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monsignor fernando filograna

Gallipoli – La custodia del creato è al centro del convegno organizzato per sabato 20 ottobre dalla diocesi di Nardò-Gallipoli, guidata dal vescovo monsignor Fernando Filograna: l’appuntamento è presso il salone della parrocchia di San Lazzaro alle ore 19,30. Ospite d’eccezione sarà la giornalista e conduttrice televisiva Licia Colò, resa famosa dalla trasmissione di Rai3 “Alle falde del Kilimangiaro”. Al convegno seguirà una veglia di preghiera presieduta da monsignor Filograna.

La tutela del creato è un tema ricorrente nella Chiesa di Papa Francesco: anche quest’anno i vescovi delle due Commissioni per i Problemi sociali e il Lavoro, e per la Giustizia e la Pace della Cei (Conferenza episcopale italiana) hanno elaborato un documento per la celebrazione della 13^ Giornata nazionale per la custodia del creato, tenutasi il primo settembre scorso. Nel documento si legge: “È una sfida che non interessa solo l’economia e la politica: c’è anche una prospettiva pastorale da ritrovare, nella presa in carico solidale delle fragilità ambientali di fronte agli impatti del mutamento, in una prospettiva di cura integrale. Occorre ritrovare il legame tra la cura dei territori e quella del popolo, anche per orientare a nuovi stili di vita e di consumo responsabile, così come a scelte lungimiranti da parte delle comunità”. In questo solco si inserisce il convegno che si terrà a Gallipoli.

“Si tratta di un’occasione per pregare, riflettere e rimotivare l’impegno di ogni credente e di ogni uomo di buona volontà per la custodia della casa comune, dono mirabile della bontà del Creatore”: questo il commento di don Francesco Marulli (di Copertino), direttore dell’ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro, che organizza l’evento di sabato 20.

Casarano – Insediamento ufficiale come parroco al Cuore Immacolato di Maria di Casarano per don Roberto Tarantino, 40 anni, di Nardò. L’importante nomina era giunta a luglio scorso dopo la firma del decreto vescovile, ed ora sarà lo stesso vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, monsignor Fernando Filograna, ad “immetterlo canonicamente”nella sua nuova funzione presenziando alla celebrazione eucaristica di giovedì 11 settembre, alle ore 19, nella parrocchia del quartiere Botte.

Don Roberto Tarantino subentra, come già scritto su piazzasalento, a don Antonio Pinto (38 anni, anch’egli di Nardò) che il 18 ottobre prossimo sarà parroco a Copertino, nella chiesa del Rosario. Molto noto a Nardò e non solo, don Roberto è entrato in seminario a 20 anni: molto impegnato nel sociale, preparato navigatore nelle reti sociali, tra i suoi impegni di gioventù va certamente ricordato quello con gli Scout. Ordinato prete il 28 giugno 2004 dal vescovo dell’epoca monsignor Domenico Caliandro (ora arcivescovo a Brindisi), ne è stato anche segretario.

Nonostante la giovane età, don Roberto Tarantino è stato per qualche tempo vice parroco a Melissano e poi parroco al Sacro Cuore di Matino. Da qualche anno è anche educatore nel Seminario pontificio di Molfetta, e, con la venuta del vescovo Filograna cinque anni fa, è anche responsabile dell’ufficio-stampa diocesano.

Felline (Alliste) – Grande attesa a Felline per l’ordinazione sacerdotale di don Simon Pietro De Lorenzis che avverrà venerdì 12 alle 17 in piazza Caduti: il rito dell’ordinazione sarà presieduto dal vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli mons. Fernando Filograna. Ove le condizioni meteo non dovessero consentirlo, la cerimonia sarà tenuta, sempre alla stessa ora, nella chiesa madre di Casarano di Maria SS. Annunziata, dove don Simon Pietro ha sin qui svolto il ministero diaconale come collaboratore parrocchiale.

La stessa chiesa madre ha messo a disposizione un pullman con partenza da via Pendino alle 15,30: per informazioni e prenotazioni, ci si può rivolgere al priore Fabio Cavallo, telefonando al numero 345 2660305.

