Home Tags Posts tagged with "michele emiliano"

michele emiliano

Nardò – L’Unione europea tra presente e futuro usando uno strumento poco conosciuto: il Comitato europeo delle Regioni: questo il tema e l’obiettivo della conferenza “Reflecting on Europe-Riflettere sull’Europa” in programma venerdì 20 aprile alle 9.30 al Teatro comunale e promossa dal Comitato europeo delle Regioni. L’incontro-dibattito, moderato dal giornalista Michele De Feudis, dopo i saluti del sindaco di Nardò Giuseppe Mellone, vedrà tra i relatori i deputati Elvira Savino, Matteo Luigi Bianchi e Mauro D’Attis, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone (di Tuglie), il presidente della Provincia di Rovigo Marco Trombini, il già parlamentare europeo e sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone, il presidente di Confindustria Lecce Giancarlo Negro e il segretario generale di Confintesa Francesco Prudenzano.

Sensibilizzare i territori sui temi della cittadinanza attiva europea, stimolare pubblici confronti sull’Europa: questi gli scopi di un’iniziativa finalizzata a dialogare con le popolazioni locali del Vecchio continente e delle sue istituzioni. La scelta di Nardò come sede per ospitare l’evento è nata su proposta della vicepresidente della Provincia di Lecce, la neretina Paola Mita (foto). “Il Comitato delle Region, anche se da noi poco conosciuto, è un organo consultivo del Parlamento europeo – afferma Paola Mita – ed allora abbiamo pensato a questo momento (cui ne seguirà un altro a maggio) in cui ascoltare cittadini e Istituzioni circa aspettative, riflessioni, suggerimenti e preoccupazioni da consegnare agli organi dell’Ue”. Della partita saranno anche gruppi di studenti degli Istituti di istruzione superiore della città.

Nardò – Si terrà, come annunciato, il 20 aprile il primo degli incontri con i direttori generale delle sei Asl pugliesi, cui seguirà – secondo il cronoprogramma della Giunta regionale – la conferenza dei Sindaci di Puglia (in più sessioni) per poi concludere il dossier Punti di primo intervento da “riordinare” e sostituire col servizio 118, con una riunione finale della Giunta. Alle 15 del 20 aprile presso il Dipartimento regionale delle Politiche per la salute (via Gentile 52, Bari) comincia dunque l’esame della deliberazione del governo pugliese datata 10 aprile, con cui si è avviato il procedimento di chiusura dei Ppi. Intanto continuano le critiche e le proposte alternative, come quelle venute da Nardò ad opera di esponenti di Leu e del Pd sull’operato del presidente ed assessore alla Sanità. Michele Emiliano.

Adesso a prendere la parola, sempre con riferimenti al Pta di Nardò, è il consigliere regionale Ernesto Abaterusso (foto), di Patù. “È preoccupante la politica di smantellamento che si sta portando avanti nel campo della sanità, senza che a questa sia dato uno benché minimo straccio di prospettiva. Un grave errore – afferma Abaterusso (Leu) – oltre che una sconfitta del buon senso. Bene ha fatto dunque il direttore generale della Asl di Lecce Narracci, all’indomani della delibera di Giunta regionale del 10 aprile con il quale si è dato il via libera alla chiusura di 39 punti di primo intervento, a dichiarare che per Nardò occorre un “trattamento particolare”. Ne prendiamo atto. Al contempo però chiediamo a Narracci di spiegare meglio cosa intende con “trattamento particolare”. Dal consigliere regionale parte quindi l’invito a relazionare “in Consiglio regionale sui programmi che ha per la città seconda città più grande della provincia di Lecce. Sarebbe certamente una buona occasione per intavolare un confronto e una discussione seria che tengano conto tanto delle reali esigenze del territorio quanto delle risposte da offrire”. “Faccia altrettanto Mellone”, è il secondo invito di Abaterusso – dica il Sindaco di Nardò come intende, al di là degli annunci roboanti e dei progetti fantomatici, far fare alla sanità neretina quel balzo in avanti tanto atteso”. Abaterusso conclude richiamando e rilanciando una sua proposta: “Oggi torno a riproporre la costruzione del nuovo ospedale del Salento (quello di cui si parla da anni, da realizzare nell’area Melpignano-Maglie, ndr) nell’area compresa tra Nardò, Copertino e Galatina. Su questo Mellone farebbe bene a uscire dal silenzio assordante in cui si è trincerato – conclude il consigliere regionale – e a dire cosa pensa. Sono convinto che sia questa la vera sfida per dare alle domande di cura e di assistenza dei cittadini le giuste risposte e garantire al Salento quel rispetto e quelle attenzioni che merita. Il resto è solo un gettare fumo negli occhi dei cittadini”.

 

Lorenzo Siciliano

Nardò – Incontro con i direttori generale delle sei Asl pugliesi; conferenza dei Sindaci e infine riunione della Giunta regionale per la decisione finale: questo il cronoprogramma stabilito dalla Regione per affrontare il passaggi, che si sta rivelando delciato, dei Ppi, i Punti primo intervento ex Pronto soccorso ospedaliero. Venerdì 20 aprile alle ore 15, presso il Dipartimento regionale delle Politiche per la salute (via Gentile 52, Bari), il presidente della Regione Michele Emiliano incontrerà dunque, insieme con la struttura tecnica del Dipartimento delle Politiche per la salute, i direttori generali Asl “per un ulteriore confronto sulla proposta di riordino dei Punti di Primo Intervento, dopo il passaggio informale e preliminare che si è svolto in Giunta con gli assessori”, da cui è scaturita la deliberazione n. 583 del 10 aprile sul riordino dei Ppi. “Tutto ciò è propedeutico -si legge in una nota della Regione – all’organizzazione delle conferenze dei sindaci che si svolgeranno sui territori, prima dell’ulteriore confronto con gli assessori che si svolgerà nuovamente nel corso di una Giunta ordinaria”.

