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monsignor fernando filograna

Gallipoli – Una tomba che quasi spontaneamente si è trasformata in altare. Appare così, come è visibile dalla foto, l’ultima casa terrena di Lucia Solidoro, la “Santina di Gallipoli”, come ormai viene definita da decenni. Ogni giorno fiori freschi, ceri accesi, piante sempreverdi; chi vi si accosta dice che si respira “aria di santità”. Così dal giorno della morte, il 18 settembre del 1933, quando Lucia Solidoro aveva appena 23 anni.

Padre pescatore e madre sarta Era nata  “appena 25 giorni dopo il 16 gennaio 1910 quando si registrò il miracolo di Teresa Martin di Lisieux, poi divenuta S.Teresa di Gesù Bambino”, così dice di lei il professore Gino Schirosi in un suo scritto pubblicato sulla rivista “Anxa”, richiamando il miracolo accaduto pochi giorni prima nel monastero di Gallipoli, che valse alla Santa l’onore degli altari, quasi a voler tracciare, tra le due, lo stesso  percorso e stile di vita. Di origini umili, il padre pescatore e la madre sarta, trascorse la sua sia  pur breve esistenza, all’ombra della vicina parrocchia di S. Francesco d’Assisi come terziaria francescana, catechista e componente del coro parrocchiale, ma distinguendosi ancor più per la sua esemplare condotta di vita, tanto che le si riconoscevano anche pubblicamente quelle virtù che posseggono  solo i mistici e chi è dotato di grande spiritualità. Ammalatasi di tisi, com’era frequente a quel tempo, offrì la sua sofferenza a Cristo senza mai lamentarsi, anzi “gioendo”, come si legge nei suoi scritti;  inoltre “faceva molte penitenze e digiuni, si martoriava con cilici e si flagellava a sangue”, com’ebbe a dichiarare, tra le tante, Vittoria Rizzello in una sua memoria del gennaio 1990 consegnata al compianto don Armando Manno, all’epoca parroco a San Francesco, che, di concerto col vescovo dell’epoca mons. Aldo Garzia, stava indagando su la “Santina”al fine di promuoverne il processo di beatificazione.

Un’opera teatrale e un libro Della vita di questa giovane donna hanno tratto spunto Augusto Benemeglio, per farne nel 1995, un’opera teatrale, e la neretina Maria Antonietta Manca che ha scritto il  libro  “Lucia Solidoro, la  Santina di Gallipoli”(Lupo editore). A pochi giorni dalla morte di Lucia Solidoro, il vescovo di Gallipoli mons.Gaetano Muller che assieme a tutta la città aveva partecipato ai  funerali, compose una preghiera in suo onore, concesse 50 giorni di indulgenze e sollecitò quanti fossero stati a conoscenza della sua esemplare condotta di vita a farne immediata comunicazione al parroco.  Da allora, e dopo la morte di don Armando Manno, sembra calato il silenzio, almeno per la Chiesa ufficiale. Secondo il comune sentire, invece, ancora oggi a distanza di oltre 80 anni, la si riconosce come santa attribuendole tuttora anche miracoli: ne sono prova i tanti fiori freschi e le decine di lumini votivi che suoi anonimi devoti depongono tutti i giorni, d’estate e d’inverno, sulla sua tomba. Sono in tanti, e non solo a Gallipoli, a pregare la “Santina”.

Pronti a raccogliere testimonianze Un post su Facebook che la riguardava sollecitando contributi, ha suscitato innumerevoli reazioni che Piazzasalento raccoglierà e consegnerà a chi ha il compito di mettere criticamente insieme le  varie testimonianze, cioè a don Gigi De Rosa di Gallipoli a ciò incaricato dal vescovo, mons  Fernando Filograna.

 

Galatone – Commissariata nei giorni scorsi a Galatone la Confraternita di San Pietro Apostolo e Beata Vergine del Rosario: con decreto dell’ordinario diocesano mons. Fernando Filograna, è stato nominato commissario Fabio Cavallo (foto), priore della Confraternita Maria Santissima Immacolata di Casarano, che ha assunto così i poteri del consiglio di amministrazione e del priore Giuseppe Giuri.

Fondata nel XVII secolo, la Confraternita che ha sede presso l’omonima chiesa, conta oggi solo 31 iscritti: motivo del commissariamento è infatti – secondo voci piuttosto attendibili – l’imminente fusione con una delle altre tre confraternite cittadine: l’Immacolata e San Giovanni Battista, Santissimi Cosma e Damiano e Pio Monte del Purgatorio. Anche queste altre confraternite avrebbe registrato negli ultimi anni un calo di adesioni: la più grande conta infatti non più di 100 iscritti.

Alla sua prima esperienza da commissario, ma profondo conoscitore delle problematiche confraternali, Fabio Cavallo dovrà ora verificare e curare la gestione amministrativa e contabile del sodalizio, che ha in carico pure, presso il locale cimitero, la tomba sociale con oltre 750 loculi.