Don Simon Pietro (38 anni, di Felline), ultimo di tre fratelli maschi, ha scoperto la vocazione al sacerdozio da adulto: già laureato in Giurisprudenza, ha lavorato infatti come funzionario di banca e poi da assicuratore; prima di entrare in seminario, a Molfetta, là inviato per l’anno propedeutico dal vescovo dell’epoca mons. Domenico Caliandro (ora arcivescovo a Brindisi).

Dopo Molfetta, si è trasferito a Roma, dove ha studiato presso il pontificio seminario romano, conseguendo il “baccalaureato” in sacra teologia. Ordinato diacono l’anno scorso, come si diceva, è stato collaboratore parrocchiale a Casarano.

Nardò – S’insedierà giovedì 27 settembre alle ore 19 il nuovo parroco delle Cenate di Nardò, il 46enne neretino don Riccardo Personè (in foto). Il religioso subentra nella guida della parrocchia Beata Vergine Maria Addolorata a don Tommaso Tamborrini (di Matino), che invece diventa collaboratore presso la parrocchia San Francesco da Paola di Nardò.

Chi è il nuovo parroco – Don Riccardo sarà immesso nelle sue funzioni dal vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli monsignor Fernando Filograna, alla presenza dei fedeli. Terzo di cinque figli, Personè è stato battezzato proprio nella parrocchia in cui ora sarà parroco. Diplomato in ragioneria e laureato in economia a Lecce, è stato da sempre attivo nella Caritas diocesana, inizialmente come obiettore di coscienza ai tempi del compianto don Mimino Colazzo. Inoltre, ha svolto servizio civile fra i terremotati dell’Umbria. Nel 2001 l’ingresso in seminario e poi il conseguimento della laurea in filosofia e teologia. Ordinato prete il 23 giugno 2007, è stato per due anni cappellano presso l’ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma, per poi tornare in diocesi, dove ha ricoperto la carica di vicario parrocchiale presso la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Casarano, e quella di segretario dell’Economato diocesano e assistente spirituale diocesano del CVS (Centro volontari della sofferenza). Dal 2011 è anche cappellano dell’ospedale di Nardò, oltre che assistente spirituale del “Volontariato vincenziano”, dell’associazione “Figli in Paradiso” e dell’Ant (Assistenza Nazionale Tumori). Dal 2010 insegna religione nella scuola pubblica.

Esempio di amore per il prossimo – Don Riccardo è noto anche per aver lanciato un appello alle coscienze che nel gennaio 2018 portò a dare degna sepoltura a una donna di origini rumene, ricoverata nel 2015 in condizioni gravissime all’ospedale Sambiasi di Nardò e rimasta in coma vegetativo per due anni. In seguito all’aggravarsi del suo stato, la donna fu trasferita al Vito Fazi di Lecce, dove morì senza alcun parente che ne reclamasse il corpo (tutti i dettagli della storia nell’articolo su piazzasalento).

 

Gallipoli – È tutto pronto per il “Premio Fratelli del Mare”, giunto quest’anno alla 25esima edizione, che si svolgerà sabato 25 agosto a partire dalle ore 20 presso la sede dell’Anmi (Associazione nazionale marinai d’Italia), su lungomare Marconi. Condurranno la serata il professor Gino Cuppone, la scrittrice Nadia Marra e Pamela Rizzello. Musiche a cura del maestro Enrico Tricarico, con il soprano Lucia Conte e Alessandro Gazza alla fisarmonica. Le coreografie sono a cura di Betty Boop Dance Academy, di Eleonora Benvenga.

Nato negli anni ’80 come “Premio Bontà”, nel decennio successivo il riconoscimento ha assunto la denominazione attuale e viene assegnato a coloro che si sono distinti in atti di altruismo, mettendo a volte a rischio la propria vita.

Il programma – Alle ore 19,30 è previsto l’arrivo delle autorità. A seguire, alle 20, ammaina bandiera e lettura della Preghiera del marinaio, con i saluti del presidente dell’Anmi Carmelo Scorrano e l’inizio della cerimonia di assegnazione dei premi. Tra i premiati di quest’edizione, l’ammiraglio di divisione Salvatore Vitiello (Taranto), Raffaela Giugni per “Marevivo” (Roma), Paolo Pagliaro per “Cuore Amico” (Lecce), il capo della polizia municipale Andrea Rossellini (Firenze) e il maresciallo luogotenente Marco Ancora (Soleto). La targa “In memoria” va quest’anno ad Antonio Zingarelli (già presidente Revisori). L’attestato di benemerenza per i 50 anni all’Anmi va invece al cavaliere Wilson Reali e a Carmelo Scorrano.