Le reazioni dai territori: cinque consiglieri critici da Nardò “Dall’1 maggio verrà chiuso il punto di primo intervento del presidio territoriale di assistenza (Pta) di Nardò, quello che un tempo era il Pronto soccorso”: inizia così una nota di protesta dei consiglieri comunali (di opposizione) Lorenzo Siciliano (foto a sinistra), Daniele Piccione, Roberto My, Giancarlo Marinaci, Carlo Falangone. “Ciò avviene sotto la folle gestione delle politiche sanitarie regionali di cui è alla guida il presidente Emiliano. Lo stesso Emiliano che Mellone ringraziava pubblicamente attraverso manifesti larghi sei metri ed alti tre adducendo come motivazione quella del ritorno, per Nardò, “al centro delle politiche sanitarie””, prosegue il comunicato dei cinque consiglieri che ricordano poi la perdita “dell’ennesino servizio offerto ai cittadini” dopo l’ufficio di Acquedotto pugliese, quello del giudice di pace, il progetto per la Tenenza della Guardia di finanzia, la scuola elementare di Boncore, nell’arco di 22 mesi di Amministrazione di Mellone e dei suoi, la Città si impoverisce ulteriormente”.

Un passaggio obbligato “per non subire penalizzazioni” dice Emiliano “La conversione dei Punti di primo intervento in postazioni medicalizzate 118 è stata la conditio sine qua non attraverso la quale ci hanno approvato, ai tavoli romani, il piano di riordino ospedaliero. Se a fine 2018 i Ministeri dovessero riscontrare una inadempienza in tal senso, non è escluso che possano utilizzare la circostanza per mandarci, per un altro triennio, in Programma operativo. Non solo: non avremmo le premilalità che invece ci spetterebbero”: lo afferma in una lunga dichiarazione diffusa da Bari lo stesso Emiliano che ricorda le possibili conseguenze qualora si registrassero ritardi e omissioni. “Ricordo che a fine 2015, ci hanno mandato in Programma operativo per molto, molto, ma molto meno. E comunque la riconversione dei Ppi è scritta e dettata dal Decreto ministeriale 70 e, mi preme dirlo e sottolinearlo – insiste Emiliano – non comporta nessun nocumento per i cittadini in termini di assistenza sanitaria perché comunque i cittadini troveranno la loro risposta sul territorio, in alcuni casi, anche con l’auto medicalizzata che invece prima non era presente. Non cambia nulla. Stiamo solo razionalizzando le risorse”. “La struttura tecnica – ha specificato ancora il presidente della Regione – ha illustrato la sua proposta in base allo stato dell’arte e alle predisposizioni elencate dal Dm 70. Ora questa proposta sarà verificata con gli assessori e con i territori, prima di tutto con i sindaci, in un percorso di confronto e condivisione già iniziato nel 2017. Nel processo di condivisione degli interventi che caratterizza questa amministrazione, era importante illustrare lo stato di attuazione del riordino”.

“Non si smantella niente, impariamo a usare meglio il sistema sanitario” Nessuno “smantellamento”, nessun “danno” per cittadini: si tratta soltanto “di attuare una riconversione che ci chiede il Ministero, sempre nell’ottica della messa in sicurezza i cittadini e nell’ottica di condivisione degli interventi con i territori”. “Dobbiamo imparare ad utilizzare meglio i presidi sul territorio e ricorrere alla emergenza urgenza solo per affrontare casi più gravi – è l’indicazione di Emiliano – e per i problemi di minore impatto non dobbiamo rivolgerci né al Pronto soccorso, né ai Ppi: si deve andare dai medici della continuità assistenziale, ovvero presso i presidi territoriali che stiamo attrezzando e rafforzando”. Da Bari si sottolinea che “il 70 per cento degli accessi ai Punti di primo intervento finora ha riguardato proprio i codici bianchi che, vorrei ricordare, da normativa è un codice che va gestito dai medici di continuità assistenziale mentre i gialli e i rossi vanno gestiti dall’emergenza urgenza, quindi dal Pronto soccorso”.

Romano, presidente commissione Sanità: “Ci sono alternative” Nonostante il tono accomodante dei vertici del governo pugliese, non mancano critiche nel merito di quanto si va a fare. Dal presidente della Commissione regionale Sanità, il consigliere Pino Romano (Leu) arrivano appunti e richiami: “Che visione della sanità ha una Regione che, di fronte alla carenza di medici, declassa i Ppi? Eppure soluzioni alternative ce ne sarebbero” E Romano le elenca: creare il Dipartimento regionale del 118 e lavorare sulle economie di scala; accelerare sulla definizione e approvazione della rete delle patologie tempo dipendenti; attivare un modello organizzativo che metta in sinergia rete di 118, pronto soccorso e dipartimenti di emergenza-urgenza. “Occorre poi dire le cose come stanno. L’uscita a dicembre del Piano operativo, che consentirà di sbloccare ed assegnare circa 500 posti letto ospedalieri – atteso che la Puglia è ormai sotto soglia dei parametri del famoso Dm 70 di circa 500 posto letto – non dipende certo dai tagli che si operano sui Punti di Primo Intervento, ma dal buco che creano i 200 milioni di spesa farmaceutica. Questo è il vero problema”.

Le posizioni di M5S e DI – Con una interrogazione anche il gruppo consiliare pentastellato muove le sue critiche:  “I Ppi – sostengono dal Movimento Cinque Stelle – devono essere trasformati in punti di primo intervento territoriali da collocare negli ospedali di comunità, nelle case della salute o nei Pta. Come sono intesi oggi, creano aspettative di cure nei cittadini che poi non possono essere soddisfatte traducendosi in una inutile spesa e, soprattutto, in una perdita di tempo che, per le patologie più gravi può divenire fatale. Con la trasformazione che abbiamo suggerito più volte ad Emiliano i Punti di Primo Intervento creerebbero quel filtro territoriale, la cui assenza oggi intasa i triage dei Pronto soccorso che sono già al collasso”. Dei 39 Ppi in ballo (tre nel Salento) parla anche il gruppo consiliare di “Direzione Italia – Noi con l’Italia”, per il quale così “si infliggono notevoli disagi ai cittadini che dovranno chiamare il 118 o andare all’ospedale più vicino nel caso di malore”.

