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Monsignor Angelo De Donatis

Casarano – Casarano si mobilita per il ritorno in città del cardinale Angelo De Donatis. Mercoledì 8 agosto il vicario del Papa per la diocesi di Roma celebrerà messa in ricorrenza della festività di San Domenico di Guzman. La solenne concelebrazione sarà alle 19.30 proprio nella piazza centrale della città (per l’occasione chiusa al traffico sin dalle 13), dedicata al fondatore dell’Ordine dei frati predicatori. Per “don Angelo” sarà questo il modo migliore per salutare, da cardinale, i suoi concittadini, alla presenza delle autorità civili ed ecclesiastiche, compreso il vescovo della diocesi di NardòGallipoli Fernando Filograna. De Donatis è stato nominato cardinale lo scorso 28 giugno da Papa Francesco dopo che lo stesso pontefice argentino lo aveva ordinarlo vescovo il 9 novembre del 2015, nella Basilica di San Giovanni in Laterano e, a seguire, suo vicario nella diocesi di Roma il 26 maggio del 2017, elevandolo a dignità arcivescovile.

Quello di mercoledì sarà, dunque, un ritorno particolare per De Donatis: perchè “pubblico”, come quello dello dello scorso ottobre quando la sua città natale gli consegnò le chiavi della città ed il titolo di cittadino onorario, e perchè l’abbraccio della sua Casarano avverrà proprio di fronte alla chiesa, quella di San Domenico, che il 12 aprile del 1980 accolse la sua ordinazione sacerdotale.

 

 

 

Casarano – I Vespri solenni, la meditazione su un brano di don Andrea Santoro (ucciso in Turchia nel 2006) e l’incontro con fedeli: questi gli impegni del primo giorno da cardinale per monsignor Angelo De Donatis, proprio nel giorno dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma. Nel corso del Concistoro di giovedì 28 giugno, Papa Francesco gli ha assegnato come titolo quello di “San Marco al Campidoglio”, chiesa dove l’alto prelato casaranese è stato parroco dal 2003 al 2015.

Ora Casarano attende il suo cardinale A Casarano, intanto, non si è spenta l’eco di quanto accaduto nella basilica di San Pietro tra i racconti di quanti hanno avuto la fortuna di vivere dal vivo l’evento e quanti lo hanno seguito nella diretta televisiva di Tv2000. «La Chiesa e la nostra città festeggiano la nomina a cardinale di “don Angelo” De Donatis. A lui gli auguri sentiti e commossi dell’Amministrazione comunale e della sua comunità cittadina», ha scritto su Facebook il sindaco Gianni Stefàno che ha guidato la delegazione di amministratori in Vaticano. Nella basilica di San Pietro anche molti cittadini giunti con mezzi propri ed i parrocchiani di San Domenico (insieme a don Antonio Schito) i quali, nel salutare il “loro” don Angelo, lo hanno invitato a tornare in parrocchia da cardinale. Monsignor De Donatis, già vicario del Papa per la diocesi di Roma, ha accolto e salutato la delegazione del suo paese, prestandosi alle foto di rito e ricordando il suo stupore nell’aver appreso la notizia della nomina ascoltando in auto in Regina Coeli del Papa, di ritorno da una visita pastorale, proprio nel giorno della festa patronale di San Giovanni elemosiniere. «Questa notizia mi ha lasciato senza parole, perché è sempre qualcosa di sorprendente», ha affermato l’ormai cardinale De Donatis.

Casarano – Da sacerdote di parrocchia a cardinale il salto avviene in tempi record per monsignor Angelo De Donatis, da Casarano. Per l’attuale vicario del Papa nella diocesi della Capitale, giovedì 28 giugno è il gran giorno della nomina a cardinale che avverrà nel corso del Concistoro presieduto dal Santo Padre: il programma ufficiale (dalle ore 16 nella Basilica di San Pietro) prevede l’imposizione della berretta, la consegna dell’anello e l’assegnazione del titolo o della diaconia per 14 nuovi porporati (Angelo Becciu e Giuseppe Petrocchi gli altri italiani). Tra i presenti ci sarà anche il vescovo della diocesi di NardòGallipoli, monsignor Fernando Filograna.