Il comitato d’onore è composto poi da Paolo Pagnottella, presidente nazionale dell’Anmi; monsignor Fernando Filograna, vescovo della diocesi Nardò-Gallipoli; Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia; Antonio Gabellone presidente della Provincia di Lecce; Stefano Minerva, Sindaco di Gallipoli; Domenico Morello, comandante della Capitaneria di Porto di Gallipoli; Vincenzo Barba, senatore; e Attilio Caroli, socio benemerito.

 

Nardò – Nuove nomine da parte del vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli. Monsignor Fernando Filograna ha, infatti, ufficializzato i nomi dei parroci che saranno immessi nelle loro funzioni dal primo settembre, data di avvio del nuovo anno pastorale. Il neretino don Riccardo Personè (46 anni), cappellano ospedaliero a Nardò oltre che al Monastero di Santa Chiara nella stessa città e docente di religione, sarà il nuovo parroco nella chiesa della Beata Vergine Maria Addolorata alle “Cenate” di Nardò. L’altra nomina, invece, riguarda don Tommaso Semola (45 anni, di Casarano), sinora era stato vice parroco alla Santa Famiglia di Nardò, destinato alla parrocchia della Beata Vergine del Rosario al Villaggio Resta (Nardò).

I nuovi vice Questi, invece, i nuovi vice parroci: il gallipolino don Gabriele Cortese sarà nella chiesa di Santa Maria Addolorata ad Alezio; don Giovanni De Giorgi (Casarano) nella parrocchia di San Nicola ad Aradeo; don Luca Grande (Nardò) a Santa Maria ad Nives di Copertino; don Simone Napoli (Taviano) alla Santa Famiglia di Matino; don Emanuele Calasso (Copertino) a Santa Maria delle Grazie a Sannicola; don Emanuele Calabrese (Galatone) alla Santa Famiglia di Nardò; don Pietro De Lorenzis (Felline) all’Annunziata di Casarano; don Tommaso Tamborrini (Matino) nella parrocchia San Francesco di Paola a Nardò; don Mario Giannelli (Copertino) a Santa Maria ad Nives di Copertino; don Antonio Mergola (Casarano) al Sacro Cuore di Casarano; don Giuseppe Montenegro (Matino) all’Annunziata di Tuglie.

Gli altri incarichi Il neretino don Giuseppe Venneri sarà, inoltre, il nuovo direttore dell’Ufficio Caritas diocesano; suo vice il parabitano don Dario Donateo. Don Fabio Toma (Alezio) sarà il nuovo assistente diocesano dell’Azione cattolica ragazzi. Direttore della Scuola triennale di formazione teologico-pastorale sarà don Gianni Cataldo (Casarano) mentre don Giampiero Fantastico (Nardò), già direttore diocesano Caritas, andrà “fidei donum” (servizio temporaneo in territorio di missione) in una diocesi estera (ancora da stabilire) a proseguire la sua esperienza Caritas. E sempre “fidei donum” i seminaristi  Gabriele Chieppa e Stefano Manta proseguiranno i loro studi fuori diocesi: il primo a Parigi presso l’Institut supérieur de théologie de arts, ed il secondo a Roma, presso l’Accademia Alfonsiana.

Gallipoli – Nel cuore dell’estate gallipolina, una notte tutta dedicata alla fede e alle preghiere, che si fa spazio tra gli eventi in città e in discoteca che caratterizzano il mese di agosto. Sabato 4 torna infatti a Gallipoli per la sua seconda edizione “La Notte dei Cenacoli”, l’evento ideato dal maestro Giuseppe Afrune e organizzato dalla diocesi di Nardò-Gallipoli, in collaborazione con la comunità itinerante di preghiera “Maria Madre della Divina Misericordia” e con il patrocinio del Comune di Gallipoli.