 

Claudio Casciaro

CASARANO – Comitato “Pro Ferrari” di nuovo sul piede di guerra con la proposta di iniziative clamorose. All’indomani della decisione con la quale il Tar, su ricorso della Asl, ha confermato la sospensiva dell’ordinanza con la quale il sindaco Gianni Stefàno aveva disposto la riapertura d’urgenza del reparto di Pediatria, il comitato civico parte all’attacco. Tra le iniziative proposte nel corso di una recente riunione vi sono lo sciopero della fame, la consegna al Prefetto delle schede elettorali dei cittadini casaranesi e il sit-in a Bari in occasione del Consiglio regionale monotematico sulla sanità in programma venerdì 24 novembre.Intanto, una nuova tegola sta per abbattersi sul “Ferrari”. Dopo il trasferimento a Gallipoli dei reparti di Ostetricia-Ginecologia e di Pediatria, anche Chirurgia pediatrica sembra ormai prossima ad abbandonare il “Ferrari”, alla volta del “Vito Fazzi” di Lecce.

Martedì 21 si terrà la riunione con le organizzazioni sindacali convocata dalla Asl allo scopo di programmare il trasferimento del personale di chirurgia pediatrica. Non mancano le critiche verso la Regione, soprattutto per non essersi resa disponibile per l’incontro in prefettura che si sarebbe dovuto tenere lo scorso 3 novembre. Il primo a stigmatizzare l’atteggiamento del presidente Michele Emiliano, ritenuto “arrogante e poco rispettoso”, è il presidente del comitato Claudio Casciaro, che sino ad oggi ha sempre cercato di stemperare i toni e di procedere sulla via della mediazione. Critico nei confronti del presidente della Regione, nonché assessore alla sanità, è anche il consigliere regionale Cosimo Borraccino. «Sinistra Italiana – dice Borraccino – continua a chiedere al presidente Emiliano di rivedere il piano di riordino ospedaliero e di rivedere le tante scelte sbagliate, compresa quella perpetrata ai danni della comunità di Casarano».

CASARANO – Sentenze che si susseguono mentre Casarano resta in attesa della convocazione del “tavolo tecnico” in Prefettura per ridiscutere, con Asl e Regione, il Piano di riordino ospedaliero. L’ultimo provvedimento della battaglia legale intrapresa dal Comune per difendere l’ospedale “Ferrari”, declassato a struttura di base, è la sentenza con la quale il Tar di Lecce da ragione alla Asl e sospende gli effetti dell’ordinanza con la quale il sindaco di Casarano Gianni Stefàno, lo scorso 17 ottobre, aveva “intimato” alla stessa Asl di riattivare il reparto di Pediatria dell’ospedale Ferrari. Il 28 marzo si discuterà nel “merito” della questione (il 20 febbraio è attesa la decisione sull’impugnazione del Piano) ma intanto il Comune è stato pure condannato al pagamento delle spese legali (1000 euro) del grado di giudizio. 

«Il reparto resterà dunque chiuso confermando la bontà del percorso del Piano di riordino ospedaliero la cui attuazione sta interessando la Puglia. Siamo nel giusto – afferma il presidente Michele Emiliano – e fin quando un tribunale non ci darà torto, noi continueremo ad operare secondo il piano di riordino. Constato che fino ad ora i tribunali continuano a darci ragione. Ieri è successo a Putignano, oggi succede a Casarano. Noi trasferiamo i reparti, non li chiudiamo. Li trasferiamo per la sicurezza dei pazienti, delle gravide, dei piccoli, dei neonati. Andiamo avanti».

Nardò – Ha finalmente oltrepassato il frastuono delle polemiche  (soprattutto sui “padri” cui rendere omaggio) per entrare nel suo ambito più naturale e discreto il nuovo Servizio clinico di senologia, inaugurato oggi con due assenze pesanti che hanno fatto rumore.

Già in funzione: ecco il calendario delle visite. Nell’ex ospedale, da tempo ormai Presidio territoriale di assistenza (Pta) le donne possono trovare da subito a loro disposizione uno screening mammografico completo, con diagnosi sui vari livelli delle patologie mammarie. Il servizio – il secondo nell’Asl dopo quello di Lecce – vedrà operare da oggi in maniera stabile altri due medici, oltre a quello già operativo. Questo il calendario delle aperture: lunedì mattina screening, martedì mattina senologia, mercoledì pomeriggio screening, giovedì mattina senologia, venerdì mattina screening, sabato mattina senologia.

Un bel segnale in pieno “mese rosa”. All’inaugurazione, che arriva non a caso nel “mese rosa” dedicato alla prevenzione del tumore al seno e che allargherà considerevolmente la platea degli utenti nel seminterrato dell’ex ospedale, hanno preso parte, tra gli altri, il direttore della Asl Lecce Silvana Melli, il vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli mons. Fernando Filograna, l’assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia Loredana Capone (delegata dal presidente Michele Emiliano), il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici del Comune Oronzo Capoti (delegato dal sindaco Giuseppe Mellone), il direttore del distretto Oronzo Borgia e il referente del tavolo tematico sulla senologia del Comitato consultivo misto della Asl, Rita Tarantino.