GALLIPOLI. Assemblea del clero diocesano venerdì 30 settembre, presso il seminario, nella quale il vescovo mons. Fernando Filograna ha illustrato il calendario pastorale dei prossimi mesi, tracciandone anche le linee guida: detti temi saranno approfonditi in maniera più organica e dettagliata nel corso di un convegno teologico-pastorale programmato per il 5 e 6 ottobre, presso la Parrocchia Santa Famiglia di Matino. Al termine dell’incontro –ma qualcosa era già nell’aria- mons. Filograna ha annunciato ulteriori avvicendamenti di parroci. Don Pierluigi Strafella, 41 anni il prossimo 28 ottobre, dalla parrocchia di S.Francesco d’Assisi in Galatone va a fare il parroco a Gallipoli, nella chiesa di S.Lazzaro, in sostituzione di don Santo Tricarico, che vi rimane, però, come collaboratore. Il trentatreenne don Antonio Musca, invece, già vice parroco a S.Lazzaro, andrà a fare il parroco a Galatone, in sostituzione di don Strafella. Don Santino Bove-Balestra, infine, ridiventa parroco nella chiesa di S.Giovanni Battista di Parabita, della quale era stato sin qui amministratore parrocchiale.  

 

foto-nomineGALLIPOLI. Durante l’Assemblea del clero, tenutasi a Nardò oggi presso il Seminario diocesano prima del pellegrinaggio  nel pomeriggio da Matino a Parabita, mons. Fernando Filograna ha illustrato al presbiterio diocesano alcune linee programmatiche per il nuovo anno pastorale ed ha poi annunciato la nomina di alcuni parroci, vicari e collaboratori parrocchiali. Le immissioni canoniche dei nuovi parroci si effettueranno nelle prossime settimane, secondo un calendario che sarà a breve pubblicato. Le nomine entreranno in vigore da lunedì 5 settembre. I nuovi Parroci sono già convocati dal vescovo martedì 6 settembre alle 11, presso la Curia di Nardò, per emettere la Professione di Fede e prestare il giuramento di fedeltà. Ringraziando tutti i sacerdoti coinvolti nei prossimi spostamenti per la loro disponibilità e collaborazione, mons. Filograna ha espresso particolare gratitudine a quei sacerdoti che pur avendo raggiunto i limiti d’età previsti, continuano ad esercitare con dedizione il loro ministero a favore della Chiesa.

Ecco le nomine fatte dal vescovo della diocesi Nardò-Gallipoli.
Don Salvatore Tundo è parroco della parrocchia Maria SS. Annunziata in Casarano; lascia la parrocchia San Giorgio martire di Racale. Don Pasquale Fabbiano è il parroco della parrocchia San Giorgio martire di Racale e viene così sollevato dal ruolo di collaboratore della parrocchia San Gabriele dell’Addolorata di Gallipoli. Don Antonio Bruno è nominato vicedirettore del Seminario diocesano. Il reverendo Emanuele Calabrese è il vicario parrocchiale della parrocchia Santa Maria Addolorata di Alezio. Il vescovo ha poi nominato Don Emanuele Calasso vicario parrocchiale della Parrocchia Sancta Maria ad nives di Copertino. Don Giuseppe Calò è il nuovo vicario parrocchiale della Parrocchia San Giorgio martire di Matino. Don Francesco Fiore  è vicario parrocchiale della Parrocchia Sant’Antonio da Padova di Gallipoli; lascia l’ufficio di vicario parrocchiale della Parrocchia B.V.M. del Rosario di Melissano. Don Graziano Greco è il vicario parrocchiale della parrocchia San Michele arcangelo di Neviano. Don Pierluigi Santo vicario parrocchiale della Parrocchia SS. Giuseppe e Pio in Casarano, ad nutum Episcopi, sollevandolo al contempo dall’ufficio di vicario parrocchiale della Parrocchia Maria SS. Annunziata in Casarano.
Qui di seguito le altre nomine dal comunicato ufficiale della Diocesi Nardò-Gallipoli: “CuriadIl Vescovo nomina il Rev.do Don Salvatore BARONE collaboratore della Parrocchia San Martino di Tours in Taviano, ad nutum Episcopi, sollevandolo al contempo dall’ufficio di collaboratore della Parrocchia B.V.M. Addolorata in Taviano. Il Vescovo nomina il Rev.do Don Agostino Bove collaboratore della Parrocchia B.V.M. del Rosario in Melissano, ad nutum Episcopi, sollevandolo al contempo dall’ufficio di Parroco della Parrocchia Maria SS. Annunziata in Casarano. Il Vescovo nomina il Rev.do Don Antonio Bruno jr collaboratore della Parrocchia San Gerardo Maiella in Nardò, ad nutum Episcopi. Il Vescovo nomina il Rev.do Don Quintino De Lorenzis collaboratore della Parrocchia Maria SS. Annunziata in Casarano, ad nutum Episcopi. Il Vescovo nomina il Rev.do Don Salvatore Grandiosocollaboratore della Parrocchia B.V.M. Addolorata in Copertino, ad nutum Episcopi, sollevandolo al contempo dall’ufficio di collaboratore della Parrocchia B.V.M. del Rosario in Copertino. Il Vescovo nomina il Rev.do Don Giuseppe Sacino collaboratore della Parrocchia Sancta Maria ad nives in Copertino, ad nutum Episcopi, sollevandolo al contempo dall’ufficio di collaboratore della Parrocchia B.V.M. Addolorata in Copertino. Il Vescovo nomina il Rev.do Don Giovanni Stefanizzi collaboratore della Parrocchia Santa Famiglia in Copertino, ad nutum Episcopi, sollevandolo al contempo dall’ufficio di collaboratore della Parrocchia Santa Maria Addolorata in Alezio. Il Vescovo nomina il diacono Don Alberto Corrente collaboratore della Parrocchia B.V.M. del Rosario in Melissano, ad nutum Episcopi. Il Vescovo nomina il diacono Don Alessio Sestili collaboratore della Parrocchia San Giorgio martire in Racale, ad nutum Episcopi. Il Vescovo nomina il diacono Don Marco Corvaglia collaboratore della Parrocchia San Martino di Tours in Taviano, ad nutum Episcopi. Il Vescovo invia il sem. Giorgio Crusafio quale collaboratore della Parrocchia Santa Famiglia in Nardò, ad nutum Episcopi. Il Vescovo invia il sem. Giovanni De Giorgi quale collaboratore della ad nutum Episcopi. in Aradeo, ad nutum Episcopi. Il Vescovo invia il sem. Giorgio Ferrocino quale educatore nel Seminario minore diocesano, ad nutum Episcopi. Il Vescovo invia il sem. Luca Grande quale collaboratore della Parrocchia Santa Maria degli Angeli in Nardò, ad nutum Episcopi. Il Vescovo invia il sem. Simone Napoli quale collaboratore della Parrocchia Sant’Agata in Gallipoli, ad nutum Episcopi”.

