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monsignor Vito Angiuli

Salve – “Ha scritto t’amo sulla roccia. Don Tonino Bello accompagnatore vocazionale” (Edizioni San Paolo) è il volume di monsignor Vito Angiuli che verrà presentato mercoledì 19 settembre, alle 19, presso la biblioteca comunale di Salve (palazzo Carida Ramirez). Un profilo forse meno noto ma “necessario” quello tracciato dall’autore, vescovo della diocesi di Ugento- Santa Maria di Leuca, per provare a comprendere meglio la figura dell’ex presidente di Pax Christi e vescovo di Molfetta scomparso il 20 aprile del 1993. I lavori saranno introdotti e moderati dal filosofo  Mario Carparelli, del Presidio del Libro del Capo di Leuca. Dopo il saluto del sindaco di Salve Francesco Villanova, ci sarà l’Intervento del parroco di Salve don Lorenzo Profico e del dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Salve, Morciano di Leuca e Patù, Chiara Vantaggiato. L’iniziativa, promossa dall’assessorato regionale all’Industria turistica e culturale in collaborazione con le associazioni Presìdi del Libro e Salentosophia, è organizzata dalla Biblioteca comunale di Salve, dal centro culturale Palazzo Carida Ramirez (società cooperativa Imago) e dal Comune di Salve.

Il volume Nel libro (120 pagine), già presentato con successo in diverse località (tra cui Gallipoli e Santa Maria di Leuca, monsignor Angiuli accompagna il lettore alla scoperta di un don Tonino inedito e sconosciuto ai più, nella profonda “spiritualità” che lo accompagnava anche quando, come presidente di Pax Christi e uomo di punta della Chiesa, era sotto i riflettori dei media. Con questo volume, è la prima volta che don Tonino viene rivelato “a tutto tondo”: da uomo di Dio ad educatore, da amico a confidente. È sempre l’adesione a Cristo che lascia una sempre traccia di sé, non “sulla sabbia” (come nella famosa canzone in voga negli anni ’60), ma – come lo stesso don Tonino amava ripetere – “sulla roccia dell’adesione al Vangelo di Cristo”, ovvero alla Chiesa che continuò ad amare e a servire (anche se dileggiato e offeso) e di conseguenza, all’uomo in ogni sua espressione, specie poi se emarginato e povero.

L’autore Prima di essere nominato vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca da Benedetto XVI,  monsignor Angiuli (nato a Sannicandro di Bari nel 1952) è stato anche educatore e docente presso il Seminario regionale di Molfetta proprio negli anni in cui don Tonino Bello era vescovo di quella stessa diocesi. Dottore in teologia dogmatica, si è laureato anche in Filosofia presso l’Università di Bari. Attualmente è presidente della Commissione episcopale per il laicato presso la Conferenza episcopale italiana. Autore di numerose pubblicazioni di carattere filosofico-teologico e pastorale, suoi sono i libri su don Tonino Bello, tra cui  “La terra dei miei sogni. Bagliori di luce dagli scritti ugentini”, e, sempre della San Paolo, “Don Tonino Bello visto da vicino”.

                                                                                                                                   

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) –  “Ha scritto t’amo sulla roccia. Don Tonino Bello accompagnatore vocazionale” è il volume di monsignor Vito Angiuli che viene presentato questa sera, alle 19.30, presso il Circolo della vela di Leuca. L’appuntamento rientra nell’ambito del programma per le celebrazioni del 70° anniversario dello Yacht Club Leuca. Insieme al vescovo della diocesi di Ugento- Santa Maria di Leuca, autore dell’opera (edizioni San Paolo) ispirata e dedicata al pastore di Alessano per il quale è in corso il processo di canonizzazione, saranno presenti Mario Carparelli, del presidio del Libro del Capo di Leuca, Giancarlo Piccinni (nato ad Alessano e cardiologo all’ospedale di Gallipoli), presidente della Fondazione “Don Tonino Bello”, il giornalista Mauro Ciardo e Giovanni Arditi di Castelvetere, presidente dello Yacht Club Leuca.