L’Asl: “Prosegue il percorso per arricchire l’ex ospedale”. “Continua il percorso con cui arricchiamo di servizi il Pta di Nardò – ha voluto rimarcare la dottoressa Melli, rimandando agli anni in cui si è lavorato per dare un futuro utile all’ex nosocomio – un percorso che unisce strutture e territorio. Peraltro, inaugurare questo servizio nel mese “rosa”  è un segnale ulteriore di un cammino che ci ha portato in poco più di un anno e mezzo nelle strutture della nostra Asl ad incrementare del 22% il numero delle donne che hanno accettato di aderire allo screening senologico e di passare da 15 a 25 pazienti a seduta. Un altro segnale positivo è la crescita della consapevolezza tra le donne dell’importanza della prevenzione”.

Numeri in preoccupante crescita; cresce pure la prevenzione. “Visti i numeri che danno il cancro alla mammella in preoccupante crescita – ha sottolineato l’assessore  Capone – è chiaro che la prevenzione e la diagnosi precoce diventano decisive. In questo avvio del servizio a Nardò vedo una opportunità per rafforzare il presidio e, da un’altra prospettiva, per ridurre ulteriormente le liste d’attesa e l’angoscia che comportano”. “Per la città e per il territorio è un segnale importante – ha detto infine il vicesindaco Capoti – perché è la dimostrazione che con l’impegno di tutti è possibile invertire la tendenza del nostro ex ospedale, scientificamente privato di tutto nel corso degli ultimi anni. Oggi apriamo un nuovo ciclo”.

Finita la cerimonia, si è aperto il fuoco sugli assenti illustri. Chiusa la cerimonia, si è aperta un’altra pagina iniziata con la pubblicazione del grande manifesto dal titolo “Ospedale di Nardò – Apre un nuovo Reparto” a firma di “Pippi Melone” e raffigurante un contento Emiliano, cui il primo cittadino ha rivolto i ringraziamenti: “Nardò torna al centro delle politiche sanitarie regionali”. In nessuno degli intervento odierni sono riecheggiati però termini come ospedale e reparto; tutti hanno chiamato le cose col loro nome (Servizio di senologia) ,  probabilmente per evitare altre polemiche con chi ha segnalato in questi giorni la forzature contenute nel manifesto della discordia. Alcuni hanno fatto risalire a presunti screzi tra Mellone ed Emiliano (alla fine assenti entrambi alla inaugurazione) proprio quel messaggio, che finisce nell’archivio del grande comunicatore, qual è Mellone,  fascicolo dei meno riusciti.

 

TAVIANO. Presenze d’“eccellenza” lunedì 2 ottobre in piazza del Popolo a Taviano per il Consiglio comunale monotematico sul tema “Legalità e sicurezza nel nostro territorio”. Per rispondere all’escalation  delinquenziale dell’ultimo periodo, culminata con l’attentato del 7 agosto scorso ai danni del vice sindaco Francesco Pellegrino e della sua famiglia (due auto bruciate nella residenza di mare) saranno presenti, alle ore 16 (al Teatro Fasano in caso di pioggia), anche il Capo della Polizia Franco Gabrielli, il presidente della Regione Michele Emiliano, il Prefetto Claudio Palomba, il sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore, il presidente della Giunta delle elezioni e immunità parlamentari Dario Stefàno ed il presidente della Provincia Antonio Gabellone.

«Abbiamo convocato questo Consiglio comunale – dichiara il Presidente,  Germano Santacroce –  per mettere al centro dell’attenzione i temi della sicurezza e della vivibilità, iniziative che prevedono momenti di pubblico confronto e di testimonianza viva e restando in costante contatto con le Istituzioni. Tutto questo nella convinzione che i fatti criminali non riguardano soltanto le vittime ma anche le Istituzioni ed investono l’intera comunità cittadina». Comunità che da un po’ di tempo a questa parte fa fatica a convivere con i furti nelle abitazioni, con minacce che non sempre vengono denunciate ed auto date alle fiamme. «La città di Taviano –assicura il sindaco, Giuseppe Tanisi – è una realtà di gente per bene, che non consentirà a nessuno di minare le fondamenta della propria comunità. È necessario, però, mantenere alto il livello di attenzione e intervenire con tempestività per non correre il rischio di cadere nella trappola dei silenzi e dell’indifferenza». Il programma del Consiglio comunale prevede i saluti del Sindaco, del “Sindaco baby” Lorenzo Errico e del  Presidente  Santacroce.

by -
0 273
BARI. “Innovazione e sostenibilità delle cure: le proposte da Sud”, è il tema del Forum Mediterraneo in Sanità organizzato da AreSS Puglia e Fondazione Sicurezza in Sanità, che si terrà il 12 e 13 settembre nel contesto della Fiera del Levante a Bari. Un dialogo tra esperti per ascoltare pazienti e operatori e analizzare il tema “salute” dall’interno, tra storie di successo e ipotesi di innovazione. Dopo l’apertura alle 9,30 con il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il sottosegretario al Ministero della Salute Davide Faraone, subito diversi spunti di riflessione e di confronto per conoscere più in profondità cosa sta accadendo nel contesto sanitario pubblico.
Il primo evento mattutino “Persona – partecipazione e responsabilità” (Sala Auditorium – ore 11,30), presenterà i risultati di due diversi progetti sul clima organizzativo e sull’umanizzazione delle cure nelle strutture di ricovero, con la Asl Lecce capofila di quest’ultimo progetto a livello regionale. La sessione sarà coordinata da Nicola Pinelli, Direttore Generale della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso). Sarà quindi Nicola Bellè, del Laboratorio Management e Sanità (MeS) Scuola Sant’Anna Pisa, ad entrare nei dettagli della ricerca “Professionista e clima organizzativo: i risultati 2017 delle Aziende Sanitarie pugliesi”. A seguire l’approfondimento su “Paziente e Umanizzazione: la valutazione partecipata 2017 degli ospedali pugliesi”, con l’intervento di Sonia Giausa, responsabile scientifico del Progetto Regionale per l’ASL Lecce, e Sara Carzaniga coordinatrice della ricerca Agenas “La valutazione partecipata del grado di umanizzazione delle strutture di ricovero”.

