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Mirella Solidoro

Taurisano – Sabato 7 aprile, alle ore 19, nella chiesa dei Santi martiri Giovanni Battista e Maria Goretti, dove è custodito il corpo di Mirella Solidoro (nella foto), avrà luogo una celebrazione eucaristica presieduta da padre Cristoforo Aldo De Donno e animata dal coro “Madonna della Strada” di Taurisano. L’occasione è il 7° anniversario della traslazione delle spoglie mortali della Serva di Dio, scomparsa il 4 ottobre del 1999. A darne notizia è il comitato spontaneo per la canonizzazione di Mirella, presieduto dal  dottor Ivo Efrem Fracasso.

TAURISANO. Sono 17 anni dalla fine del percorso terreno della Serva di Dio Mirella Solidoro. Il 4 ottobre del 1999, infatti, si spegneva la giovane taurisanese che nella sua breve vita ha lasciato un altissimo esempio di testimonianza cristiana nell’affrontare  difficoltà, malattie e dolori terribili. Sabato 8 ottobre, alle ore 18.30,  nella chiesa dei Santi martiri Giovanni Battista e Maria Goretti, dove è custodito il corpo di Mirella (nella foto), avrà luogo una concelebrazione eucaristica presieduta da monsignor Luigi Renna, vescovo di Cerignola e Ascoli Satriano. Ne dà notizia il comitato spontaneo per la canonizzazione di Mirella, presieduto dal  dottor Ivo Efrem Fracasso. Grande in questi anni l’impegno del comitato e del parroco, don Napoleone Di Seclì che è stato confessore di Mirella. Il processo di beatificazione era iniziato il 3 maggio del 2008 con il via libera della Congregazione per le cause dei santi. A giugno scorso nella cattedrale di Ugento il vescovo mons. Vito Angiuli ha presieduto la sessione di chiusura dell’inchiesta diocesana “sulla vita, virtù e fama di santità di Mirella”, aperta il 1 ottobre del 2014 (nella foto un momento della cerimonia). Sono statì ascoltati i testimoni, sono stati raccolti gli atti in migliaia di pagine,  poi consegnati in Vaticano alla Congregazione delle cause dei santi . “L’esperienza del dolore può diventare luogo privilegiato della trasmissione della grazia e fonte per acquisire e rafforzare la sapienza del cuore” scrive e Papa Francesco nella Lettera per la Giornata del malato 2015. È quanto ha fatto Mirella con la sua vita e quanto ha trasmesso a chi ha vissuto  vicino a lei e a chi ne ha raccolto l’eredità.

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OLYMPUS DIGITAL CAMERATAURISANO. La comunità di Taurisano, domenica 12 luglio, nella ricorrenza del 51° anniversario della nascita, ha ricordato la Serva di Dio Mirella Solidoro con un messa suffragio celebrata nella chiesa Santi Martiri Giovanni Battista e Maria Goretti che ne custodisce il corpo in un sarcofago di marmo (foto), opera dell’artista Donato Minonni.
Per l’occasione, il postulatore diocesano della causa di beatificazione in atto, padre Cristoforo De Donno, nel notiziario di informazione “La voce della vera gioia” ha dato spazio alla figura carismatica di Padre Giambattista Vad der Pol, che definisce guida spirituale di Mirella, e di cui si riportano significative testimonianze, come quando afferma: «Mi appariva come un’esponente e vittima dell’Umanità sofferente di Cristo Gesù. In lei ho visto incarnata la Sapienza della Croce». In altre parole il Cappuccino olandese “rileva l’eroismo eccezionale della ragazza nell’accettare le sue atroci sofferenze e nel rivelarsi vera apostola per la salvezza dei peccatori.” Di particolare rilevanza, infine, un’altra affermazione di Van der Pol: «Mirella aveva una sublime intuizione della eterna misericordia divina. Ricordo di averne parlato esplicitamente …»

Mirella prima comunione TaurisanoTAURISANO. Si è concluso il concorso indetto dalla parrocchia SS. Martiri Giovanni Battista e Maria Goretti, sulla figura di Mirella Solidoro (foto), riservato ai ragazzi delle scuole taurisanesi. “Vivere per dare …” questo il tema lanciato sul quale i ragazzi hanno lavorato in maniera intensa e partecipata, considerato che sono stati presentati più di duecento elaborati, riferiti alle diverse categorie concorsuali: prosa, poesia, lavori pittorici, video. La manifestazione conclusiva si è svolta sabato 21 marzo nell’auditorium parrocchiale.