È un profilo forse meno noto ma “necessario” per comprendere a tutto tondo la figura dell’ex presidente di Pax Christi e vescovo di Molfetta scomparso il 20 aprile del 1993. Il volume affronta, infatti, gli anni dell’infanzia e della giovinezza sino alla formazione e vocazione di don Tonino, al rapporto con i suoi coetanei e agli anni dell’insegnamento (molti dei quali a Tricase) e dei seminari (da Ugento a Molfetta). La serata di Leuca è promossa dall’assessorato all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia e dall’associazione Presidi del libro. Tra le tante pubblicazioni su don Tonino, di recente è stata data alle stampe anche quella ad opera di Giancarlo Piccinni dal titolo “Don Tonino, Sentiero di Dio”, edito da “San Paolo”.

Ugento – Dopo il completamento del restauro e la conseguente riapertura al pubblico del castello, un altro bene culturale viene restituito alla sua bellezza e inserito all’interno del Sistema Museale del Comune: si tratta della chiesa di Santa Filomena, che al termine di un intervento di restauro conservativo diventa spazio per eventi culturali. La sua inaugurazione in questa nuova veste avverrà nel corso di una cerimonia pubblica in programma per martedì 28 agosto, alle ore 19.

Nel corso della serata,ci sarà la benedizione della chiesa da parte di monsignor Vito Angiuli, vescovo della diocesi Ugento-Santa Maria di Leuca. A seguire, i saluti di Chiara Congedi, presidente del Consiglio comunale di Ugento; Claudio Palomba, prefetto di Lecce; Antonio Gabellone, presidente della Provincia. Si proseguirà poi con una tavola rotonda introdotta e moderata dal Sindaco Massimo Lecci, con gli interventi dell’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Ugento Alessio Meli, del ricercatore di storia locale Luciano Antonazzo, del direttore dei lavori di restauro Gianluca Andreassi, di Maria Piccarreta della Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Lecce, Brindisi e Taranto, e ancora del direttore del Dipartimento Valorizzazione Territoriale della Regione Puglia Aldo Patruno. Le conclusioni saranno affidate a Loredana Capone, assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia.

Dopo l’inaugurazione della chiesa, si terrà la presentazione del libro “Secondo il suo cuore. Per una mistagogia del mistero pastorale”, scritto da don Stefano Ancora, presidente del Parco Culturale Ecclesiale “De Finibus Terrae”. La presentazione è a cura del vescovo Angiuli e del vicario generale della diocesi Ugento-Leuca, don Beniamino Nuzzo.

Il restauro della chiesa di Santa Filomena fu finanziato nel 2015, con un milione di euro stanziati attraverso un bando della Regione promosso dall’Area politiche per la promozione del territorio. Risalente al 1700 e annessa a quello che un tempo era il monastero delle Benedettine, la chiesa è stata sconsacrata agli inizi del secolo scorso e fino alla nuova conversione in sala eventi è stata usata come aula consiliare.

Taurisano – La Regione Puglia ha concesso il riconoscimento di “Città d’arte” a Taurisano: il titolo, ottenuto a coronamento di una procedura iniziata a gennaio di quest’anno, è motivato dalle caratteristiche del patrimonio storico-artistico cittadino, composto da chiese, monumenti e servizi culturali quali quelli offerti dalla Biblioteca Comunale “A. Corsano” (che conta circa 3.000 volumi, i più antichi dei quali risalgono al ‘700).