Seguirà il commento dei risultati delle ricerche, con l’intervento di Tonino Aceti, coordinatore Nazionale del Tribunale Diritti del Malato – Cittadinanzattiva, di Filippo Anelli, presidente ordine dei medici di Bari (OMCeo) e di Giovanna Teresa Pontiggia, segretaria dell’Ordine degli Psicologi di Puglia.

by -
0 1114

Nardò – Michele e Pippi uniti dalla dinamite. Il primo, Michele Emiliano, oggi è Presidente della Regione Puglia e quand’era sindaco della sua Bari (2004-2014) ordinò l’abbattimento dell’ecomostro di Punta Perotti sorto sul lungomare. Il secondo, Giuseppe Mellone, sindaco di Nardò dal 2016 ha annunciato l’abbattimento dell’”ecomostro” in contrada Incoronata – una delle più note “incompiute” del territorio – entro la fine del 2017. Per carità, il precedente che lega i due politici pugliesi è solo una curiosa coincidenza che nulla toglie né aggiunge alle ormai note intese sindaco-governatore. O forse meglio definirle “convergenze”, non quelle “parallele” di Aldo Moro col Pci ma quelle “armoniose” di Mellone col Pd. “Armoniosa convergenza” è stata infatti l’espressione usata di recente dal primo cittadino, politicamente nato a destra, per descrivere la sua liaison con Michele Emiliano.

L’immobile di via Incoronata ha tre piani e un seminterrato per complessivi 1.400 metri quadri. L’opera nata negli anni Settanta e mai ultimata avrebbe dovuto ospitare il nuovo Palazzo di città. La Giunta comunale ne ha appena approvato la demolizione con un progetto redatto dall’architetto Elisabetta Ferrocino e dal geometra Salvatore Albanese. Costo totale dell’operazione: 150mila euro. «L’immobile oggi – fanno sapere da Palazzo Personè – rappresenta un problema dal punto di vista ambientale e della sicurezza, oltre che un “pugno nell’occhio” nel contesto urbano che nel frattempo si è formato intorno. All’interno dell’area si registrano furti, danneggiamenti e abbandoni di rifiuti. Una relazione dell’ingegnere Raffaele Dell’Anna ha stabilito l’inidoneità statica dell’immobile e la non economicità di azioni tese all’adeguamento e al recupero». I neretini hanno saputo di questo abbattimento da un comizio pubblico tenuto dal Sindaco in piazza Salandra lo scorso 25 giugno. Al posto del cemento, ha promesso Mellone, sorgerà un parco pubblico. Un’ipotesi – abbattimento e realizzazione di spazi verdi – per cui da anni fa il tifo “Italia Nostra”. Ma non mancano anche voci critiche come quella dell’ambientalista Massimo Vaglio, che l’immobile anziché abbatterlo preferirebbe donarlo a privati per ultimare l’opera, a costo zero per il Comune. Anche a Bari, dalle parti della spiaggia di Pane e Pomodoro, nacquero analoghe polemiche su Punta Perotti oltre un decennio fa. Meglio abbattere o finire i lavori? E fu così che Mellone ed Emiliano si ritrovarono uniti (anche) dal cemento. Il loro, almeno finora, a prova di dinamite.

BARI. Istituito un fondo di 100mila euro per andare incontro alle aziende agricole danneggiate dalla Xylella. Il contributo è utilizzabile per allungare la durata dei piani di ammortamento per la riduzione degli interessi passivi entro i 15mila euro nell’arco di tre esercizi finanziari. La misura era stata annunciata alcuni mesi fa dal presidente della Giunta regionale Michele Emiliano ed oggi è stata approvata dal Consiglio regionale a maggioranza. Tra gli oppositori ecco la nota molto critica di Andrea Caroppo, capogruppo di Fi: “Uno schiaffo che grida vendetta: sei mesi fa, Emiliano promise agli agricoltori interessati dalla Xylella di accordare subito l’azione di accompagnamento degli olivicoltori per la moratoria di mutui e crediti. Ed oggi si propone in aula del Consiglio di votare un emendamento vergognoso che destina 100 mila euro, una cifra da barzelletta, per far fronte ad un impegno del genere e bocciando la mia proposta di stanziare 5milioni di euro”.

 

UGENTO. Il 22 luglio scorso le associazioni e i comitati di Ugento, Gemini, Acquarica, Taurisano (ProLoco Beach di Gemini, ProLoco di Acquarica, C.I.A.T.D.M. sezione di Acquarica del Capo, ProLoco di Taurisano, AttivaMente di Ugento, Comitato Burgesi 2017, Associazione culturale Gemini, Associazione ProLoco Ugento e Marine e Comitato per Torre San Giovanni, hanno inviato una lettera al Presidente della Regione Puglia chiedendo attenzione per la vicenda della discarica Burgesi. Nello specifico è stato chiesto di poter partecipare ai prossimi tavoli tecnici sulla questione Burgesi. Le scorse settimane, infatti, con una nota indirizzata alla Regione e ad altri enti preposti, era stata chiesta la convocazione di un tavolo di “crisi ambientale”, per il quale non sono pervenute risposte.

«Quello che ci fa più paura è il modo eccessivamente pacato con cui le istituzioni stanno affrontando il problema, sapendo che qualcuno asserisce che nella discarica potrebbero esserci 600 bidoni di materiale altamente tossico- scrivono – ma a distanza di anni si continua ancora con le altalene dei monitoraggi, tra dichiarazioni e smentite sui risultati delle analisi: un giorno preoccupanti e l’altro rassicuranti». In questi giorni, sottolineano le associazioni, sono stati avvertiti i fastidiosi miasmi della discarica, un fatto già riscontrato anche dalle analisi dell’aria richieste dal Comune di Acquarica del Capo tra il 16.06.2015 e il 14.01.2016, in cui Arpa Puglia ha evidenziato, per quanto riguarda l’acido solfidrico (Relazione tecnica n.3/2015) 189 valori orari e 5 valori medi giornalieri superiori al valore di soglia olfattiva di 7 ug/m3.