Scuola primaria, sezione prosa: 1) Ginevra Palazzo (5^ B – Vanini); 2) Ilaria Casi, Rocco Ciurlia, Aurora Galati, Giulia Melileo, Aurora Moscara, Antonio Primoceri, Paola Rinaldi, Angela Rizzello, Matteo Rosafio, Davide Schiavano, Maria Scordella, Teresa Stifani (Gruppo classe 4^ A – Vanini); 3) Sofia Corciulo (4^ A – Carducci).

Sezione poesia: 1) Classe 4^ D – Scuola elementare “Aldo Sabato”; 2) Aurora Galati, Aurora Moscara, Alessandro Normanno, Tommaso Preite, paola Rinaldi, Annamaria Rizzello, Maria Scordella, Emanuele Stifani, Teresa Stifani (Gruppo Classe 4^ A – Vanini); 3) Simona Di Seclì, Miriam Maglie (4^ E – “Aldo Sabato”).

Sezione grafico pittorico: 1) Irene Sola, Martina Nuzzo, Giorgia Delli Conti, Rebecca Manco, Maria Preite, Elisa Ciurlia, Chiara Sabato (Gruppo Classe 4^ C – Vanini); 2) Veronica Carangelo (4^ B – Carducci); 3) Sara La Spina (4^ B – Carducci).

Scuola secondaria inferiore, sezione prosa: 1) Alessio Annunziata (3^ B – Don Tonino Bello); 2) Alessio Giuseppe Felline (2^ C – Don Tonino Bello); 3) Jenny Casciaro (3^ B – Don Tonino Bello).

Sezione poesia: 1) Chiara Melileo (2^ C – Don Tonino Bello) 2) Luca Micaletto (3^ A – Don Tonino Bello); 3) Alessia Attanasio (3^ A – Don Tonino Bello).

Sezione grafico pittorico: 1) Marco Preite (2^ B – Don Tonino Bello); 2) Andrea Seri (2^ B – Don Tonino Bello); 3) Angela Santoro (3^ D – Don Tonino Bello).

Scuola superiore sezione poesia: 1) Dalia Macagnino (5^ A PM – Bottazzi); 2) Gabriella Magagnino (5^ A SS – Bottazzi); 3) Marta Ferrari (5^ A PM – Bottazzi).

Sezione video: 1) Classe 5^ A – Scuola primaria “Vanini”.

Mirella a 15 anni TaurisanoTAURISANO. Il 1 ottobre 2014 nella cattedrale di Ugento è stato avviato il processo di canonizzazione di Mirella Solidoro (foto), già  dichiarata Serva di Dio. Il processo si sta svolgendo con l’ascolto dei testimoni, ma al di là del tempo necessario per arrivare alla conclusione, Mirella è già diventata una “cittadina del mondo”, un riferimento e una certezza per chi a lei si rivolge con fiducia. Sono numerosi i visitatori che da ogni parte vengono a trovare Mirelle custodita nel bianco sarcofago nella chiesa parrocchiale SS Martiri  Giovanni Battista e Maria Goretti.  Un riscontro della “popolarità” di Mirella è giunto in questi giorni da Nazareth con una cartolina in cui si chiedono ulteriori notizie sul processo di beatificazione e documentazione sulla  “giovane Serva di Dio, messaggio per noi cristiani che siamo qui” (S. G. – le iniziali di chi firma la corrispondenza). In parrocchia faranno in modo che la richiesta possa essere esaudita a breve e saranno inviate a Nazareth le notizie richieste.

