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mirella bianco

Mino Frasca e Mirella Bianco

Mino Frasca e Mirella Bianco

NARDÒ. «Sei mesi di tempo rappresentano un lasso temporale adeguato per trarre alcune conclusioni in un contesto politico ed amministrativo completamente cambiato». Comincia così l’intervento di Mino Frasca (Cor) che dopo il primo semestre Mellone traccia un’analisi dello stato di salute del suo partito, commissariato dopo la sconfitta elettorale alle comunali. L’accusa a Frasca era quella di aver sostenuto al ballottaggio Risi anziché Mellone. L’accusato si di- fende sostenendo di di non preso posizione pubblica alcuna. Adesso, a sei mesi da quelle polemiche, Frasca registra le dimissioni dal consiglio comunale di Mirella Bianco, eletta nei Cor con oltre 500 voti: «Esprimo fraterna solidarietà a Mirella Bianco, prima degli eletti in una lista che nella nostra città ha avuto il quorum più alto a livello nazionale. Mirella meritava, da parte dei vertici provinciali una primogenitura che non le è stata riconosciuta, non un isolamento istituzionale da parte della segreteria provincia- le, che ha commissariato l’unica sezione cittadina operativa e strutturata. Scelta da me accettata ma non condivisa».

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NARDÒ. A sette mesi dall’insediamento, arriva il primo rimpasto in Giunta. Daniela Dell’Anna, dimessasi in mattinata, non è più Assessore ai servizi sociali e Istruzione. Al suo posto la dottoressa Stefania Albano: per lei delega alle Attività produttive, settore finora ricoperto dall’avvocatessa melloniana Maria Grazia Sodero, che passa ora ai servizi sociali. «Lavoro e impegni famigliari non mi consentono di affrontare il ruolo come vorrei», ha scritto oggi l’ormai ex esponente della giunta Mellone. Tuttavia, s’impongono anche letture politiche dell’accaduto.  inevitabili. Albano, dietologa presso il presidio ospedaliero di Gallipoli, alle ultime elezioni amministrative era candidata per il Consiglio comunale in una civica a sostegno di Antonio Vaglio (195 i voti da lei raccolti). Allo stesso Vaglio, medico veterinario già sindaco della città e oggi consigliere comunale di minoranza, a settembre è stata assegnata la delega a Gemellaggi e Rapporti coi neretini all’estero. Un altro candidato “vagliano”, il commercialista Gianpiero Lupo, entrò invece subito nella Giunta del neosindaco. Insomma, troppi indizi per non vedere il rafforzamento della liaison politica Vaglio-Fitto-Mellone, che pure si era presentato come l’antipartiti.. Un rapporto che ha provocato spaccature profonde nei Cor, il partito con cui Vaglio era candidato a sindaco. Nei giorni scorsi, a proposito dei Cor fittiani, si è dimessa la consigliera comunale Mirella Bianco, fortemente critica nei confronti non solo della maggioranza di governo ma anche verso il suo partito, reo a suo dire di essersi troppo avvicinato al sindaco neretino: «Sono tante altre le situazioni partitiche, interne al mio gruppo, che non possono essere più moralmente tollerate. Consiglieri comunali che hanno messo sotto i piedi dignità personale e familiare per rincorrere un tram impazzito». Oggi la Bianco via Facebook è tornata sull’argomento ed è stata ancora più dura. Riferendosi al consigliere comunale Cesare Dell’Angelo Custode, Bianco ricorda che disse “Mai e poi mai con Fitto”, per popi cambiare radicalmente opinione. Tornando al mini-rimpasto in  giunta, le dimissioni di Daniela Dell’Anna suscitano le prime reazioni. Per il movimento “Nardò Bene Comune”, presieduto da Antonio Manieri «se l’Assessore Dell’Anna è stata dimissionata a causa dei fallimenti, si tratta di un fallimento dell’azione amministrativa. Se l’Assessore Dell’Anna è stata dimissionata per accontentare altri partiti, si tratta di un fallimento della Rivoluzione, visto che si torna a logiche vecchie di spartizione del potere».

