa un chilometro e mezzo. Gravi anche i provvedimenti adottati a Leuca a Punta Meliso (presso l’ex colonia), Ponte Benedetto XVI, Punta Ristola, Grotta tre porte – Grotta del fiume, località Marchiello, da Grotta del drago e località Ciardo. Spetterà ora ai Comuni interessati provvedere ad installare l’opportuna cartellonistica “monitoria”, redatta anche in più lingue, per far rispettare i divieti e per permettere l’esatta indicazione del pericolo esistente. In alcuni casi i provvedimenti adottati dalla Capitaneria di Porto ricalcano disposizioni già assunte nel recente passato, ma non è escluso che nelle prossime settimane altre località salentine possano subire lo stesso “trattamento”. Per evitare di compromettere del tutto la stagione turistica, i Comuni interessati potrebbero produrre una relazione tecnica che smussi la “severità” dei provvedimenti adottati: ma se Alliste ha già comunicato di aver dato incarico ad un geologo, altrove ciò non è ancora accaduto. E l’estate è ormai arrivata.

Nardò. Drammatico intervento di salvataggio in mare, alla vigilia di Ferragosto, nei pressi della Montagna Spaccata. Dopo essersi tuffato in acqua, un bagnante non è più riuscito a risalire a causa del rapido ingrossarsi del mare. Strenua la sua resistenza aggrappato ad uno scoglio in attesa dell’arrivo dei soccorsi. A salvarlo, quando qualcuno invocava già l’intervento di un elicottero, è stata una scaletta issata dai vigili del fuoco, intervenuti insieme a carabinieri e guardia costiera. Attendendo l’attimo giusto per evitare l’onda e la risacca, l’uomo è riuscito a raggiungere la terra ferma. Grande agitazione da parte di quanti hanno assistito alla scena e grande sospiro di sollievo al salvataggio finale. Il video amatoriale dell’intervento è stato postato su facebook.

MONTAGNA SPACCATA. Montagna Spaccata e parcheggi sulla scogliera: il problema resta. Quanti, in questi giorni di afa, cercano ristoro nella acque cristalline in località “La Reggia” (tratto di competenza del Comune di Galatone) sono soliti lasciare la propria auto proprio sulla scogliera, a due passi dal mare. La tendenza aveva già acceso le polemiche durante gli anni passati, portando la precedente Amministrazione comunale a chiudere ad auto e moto tutti i varchi di accesso alle falesie, e oggi ancora una volta desta l’attenzione del gruppo “Galatone Bene Comune”, che nei giorni scorsi ha sollecitato l’intervento dell’attuale Amministrazione Filoni. «Ci dicano qual è la loro posizione sui parcheggi a “La Reggia”. Più che un problema di controlli è questione di rispetto delle regole», scrive il rappresentante Sebastiano Zenobini, con due note protocollate, a stretto giro, il 25 e il 29 luglio, nelle quali ricorda l’ordinanza della Regione del 12 maggio con la quale si impedisce il transito dei veicoli su aree demaniali marittime. Interpellato, il neo-assessore all’Ambiente Roberto Bove replica: «Preso atto che la situazione in località “La Reggia” risultava ereditariamente insostenibile, in quanto i frequentatori del “Kilometrozero”, anche famiglie con passeggini e bambini, non avevano in nessun modo una sicurezza nell’accesso – spiega Bove – l’Amministrazione ha quindi ritenuto assolutamente opportuno consentire il transito dei veicoli di Pronto Soccorso e degli automezzi della Protezione Civile, oltre che permettere un deflusso pedonale adeguato all’affluenza». Il provvedimento – varato il 28 luglio – prevederebbe anche che il Kilometrozero – il chioschietto attivo sull’area in periodo estivo da quasi dieci anni – si occupi di chiudere i varchi del marciapiede, permettendo l’accesso solo dall’interno. «Possiamo comunque assicurare – sottolinea Bove – che saranno presi provvedimenti verso eventuali trasgressori, fermo restando che questa situazione, a partire dal prossimo anno, non sarà più consentita».

incendio galatone reggia (7)GALATONE. Dopo le fiamme, la conta dei danni. Oltre venti ettari di macchia mediterranea sono andati in fumo, ieri, tra la “Reggia” e la “Montagna spaccata”: l’incendio divampato tra le 14 e le 15 nel tratto costiero che collega Santa Maria al Bagno a Lido Conchiglie – tra i più splendidi costoni rocciosi del Salento ionico – ha impegnato per tutto il pomeriggio e poi di nuovo nella tarda serata due squadre di vigili del fuoco, otto di protezione civile (dai comuni di Galatone, Sannicola, Parabita, Matino, Seclì, Alezio, Taviano), il reparto forestale dei carabinieri e il Corpo di vigili urbani di Galatone e Sannicola. Sessanta uomini circa per le operazioni di spegnimento dei focolai, che sono continuate fino alle 19:30, quando il canadair dei vigili del fuoco aveva effettuato ben tre “lanci”, necessari in un’area che a tratti si è presentata impervia per i corpi di soccorso.