Preghiera, riflessioni, musica e testimonianze – L’evento richiamerà anche quest’anno fedeli e gruppi parrocchiali provenienti da ogni parte d’Italia, “con l’unico scopo di avvicinare la gente a Dio attraverso la preghiera”, come affermano gli organizzatori. La speciale “Notte” sarà illuminata dalla luce delle stelle e resa ancora più suggestiva dalla particolare atmosfera delle Cave “Mater Gratiae”, situate sulla strada provinciale che collega Alezio a Gallipoli, che ospiteranno l’evento.  

La “Notte dei Cenacoli” si aprirà alle ore 20, con la precessione verso il Calvario per la celebrazione della messa officiata da don Piero De Santis; a seguire, ci sarà l’Adorazione eucaristica cui presenzierà mons. Fernando Filograna, vescovo della Diocesi di Nardò-Gallipoli, e il Rosario. Dopo gli intensi momenti di raccoglimento, l’evento continuerà con molti ospiti e con una serie di testimonianze di fede e conversione introdotte da Laura Santarelli del Tg1.

Tra gli ospiti ci saranno gli attori Claudia Koll e Pippo Franco, la giornalista Mediaset Daniela Rosati, Luciano Regolo, condirettore dei settimanali “Famiglia Cristiana” e “Maria con te”, don Antonio Coluccia, il prete di strada che vive sotto scorta, e il soprano Alessandra Rizzello. Sarà inoltre la musica di Dajana, accompagnata dal maestro Domenico Dell’Elmo De Stradis, insieme con il coro e con l’orchestra da camera di Lecce e del Salento (diretta dal Maestro Luigi Mazzotta) a riempire la “Notte” con le note del suo nuovo album, dal titolo “Madre dell’Amore” (tra i brani contenuti nell’album, anche l’interpretazione dell’Ave Maria di Gounod, il cui video è stato realizzato proprio tra le Cave di Gallipoli). Tutti i momenti della “Notte” saranno tradotti nella lingua dei segni italiana (Lis), per permettere la piena partecipazione della comunità dei sordi.

Gallipoli – Una tomba che quasi spontaneamente si è trasformata in altare. Appare così, come è visibile dalla foto, l’ultima casa terrena di Lucia Solidoro, la “Santina di Gallipoli”, come ormai viene definita da decenni. Ogni giorno fiori freschi, ceri accesi, piante sempreverdi; chi vi si accosta dice che si respira “aria di santità”. Così dal giorno della morte, il 18 settembre del 1933, quando Lucia Solidoro aveva appena 23 anni.

Padre pescatore e madre sarta Era nata  “appena 25 giorni dopo il 16 gennaio 1910 quando si registrò il miracolo di Teresa Martin di Lisieux, poi divenuta S.Teresa di Gesù Bambino”, così dice di lei il professore Gino Schirosi in un suo scritto pubblicato sulla rivista “Anxa”, richiamando il miracolo accaduto pochi giorni prima nel monastero di Gallipoli, che valse alla Santa l’onore degli altari, quasi a voler tracciare, tra le due, lo stesso  percorso e stile di vita. Di origini umili, il padre pescatore e la madre sarta, trascorse la sua sia  pur breve esistenza, all’ombra della vicina parrocchia di S. Francesco d’Assisi come terziaria francescana, catechista e componente del coro parrocchiale, ma distinguendosi ancor più per la sua esemplare condotta di vita, tanto che le si riconoscevano anche pubblicamente quelle virtù che posseggono  solo i mistici e chi è dotato di grande spiritualità. Ammalatasi di tisi, com’era frequente a quel tempo, offrì la sua sofferenza a Cristo senza mai lamentarsi, anzi “gioendo”, come si legge nei suoi scritti;  inoltre “faceva molte penitenze e digiuni, si martoriava con cilici e si flagellava a sangue”, com’ebbe a dichiarare, tra le tante, Vittoria Rizzello in una sua memoria del gennaio 1990 consegnata al compianto don Armando Manno, all’epoca parroco a San Francesco, che, di concerto col vescovo dell’epoca mons. Aldo Garzia, stava indagando su la “Santina”al fine di promuoverne il processo di beatificazione.