Un riscontro impressionante in termini numerici ha avuto il concorso indetto dalla parrocchia SS. Martiri Giovanni Battista e Maria Goretti, fortemente voluto dal parroco don Napoleone Di Seclì, sulla figura di Mirella, riservato ai ragazzi delle scuole taurisanesi. “Vivere per dare …” questo il tema lanciato sul quale i ragazzi hanno lavorato in maniera intensa e partecipata, considerato che sono stati presentati più di duecento elaborati, riferiti alle diverse categorie concorsuali: prosa, poesia e lavori pittorici. Fuori concorso sono stati presentati anche sei filmati, che la Commissione preposta ha comunque ritenuto opportuno accogliere e vedere. L’aspetto più importante è la sensibilità di chi vi ha partecipato, come spiega Antonio Ciullo, tra i responsabili del Concorso: «I ragazzi hanno avuto modo di conoscere a fondo Mirella e la sua vicenda di vita, hanno visitato la parrocchia e ricercato notizie. La Commissione sta per concludere proprio in questi giorni la fase di valutazione, poi, entro il prossimo mese di febbraio, organizzeremo in Parrocchia una serata speciale per la premiazione.

don napoleoneTAURISANO. Don Napoleone Di Seclì, (a sinistra) parroco della chiesa dei martiri Giovanni Battista e Maria Goretti, dove dall’aprile 2011 in un bianco sarcofago è custodito il corpo di Mirella Solidoro, è certamente la persona che ha seguito più da vicino, oltre ai familiari, il percorso umano e di fede di Mirella. Nel processo di canonizzazione ha il ruolo di attore “ma tutti dovremmo essere attori” dice. I locali della parrocchia daranno ospitalità al Tribunale che periodicamente si riunirà per ascoltare testimoni. La prima ad essere ascoltata è stata la madre di Mirella, seguiranno gli altri familiari e poi viavia quanti si sono dichiarati disponibili a dare testimonianza dell’eroismo della giovane donna. Per ora i testimoni sono 66 ma si tratta di un numero destinato a mutare: a crescere perché si aggiungono altre richieste, oppure a essere ridimensionato perché alcune potrebbero essere ritenute superflue.
Successivamente tutte le testimonianze raccolte saranno presentate a Roma presso la Sacra Congregazione delle cause dei santi «Aspettiamo il miracolo”, dice il presidente del comitato spontaneo “Amici di Mirella”, il dottor Ivo Fracasso, che, dice don Napoleone “ha lavorato in modo stupendo”; «aspettiamo il miracolo» – dice don Napoleone – anche se di miracoli Mirella ne ha già fatti tanti» (coppie che per intecessione di Mirella hanno avuto una figlia a cui hanno dato il nome della Serva di Dio, ed altre guarigioni). Don Napoleone sottolinea un aspetto importante che testimonia come il messaggio di Mirella è stato accolto in profondità. Racconta di un giovane di Battipaglia, malato che chiedeva a Mirella non la guarigione ma di essere come lei, di sopportare cioè eroicamente il dolore. In tempi in cui dolore e morte vengono esorcizzati in mille modi, l’accoglienza della sofferenza è già un miracolo.

