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mons. Fernando Filograna

Nardò– L’intera città si è stretta affettuosamente attorno a don Luca Grande, 35 anni, che alle 19 venerdì 22 giugno, nella parrocchia Santa Maria degli Angeli a Nardò, è stato ordinato presbitero dalle mani del vescovo monsignor  Fernando Filograna. «Don Luca – fanno sapere dalla Curia – ha scelto la sua parrocchia di origine come luogo della sua ordinazione, in segno di gratitudine alla comunità che, insieme alla sua famiglia, lo ha visto crescere e rafforzarsi nella fede e nella vocazione accompagnandolo anche in questo primo periodo di ministero».

Alla celebrazione liturgica erano presenti numerosi sacerdoti, oltre che i compagni del Seminario regionale di Molfetta, dove si è formato, e il direttore spirituale nonché neovicario generale dell’arcidiocesi di Lecce don Flavio De Pascali. «Auguro a don Luca – questo il commento di mons. Filograna – di saper trasmettere l’amore che ha ricevuto da Cristo, di continuare sempre a servire e presiedere, di essere guida e compagno fidato di viaggio per quanti incontrerà».

Don Luca ha celebrato la sua prima messa domenica 24 giugno alle 19 nella stessa parrocchia di Santa Maria degli Angeli con il parroco don Giuseppe Raho (di Nardò).

Santa Caterina di Nardò – Novità rilevante in vista per il 37enne don Francesco Martignano di Parabita, che dal prossimo 8 luglio sarà parroco a Nardò, nella marina di Santa Caterina d’Alessandria. Lo ha stabilito in questi giorni l’ordinario diocesano mons. Fernando Filograna, che nei prossimi giorni ne ufficializzerà la nomina, firmando l’apposito decreto, col quale sarà sollevato dal precedente incarico di vicario parrocchiale a Maria Santissima Annunziata di Tuglie. Don Francesco Martignano prenderà il posto di don Piero Inguscio, che nei giorni scorsi è stato nominato parroco a Copertino, chiesa dei Santi Medici.

Al momento non è dato sapere di altri spostamenti di sacerdoti che sembrano comunque essere all’orizzonte, secondo fonti bene informate, e per le quali c’è quindi da aspettare.  dovrebbero esserci, ma saranno comunicate volta per volta. Ancorché piuttosto giovane, don Martignano è anche professore presso l’Istituto teologico pugliese di Molfetta, membro del Consiglio presbiterale e direttore dell’Ufficio liturgico e ministeri laicali diocesano, incarichi questi ultimi, che dovrebbe continuare a svolgere.

Gallipoli – Preceduti da una “Solenne tredicina” sono entrati nel vivo i festeggiamenti in onore di S. Antonio di Padova, presso la omonima chiesa che s’affaccia sul lungomare Galilei e che avranno il loro culmine il 13 giugno. Pur mostrando ben visibile la necessità di urgenti  manutenzioni, anche per la presenza da alcuni anni di impalcature che ne riducono gli spazi, i parrocchiani non si scoraggiano, né mancano le iniziative a cura del parroco don Salvatore Leopizzi e del giovanissimo viceparroco don Francesco Fiore (di Racale), dell’associazione intitolata al Santo e dell’intera comunità parrocchiale. Già il 31 maggio, inizio della tredicina, dal sagrato della Chiesa parato a festa, è stata celebrata la Messa del “Corpus Domini” presieduta dal vescovo mons. Fernando Filograna e dai sacerdoti di Gallipoli (assente solo don Luciano Solidoro, malato), per poi avviarsi da lì la processione cittadina con in testa le associazioni religiose, le dieci confraternite, i sacerdoti e il vescovo, seguiti dalle autorità cittadine civili e militari.