Un’opera teatrale e un libro Della vita di questa giovane donna hanno tratto spunto Augusto Benemeglio, per farne nel 1995, un’opera teatrale, e la neretina Maria Antonietta Manca che ha scritto il  libro  “Lucia Solidoro, la  Santina di Gallipoli”(Lupo editore). A pochi giorni dalla morte di Lucia Solidoro, il vescovo di Gallipoli mons.Gaetano Muller che assieme a tutta la città aveva partecipato ai  funerali, compose una preghiera in suo onore, concesse 50 giorni di indulgenze e sollecitò quanti fossero stati a conoscenza della sua esemplare condotta di vita a farne immediata comunicazione al parroco.  Da allora, e dopo la morte di don Armando Manno, sembra calato il silenzio, almeno per la Chiesa ufficiale. Secondo il comune sentire, invece, ancora oggi a distanza di oltre 80 anni, la si riconosce come santa attribuendole tuttora anche miracoli: ne sono prova i tanti fiori freschi e le decine di lumini votivi che suoi anonimi devoti depongono tutti i giorni, d’estate e d’inverno, sulla sua tomba. Sono in tanti, e non solo a Gallipoli, a pregare la “Santina”.

Pronti a raccogliere testimonianze Un post su Facebook che la riguardava sollecitando contributi, ha suscitato innumerevoli reazioni che Piazzasalento raccoglierà e consegnerà a chi ha il compito di mettere criticamente insieme le  varie testimonianze, cioè a don Gigi De Rosa di Gallipoli a ciò incaricato dal vescovo, mons  Fernando Filograna.

 

Galatone – Commissariata nei giorni scorsi a Galatone la Confraternita di San Pietro Apostolo e Beata Vergine del Rosario: con decreto dell’ordinario diocesano mons. Fernando Filograna, è stato nominato commissario Fabio Cavallo (foto), priore della Confraternita Maria Santissima Immacolata di Casarano, che ha assunto così i poteri del consiglio di amministrazione e del priore Giuseppe Giuri.

Fondata nel XVII secolo, la Confraternita che ha sede presso l’omonima chiesa, conta oggi solo 31 iscritti: motivo del commissariamento è infatti – secondo voci piuttosto attendibili – l’imminente fusione con una delle altre tre confraternite cittadine: l’Immacolata e San Giovanni Battista, Santissimi Cosma e Damiano e Pio Monte del Purgatorio. Anche queste altre confraternite avrebbe registrato negli ultimi anni un calo di adesioni: la più grande conta infatti non più di 100 iscritti.

Alla sua prima esperienza da commissario, ma profondo conoscitore delle problematiche confraternali, Fabio Cavallo dovrà ora verificare e curare la gestione amministrativa e contabile del sodalizio, che ha in carico pure, presso il locale cimitero, la tomba sociale con oltre 750 loculi.

GALLIPOLI. Assemblea del clero diocesano venerdì 30 settembre, presso il seminario, nella quale il vescovo mons. Fernando Filograna ha illustrato il calendario pastorale dei prossimi mesi, tracciandone anche le linee guida: detti temi saranno approfonditi in maniera più organica e dettagliata nel corso di un convegno teologico-pastorale programmato per il 5 e 6 ottobre, presso la Parrocchia Santa Famiglia di Matino. Al termine dell’incontro –ma qualcosa era già nell’aria- mons. Filograna ha annunciato ulteriori avvicendamenti di parroci. Don Pierluigi Strafella, 41 anni il prossimo 28 ottobre, dalla parrocchia di S.Francesco d’Assisi in Galatone va a fare il parroco a Gallipoli, nella chiesa di S.Lazzaro, in sostituzione di don Santo Tricarico, che vi rimane, però, come collaboratore. Il trentatreenne don Antonio Musca, invece, già vice parroco a S.Lazzaro, andrà a fare il parroco a Galatone, in sostituzione di don Strafella. Don Santino Bove-Balestra, infine, ridiventa parroco nella chiesa di S.Giovanni Battista di Parabita, della quale era stato sin qui amministratore parrocchiale.  