Il sindaco Raffaele Stasi (in foto) commenta: “Nell’avvio della procedura che ci ha visti ottenere il titolo di Città d’arte, un sostegno importante è venuto dal vescovo della diocesi UgentoSanta Maria di Leuca Vito Angiuli, che ha messo a disposizione per la fruibilità al pubblico alcune tele presenti nelle chiese di Taurisano. Il titolo è per noi sia un punto di arrivo che di partenza: nei prossimi mesi continueremo a lavorare per valorizzare il patrimonio storico-artistico cittadino, in cui ricadono beni quali la Chiesa della Madonna della Strada, la Chiesetta di San Nicola (per il restauro della quale abbiamo ottenuto un finanziamento da parte della Regione), il Palazzo Ducale e la casa del filosofo Giulio Cesare Vanini. L’obiettivo è migliorare la fruibilità di questi beni e ideare iniziative che valorizzino tutto il tessuto culturale di Taurisano: è un altro passo verso la ‘rivoluzione culturale’ che stiamo portando avanti”. E conclude: “Per il titolo di Città d’arte un ringraziamento particolare va all’assessore Loredana Capone, che ha sostenuto l’emanazione di questo riconoscimento”.

 

Leuca (Castrignano del Capo) – Ha avuto inizio domenica 5 agosto a Brindisi la terza edizione della “Carta di Leuca”, organizzata dal Parco culturale ecclesiale “De Finibus Terrae” e dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, guidata dal vescovo mons. Vito Angiuli. La manifestazione culminerà il 10 agosto a Leuca, per poi proseguire alla volta di Roma, per l’incontro in piazza San Pietro, l’11 e 12 agosto, con Papa Francesco.

Ampia partecipazione – L’adesione dei partecipanti ha superato di gran lunga le previsioni, che indicavano una presenza di 352 giovani – come anticipato qui da piazzasalento – provenienti dai diversi Paesi che s’affacciano sul Mediterraneo. All’iniziativa hanno aderito le 5 diocesi della Metropolia di Lecce, nei cui territori sono fissati i vari appuntamenti: si tratta delle arcidiocesi di Brindisi-Ostuni (mons. Domenico Caliandro), Lecce (mons.Michele Seccia) e Otranto (mons. Donato Negro), e delle diocesi di Nardò-Gallipoli (mons. Fernando Filograna) e Ugento-S. Maria di Leuca (mons. Vito Angiuli).

Prosegue il cammino – Intanto nella mattinata di lunedì, i giovani partecipanti italiani e stranieri, dopo aver percorso a piedi il primo tratto del Cammino metropolitano da Santa Maria di Cerrate a Surbo, hanno raggiunto il campo base di Lecce, presso l’Istituto delle Marcelline. Alle 16, sempre alle Marcelline, si sono tenuti gli incontri nelle Tende della Convivialità e subito dopo, intorno alle 20 in piazza Duomo, alla presenza del  sindaco di Lecce Carlo Salvemini, c’è stato un dibattito interreligioso sulla “convivialità”, tema tanto caro a don Tonino Bello, nel cui nome si sta celebrando la “cinque giorni” di quest’anno, meglio conosciuta come meeting internazionale interculturale e interreligioso “Carta di Leuca”.

Si registra per la prima volta la presenza dell’Esercito italiano – In quest’occasione, oltre a patrocinare e sostenere l’evento con la propria organizzazione logistica, correndo ininterrottamente lungo tutto il percorso da Brindisi a Leuca, all’alba del 10 agosto i nostri soldati porteranno sul piazzale del Santuario che s’affaccia sul Mediterraneo una fiaccola accesa, simbolo di pace.

La dichiarazione del comandante territoriale dell’Esercito in Puglia  Il comandante, generale di brigata Mauro Prezioso, afferma: “L’idea della partecipazione dell’Esercito alla ‘Carta di Leuca’ nasce come normale coinvolgimento della Forza armata a tutte le attività che riguardano il sociale. È  proprio il caso di dire, come indicato da uno dei nostri slogan, che ‘noi ci siamo sempre’ anche nel sociale, ponendo particolare attenzione alle attività socio-culturali. L’organizzazione e l’adesione ad attività indirizzate soprattutto ai giovani consolida l’impegno dell’Esercito nella diffusione dei fondamentali valori etici e di solidarietà insiti nella Forza armata. L’Esercito non poteva mancare – prosegue Prezioso – a un appuntamento così importante, un laboratorio interculturale e interreligioso rivolto ai giovani che vivono nelle diverse sponde del Mediterraneo e che si impegnano vicendevolmente nella costruzione di un futuro migliore attraverso la costruzione di percorsi di convivialità. Parteciperemo mettendo a disposizione dei giovani pellegrini vari assetti logistici, che vanno dai trasporti, alle docce, ai bagni, un modo per rendere più confortevole il cammino. Ma non solo: nella parte finale di questo viaggio, alcuni soldati porteranno – come dei tedofori – una fiaccola da Alessano (accesa dinanzi al sacello di don Tonino Bello), sino a Leuca, consegnandola nelle mani del vescovo, mons. Vito Angiuli”.