Mirella Solidoro con la madre

Mirella Solidoro con la madre

TAURISANO. Il giorno che in tanti stanno attendendo è ormai alle porte. Il 1° ottobre, nella chiesa dedicata ai martiri Giovanni Battista e Maria Goretti, si celebrerà l’inizio del processo di canonizzazione della Serva di Dio Mirella Solidoro, la giovane morta 15 anni fa, che della sua sofferenza ha fatto uno strumento di santità. La cerimonia, presieduta dal vescovo della diocesi di Ugento-S. Maria di Leuca, mons. Vito Angiuli, avrà inizio alle 17,30 e sarà trasmessa in diretta da Telenorba 7 canale 10.
Dopo la messa, sull’altare, intorno a un tavolo, si insedierà il Tribunale diocesano di cui fanno parte il Vescovo che lo presiede, il giudice delegato, il promotore di giustizia, il notaio attuario, il notaio aggiunto, il postulatore, l’attore della causa e il cancelliere vescovile. Dopo l’invocazione allo Spirito Santo, il postulatore, padre Cristoforo Aldo De Donno, presenterà il lavoro che l’ufficio postulazione ha portato avanti in questi anni e consegnerà al vescovo i documenti essenziali. Seguiranno alcuni atti essenziali per l’inizio del processo: la lettura dei nullaosta e il decreto vescovile che ha formalizzato l’istituzione del tribunale diocesano. Seguirà il giuramento di fedeltà di tutti i membri del tribunale; il postulatore presenterà poi l’elenco dei testimoni e indicherà la sede del tribunale che sarà nei locali della parrocchia di cui è parroco don Napoleone Di Seclì.
Grande l’attesa, quindi, per l’inizio del processo, non solo a Taurisano. Sono commossi i componenti del Comitato spontaneo che tengono vivo il ricordo dela Serva di Dio «Noi – dice a nome di tutti il presidente dott. Ivo Fracasso – insieme a don Napoleone e i famigliari di Mirella ringraziamo Dio e il nostro vescovo per averci fatto partecipare a questo evento. L’impegno profuso per la conoscenza della nostra Mirella è stato costante e ha portato alla diffusione nel mondo della sua luminosa testimonianza di vita». Il 2 ottobre ricorre il 15° anniversaro della morte di Mirella e un concerto di don Giosy Cento si terrà alle 20 in parrocchia.

Il sarcofago in cui sono custodite le spoglie di Mirella Solidoro

Il sarcofago in cui sono custodite le spoglie di Mirella Solidoro

TAURISANO. Un passo importante è stato compiuto sul percorso della canonizzazione della “Santa di Taurisano”, la Serva di Dio Antonia Mirella Solidoro. Il 4 marzo scorso il vescovo della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, mons. Vito Angiuli,  ha emanato un editto in cui comunica la volontà di introdurre la causa di canonizzazione. Precedentemente, a gennaio,  il postulatore, padre Cristoforo Aldo De Donno, ne aveva fatto richiesta con un “supplex libellum”.

Ora il vescovo, secondo la prassi fissata in norme ben definite, dopo aver ottenuto il consenso della Conferenza episcopale pugliese e il nullaosta della Sacra congregazione per le cause dei santi, ha emanato l’editto in cui invita tutti quelli che sono in possesso di documenti riguardo Mirella Solidoro, a consegnarli  o al postulatore o allo stesso vescovo. Fissata anche la data della solenne cerimonia che aprirà la causa di canonizzazione: il 1 ottobre nella cattedrale di Ugento (il 4 del medesimo mese ricorre il  15° anniversario della morte di Mirella). Chi l’ha conosciuta personalmente, chi ha soltanto  ascoltato le testimonianze, non ha avuto mai dubbi sulla santità della giovane taurisanese.

Colpita a nove anni  da un tumore al cervello, diventata cieca, entrata in coma per tre anni, ha sopportato  il dolore  e la sua condizione senza mai lamentarsi, pregando, aiutando e consolando quanti si recavano a trovarla nella sua stanza che ora è diventata un sacrario. Come anche la sua tomba, nella chiesa dei martiri S. Giovanni Battista  e Santa Maria Goretti, dove il parroco don Napoleone ne custodisce la memoria e dove le sue spoglie mortali sono contenute in un bianco sarcofago. C’è un registro che raccoglie pensieri di quanti vi si recano per ringraziare  per i benefici ricevuti o solo per pregare. Ma le testimonianze più importanti e decisive per la canonizzazione sono contenute nella memoria raccolta dal Padre postulatore.

 

 

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Taurisano. Mirella Solidoro nasce a Taurisano il 13 luglio del 1964, terza di cinque figli. Condizioni economiche modeste spingono il padre, così come succedeva per tante famiglie, ad emigrare in Svizzera dove rimane fino al 1980. Poi ritorna in paese. A nove anni comincia il calvario di sofferenza per Mirella: fortissimi mal di testa, vari ricoveri ospedalieri, si susseguono le diagnosi, alcune sbagliate.

