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Mita

Nardò – “Gli orti sociali sono stati da sempre una nostra priorità, lo dimostra il programma elettorale presentato da Alleanza per il cambiamento”, dichiara il consigliere di maggioranza Gianluca Fedele. “Inutili i tentativi di paternità di questo provvedimento provenienti dagli ambienti della maggioranza che vorrebbe mettere il cappello su ogni iniziativa: il sottoscritto nel settembre 2016 ha presentato come primo firmatario una interrogazione con bozza di delibera e regolamento”, afferma il consigliere del Pd Lorenzo Siciliano. Così, una iniziativa condivisa dall’intero Consiglio comunale (raro da queste parti con un confronto perennemente acceso), che si giudica da ambo le parti come buona e giusta soprattutto in tempi di crisi, eccola diventare terreno dell’ennesino scontro tra la coalizione di centrodestra riunita intorno al Sindaco Giuseppe Mellone, e la minoranza.

 Cosa sono e come funzioneranno. Comunque, di che cosa si tratta? Il regolamento approvato dal Consiglio comunale stabilisce la concessione e l’uso degli “orti sociali” che sono, si richiama in una nota del Comune, “uno strumento per riqualificare terreni di proprietà comunale e soprattutto per offrire una possibilità di inserimento e reinserimento lavorativo e sociale a particolari categorie di persone”. L’appezzamento di terreno,, esteso tra 100 e 500 metri quadrati, sarà concesso in uso dal Comune a giovani di età inferiore a 35 anni, disoccupati, cassintegrati, pensionati ed extracomunitari; deve essere destinato alla sola coltivazione di ortaggi, piccoli frutti, frutti minori e fiori. Le aree da assegnare a questi fini saranno individuate dalla Giunta. Cittadini maggiorenni e residenti a Nardò ed extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno non devono ovviamente avere disponibili altri terreni agricoli coltivabile nel territorio provinciale e neanche un reddito superiore ad un valore massimo che sarà stabilito anche questo dall’Esecutivo comunale. La concessione ha durata triennale, con possibilità di rinnovo, e prevede la coltivazione esclusiva da parte del concessionario. Le spese per le forniture idriche sostenute dall’Amministrazione comunale verranno suddivise proporzionalmente tra i lotti assegnati. Gli orti dovranno essere coltivati secondo criteri biologici ed è pertanto vietato l’uso di prodotti fitosanitari. Gli assegnatari, una volta individuati, dovranno riunirsi ed eleggere un comitato per la gestione.

“Ci abbiamo lavorato noi, era nel programma”. “Congratulazioni al consigliere Siciliano per il lavoro fatto”. “Abbiamo fatto un lavoro particolarmente attento in commissione e con gli assessori Natalizio e Sodero – è il commento del presidente della seconda Commissione consiliare, Paola Mita – per poter arrivare a questo regolamento, che ci consente di disciplinare uno strumento molto prezioso dal punto di vista sociale e che era un punto del nostro programma elettorale”. “Riteniamo importante congratularci con il consigliere Siciliano per il lavoro da egli svolto. La funzione degli orti sociali sarà variegata, adita principalmente a restituire fiducia nella nostra terra, nell’agricoltura biologica e sostenibile come volano di sviluppo e di occupazione. È un tassello di civiltà aggiunto grazie ad un’azione propositiva e determinante del Partito democratico”, ribattono a distanza Salvatore Falconieri (segretario), Annalisa De Rossi e Giovanni Portorico (vice) e il capogruppo Daniele Piccione.

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