Le tappe “bruciate” Fino a meno di tre anni fa, l’allora don Angelo De Donatis, pur avendo già collezionato incarichi di prestigio (tra i quali quelli di direttore dell’Ufficio del clero e direttore spirituale al Pontificio seminario romano maggiore), era un semplice sacerdote a San Marco evangelista al Campidoglio. Dopo essere stato ordinato sacerdote il 12 aprile 1980 nella chiesa di San Domenico, a Casarano, dal 28 novembre 1983 è nella diocesi di Roma, dove gli vengono assegnati ruoli importanti. La “svolta” arriva grazie all’incontro con Papa Francesco nel corso di un pranzo con alcuni preti romani: è lo stesso Bergoglio a scegliere il prete di Casarano per gli esercizi spirituali di Quaresima del  2014, nella casa del “Divin Maestro” ad Ariccia, ringraziandolo ed abbracciandolo dopo averne apprezzato le doti umane e la profonda preparazione.  È sempre il Papa argentino ad ordinarlo vescovo il 9 novembre del 2015, nella Basilica di San Giovanni in Laterano e, a seguire, suo vicario nella diocesi di Roma il 26 maggio del 2017, elevandolo a dignità arcivescovile. Ora giunge il nuovo passo, quello che porta il 64enne prelato casaranese nella stretta cerchia di quanti vanno a comporre il collegio cardinalizio, coloro cioè che se di età inferiore agli 80 anni saranno elettori in un eventuale conclave.

Casarano lo attende da cardinale Grande la soddisfazione nella sua Casarano che si è mobilitata da tempo per poter seguire  l’evento direttamente a Roma. In prima fila la delegazione comunale guidata dal sindaco Gianni Stefàno e quella della parrocchia di San Domenico, dove “don Angelo” è nato e cresciuto. «Non potevamo certo mancare. San Domenico è casa sua perché lì è stato battezzato e poi ordinato sacerdote: quel giorno, era il 12 aprile del 1980 ed io ero presente», ricorda con emozione don Antonio Schito, alla guida la delegazione parrocchiale partita con un pullman per la Capitale. Il loro omaggio sarà una croce pettorale  con la scritta “Parrocchia di San Domenico”, a suggellare un legame che non è mai venuto meno, a dispetto dei tanti impegni di prestigio collezionati da De Donatis. Anche dopo la conferma della nomina a cardinale, avvenuta proprio nel giorno dei festeggiamenti per il santo patrono, monsignor De Donatis ha fatto ritorno nella sua Casarano (in maniera strettamente riservata) per salutare i parenti più cari e soprattutto l’anziana madre. Periodici i suoi ritiri spirituali sulla collina del Manfio, nell’antica cripta basiliana, mentre la scorsa estate, all’insaputa di tutti, i fedeli lo ritrovarono una domenica mattina a celebrare messa nella chiesetta dell’Immacolata.

La speranza di don Antonio Schito Appena lo scorso ottobre la città aveva riabbracciato uno dei suoi figli più illustri con la cerimonia di consegna delle chiavi. L’arcivescovo prese pure parte alle celebrazione per il 50° anniversario del sacerdozio di don Antonio Schito. «Nel salutarlo gli chiederò di tornare a trovarci da cardinale: so già che lo farà come sempre con grande entusiasmo. Ho già aggiornato il registro parrocchiale dov’è scritto il suo nome, con tutte le sue nomine eccellenti, lasciando un solo ultimo rigo in bianco», conclude il parroco di San Domenico. Nessuno oserà mai dirlo, ma a Casarano già si pensa all’ultimo passo, quello verso la cattedra di Pietro.