L’incontro con Papa Francesco – Qualche ora dopo la firma finale della “Carta di Leuca” alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose, nella serata di venerdì 10 ci sarà la partenza alla volta di Roma, dove l’11 e 12 agosto i giovani incontreranno Papa Francesco. A lui sarà consegnato, fresco fresco di stesura, il documento sulla pace.

Nardò – Si avvia a conclusione il Salento Book Festival, rassegna itinerante di libri e cultura ideata da Giampiero Pisanello e quest’anno diretta da Luca Bianchini. Ancora tanti gli ospiti di livello nazionale che animeranno le tre serate finali, in programma venerdì 20 a Nardò, sabato 21 a Galatina e domenica 22 a Gallipoli.

Giornalismo d’inchiesta e storie al femminile a Nardò – Il lungo week end si apre venerdì in piazza Salandra (ore 20,30): qui, i giornalisti Danilo Procaccianti e Giorgio Mottola – dialogando con Danilo Siciliano – presentano il libro “Italia sotto inchiesta”, che racconta alcuni fra i principali scandali che hanno segnato il nostro paese negli ultimi anni.
Alle 21,30, stessa location per l’incontro con Chiara Francini e il suo romanzo “Mia madre non lo deve sapere”, una storia familiare al femminile, piena di emozioni e ironia. Dialoga con l’autrice Ilaria Marinaci.

Il ricordo di Bartali e i royal baby a Galatina – Tre gli appuntamenti per il sabato del Salento Book Festival a Galatina, tutti in piazzetta Orsini (nei pressi della basilica di Santa Caterina). Si comincia alle 20 con Gioia Bartali, che presenta il libro del padre Andrea (scomparso a giugno dello scorso anno): nel volume “Gino Bartali, mio papà” l’autore ripercorre glorie sportive e vita privata di uno dei più grandi campioni del Novecento. A dialogare con Gioia Bartali sarà Antonio Sanfrancesco.
Alle 21 è invece il momento del corrispondente Rai da Londra Antonio Caprarica, che dialogando con Patrizia Cesari presenta il libro “Royal baby”, un’analisi del mondo non sempre dorato in cui vivono i bambini delle dinastie reali.
Chiude la serata (alle 22) il ritorno di Chiara Francini, per una nuova presentazione di “Mia madre non lo deve sapere”, in dialogo con Eleonora Leila Moscara.

Migranti, ribelli e il pensiero di don Tonino Bello a Gallipoli – Nella serata finale del festival, domenica 22, si approda in piazza Aldo Moro a Gallipoli (nei pressi del santuario del Canneto). Qui, alle 20 arriva il regista salentino Giuseppe Pezzulla, che nel documentario “C’è di mezzo il mare” racconta le storie di migranti, richiedenti asilo e rifugiati che vivono in Salento. Partecipa all’incontro Carmelo Chianura di Arci. Modera Valentina Murrieri.
Sempre Valentina Murrieri incontra alle 21 Saverio Tommasi, autore di “Siate ribelli, praticate gentilezza”, un libro che è l’appassionata lettera d’amore di un uomo alle proprie figlie.
La chiusura del festival e della serata vede arrivare alle 22 il vescovo della diocesi Ugento-Santa Maria di Leuca monsignor Vito Angiuli, autore del libro “Ha scritto t’amo sulla roccia”, dedicato alla figura di don Tonino Bello. Dialoga con l’autore Antonio Sanfrancesco.