Le fiamme – stando alle ricostruzioni delle forze dell’ordine – avrebbero distrutto soltanto la parte bassa della vegetazione, per via del forte vento che le faceva avanzare con velocità: le pinete e gli alberi ad alto fusto si possono considerare sostanzialmente salvi. Il fuoco ha anche lambito il muro di cinta di un’abitazione privata nella zona, senza fortunatamente aggravare il bilancio di quello che ieri dal comandante dei vigili urbani di Galatone, il maggiore Agostino Terragno, era stato definito “un cataclisma”. Nella tarda serata alcune unità dei pompieri sono tra l’altro dovute tornare sul luogo, visto che i residenti di Lido Conchiglie continuavano a segnalare focolai e ingenti quantità di fumo: il lavoro di messa in sicurezza dell’area è terminato definitivamente intorno alla mezzanotte.

Il grande coinvolgimento di mezzi di soccorso ha messo ancora una volta a dura prova il personale dei vigili del fuoco: le caserme ricevono centinaia di segnalazioni ogni giorno, mentre mezzi e personale sembrano non essere sufficienti. Da un anno a questa parte i pompieri hanno infatti recepito le funzioni e i compiti dell’ex “Guardia forestale”, inglobata dall’Arma dei Carabinieri, mentre le risorse economiche sono rimaste le stesse.

Attilio Maria Daconto

Attilio Maria Daconto

Dal Cotriero e Lido Pizzo (verso Taviano) sino a Lido Conchiglie e la Montagna Spaccata sono ben dieci i tratti di costa interdetti alla balneazione perché a rischio crollo. Lo prevede l’ordinanza firmata dal Comandante del porto di Gallipoli, nonché capo del Circondario marittimo, Attilio Maria Daconto (foto). Altri divieti in località “San Giovanni della Pedata” (grotte Monaci e del Diavolo) e sul lungomare Galilei nel
tratto urbano di Gallipoli; allo “Scoglio del Campo” a ridosso della città vecchia; località Fontanelle (via Fiume) e San Leonardo (due zone) a nord di Gallipoli. Sono zone già considerate “a rischio” nel 2014 dall’Autorità di Bacino della Puglia (che aveva esteso i divieti a larga parte del litorale salentino) ma che ora la Capitaneria sollecita, anzi impone, di delimitare con tanto di cartelli (“in più lingue”) con il divieto di accesso e di balneazione. “Senza riscontro”, sono stati finora gli inviti e le sollecitazioni da parte della stessa Capitaneria di Porto di Gallipoli verso il Comune al fine di intraprendere azioni utili per la tutela della pubblica incolumità. È stata anche richiesta una relazione tecnica di un geologo attestante “lo stato di sicurezza delle zone costiere”. Nelle zone interessate (comunque senza lidi o stabilimenti) sono vietate “la balneazione, la navigazione, la sosta e l’ancoraggio di tutte le unità navali in genere, la pesca professionale e/o sportiva con qualunque tecnica nonché l’espletamento di qualsivoglia attività subacquea e di superficie professionale e/o ludico sportiva connessa agli usi del mare, nonché ogni altra attività direttamente e/o di riflesso connessa agli usi del mare”. A motivare il drastico provvedimento hanno concorso alcune segnalazioni fatte da privati (con riferimento alle grotte “Monaci” e del “Diavolo”) ed anche dai carabinieri (da ultimo lo scorso 24 maggio). Intanto in questi giorni di inizio estate, in attesa dei cartelli di divieto, non pochi fanno il bagno.

montagna-spaccata-sannicolaSANTA MARIA AL BAGNO. Il cadavere di una donna di Parabita (la 61enne B.G.) è stato recuperato questo pomeriggio dalla Capitaneria di porto di Gallipoli al largo della costa di Santa Maria al Bagno (zona Montagna spaccata). Il ritrovamento è avvenuto nel corso delle operazioni condotte alla ricerca di eventuali altri dispersi dopo lo sbarco di migranti di ieri nella zona del Capo di Leuca. La donna (separata) fino a ieri era ricoverata in ospedale perché soffriva da tempo di una grave forma di depressione. Indagini sono in corso per accertare la dinamica dell’episodio.