Fino al responso terribile: tumore congenito  “disgerminoma ipotalamico”. Le sofferenze sono indicibili, ma Mirella è sempre disponibile ad accogliere quanti vanno a visitarla, pregano con lei e ricevono “lezioni di fede”. Nel 1998 si ricovera in ospedale a S. Giovanni Rotondo.  Il 4 ottobre la morte.

Da quel giorno un costante pellegrinaggio presso la sua tomba nel cimitero di Taurisano. Il ricordo della sua sofferenza, della serenità con cui affrontava i dolori più atroci consolando quanti si recavano a visitarla spinge spontanemente un gruppo di persone a riunirsi e a pregare insieme.

Nasce il comitato spontaneo “Amici di Mirella”presieduto dal dott. Ivo Fracasso di Melissano. «Nonostante siano trascorsi tanti anni – dice Fracasso –  il  ricordo di Mirella rimane vivo nei nostri cuori. Mirella è un grande dono del Signore per l’umanità e, per questo, bisogna diffondere la sua conoscenza  quanto più è possibile. Questo è il primo impegno assunto dal comitato spontaneo “Amici di Mirella”, che si prodiga con grande amore ed entusiasmo a realizzare il suo intento con tutti i mezzi di comunicazione possibili»

A questo serve anche lo spettacolo sulla vita di Mirella dei ragazzi  della scuola di danza “Charlye dance”, che si è tenuto sul piazzale della chiesa Santi Martiri G.Battista e M.Goretti e che sarà replicato in altri paesi,    la diffusione di materiale documentario, il  calendario per l’anno 2012, di imminente pubblicazione, contenente foto e scritti della Serva di Dio.

Intanto stanno sorgendo altri gruppi spontanei che si incontrano a pregare nel ricordo di Mirella e le visite al bianco sarcofago circondato di fiori diventano sempre più numerose.

Il sarcofago

Taurisano. Il 4 ottobre ricorre il 12° anniversario della morte della serva di Dio Mirella Solidoro e il 5, alle 18.30, nella chiesa di  Santi Martiri G. Battista e Maria Goretti tutta la comunità di Taurisano, e non solo, la ricorderà nel corso di una messa celebrata da mons. Caliandro, vescovo di Nardò e Gallipoli, che conobbe Mirella quando era in vita e la incontrò per due volte.

Non ci sarebbe nemmeno bisogno di ricordare questa ricorrenza perché sembra che tutte le date, gli eventi che hanno interessato la vita di Mirella siano fissati nella memoria di quanti la seguono. Ora, forse più di quando era in vita. Ne sono testimonianza visibile il bianco sarcofago marmoreo, opera dello scultore Vito Minonne, che è letteralmente circondato da fiori freschi e piante, e il registro dei visitatori che dal primo luglio è custode di pensieri, ringraziamenti, preghiere.

A scorrere i pensieri, alcuni scritti con grafia incerta segno anche di particolare emozione, si entra in una dimensione diversa. Richieste di protezione per la famiglia, per i figli, ringraziamenti per il sostegno ricevuto, e, segno dei tempi, aiuto per trovare un lavoro. Il 13 luglio, giorno del compleanno di Mirella, non sono stati pochi quelli che hanno tracciato parole di augurio. Qualche prete, qualche seminarista, due donne che forse saranno state delle amiche ,che periodicamente intrattengono con Mirella un dialogo intenso come se andassero a trovare un’amica a cui raccontare le vicende di ogni giorno.

Non sempre è annotato il luogo di provenienza: si tratta di persone  dei  paesi vicini, ma anche di Milano, della Germania, della  Svizzera e del Brasile. Ce ne dà conferma il parroco, don Napoleone Di Seclì, il “custode” della memoria di Mirella.

Appena sarà pronta la biografia critica che il postulatore    della causa di canonizzazione, frate Aldo De Donno, sta preparando, si aprirà il processo nella cattedrale di Ugento. In attesa del miracolo. « Il miracolo? Li fa ogni giorno – dice don Napoleone – basta leggere il registro». Certo, a pensarci bene ,la fiducia, la serenità, la forza di andare avanti che traspaiono dai messaggi, con i tempi che corrono sono già un miracolo.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...