Nel messaggio si chiede attenzione non solo per la Burgesi ma per qualsiasi situazione che comprometta il patrimonio naturale, anche con riferimento alla zona di S. Foca, dove si stanno vivendo tensioni profonde relative alla vicenda No Tap. «Sappiamo bene le difficoltà esistenti nel dover bonificare la Burgesi o altri siti inquinati, ma non possiamo risolvere i problemi fino a quando cittadini e politica operano in modo separato». Le rivelazioni di pentiti come Carmine Schiavone e Gianluigi Rosafio, hanno messo in rilievo come i il business dei rifiuti è avvenuto anche attraverso coperture politiche per questo motivo i cittadini chiedono trasparenza e confronto con le istituzioni. «Se entro dieci giorni non avremo una risposta o non avremo in seguito atti concreti per la risoluzione del problema- concludono le associazioni – saremo costretti ad attuare, nel rispetto delle leggi, iniziative più incisive di protesta».

Michele Emiliano

Michele Emiliano

GALLIPOLI. “Il Ministro per la Coesione Territoriale ed il Mezzogiorno, su mia interpellanza, conferma che la Puglia non ha attivato gli interventi del Patto per la Puglia, fra questi quello della metropolitana di superficie nel Salento. Emiliano risponde che, su altri fondi, la Puglia ha impegnato 2 miliardi: quanti nella Provincia di Lecce? Emiliano dice che la Puglia ha le disponibilità per avviare i progetti del patto. Bene: venga il suo assessore Giannini sul territorio e ci dica che intende fare perché il progetto parta, con quali modalità, con quali tempistiche. Nessuno ha il diritto di abusare della pazienza dei Salentini!”: la settimana che ci ha portato ai primi di luglio si chiude con questo scontro politico che è poi un dilemma che interessa tutto il Salento, i turisti, una bella fetta dell’economia legata alla bella stagione ed al vecchio nodo dei trasporti.
All’attacco c’è il deputato Federico Massa (Pd), che da tempo si è unito a coloro che portano avanti l’idea delle “Ferrovie Sud Est” come un moderno ed efficace circuito per gli spostamenti rapidi all’interno della penisola salentina e magari con l’aeroporto di Brindisi.
In un dialogo surreale, in cui peraltro i protagonisti sono della stessa parte politica (il Pd), indirettamente ha risposto in queste stesse ore all.on. Massa il presidente della Regione Michele Emiliano, il quale ha sostenuto che “la Puglia è la prima regione di Italia in assoluto per l utilizzo dei fondi”.
Grazie ai moderni mezzi tecnologici, l’on. Massa ha subito replicato, sempre a distanza: “Benissimo, prendo atto, ma insisto: perché non si attivano i progetti del fondo coesione che la Puglia ha messo nel patto sottoscritto con il Governo? Perché non possiamo sapere quanti dei due miliardi impegnati riguardano la Provincia di Lecce? Perché non si procede immediatamente ad un confronto per capire come far partire subito il progetto della metropolitana di superficie?”.
Al di là di note e impegni, repliche e riassunti, in cui anche l’operatore dell’informazione resta confuso tra voci discordanti e ugualmente ufficiali, sarebbe davvero il momento di mettere nero su bianco, se, quando e come questa tanto invocata metro di superficie – lanciata negli anni ’80 dall’allora Ministro dei Trasporti on. Signorile – potrà cominciare a muovere i primi concreti pa

Michele Emiliano

Michele Emiliano

GALLIPOLI. “Il Presidente Michele Emiliano con 1.241 voti è risultato il candidato segretario di gran lunga più suffragato nella provincia di Lecce”: lo sottolinea in una nota la segretaria del circolo pd di Gallipoli, Antonella Bentivoglio. “Le elezioni primarie di domenica 30 aprile – prosegue la dirigente democratica – hanno visto una grande partecipazione popolare, superiore a quella delle primarie del 2013. Ne è risultato un partito unito e compatto attorno al suo sindaco Stefano Minerva, la cui lista, Noi per Emiliano, ha ottenuto un’affermazione netta, quasi plebiscitaria È una risposta che i cittadini hanno dato all’impegno del sindaco nei confronti della città e soprattutto all’attenzione che egli ripone a quella parte della società meno fortunata”. Anche per il Pd di Gallipoli però le primarie sono “uno strumento di partecipazione democratica, ma, come ha dichiarato il segretario regionale Lacarra, per essere uno strumento credibile devono essere indubbiamente regolamentate. Per rendere più trasparente il processo democratico occorre prevedere che agli eletti degli altri partiti non può essere concesso di scegliere il segretario di un partito avverso. Ciò, peraltro, contenuto nello statuto del partito democratico”. Infine la chiusa che è anche un auspicio che rimanda alla parola d’ordine della mozione Emiliano: “Nondimeno si pone la questione politica che è risultata a livello nazionale, l’incertezza dei rapporti interni al partito. C’è il problema del Pd – conclude la Bentivoglio – di considerare tutte le anime, nonostante la schiacciante vittoria di Renzi. Cosa farà  il segretario del Pd? Terrà conto della piattaforma politica di Orlando ed Emiliano? O rinuncerà al contributo di quelle idee e di quei progetti? È un problema posto dal successo di Renzi, considerato che su interi territori Renzi non ha vinto”.

