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Gallipoli – Dopo il “Samsara”, ecco lo “Zen”. i due lidi della litoranea sud, in località Baia verde, distano l’uno dall’altro pochissime centinaia di metri e poche settimane dai provvedimenti di chiusura e smaltellamento emessi dal Comune di Gallipoli a seguito di verbali e documenti prodotti dalla Capitaneria di porto. Oggi sull’albo pretorio comunale è stata pubblicata la determina a firma del dirigente del sottore, dott.ssa Paola Vitali che ricalca, negli esiti e in gran parte anche nelle motivazioni, lo stesso percorso seguito per il caso più famoso scoppiato lo scorso novembre. Allora era stata la società “Sabbia d’oro srl” dei gallipolini David Cicchella e Rocco Greco destinataria del provvedimento; oggi è la “Simant srl” di Casarano, amministratrice unica Brunella Rausa.

“Discoteca invece di stabilimento balneare”. “Uso difforme da quello assentito: l’area in realtà era adibita ad uso discoteca come da rilievi fotografici”: questo l’atto di accusa scritto il 5 agosto scorso dall’autorità marittima e tale è rimasto nonostante l’intervento di legali, gli approfondimenti del Comune in stretto raccordo con la Capitaneria. Quei quasi 1.137 metri quadri dati in concessione nel 2008 poi rinnovata fino al 2020, sono stati infatti al centro di un fitto scambio di note e relazioni da allora ad oggi. Il 14 agosto l’autorità marittima ha scritto al Comune chiedendo che venisse valutato l’avvio del procedimento di decadenza del titolo concessorio, in base all’ordinanza balneare della Regione del 12 maggio procedente e del Codice di navigazione. La società ne è stata informata il 25 agosto ed ha presentato le sue osservazioni il 6 ottobre. Il 12 dicembre la Capitaneria ha relazionato agli uffici di via Pavia. Il legale della “Simant” ha presentato gli scritti difensivi il 4 gennaio, fuori tempo massimo secondo il Comune ma nei tempi stabiliti secondo la società che ha addotto presunti difetti di notifica degli atti, respinti del tutto dalla funzionaria dirigente che in otto pagine di determina giustifica ogni passaggio (“l’atto non risulta affetto da vizi di legittimità”) e, ovviamente, le inevitabili conclusioni.  In sei pagine di ordinanza alla “Simant” viene inoltre ingiunto di pagare 1.032 euro più sette di spese postali.

Lido da smantellare entro 60 giorni. Entro 60 giorni lo stabilimento balneare dovrà essere smantellato; in caso di inottemperanza, sarà il Comune a provvedervi in danno della società interessata. Sembra piuttosto scontato il ricorso alla magistratura amministrativa da parte della srl casaranese di via Achillini, come del resto fatto dai concessionari del “Samsara”. Il Comune ha comunque chiarito che sono gli articoli 42 e 47 del Codice di navigazione che stabiliscono che “la concessione può essere revocata in tutto o in parte ovvero dichiarata decaduta”; in più e a sostegno di questa linea, si cita anche la legge regionale 17 del 10 aprile 2915.

“Mai mutate le finalità della concessione”. Gli amministratori della società contestano il cambio tacito di destinazione d’uso della spiaggia in loro concessione. “Non si è mai verificato un mutamento sostanziale dello scopo della concessione – sostengono – non avendo la stessa mai modificato le finalità di stabilimento balneare ed essendo stata sempre l’area demaniale marittima utilizzata per la posa e il noleggio di ombrelloni e sdraio”.

“Fugati i dubbi su disparità di trattamenti”. “Prendo atto della correttezza giuridica e tecnica  contenuta nella determinazione di decadenza della concessione demaniale nel provvedimento redatto e sottoscritto dal funzionario del demanio del Comune di Gallipoli dott.ssa Paola Vitali. La puntuale citazione di quanto accertato, fuga i dubbi che circolavano in Città e non solo su una temuta “disparità di trattamento”: non poteva tardare ad arrivare la prima reazione da parte di “Gallipoli Futura” e di Flacio Fasano, consigliere comunale che da qualche mese batte sul tasto del governo complessivo del settore, a suo dire, carente. “Gallipoli Futura esprime ancora una volta – ribadisce infatti Fasano – il forte biasimo per la incapacità dell’Amministrazione del Sindaco Minerva ad effettuare una programmazione nel settore del turismo ed è questa l’unica e sola causa dell’adozione di provvedimenti così severi che comportano un grave danno all’economia ed all’immagine turistica della città”.

Gallipoli – Una festicciola molto informale ieri sera ha riportato il sorriso nella sede dell’associazione politico culturale “Gallipoli Futura”. Poche ore prima la Corte d’Appello di Lecce aveva chiuso un processo pendente sul loro leader, Flavio Fasano, quando era assessore provinciale.