Un cuore malato e il trapianto che l’ha fatta rinascere Tutto secondo tradizione. Inedito invece il tema del programma di quest’anno: “la santità della porta accanto”, come lo ha presentato don Salvatore, nel corso di un’omelia domenicale, richiamando tutti alla specifica vocazione di ognuno. “C’è chi ha la vocazione a farsi prete, chi alla vita matrimoniale, chi a un’arte, e così via, ma tutti abbiamo un particolare carisma o predisposizione, che spesse volte passa pure inosservato”, ha detto dall’altare. E per essere ancora più incisivo e convincente, ha organizzato per ogni sera della tredicina una testimonianza di vita quotidiana, quasi a far comprendere anche ai più riottosi che la santità è una meta alla portata di tutti. Così, dopo il rosario e la preghiera al santo alle 18,15 e la messa delle 19 con la benedizione del pane di S. Antonio, sono iniziate le prime testimonianze. Due ragazze della parrocchia, ad esempio, Benedetta e Anna, poco più che ventenni, hanno portato la loro testimonianza di vita, parlando dallo stesso Altare. Benedetta, ragazza sportiva, ha scoperto per caso, a seguito di un arresto cardiaco mentre era in palestra, di avere una grave malformazione cardiaca, e che la sua vita era irrimediabilmente segnata, a meno che non ci fosse stato un trapianto di cuore, che poi è avvenuto grazie ad una donatrice 48enne morta tragicamente, dando a lei la gioia di essere nata un’altra volta.

Il suo midollo ha fatto vivere un bimbo turco Maria Coluccia – famiglia ben conosciuta di medici la sua – racconta, trattenendo a sento  l’emozione, di come ha conosciuto le problematiche relative al trapianto di midollo osseo. “Eravamo verso la fine dell’anno scolastico – racconta – quando il nostro professore di inglese assente da tempo da scuola perché gravemente malato, ci scrisse dicendoci che non avrebbe potuto portarci agli esami, parlandoci della sua malattia, ed incoraggiandoci a fare qualcosa per i malati di leucemia. Poi di lì a poco – ha detto tra i singhiozzi – il professore morì”. Da lì Maria è partita volendo saperne di più, sino all’adesione all’associazione dei Donatori di midollo osseo, di cui ora è esponente. Poi, improvvisa, quando non se l’aspettava nemmeno, la chiamata: “Ero risultata compatibile per una donazione, e subito sono iniziati i preparativi per l’intervento”. Con tono rassicurante aggiunge: “In fondo a me non è costato nulla, solo un’ora di sonno. Quel midollo prelevato da me, ha salvato la vita a un bambino di 10 anni, che vive in Turchia”.

Anche l’amore ha a che fare con la santità Sempre più chiaro ed evidente si è fatto il messaggio contenuto nelle parole “santità della porta accanto”. Un’altra sera, è stata la volta di due giovani, Francesco e Francesca i loro nomi, che hanno raccontato “col cuore in mano” la loro storia d’amore: si sposeranno, manco a dirlo, proprio il 4 ottobre, festa di San Francesco, che a loro ha dato qualcos’altro ancora, oltre al nome. Sarà così, di racconto in racconto, sino al  12 giugno, vigilia della festa, quando, subito dopo la messa, sul sagrato della chiesa ci sarà la “XV Festa del Pane” con offerta del pane di S. Antonio e degustazione di prodotti tipici. La serata sarà allietata da “Plot Twist Cover band Classic Rock, dalla Scuola di ballo classico “Cinzia Ria” e da J end Tz Animazione. Il 13 giugno, invece, dopo la messa solenne delle 19, la processione per le vie cittadine, accompagnata dal concerto bandistico S. Cecilia. Altra iniziativa che la parrocchia porta avanti da anni, è l’adozione a distanza di bambini nel Mozambico.

Don Giuseppe Venneri gioca con un bambino in Uganda

NARDÒ. L’arcidiocesi di Gulu in Uganda chiama e la diocesi di Nardò-Gallipoli, guidata da mons. Fernando Filograna,  risponde. “Non con i moderni mezzi di comunicazione però, ma con quelli che trasformano la preghiera in azione concreta di solidarietà umana, e i risultati della raccolta fondi iniziata con la Quaresima di Carità già si vedono e stanno dando i primi frutti”: a parlare è don Giuseppe Venneri dell’Ufficio diocesano per la cooperazione missionaria tra le chiese. “Siamo presenti nel Nord dell’Uganda (provincia di Pader) da due anni – prosegue don Giuseppe – con alcuni programmi di cooperazione, due nel Villaggio di Pajule: ‘Maria Maleng’ per assicurare la presenza di personale nel dispensario medico. e ‘Pianta la Speranza’ per sostenere una cooperativa agricola. Più che soddisfacenti i risultati grazie   alla collaborazione delle parrocchie e alla generosità di tanti  nostri imprenditori”.
Particolare menzione riserva poi il responsabile della cooperazione a due giovani milanesi – Valentina e Matteo –  che “hanno coronato il loro sogno d’amore qui da noi, e hanno chiesto a parenti e amici di devolvere il loro regalo di nozze a questo ambizioso progetto, appunto”. Con questi risultati : la piena agibilità del dispensario medico con due infermiere, debitamente formate e regolarmente stipendiate, e  una cooperativa agricola, con ben 200 persone occupate, sia nei campi, con l’ausilio di un trattore agricolo acquistato di recente  a coltivare arachidi, cotone, mais e legumi, che serviranno non solo per la loro alimentazione, ma saranno anche  commercializzati; sia per quello che è un fiore all’occhiello della recente iniziativa di solidarietà: un allevamento di animali, con già 16 maiali.