Papa Francesco e monsignor Vito Angiuli

Ugento – “Carissimi, è con profonda amicizia che la Chiesa di Ugento-Santa Maria di Leuca vi dà il benvenuto in questa “terra finestra”, dove lo stupore ha posto la sua dimora e si fa proposta per la vostra vacanza”: inizia così il gesto di accoglienza ai turisti e villeggianti che stanno per attivare o, in parte, sono già qui da parte del vescovo della diocesi Ugento – Santa Maria di Leuca, mons. Vito Angiuli. Il presule cita l’espressione “terra finestra” fatta propria da Papa Francesco nell’anniversario della morte di don Tonino Bello ad Alessano lo scorso aprile, simbolo di sguardi lunghi e larghi.

“Stupitevi della bellezza del Creato. I mari con la loro brezza, il sole con il suo calore e il verde con i suoi profumi diventano respiro di vita quotidiana. Stupitevi della bellezza dell’Arte è l’invito di monsignor Angiuli – . Le forme eleganti del barocco, i colori vivi delle tele e il suono gioioso degli organi divengono gioia di vita bella. Stupitevi della bellezza del nostro popolo. Il sorriso cordiale, l’accoglienza laboriosa e la battura sempre pronta si fanno esperienza di fraternità. Vivete la nostra terra! Vivete le sue feste che raccontano il desiderio di incontro. Vivete i suoi luoghi sinbolo: Leuca con il suo Santuario della Madonna e Alessano con la profezia di don Tonino Bello. Vivete le numerose iniziative culturali e religiose che vogliamo condividere con voi, offrendole come un dono. Vi auguro – conclude il vescovo – che in queste vacanze nel Capo di Leuca nasca in ciascuno di voi il desiderio per una forma di vita meravigliosa!”.

 

UGENTO. Anno pastorale fitto di impegni quello definito all’assemblea di giovedì 21 presso l’audiutorium “Benedetto XVI” di Alessano: come già preannunciato in vista dell’incontro, i riflettori della diocesi di Ugento-S.Maria di Leuca saranno puntati su “parrocchia, famiglia e giovani”, peraltro già indicati da mons. Vito Angiuli nel suo quadro di riferimento teologico-pastorale. Sacerdoti, religiosi, suore e laici comunque impegnati hanno quale loro imperativo categorico quello di “educare ad una forma di vita meravigliosa”, a “mettere le ali” cioè, per “sconfiggere la mediocrità e i sogni a basso profilo”, a innestare soprattutto nei giovani “il desiderio di osare e di affrontare mete apparentemente difficili”. Queste le linee guida dell’assemblea sintetizzate dal vicario episcopale per la pastorale, don Stefano Ancora. Anno impegnativo per la chiesa di Ugento, dunque, che dopo il sinodo dei vescovi italiani sulla nuova evangelizzazione del 2012 e quelli sulla famiglia del 2014 e 2015, è ora chiamata ad un maggiore impegno proprio in vista di quello del 2018 su “Giovani, fede e discernimento vocazionale”, anche e soprattutto perché il vescovo sarà impegnato in prima persona quale presidente della Commissione episcopale italiana per il laicato. Altro banco di prova del 2018 la coincidenza col 25° della morte dell’indiscusso “costruttore di speranza e profeta di pace” don Tonino Bello (di cui – si ricorderà –  è in corso la causa di beatificazione: “Il suo esempio di grande educatore e di grande comunicatore ci aiuterà a guardare ai giovani con fiducia, ad ascoltarli con passione, a parlare loro a cuore aperto della grande speranza di cui il mondo oggi ha bisogno”, afferma don Stefano Ancora. “Sì, il mondo oggi ha bisogno dei giovani perché diventi più giovane”, conclude il vicario. Oltre agli appuntamenti liturgico-pastorali, gli altri impegni diocesani per il 2018 (con date e  luoghi non ancora definiti) saranno concordati con le fondazioni “Parco culturale ecclesiale terre del Capo di Leuca”,  “Toniolo” e  “Don Tonino Bello”) e riguarderanno una serie di convegni sul pensiero e sulla figura di don Tonino Bello, ed  un percorso di studio per le maggiori città universitarie d’Italia mettendo a fuoco il tema della “convivialità delle differenze” (argomento molto caro a don Tonino Bello), che sarà poi l’obiettivo della prossima esperienza della “Carta di Leuca”, punto d’incontro a Ferragosto dei giovani del Mediterraneo, di cui proprio mons. Angiuli è stato l’ideatore e il più acceso sostenitore.