Gallipoli Futura brinda e s’interroga. L’inchiesta iniziata nel 2003 ha sancito una assoluzione e una prescrizione per altri presunti reati. Fasano, che non ha perso l’occasione per criticare duramente i magistrati incassando una replica altrettanto secca dall’Associazione nazionale magistrati, sezione di Lecce, rientra in Consiglio comunale. “Dopo tanti problemi una notizia positiva – dice il presidente Luigi De Tommasi, riferendosi ad entrambe le cose. Niente analisi politiche per ora “ma abbiamo riportato il sorriso tra noi, ci voleva”, come confida De Tommasi. Che non si nasconde che adesso si apre una pagina nuova in cui c’è da decidere (e lo si farà a breve nel direttivo e poi in un’assemblea generale) la linea da adottare: uno scontro frontale, un muro contro muro come è stato per certi versi finora o una disponibilità a collaborare ad affrontare qualche grosso problema della città. “Lo deciderà la maggioranza”, afferma il presidente dell’associazione che ha perso il ballottaggio per circa 200 voti nel giugno di un anno fa. Che stessero maturando due linee in “Gallipoli Futura” lo si era compreso già durante l’assemblea del maggio scorso. Poi era arrivata l’uscita dal gruppo del consigliere Vincenzo Piro, ora nel gruppo misto di Palazzo Balsamo e portatore della linea “dialogante” con il Sindaco Stefano Minerva e la sua Amministrazione. “Per affrontare i problemi insieme – conclude De Tommasi – a parte quel che decideremo, bisogna essere in due e non è certo che dall’altra parte sarebbero eventualmente d’accordo…”.

Chiesto il rilancio: rimpasto della Giunta in vista? Ma non è solo da questo versante che la città può attendersi qualche novità. Domani sera si riunisce di nuovo il direttivo del Pd, il partito del Sindaco. Lo ha già fatto un mese fa, “quindi non è che ci riuniamo per qualche motivo specifico”, dicono con riferimento al ritorno a tutto tondo di Fasano nell’agone politico. In effetti il tema che si sono posti i dirigenti democratici subito dopo l’estate è un altro: l’esigenza di un rilancio dell’Amministrazione comunale nei modi e nei tempi che vorrà il primo cittadino. Che sembra aver condiviso l’orientamento che passerebbe – stando anche a quanto detto da Minerva in un incontro con il “comitato dei saggi” – attraverso un rimpasto in Giunta. Ma prima di intervenire in assetti delicati in cerca di nuovi equilibri faticosi da raggiungere, Minerva avrebbe dato una ultima chance: “Nei prossimi sei mesi voglio vedere un cambio di passo degli assessori”. Tutto ciò in un contesto che si va riscaldando per l’arrivo delle elezioni politiche che non possono che creare ulteriori fibrillazioni, oltre quelle già registrate, come l’ufficiale lettera di rimproveri per non aver affrontato e risolto vecchi problemi a firma di quattro consiglieri comunali della maggioranza.

 

 

 

Da sinistra Salvatore Gugliemetti e Sandro Quintana

Da sinistra Salvatore Gugliemetti e Sandro Quintana

GALLIPOLI. A ridosso della vigilia del Ferragosto va in porto anche il primo Consiglio comunale della nuova consiliatura dell’amministrazione del sindaco Stefano Minerva. E per il primo cittadino e la sua maggioranza è il tempo di confermare quelle che erano voci e sensazioni che hanno caratterizzato l’intera campagna elettorale e soprattutto il ballottaggio. Ovvero sancire l’allargamento della maggioranza di governo, dettato da quel sostegno elettorale che è stato determinante per staccare il biglietto vincente nella corsa a palazzo di città, che consentirà ora al sindaco di contare, oltre ai suoi undici consiglieri, anche sul supporto di pezzi dell’opposizione. In particolare le esternazioni di Salvatore Guglielmetti e Sandro Quintana (vicepresidente del Consiglio con Titti Cataldi; presidente Solidoro) hanno palesato una sorta di collaborazione politica e amministrativa che dovrebbe essere avviata in senso al Consiglio e soprattutto sull’attuazione degli indirizzi generali di governo. Un appoggio “condizionato” quello dell’ex candidato sindaco del centrodestra Sandro Quintana che nel suo intervento durante la prima assise ha chiarito anche che “fare opposizione non significa contrapposizione becera e ostruzionistica o di comodo: noi saremo pronti a condividere le scelte che questa amministrazione farà per il bene collettivo, ma saremo severi contro le scelte che privilegeranno solo i pochi o i singoli”.

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