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ministero beni culturali

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Torre dell'Alto vista da Portoselvaggio foto Fernando SpiritoNardò. Niente finanziamenti per due progetti con lo stesso obiettivo, presentati dal Comune di Nardò alla Regione Puglia, Area Politiche per la promozione del territorio, dei saperi e dei talenti, Servizio Beni culturali. Il dirigente del Servizio, dottoressa Silvia Pellegrini, con determina n. 186 fatta il 18 settembre e pubblicata poco dopo sul sito della Regione, ha escluso dalla graduatoria due progetti relativi al “recupero, restauro e valorizzazione della Torre costiera del’Alto” (foto). Motivazione della non ammisione: “istanze presentate fuori orario temporale”. Ma l’esclusione ha il sapore di una beffa.
L’avviso pubblico della Regione stabiliva di inviare le domande dall’1 settembre al 15 dello stesso mese, entro le ore 24 dell’ultimo giorno. Dall’elenco dei 52 progetti esclusi (sui 219 pervenuti), tra cui figura Nardò, si evince che da Palazzo Personé la posta certificata per il Servizio Beni culturali è partita in anticipo di pochissimi minuti e secondi rispetto allo scoccare della mezzanotte e all’arrivo dell’1 settembre. Un progetto è stato spedito alle ore 23, 52’ 46” del 31 agosto; l’altro alle ore 23, 59’ 53”. Pertanto, fuori tutti e due.

“Già nei giorni scorsi, appena reso noto l’ordine di arrivo provvisorio delle istanze, il Comune di Nardò ha inoltrato alla Regione due richieste di rettifica di tale elenco, rimaste finora senza riscontro. Appare chiaro, quindi, che per far valere le nostre ragioni (che sono più che evidenti) non ci rimane che ricorrere al TAR, sicuri di non soccombere!”: questa la risposta alla Regione di Mino Natalizio, assessore all’Ambiente del Comune di Nardò. Per l’amministratore, si tratta di un errore interpretativo da parte dei funzionari regionali. E spiega perché il lievissimo “anticipo” temporale sull’invio della richiesta di finanziamento  al progetto Sentinella delle Meraviglie” per Torre dell’Alto, non esiste perché conta di più, trattandosi di invio esclusivamente con posta elettronica, un altro elemento, come sarebbe dimostrato da prassi in vigore in altre Regioni: “Va sottolineato – argomenta Natalizio – che i progetti potevano essere inviati esclusivamente tramite Pec (Posta elettronica certificata) dal primo settembre al 15 dello stesso mese, mentre per i competenti uffici regionali il Comune di Nardò avrebbe presentato l’istanza il 31 agosto. Si tratta di un dato importante in quanto le risorse disponibili dovranno essere distribuite tra i progetti ritenuti ammissibili in base all’ordine di arrivo delle istanze stesse. Ebbene, riteniamo che la realtà sia ben diversa rispetto alle determinazioni assunte della Regione, e spieghiamo perché. I Funzionari del Servizio Beni Culturali della Regione Puglia hanno preso come riferimento, ai fini della valutazione dell’orario di arrivo dell’istanza, la “Ricevuta di Accettazione” delle Pec inviate dagli Enti partecipanti al suddetto bando e non quella di “Avvenuta Consegna” come invece sarebbe dovuto essere. Infatti, è noto come la normativa sulla Pec preveda che la “Ricevuta di Accettazione” sia la certificazione rilasciata al mittente (quindi al Comune di Nardò) a fronte dell’Invio di un messaggio di Posta Elettronica Certificata, mentre la ricevuta di “Avvenuta Consegna” certifica il momento in cui un messaggio PEC è stato consegnato. È quindi assolutamente evidente – conclude l’assessore – che la Regione avrebbe dovuto utilizzare come riferimento la data e l’ora in cui ha preso in consegna l’istanza e non la data e l’ora dell’invio, e questo ci porrebbe ai primi posti della graduatoria. A tal proposito, la Regione Toscana, per un bando simile, ha espressamente previsto che fa testo solo la ricevuta Pec di “Avvenuta Consegna” e comunque, in ogni caso, il bando della Regione Puglia fa riferimento al momento della presentazione e non dell’invio…”.

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lido piccolo gallipoliGALLIPOLI. L’ufficio legislativo del Ministero per i Beni culturali si è espresso sulla questione riguardante la possibilità di continuare a tenere attivi i lidi balneari anche in inverno. Il parere è stato indirizzato alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Lecce, Brindisi e Taranto che si era opposta. La richiesta delle associazioni e degli imprenditori del settore balneare è dettata non soltanto da una questione di spese aggiuntive per il montaggio e lo smontaggio delle strutture, ma soprattutto perché si ritiene possibile coniugare la tutela dell’ambiente con lo sviluppo turistico da incrementare nei mesi autunnali e invernali. Soddisfatti del parere i due parlamentari salentini Capone e Massa che avevano chiesto anche l’intervento della sottosegrataria Barracciu. «Ora – dicono – sarà compito del tavolo di mediazione promosso dal Prefetto individuare quella griglia di criteri operativi per creare le condizioni volte ad evitare il ripetersi di situazioni di grave incertezza».

Voce al Direttore

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Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...