 

Casarano – Festa nella festa a Casarano dove, proprio nel giorno dedicato al Santo Patrono, giunge la notizia che uno dei più illustri concittadini verrà presto nominato cardinale. E’ stato propio Papa Francesco ad annunciare nel corso dell’Angelus domenicale la convocazione di un concistoro, il prossimo 29 giugno, per la nomina di 14 nuovi cardinali: tra questi ci sarà anche monsignor Angelo De Donatis che lo stesso Bergoglio, giusto un anno fa, nominò quale suo vicario nella diocesi di Roma. La notizia è circolata velocemente in città ed è stata commentata con gioia e commozione da tutti. «Ancora un grande motivo di gioia per la nostra Chiesa e per la nostra comunità», fa sapere il sindaco Gianni Stefàno. Giusto lo scorso 16 ottobre il Consiglio comunale si riunì in seduta straordinaria per conferire la cittadinanza onoraria e per consegnare le chiavi della città al suo illustre concittadino.

Il legame con il Papa Il 9 novembre del 2015 fu sempre Bergoglio a nominare vescovo l’allora don Angelo che ebbe modo di conoscere nel ruolo di predicatore nel corso degli esercizi spirituali per la Quaresima dell’anno prima. Monsignor De Donatis, 64 anni, è nato il 4 gennaio 1954 a Casarano, città alla quale è profondamente legato da vincoli di parentela e di consolidata amicizia e dove non manca di farvi spesso ritorno (spesso per gli esercizi spirituali estivi presso la cripta del Crocifisso). È stato ordinato sacerdote a Casarano il 12 aprile 1980, nella chiesa di San Domenico, ed ha svolto a Roma una lunga serie di incarichi di prestigio, sino alla prossima nomina a cardinale: il primo della storia originario della città.  

 

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CASARANO – Un incontro, quanto mai ufficiale, per consolidare un legame con la città mai venuto meno malgrado la distanza e gli impegni “eccellenti”. È quello di lunedì 16 ottobre, alle ore 17 presso l’auditorium comunale “Prof. Gino Pisanò”, dove il Consiglio comunale di Casarano si riunirà, “in seduta straordinaria”, per conferire la cittadinanza onoraria e consegnare le chiavi della Città a monsignor Angelo De Donatis. L’alto prelato, oggi vicario di Roma, torna nella sua Casarano anche per aprire la “settimana vocazionale” che anticipa le celebrazioni per i 50 anni di sacerdozio di don Antonio Schito, parroco di San Domenico.

Prima del momento liturgico (alle 19 è prevista la messa alla presenza del vescovo Fernando Filograna), in auditorium avverrà il conferimento ufficiale della cittadinanza onoraria ad uno dei figli più illustri di Casarano, città dov’è nato il 4 gennaio 1954 e dove è stato ordinato sacerdote il 12 aprile 1980. “Don Angelo”, come ancora oggi capita di sentirlo affettuosamente chiamare, si è poi trasferito a Roma dove ha inanellato una lunga sequela di incarichi “eccellenti”, sino all’ordinazione vescovile del 9 novembre 2015 da parte di Papa Bergoglio, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, ed alla nomina, sempre da parte del Sommo Pontefice, di suo vicario per la diocesi di Roma, avvenuta lo scorso maggio.