 

foto-nomineGALLIPOLI. Durante l’Assemblea del clero, tenutasi a Nardò oggi presso il Seminario diocesano prima del pellegrinaggio  nel pomeriggio da Matino a Parabita, mons. Fernando Filograna ha illustrato al presbiterio diocesano alcune linee programmatiche per il nuovo anno pastorale ed ha poi annunciato la nomina di alcuni parroci, vicari e collaboratori parrocchiali. Le immissioni canoniche dei nuovi parroci si effettueranno nelle prossime settimane, secondo un calendario che sarà a breve pubblicato. Le nomine entreranno in vigore da lunedì 5 settembre. I nuovi Parroci sono già convocati dal vescovo martedì 6 settembre alle 11, presso la Curia di Nardò, per emettere la Professione di Fede e prestare il giuramento di fedeltà. Ringraziando tutti i sacerdoti coinvolti nei prossimi spostamenti per la loro disponibilità e collaborazione, mons. Filograna ha espresso particolare gratitudine a quei sacerdoti che pur avendo raggiunto i limiti d’età previsti, continuano ad esercitare con dedizione il loro ministero a favore della Chiesa.

Ecco le nomine fatte dal vescovo della diocesi Nardò-Gallipoli.
Don Salvatore Tundo è parroco della parrocchia Maria SS. Annunziata in Casarano; lascia la parrocchia San Giorgio martire di Racale. Don Pasquale Fabbiano è il parroco della parrocchia San Giorgio martire di Racale e viene così sollevato dal ruolo di collaboratore della parrocchia San Gabriele dell’Addolorata di Gallipoli. Don Antonio Bruno è nominato vicedirettore del Seminario diocesano. Il reverendo Emanuele Calabrese è il vicario parrocchiale della parrocchia Santa Maria Addolorata di Alezio. Il vescovo ha poi nominato Don Emanuele Calasso vicario parrocchiale della Parrocchia Sancta Maria ad nives di Copertino. Don Giuseppe Calò è il nuovo vicario parrocchiale della Parrocchia San Giorgio martire di Matino. Don Francesco Fiore  è vicario parrocchiale della Parrocchia Sant’Antonio da Padova di Gallipoli; lascia l’ufficio di vicario parrocchiale della Parrocchia B.V.M. del Rosario di Melissano. Don Graziano Greco è il vicario parrocchiale della parrocchia San Michele arcangelo di Neviano. Don Pierluigi Santo vicario parrocchiale della Parrocchia SS. Giuseppe e Pio in Casarano, ad nutum Episcopi, sollevandolo al contempo dall’ufficio di vicario parrocchiale della Parrocchia Maria SS. Annunziata in Casarano.
Qui di seguito le altre nomine dal comunicato ufficiale della Diocesi Nardò-Gallipoli: “CuriadIl Vescovo nomina il Rev.do Don Salvatore BARONE collaboratore della Parrocchia San Martino di Tours in Taviano, ad nutum Episcopi, sollevandolo al contempo dall’ufficio di collaboratore della Parrocchia B.V.M. Addolorata in Taviano. Il Vescovo nomina il Rev.do Don Agostino Bove collaboratore della Parrocchia B.V.M. del Rosario in Melissano, ad nutum Episcopi, sollevandolo al contempo dall’ufficio di Parroco della Parrocchia Maria SS. Annunziata in Casarano. Il Vescovo nomina il Rev.do Don Antonio Bruno jr collaboratore della Parrocchia San Gerardo Maiella in Nardò, ad nutum Episcopi. Il Vescovo nomina il Rev.do Don Quintino De Lorenzis collaboratore della Parrocchia Maria SS. Annunziata in Casarano, ad nutum Episcopi. Il Vescovo nomina il Rev.do Don Salvatore Grandiosocollaboratore della Parrocchia B.V.M. Addolorata in Copertino, ad nutum Episcopi, sollevandolo al contempo dall’ufficio di collaboratore della Parrocchia B.V.M. del Rosario in Copertino. Il Vescovo nomina il Rev.do Don Giuseppe Sacino collaboratore della Parrocchia Sancta Maria ad nives in Copertino, ad nutum Episcopi, sollevandolo al contempo dall’ufficio di collaboratore della Parrocchia B.V.M. Addolorata in Copertino. Il Vescovo nomina il Rev.do Don Giovanni Stefanizzi collaboratore della Parrocchia Santa Famiglia in Copertino, ad nutum Episcopi, sollevandolo al contempo dall’ufficio di collaboratore della Parrocchia Santa Maria Addolorata in Alezio. Il Vescovo nomina il diacono Don Alberto Corrente collaboratore della Parrocchia B.V.M. del Rosario in Melissano, ad nutum Episcopi. Il Vescovo nomina il diacono Don Alessio Sestili collaboratore della Parrocchia San Giorgio martire in Racale, ad nutum Episcopi. Il Vescovo nomina il diacono Don Marco Corvaglia collaboratore della Parrocchia San Martino di Tours in Taviano, ad nutum Episcopi. Il Vescovo invia il sem. Giorgio Crusafio quale collaboratore della Parrocchia Santa Famiglia in Nardò, ad nutum Episcopi. Il Vescovo invia il sem. Giovanni De Giorgi quale collaboratore della ad nutum Episcopi. in Aradeo, ad nutum Episcopi. Il Vescovo invia il sem. Giorgio Ferrocino quale educatore nel Seminario minore diocesano, ad nutum Episcopi. Il Vescovo invia il sem. Luca Grande quale collaboratore della Parrocchia Santa Maria degli Angeli in Nardò, ad nutum Episcopi. Il Vescovo invia il sem. Simone Napoli quale collaboratore della Parrocchia Sant’Agata in Gallipoli, ad nutum Episcopi”.