GALATONE. Resta riservata la prognosi per il 28enne trevigiano rimasto gravemente ferito in seguito ad un maldestro tuffo dall’alta scogliera della Montagna Spaccata, tra “La Reggia” e “Lido Conchiglie”. Il giovane è ricoverato presso il reparto di Rianimazione del “Vito Fazzi” di Lecce con un quadro clinico ritenuto “molto complesso” dai sanitari. Restano da comprendere quali conseguenze, oltre le gravissime lesioni alle gambe, possa aver provocato il salto da oltre dieci metri conclusosi sugli scogli e non, come sperato dal giovane, nelle splendide acque della marina a nord del litorale gallipolino. L’incidente poco dopo le 16 di ieri pomeriggio quando Federico Bardi, questo il nome del turista nel Salento in compagnia di alcuni amici, ha tentato il tuffo dal promontorio comunemente detto “La morte”, accuratamente evitato dai locali proprio per la sua proverbiale pericolosità. A prestare i primi soccorsi sono stati la Squadra nautica della Polizia e la Capitaneria, ma il moto ondoso e le gravi condizioni del ferito hanno reso necessari ulteriori interventi coordinati. La richiesta di aiuto è arrivata anche allo stabilimento balneare “Mesciu Peppe”, a Lido Conchiglie, da dove uno dei due operatori di Polizia e il bagnino del lido, Alessio Baldari di Galatina, con il pattino hanno raggiungono il ferito, a circa 500 metri a nord del lido stesso, nel frattempo adagiato su un materassino gonfiabile. Il luogo in cui è avvenuto l’incidente è particolarmente impervio, privo di un servizio di salvamento pubblico e gli scogli molto alti per effettuare il recupero in sicurezza.

Le condizioni del ferito sono apprese subito serie con fratture scomposte ed esposte a entrambi gli arti inferiori. Presto sul posto anche due ambulanze giunte dagli ospedali di Gallipoli e Lecce. Contemporaneamente al 118 è stato sollecitato anche il vicino lido dell“Aeronautica” dove il capitano Antonio Pio e un operatore del 118 sono entrati in azione, anch’essi col pattino di salvataggio, per raggiungere il ferito e portarlo a riva. «La motovedetta della capitaneria ci ha lasciato in consegna il ferito che abbiamo trascinato a riva in operazione congiunta con i pattini» commenta il capitano Pio. Troppo pericoloso è subito apparso, infatti, cercare di issare il ferito a bordo della motovedetta proprio per le sue condizioni. Subito dopo l’intervento congiunto dei due infermieri del personale sanitario dell’Aeronautica, dei poliziotti della squadra nautica e degli operatori del 118, il giovane è stato trasportato d’urgenza al “Vito Fazzi” di Lecce.

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La collina di San Mauro e il Sindaco Cosimo Piccione

Mino PiccioneSANNICOLA. Lavori in vista per i sentieri escurisionisti previsti tra le rupi di San Mauro e la Montagna spaccata. Il progetto (i lavori sono stati aggiudicati lo scorso 16 giugno) prevede un importo complessivo pari a 300mila euro ed è stato affidato alla ditta Morello srl.  «Si tratta di un’azione “cardine” per la fruizione del patrimonio naturale volto alla salvaguardia degli habitat presenti», afferma il sindaco Cosimo Piccione, particolarmente “soddisfatto” per aver “recuperato un finanziamento che era andato precedentemente perduto». La nuova sentieristica prevede soluzioni ad hoc per il superamento delle barriere architettoniche con l’uso di pedane utili a superare i dislivelli e l’installazione di un’apposita segnaletica “tattile-visiva”.
«Questa importante opera servirà soprattutto a valorizzare e rendere finalmente fruibile l’abbazia di San Mauro, un momumento storico culturale di spessore internazionale», afferma ancora Piccione. Gli interventi miglioreranno la percorribilità dei sentieri con un’adeguata segnaletica e la realizzazione di punti di sosta, aree pic-nic e percorsi ginnici.