Mons. Fernando Filograna il giorno della sua ordinazione a vescovo

Mons. Fernando Filograna il giorno della sua ordinazione a vescovo

GALLIPOLI. Proseguono  le novità introdotte dal vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli mons. Fernando Filograna, di rinnovare le tradizioni (alcune ultracentenarie), adeguandole non solo alle esigenze liturgiche, ma anche alle istanze (come ad esempio per l’unica Confraternita del Borgo, intitolata proprio al SS. Sacramento) sinora inascoltate: con lui,  la processione del Corpus Domini non è più  esclusivo  appannaggio del Centro storico, che da tempo immemorabile ne deteneva il monopolio. Quest’anno poi, lo strappo definitivo: al Borgo, non si farà solamente la processione, ma ci sarà anche la Messa, che fino all’anno passato veniva celebrata “solo” in cattedrale, a S. Agata. “In passato (tranne una sola volta che, nonostante il forte vento, raggiungemmo il Canneto)  se ne era solo parlato, di portare anche al Borgo la processione del Corpus Domini: erano gli anni ’60, ai tempi del vescovo mons. Pasquale Quaremba, nella vecchia diocesi di Gallipoli  –  ricorda un sacerdote a quel tempo chierichetto della cattedrale, che ora saluta con favore la novità- ma non se ne fece poi nulla per l’ottuso ostruzionismo del clero gallipolino”. Quest’anno – come si diceva – la svolta definitiva: a darne comunicazione a nome del vescovo, indicando orari e  programma, è proprio il parroco della centralissima chiesa del Sacro Cuore (dove opera la Confraternita del Sacramento) padre Ignazio Miccolis, (dell’Ordine della Madre di Dio), da dove partirà la processione. Anticipata a giovedì 15 (a Nardò invece si tiene la domenica successiva), alle 19 ci sarà la Messa solenne presieduta dall’ordinario diocesano  mons. Filograna e concelebrata dai sacerdoti gallipolini, e subito dopo la processione del Corpus  cui parteciperanno le 10 Confraternite,  le associazioni laicali, le autorità cittadine e i fedeli. Attraversata l’arteria principale di Corso Roma ed alcune vie laterali, si concluderà nella chiesa di S. Antonio, sul sagrato che si affaccia sul mare, con la benedizione eucaristica.

seminario nardoNARDÒ. Si fanno sempre più numerosi gli spazi che la diocesi di Nardò-Gallipoli dedica al turismo religioso: il direttore di quell’ufficio, don Antonio Bottazzo di Nardò, ha organizzato nei giorni scorsi un convegno nel seminario neretino sul tema “Il Salento sede di pellegrinaggi, monasteri e accoglienza”. Oltre a lui (che ha portato i saluti del vescovo, mons. Fernando Filograna), sono intervenuti i presidenti di Gruppo di azione locale (Gal) “Terra d’Arneo”, Cosimo Durante; di Assoturismo pugliese, Massimo Rota, di Francesca Ruppi dell’Università del Salento; ha condotto la conferenza Giulio Reho. A conclusione dell’incontro, seguito da un pubblico attento e interessato, si dichiara soddisfatto, don Antonio Bottazzo, ma mette le mani avanti, anche per non ingenerare equivoci: «La nostra “offerta turistica” tende più a creare condizioni ideali per una vacanza come momento spirituale; proponiamo infatti itinerari di fede tracciati nel tempo dalla pietà popolare (cita ad esempio le “Vie francigene”) o suscitare sentimenti di “stupore” dinanzi alle bellezze del creato, ma anche a formare le nostre comunità ospitanti al sentimento dell’accoglienza».

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