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NARDÒ. Già dal suo primo ingresso in diocesi, il 16 settembre 2013, si era capito che nulla sarebbe stato più come prima. Infatti, in appena un anno, i primi frutti non si sono fatti attendere, anzi si possono già cogliere. Ai segni del potere, monsignor Fernando Filograna (foto) preferisce il potere dei segni. Eccolo, camminare spesso per strada come un qualsiasi prete, senza croce pettorale e senza zucchetto rosso in testa.
L’impressione è che ci si trovi davanti ad un pastore che non disdegna di impregnarsi dell’odore del suo gregge e che comunque guarda più alla sostanza delle cose e all’efficienza. Per rendersi personalmente conto delle diverse realtà, ha visitato tutte le parrocchie dei 18 comuni, ha già disposto i primi avvicendamenti di parroci ed ora, acquisito quanto necessario e con il coinvolgimento di tutto il clero, ecco la notizia inedita: dal primo ottobre prossimo la curia avrà, per la prima volta nella storia della diocesi, il proprio Statuto.
La bolla vescovile di promulgazione è del 3 settembre: costituito da tre parti e 57 articoli il documento è già stato presentato ai nuovi vicari e ai direttori degli uffici di curia e il prossimo 26 settembre verrà ratificato dall’assemblea presbiterale.

Così si volta definitivamente pagina, a tutto vantaggio della trasparenza ed anche della collegialità: pure i fedeli laici non ne resteranno esclusi, giacchè per essi sono previste specifiche ed autonome competenze. La Chiesa si apre, dunque. «Fin dai primissimi tempi del mio servizio – scrive il presule nominato da papa Francesco – ravvisavo la necessità di una riforma della curia, al fine di definire con sempre maggiore chiarezza ed efficacia le competenze degli uffici che la compongono». Non più prassi più o meno consolidate, quindi, ma regole certe per tutti. E dunque, meno burocrazia e più attenzione ai bisogni dell’uomo: la chiesa locale non più centripeta, ma immersa nel quotidiano, per meglio condividerne problematiche e aspettative. Nel solco tracciato dal vescovo di Roma. Snellimento al massimo degli uffici di curia, cui sovrintenderanno, secondo le statuizioni del diritto canonico, oltre che il vescovo ed il vicario generale, mons. Gino Ruperto di Alezio, ora altri quattro vicari e precisamente: per l’area giuridica don Luca Albanese di Casarano; per l’evangelizzazione mons. Piero De Santis di Copertino e parroco a Gallipoli; come don Piero Nestola, per le problematiche sociali, già nominato anche delegato per le Marine; per le Persone e gli stati di vita don Adriano Dongiovanni di Casarano. Infine, particolare non da poco, sarà possibile anche l’assunzione di personale dipendente, secondo i contratti collettivi di lavoro. Ora si attende il comunicato ufficiale per conoscere anche i vari uffici di curia ed i loro direttori, ma tutto lascia intendere che avverrà all’insegna del rinnovamento e del decentramento amministrativo.

Voce al Direttore

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