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mino borracino

Tuglie – «La Corte dei conti ha evidenziato le gravissime irregolarità nella gestione contabile e finanziaria della Provincia di Lecce nella gestione di Villa Luisa»: è l’assessore regionale all’industria turistica e culturale, Loredana Capone, a chiarire l’attuale situazione dell’antica residenza nobiliare stile liberty di Tuglie in risposta ad un’interrogazione del regionale Mino Borracino, presidente della commissione “affari generali”. «Non c’è, tuttavia, – continua la Capone – nessun tipo di procedura per la quale la Regione Puglia possa intervenire con poteri di controllo sostitutivi rispetto alla Provincia di Lecce. Quindi ci dobbiamo rimettere ai poteri degli organi competenti e sperare che questo immobile possa ritornare nell’effettivo uso da parte dei cittadini di Tuglie». Nella sua interrogazione, il consigliere tarantino di “Sinistra italiana” aveva chiesto quali iniziative la Regione intendesse intraprendere, “affinché vengano svolti opportuni accertamenti”, circa l’immobile acquistato dalla Provincia di Lecce per essere adibito a centro di assistenza per la cura del tracoma “ma sempre in stato di  abbandono ed inserito nel programma di recupero e valorizzazione del patrimonio immobiliare della stessa Provincia”.  La villa, situata sulla parte alta di Tuglie, dopo anni di abbandono venne affidata in concessione dalla Provincia di Lecce, tra il 2004 e il 2005, alla società Villa Luisa srl (società partecipata al 100% da Italgest Immobiliare – di Casarano -, oggi dichiarata fallita) per il suo recupero e la sua valorizzazione con un  project financing (con capitale pubblico – privato) trentennale.

Il progetto di recupero Il progetto da oltre 11 milioni di euro prevedeva  la ristrutturazione e l’ampliamento, nonché la gestione del complesso per la “realizzazione di una struttura di tipo alberghiero anche per lo sport e tempo libero, centro benessere e di rieducazione alimentare, parcheggio multipiano interrato”.  «Nel 2010, però, la Provincia accertava la sospensione dei lavori da parte della società Villa Luisa e, fatto ancor più grave, appurava che la società aveva realizzato opere per soli tre milioni di euro a fronte degli oltre 11 previsti», spiega Borracino. Nel 2011, inoltre, fu lo stesso presidente della Provincia, Antonio Gabellone, a dichiarare decaduta la concessione per inadempienze contrattuali Dopo la decadenza, la Provincia inserì l’immobile del piano delle alienazioni e fu la stessa società a dichiararsi disponibile all’acquisto per “appena” due milioni e mezzo di euro. Non poche furono le polemiche su tale prezzo anche alla luce della relazione di stima dell’11 maggio 2012 dell’Agenzia del Territorio di Lecce che aveva fissato il valore in € 7.300.000.

 

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