Mirella Bianco e Antonio Vaglio

Mirella Bianco e Antonio Vaglio

NARDÒ. Che fosse a disagio lo si era capito quasi da subito in questo inizio di consiliatura con Sindaco Giuseppe Mellone. Alle prime nomine ispirate chiaramente dal suo collega e compagno di viaggio Antonio Vaglio, aveva pubblicamente chiesto al suo partito di sapere da che parte si collocava il suo gruppo, all’opposizione o con Mellone? Dal Cor, conservatori e riformisti del’on. Raffele Fitto, non era venuta nessuna risposta Ed ecco allora lo strappo di queste ore: Mirella Bianco lascia Palazzo Personé. “Dopo quasi 15 anni di dedizione completa alla nostra Città, ritengo giusto ed opportuno lasciare il passo del cammino amministrativo ed istituzionale a nuove energie umane, presenti nel gruppo politico in cui da anni ho militato, con l’augurio che sappiano più di me rapportarsi con una nuova generazione di amministratori. Generazione di neoamministratori, nata in contesti che nulla hanno a che vedere con quei principi e con quei valori che hanno impostato tanti amministratori, come me, formati in tempi diversi in cui la politica era tutta altra cosa rispetto al qualunquismo che regna oggi”. Per questa prima ragione il “preannuncio”: dimissioni da consigliere comunale a far data dal 10 gennaio 2017”. Fino a tale data, la Banco conserverà “le prerogative inerenti a tale status partecipando regolarmente alle riunioni di Consiglio comunale e di Commissioni varie che saranno eventualmente convocate nel frattempo”. “Mi dimetto a far data dal 10 gennaio – spiega Bianco – perché voglio votare per il Consiglio provinciale e quindi contribuire a dare una forte rappresentatività alla nuova Assise provinciale. Come menzionato prima, mi dimetto perché non condivido questo modo di fare politica a partire dal livello locale per finire a quello provinciale e nazionale. Non ho minimamente condiviso tante determinazioni assunte dallo stato maggiore del partito in questi ultimi tempi ed in modo particolare il comportamento scorretto di Gabellone quando sono stata per pura formalità convocata a Lecce per apprendere la decisione, già presa, di nominare capogruppo consiliare Antonio Vaglio del partito che mi vedeva unica eletta con 550 voti. Nella circostanza, mi rifiutavo di avallare la scelta scorretta, ingiusta ed antidemocratica di sostenere la candidatura di vice presidente del Consiglio comunale, nomina riservata alle forze di opposizione, di Marinaci che, di fatto, è parte integrante della maggioranza unitamente a Vaglio. Linea palesata, in mia presenza, da parte dell’intero stato maggiore del partito provinciale dei Cor. Non condivido l’arroganza di Raffaele Fitto che, in una Città – in cui vi è la credenza popolare, probabilmente inveritiera, di essere stato colui che ha chiuso l’ospedale – dopo aver preso voti personali che neanche a Maglie e a Lecce ha raccolto, usa le persone e poi le butta a mare, senza dimostrare alcun attaccamento al nostro territorio e alle sue esigenze. Persone che per lui hanno fatto sacrifici disumani con organizzazioni di pullman ed altro determinanti alla buona riuscita di eventi nazionali organizzati fuori regione”. Ma non finisce qui l’elenco delle doglianze politiche della consigliera ancora per poco. “Non ho condiviso – prosegue infatti – il commissariamento nei confronti del segretario cittadino Lucio Calabrese, persona dall’alto profilo politico e sociale e che ha dato tanto a questo partito. Il commissariamento di una sezione politica da tutti ritenuta il fiore all’occhiello del partito per: la sua unica e singolare presenza partitica territoriale (non esistente neanche nella Città capoluogo); la sua evidente imponenza organizzativa, determinante per il buon esito di qualsiasi attività posta in essere dal partito; i suoi oggettivi ed indiscussi risultati elettorali, nonostante forza permanente di opposizione comunale. Non ho condiviso come è stato trattato il gruppo di Nardò che è risultato il primo partito della Puglia che nel 2009 determinò l’elezione a Presidente della Provincia di Gabellone”. Errori definiti “cecità” a ripetizione di cui addossa la colpa a Fitto “che non potrà mai essere un leader dal profilo nazionale”. “Mi dimetto con dignità ed onestà – conclude Bianco – dimostrando che non sono attaccata alle poltrone, mantenendo la mia onorabilità che mi ha sempre contraddistinta nella vita. Sono orgogliosa di aver fatto parte di questo gruppo locale di persone perbene, prestate alla politica e di una umanità ricca e fuori da qualsiasi interesse personale. Un ringraziamento particolare va a Mino Frasca, persona squisita che ha dedicato tutto il suo tempo alla politica, trascurando la sua famiglia, per poter raggiungere risultati importanti per il partito a Nardò. Faccio gli auguri ed un in bocca al lupo al mio successore Alessandro Presta, ragazzo che ho avuto modo di conoscere sia umanamente e politicamente. Persona valida e sono convinta che riuscirà al meglio a rappresentare questo gruppo in consiglio comunale. Così come di cuore ringrazio tutti i cittadini che, in questi anni, mi sono stati vicini e che hanno creduto in me con dei suffragi elettorali particolarmente significativi che, come tali, mi impongono moralmente di avere un contegno forte e determinato. Continuerò ad essere una attenta cittadina sempre vigile e vicina ai problemi della nostra gente”.

Appena uniti nel gruppo Cor, subito separati Mirella Bianco e Antonio Vaglio

Appena uniti nel gruppo Cor, subito separati Mirella Bianco e Antonio Vaglio

NARDÒ. Neanche il tempo di comunicare al presidente del Consiglio comunale la costituzione del gruppo nella riunione di fine agosto, che già si sono divisi tra chi sta con il Sindaco Mellone e chi vorrebbe rimanere all’opposizione. Eppure sono solo tre i consiglieri interessati: Antonio Vaglio, presentato nella nota ufficiale come capogruppo e già candi- dato Sindaco alle ultime elezioni prima di virare al ballottaggio verso Mellone; Mirella Bianco, eletta nella lista Conservatori e riformisti che ha poi dato il nome al gruppo e la donna più votata; Giancarlo Marinaci (lista “Insieme per Vaglio”).

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...