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Monsignor  Angelo De DonatisCASARANO. Ha fatto, in poche ore, il giro del web, dei maggiori organi di informazione (anche internazionali)  e della città la notizia della nomina di monsignor Angelo De Donatis quale vicario di Papa Francesco per la diocesi di Roma. L’indubbia importanza dell’incarico ricevuto viene rinforzata dal fatto che sia stato lo stesso Bergoglio a scegliere l’alto prelato per un ruolo delicato e di estrema fiducia, dopo averne apprezzato le capacità umane e la preparazione di grande teologo già nel corso degli esercizi spirituali di Quaresima ad Ariccia, nel 2014. Fu poi sempre il Papa argentino a nominarlo vescovo nel settembre del 2015. Tanti i commenti e gli apprezzamenti a Casarano, città natale del presule, dove lo stesso De Donatis è solito fare spesso ritorno per salutare amici e familiari. «Esprimo a nome dell’intera comunità casaranese l’immensa gioia con la quale è stata accolta la notizia della nomina di “don Angelo”», afferma il sindaco Gianni Stefàno nel ricordare come “la notizia può essere annoverata sicuramente tra le più belle e importanti che la Sua città di Casarano abbia mai ricevuto. Lo stupore è grande – continua Stefàno – ma per noi casaranesi, per chi ha la fortuna di conoscere personalmente “don Angelo”, la notizia non è inaspettata». Da parte sua, monsignor De Donatis, nel suo saluto al Vicariato, ha subito  sottolineato che il suo servizio sarà quello di “annunciare la misericordia di Dio con la parola e la vita nonché di custodire e promuovere la comunione ecclesiale”, invocando “il dono di saper ascoltare in profondità sempre”. “Gioia e grandissimo entusiasmo” vengono espressi anche dal vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, Fernando Filograna. “Con questa scelta il Pontefice onora anche la nostra diocesi e la città di casarano che hanno generato alla vita, alla fede e al Ministero ordinato il caro don Angelo. Comprendiamo – continua monsignor Filograna – la responsabilità e la gravosità di un tale impegno, per il bene della chiesa di Roma, a servizio diretto del Santo Padre e, come in passato, ribadiamo l’affetto e la preghiera per questo figlio del Salento, per tanti anni impegnato nella direzione spirituale dei preti romani e dei seminaristi, senza mai trascurare la terra che gli ha dato i natali”. Tutti ora attendono che “don Angelo” torni nel suo Salento, magari per stringersi con lui nella semplicità della preghiera sulla cripta del Crocefisso, sulla collina del Manfio, com’è solito fare nelle sue meditazioni estive.  

CASARANO. Papa Francesco ha scelto monsignor Angelo De Donatis come suo vicario nella diocesi di Roma. La nomina a vescovo ausiliario di Roma del 63enne prelato di Casarano, ora elevato a dignità arcivescovile, è avvenuta questa mattina  ed ha trovato ufficialità nel bollettino ufficiale della sala stampa della Santa Sede. De Donatis succede al cardinale Agostino Vannini. Fu lo stesso Bergoglio ad ordinare vescovo “don Angelo” il 9 novembre del 2015 nella Basilica di San Giovanni in Laterano dopo averlo già scelto come predicatore degli esercizi spirituali per la Quaresima dell’anno precedente. Monsignor  De Donatis, finora vescovo titolare di Mottola e Ausiliare di Roma, è nato il 4 gennaio 1954 a Casarano, città alla quale è profondamente legato da vincoli di parentela e di consolidata amicizia e dove non manca di farvi spesso ritorno (spesso per gli esercizi spirituali estivi presso la cripta del Crocifisso). È stato ordinato sacerdote il 12 aprile 1980 nella chiesa di San Domenico, a Casarano. Dal 28 novembre 1983 è incardinato nella diocesi di Roma, dapprima come collaboratore nella parrocchia di San Saturnino per poi divenire  vicario parrocchiale, addetto alla Segreteria generale del Vicariato, archivista della Segreteria del Collegio Cardinalizio, direttore dell’Ufficio Clero del Vicariato di Roma, direttore spirituale al Pontificio seminario Romano maggiore e, dal 2003, parroco a San Marco evangelista al Campidoglio e assistente per la diocesi di Roma dell’Associazione nazionale familiari del Clero. Nel 1989 è stato ammesso all’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme con il grado di Cavaliere e dal 10 aprile 1990 è Cappellano di Sua Santità. Al termine  degli esercizi spirituali del 2014 nella casa del “Divin Maestro” ad Ariccia, Papa Francesco salutò e ringrazio don Angelo con queste parole: «Vorrei ringraziarla a nome proprio e di tutti noi per il suo aiuto in questi giorni ed il suo accompagnamento e il suo ascolto, lei è stato il seminatore e sa farlo. Le chiedo di continuare a pregare per questo sindacato di credenti, tutti siamo peccatori ma tutti abbiamo la voglia di seguire Gesù più da vicino».

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