NARDÒ. Asse Mellone-Emiliano alle primarie, il Pd insorge. Le polemiche iniziano in mattinata con un messaggio del sindaco di Nardò inviato via Whatsapp: «Ti chiedo di votare e sostenere con forza la candidatura di Michele Emiliano alla segreteria poiché ha dimostrato di avere un occhio di riguardo per Nardò e con cui ho personalmente un ottimo rapporto. Dalla condotta alla discarica, dall’ospedale al Parco, Nardò ha un gran bisogno di avere riferimenti certi e solidi in Regione». Il “comizio social” di Mellone scatena le ire del Pd neretino. I consiglieri comunali Lorenzo Siciliano e Daniele Piccione e il coordinatore cittadino del partito Rino Giuri convocano una conferenza stampa per denunciare l’insolito feeling sindaco-governatore. «Invitiamo chi si sente vicino al Pd e al centrosinistra – è l’auspicio di Daniele Piccione – a partecipare alle primarie del 30 aprile. Sarà una giornata di democrazia e civiltà e tale vogliamo che rimanga. Non vorremmo avere sgradite situazioni e tensioni». «Il Pd deve consentire il confronto al suo interno e capisco le contrapposizioni – tuona Rino Giuri – ma non è possibile che importanti pezzi del partito vadano a intessere rapporti coi fascisti rautiani! “Andare Oltre” (il movimento del sindaco Mellone, ndr) è stata fondata da Pino Rauti! Se il Pd sarà questo qualcuno di noi non ci sarà più!». Tra i “pezzi importanti del Pd” a sostegno di Mellone, Giuri indica anche la vicepresidente della Regione Loredana Capone e il capo di gabinetto di Emiliano Claudio Stefanazzi: quest’ultimo per Giuri è forse “il principale artefice di questo accordo”. «Denunciamo il possibile inquinamento del voto di domenica – dichiara invece il consigliere comunale Lorenzo Siciliano – e mi affido all’intelligenza degli elettori di Mellone. Si chiedano, costoro: perché il mio sindaco mi invita a votare alle primarie di un partito avversario? È come se noi fossimo andati a votare al congresso di Andare Oltre!». Non tarda l’attesa replica del sindaco Mellone, la cui dichiarazione nel frattempo ha fatto il giro della Puglia. «Le primarie del Partito Democratico – scrive il primo cittadino – sono aperte e non lo ha deciso Pippi Mellone. Sono stato eletto dopo un governo di centrosinistra, raccogliendo oggettivamente la delusione e la sfiducia che quella esperienza ha generato a Nardò. Mi pare sia un dato incontrovertibile. A quella gente chiedo di votare per Emiliano. Ho il diritto o no di rivolgermi a una parte significativa del mio elettorato? Dov’è lo scandalo? Prima che un patrimonio del centrosinistra, Michele Emiliano è un patrimonio della Puglia». A sostegno di Mellone e di Emiliano interviene Giancarlo De Pascalis, l’architetto neretino che nel 2011 fu candidato sindaco di una coalizione che comprendeva proprio il Pd e una civica di destra con candidato consigliere il giovanissimo Mellone. Per De Pascalis quella del Pd neretino è «una baraonda illogica e ipocrita» proprio perché nel 2011 Mellone e Pd furono alleati. «E nel corso della consiliatura conseguente – prosegue il professionista – Giuseppe Fracella, figura della Destra autentica e oggi delegato nazionale di Fratelli d’Italia, è assessore della Giunta Risi, nel frattempo retta anche dal Pd». Ma cosa accadrà quindi domenica 30 aprile se i melloniani si presenteranno al seggio allestito presso il Chiostro di Sant’Antonio? «Non faremo votare dirigenti di partiti e movimenti melloniani – taglia corto Siciliano – né loro candidati alle scorse elezioni comunali. Voti solo chi si riconosce nel Pd!».

NARDÒ. Le affermazioni dell’assessore regionale Giovanni Giannini a conclusione di un convegno in tema a Gallipoli nei primi di marzo (tante le ipotesi allo studio, numerosi i progetti ma nell’immediato lo scarico a mare dei reflui depurati è inevitabile, in sintesi); a metà dello stesso mese l’annuncio inequivocabile e non nuovo del presidente Michele Emiliano (Mai più scarichi a mare): ce n’è a sufficienza per scatenare una nuova polemica sul destino finale dei liquami depurati, a cominciare da quelli di Nardò (ora si scarica sotto costa a Torre Inserraglio) e finire a quelli di Gallipoli (litoranea nord, poco fuori la città nuova. Ma, a questo punto, a chi e cosa si deve credere? Se lo chiedono ormai in tanti, compresi gli abitanti di Sava-Manduria, alle prese con lo stesso problema, e di Porto Cesareo che sollecita il rispetto degli accordi. Tra gli “sconcertati” figura di certo l’ex Sindaco Marcelo Risi, peraltro, compagno di partito (Pd) di Emiliano. «Nardò è uno dei pochissimi comuni rivieraschi in Italia, a vocazione turistica, che ormai da moltissimi anni ha la costa sfregiata dallo scarico direttamente in battigia di reflui fognari spesso non depurati.

Continua a leggere sull’edizione cartacea di Piazzasalento, oppure ricevi il nostro giornale direttamente a casa tua o nella tua casella di posta!

NARDÒ. Ok ad un nuovo piano delle acque (fra quanto tempo?); via libera alle reti fognarie di Porto Cesareo (in corso di realizzazione e da ultimare entro dicembre 2017) e delle marine (quasi tutte) di Nardò; avanti con un nuovo progetto da presentare al Ministero dell’Ambiente (reflui fognari depurati in trincee drenanti ossia profondi solchi sul terreno). E avanti con il sistema dei due depuratori in parallelo, (solo che quello di Porto Cesareo è praticamente un rudere). Se queste, in sintesi, sono le ipotesi – date per conclusioni definitive – sul versante politico, su quello tecnico si suona una musica più articolata. Non esistono alternative al collettamento delle reti fognarie di Nardò e Porto Cesareo (inizio lavori nel gennaio 2017, fonte Aqp) ed al versamento in mare dei liquidi emessi dai depuratori. Non ci sono altre strade per evitare la procedura d’infrazione che il Ministero e la Regione hanno già detto di non voler pagare con i loro soldi. Non c’è impianto che non preveda lo smaltimento in mare (o in un fiume) per i casi di necessità ed urgenza. Non è consentito scaricare in falda, neanche in funzione anti salinizzazione.