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NARDÒ. Già dal suo primo ingresso in diocesi, il 16 settembre 2013, si era capito che nulla sarebbe stato più come prima. Infatti, in appena un anno, i primi frutti non si sono fatti attendere, anzi si possono già cogliere. Ai segni del potere, monsignor Fernando Filograna (foto) preferisce il potere dei segni. Eccolo, camminare spesso per strada come un qualsiasi prete, senza croce pettorale e senza zucchetto rosso in testa.
L’impressione è che ci si trovi davanti ad un pastore che non disdegna di impregnarsi dell’odore del suo gregge e che comunque guarda più alla sostanza delle cose e all’efficienza. Per rendersi personalmente conto delle diverse realtà, ha visitato tutte le parrocchie dei 18 comuni, ha già disposto i primi avvicendamenti di parroci ed ora, acquisito quanto necessario e con il coinvolgimento di tutto il clero, ecco la notizia inedita: dal primo ottobre prossimo la curia avrà, per la prima volta nella storia della diocesi, il proprio Statuto.
La bolla vescovile di promulgazione è del 3 settembre: costituito da tre parti e 57 articoli il documento è già stato presentato ai nuovi vicari e ai direttori degli uffici di curia e il prossimo 26 settembre verrà ratificato dall’assemblea presbiterale.

Così si volta definitivamente pagina, a tutto vantaggio della trasparenza ed anche della collegialità: pure i fedeli laici non ne resteranno esclusi, giacchè per essi sono previste specifiche ed autonome competenze. La Chiesa si apre, dunque. «Fin dai primissimi tempi del mio servizio – scrive il presule nominato da papa Francesco – ravvisavo la necessità di una riforma della curia, al fine di definire con sempre maggiore chiarezza ed efficacia le competenze degli uffici che la compongono». Non più prassi più o meno consolidate, quindi, ma regole certe per tutti. E dunque, meno burocrazia e più attenzione ai bisogni dell’uomo: la chiesa locale non più centripeta, ma immersa nel quotidiano, per meglio condividerne problematiche e aspettative. Nel solco tracciato dal vescovo di Roma. Snellimento al massimo degli uffici di curia, cui sovrintenderanno, secondo le statuizioni del diritto canonico, oltre che il vescovo ed il vicario generale, mons. Gino Ruperto di Alezio, ora altri quattro vicari e precisamente: per l’area giuridica don Luca Albanese di Casarano; per l’evangelizzazione mons. Piero De Santis di Copertino e parroco a Gallipoli; come don Piero Nestola, per le problematiche sociali, già nominato anche delegato per le Marine; per le Persone e gli stati di vita don Adriano Dongiovanni di Casarano. Infine, particolare non da poco, sarà possibile anche l’assunzione di personale dipendente, secondo i contratti collettivi di lavoro. Ora si attende il comunicato ufficiale per conoscere anche i vari uffici di curia ed i loro direttori, ma tutto lascia intendere che avverrà all’insegna del rinnovamento e del decentramento amministrativo.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...