Sull’iter che ha portato alla concessione del finanziamento interviene Fabrizio Falcone, segretario locale del Pd il quale afferma: «Il Comune può oggi realizzare la sentieristica grazie all’approvazione, avvenuta nel 2009, del Piano di gestione dell’area Sic da parte della Giunta regionale. Tra gli interventi previsti abbiamo il recupero dell’ex colonia Stajano, in parte realizzato dall’Amministrazione Nocera, la sentieristica e le ciclovie. Perché i progetti vengano finanziati dalla Regione, il Comune deve presentare progetti coerenti con quanto indicato nel piano di gestione dell’area Sic. Per i prossimi bandi il Pd sollecita il Sindaco ad evitare che tale ricchezza svanisca nel nulla».

SANNICOLA. Trecentomila euro per gli interventi sulla rete di sentieri dell’area Sic (Sito di interesse comunitario) “Montagna spaccata e Rupi di San Mauro”. L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Mino Piccione “incassa” il sì della Regione per un finanziamento che grazie ai fondi europei consentirà di realizzare un importante cantiere in località Lido Conchiglie. L’obiettivo è di consegnare a cittadini e vacanzieri la possibilità di usufruire del patrimonio naturale e, con azioni integrate, di sviluppare un progetto educativo e promozionale a beneficio del territorio. Il progetto dell’area Sic “Montagna Spaccata e Rupi di San Mauro” nasce da molto lontano (venne elaborato dall’Amministrazione Nocera) ma non ha avuto un iter tranquillo.
«È doveroso precisare che questo progetto fu presentato dalla precedente Amministrazione ed escluso dal finanziamento. La nostra caparbietà ed il nostro impegno sono stati premiati. Avevamo ereditato una situazione negativa su questo progetto – dice soddisfatto il sindaco Mino Piccione – per documentazione carente al momento della prima presentazione, tra l’altro avvenuta con un prospetto preliminare. Poi le nostre insistenze e le nostre proposte sono state valutate ottimamente dalla Regione, tanto da meritare il finanziamento».
Con i 300mila euro messi ora a disposizione da viale Capruzzi, il Comune di Sannicola potrà creare una rete di percorsi per la fruizione dell’area limitrofa all’Abbazia di San Mauro, anche e soprattutto per i diversamente abili considerato che la sentieristica si svilupperà senza barriere architettoniche  e con la presenza di segnaletica visual tattile. Gli interventi prevedono il recupero dei percorsi esistenti, che saranno adattati e adeguati per aumentare e facilitare la percorribilità, e la realizzazione di punti di sosta e attrezzamento degli stessi per una maggiore attrattività e la fruibilità dell’area.

Localit La Reggia - Galatone

La litoranea nei pressi della Montagna spaccata

GALATONE. Cabinovia dal Villaggio Santa Rita alla costa della marina galatea? «Giammai!». Ed è per questo che i giovani componenti del comitato che ogni estate promuove l’eco-iniziativa “Questa Reggia non è un albergo” hanno avviato una raccolta firme in città e non solo. L’obiettivo, appunto, è evitare la realizzazione di una cabinovia a cremagliera – la cui linea ferrata, stando al comitato, dovrebbe correre sul tubo di scarico a mare del depuratore del villaggio – prevista pressoché già 30 anni fa per permettere lo spostamento dei visitatori dall’area “Montagna spaccata-Rupi di San Mauro” alla costa (e viceversa).

Nelle scorse settimane, i giovani attivisti hanno indirizzato una lettera al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e agli assessori regionali Lorenzo Nicastro ed Angela Barbarente, oltre che al sindaco Livio Nisi, con una sfilza di proposte per l’area marina galatea, eletta quale “sito di interesse comunitario”, soprattutto in vista del nuovo Piano urbanistico generale. «Posso assicurare che quanto da noi previsto nel Pug in materia di tutela del paesaggio dei siti in questione supera l’elenco delle proposte a tutela dell’area inviatemi dal comitato» sostiene Nisi, sempre dell’idea che bisognerebbe anche vietare il parcheggio di auto ed altri mezzi sulla costa.

«La realizzazione della cabinovia a cremagliera rientra nel progetto di gestione dell’area Sic, già da lungo tempo approvata dalla Regione Puglia», spiega il primo cittadino che esplicita pure “la necessità di trovare una soluzione che, al di là della sentieristica, permetta con facilità lo spostamento delle persone”. La campagna di sensibilizzazione del comitato proseguirà sino all’estate. «Abbiamo in programma un evento pubblico per presentare la nostra petizione e spiegare qual è la situazione dell’area, oltre a diverse iniziative per riattivare la fruizione dell’area della Montagna spaccata con percorsi naturalistici, visite guidate alla scoperta di flora, fauna,  resti archeologici ed insediamenti neolitici», affermano i promotori.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...