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Monsignor Vito Angiuli

ALESSANO. Assemblea diocesana giovedì 21 settembre, alle ore 19, presso l’audiutorium “Benedetto XVI” di Alessano. La diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca invita all’appuntamento sacerdoti, religiosi, diaconi e laici impegnati nella varie associazioni e movimenti per la presentazione del nuovo anno pastorale. “Famiglia e giovani – per un dialogo generazionale” il tema dell’incontro con le conclusioni affidate al vescovo Vito Angiuli.

“Come lo scorso anno, vogliamo vivere un’assemblea diocesana per accogliere il tema pastorale dell’anno, per condividere prospettive e obiettivi, per ascoltarci e manifestare il nostro essere Chiesa insieme. Il nostro vescovo ci ricorda sempre che una Chiesa che non s’incontra non è Chiesa!”, scrive il vicario episcopale don Stefano Ancora nell’invito rivolto ai partecipanti. Un tema, quello della “famiglia e dei giovani” quanto mai attuale alla luce dei recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto direttamente la comunità della diocesi (con lo stesso mons. Angiuli ad officiare le esequie di Noemi Durini, la ragazza di Specchia ritrovata morta nelle campagne di Castrignano del Capo). 

«Continuando la nostra riflessione pastorale sulla famiglia –prosegue la nota della diocesi –  vogliamo porre attenzione ai giovani.  Sono i figli cresciuti in famiglia che si avviano verso la loro piena maturità per scoprire la propria vocazione nella vita, formarsi una famiglia e diventare i soggetti maturi della società e della Chiesa. Il nostro impegno si coniuga bene con l’iniziativa della Chiesa universale che, nell’ottobre del 2018, sotto la guida di Papa Francesco, vivrà il Sinodo ordinario dei vescovi proprio sui giovani». E proprio su queste tematiche la diocesi di Ugento-S.Maria di Leuca sarà particolarmente impegnata, ricoprendo mons. Angiuli l’incarico di presidente della Commissione episcopale italiana per il laicato.

monsignor Vito AngiuliUGENTO. «Ricordatevi che Steve Jobs costruì il primo computer nel garage dei suoi genitori, per poi crescere in tutto il mondo, come le vostre le attività, che hanno le possibilità di crescere e consolidarsi notevolmente»: cita il genio visionario di Cupertino monsignor Vito Angiuli (foto), vescovo di Ugento – Santa Maria di Leuca, nell’incontro con i giovani imprenditori della sua diocesi, beneficiari dei sostegni economici nati dall’esperienza del microcredito. Per Progetto Policoro, Prestito della Speranza e Progetto Tobia, iniziative a contrasto della crisi economica e la disoccupazione giovanile, è arrivato il momento di un primo bilancio. Tante le richieste presso il Centro Servizi diocesano Progetto Policoro, operativo ad Alessano, per l’avvio di nuove attività lavorative, 700 in tutta Italia. Prestito della Speranza e Progetto Tobia, agevolazioni finanziarie rivolte a soggetti privi di garanzie reali o personali, prevedono l’erogazione di prestiti a sostegno di nuove idee imprenditoriali e una garanzia “morale” da parte del sindaco e del parroco. Si conta che da febbraio 2013 con il Progetto Tobia, dopo la stipula della convenzione tra la Fondazione Mons. Vito De Grisantis e la Banca Popolare Pugliese, sono stati erogati 13 finanziamenti, pari a 130mila euro e l’avvio di altrettante attività economiche.

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