Continua a leggere sull’edizione cartacea di Piazzasalento, oppure ricevi il nostro giornale direttamente a casa tua o nella tua casella di posta!

GALLIPOLI. La strada politica passa dal coivolgimento della Regione, quella giuridica dall’esperimento di ogni possibile ricorso. Le due soluzioni sono emerse nella riunioneconvocata nei giorni scorsi a Palazzo Carafa dal sindaco di Lecce Paolo Perrone far fronte alla “grana Ato” che rischia di mandare in tilt i già precari bilanci dei Comuni. Occorre, infatti, affrontare la sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha deciso che nessuna rateizzazione è prevista per il debito da 25 milioni di euro degli ax Ambiti territoriali ottimali per la gestione dei rifiuti nei confronti della società “Progetto ambiente”. nei prossimi giorni il governatore Emiliano incontrerà i rappresentanti della società creditrice alla ricerca di una via d’uscita. Il contenzioso fa riferimento all’adeguamento delle tariffe per il conferimento dei rifiuti negli impianti gestiti dalla società “Progetto ambiente” dal 2010 al 2013. Tale adeguamento era stato già accordato dal Tar nel 2014 e pure confermato dal Consiglio di Stato, ma l’Ato, invece di adempiere, nel dicembre scorso ha pure approvato una delibera con la quale (in maniera “arbitraria”, come sentenziato ora dai giudici amministrativi), ha limato al ribasso l’adeguamento tariffario decidendo di rateizzare il dovuto in tre anni).

Continua a leggere sull’edizione cartacea di Piazzasalento, oppure ricevi il nostro giornale direttamente a casa tua o nella tua casella di posta!

by -
0 390

depuratore Attuale scarico a raso a Torre InserraglioNARDÒ. Dal 27 è slittato al 3 novembre l’incontro a Bari tra gli amministratori regionali e quelli comunali di Nardò e Porto Cesareo. Ma il tema rimane lo stesso scottante: quale recapito finale per i reflui depurati di Nardò e Porto Cesareo. E sì, perchè dopo l’incontro della “pace” tra i due Comuni del 18 scorso, Nardò ha dato alla fine via libera al collegamento del depuratore di Porto Cesareo a quello proprio (ipotesi in tempi recenti di dura contestazione neanche presa in esame); anzi nella recente manifestazione pubblica “contro lo scarico a mare” il Sindaco Giuseppe Mellone ha definito il collettamento una “richiesta sacrosanta” da parte del vicino Comune, fino a qualche tempo fa frazione neretina. Senza tale opera, i lavori da 10 milioni per realizzare la rete fognaria e idrica a Porto Cesareo, partiti a fine 2015, non avrebbero senso, anzi dovrebbero essere addirittura interrotti. Il Comune di Porto Cesareo darà l’appoggio politico al tentativo di bloccare definitivamente l’ipotesi della condotta con scarico a mare, ma anche qui lo stesso Mellone ha introdotto un elemento nuovo rispetti alle posizioni precedenti: se condotta ci deve essere, per i periodi in cui non c’è bisogno dei reflui depurati in agricoltura (come sostengono da tempo gli esperti ed i tecnici in materia), meglio che sia sotto costa, perchè portarla a 2 km al largo vuol dire nascondere cosa si scarica veramente nel nostro mare”.

Continua a leggere sull’edizione cartacea di Piazzasalento, oppure ricevi il nostro giornale direttamente a casa tua o nella tua casella di posta!

 

by -
0 452

NARDÒ. Cosa è stato finora fatto rispetto a quanto previsto nel protocollo d’intesa del 2014, nel Centro prove Porsche? Lo chiede il consigliere regionale di Nardò Cristian Casili (foto), con una interrogazione al governo regionale e lo ribadisce in questi giorni, dopo che l’incontro fissato in Regione tra l’azienda tedesca e i sindacati è saltato per l’assenza della parte imprenditoriale. Casili (M5S) chiede trasparenza in merito ai lavori effettuati, al piano di sviluppo industriale concordato tra Regione ed azienda e all’attuale organico aziendale, soprattutto alla luce del finanziamento di 9 milioni erogato dall’ente regionale. «Nel 2014, infatti – ricorda il consigliere – l’assessore regionale alle Aree protette Barbanente sottoscriveva un protocollo di intesa per la Gestione dell’area Sic intorno al circuito di prove con l’impegno di Porsche alla collaborazione per la redazione del piano di gestione del Parco».

Continua a leggere sull’edizione cartacea di Piazzasalento, oppure ricevi il nostro giornale direttamente a casa tua o nella tua casella di posta!

Da sinistra  Graziano De Tuglie Giovanni Portorico, Michele Emiliano

Da sinistra Graziano De Tuglie Giovanni Portorico, Michele Emiliano

NARDÒ.  Adesso tutti aspettano la Regione, in particolare Michele Emiliano: attendono di sentirlo, incontrarlo, ascoltare le eventuali decisioni da Porto Cesareo a Nardò e anche a Gallipoli (articolo accanto). Il nodo degli scarichi dei depuratori sta diventando un groviglio e dopo la revoca unanime del protocollo d’intesa sottoscritto tra Regione, Acquedotto, Autorità idrica pugliese e Regione con il Comune di Nardò, nessuno può tirare un sospiro di sollievo. Anzi, aver bloccato quell’accordo – a sua volta preparato lungamente tra Bari e Roma (Ministero dell’Ambiente) sotto il peso delle infrazioni gravi perpetuate lungo il litorale con agglomerati residenziali importanti ma senza rete fognaria – sembra aver aumentato i pericoli. «Ci siamo messi fuori gioco, ora saranno altri a decidere», commenta amaro l’ex assessore all’Ambiente Mino Natalizio, che di questo argomento si è occupato anche con il Sindaco Vaglio. Il suo omologo attuale, Graziano De Tuglie, lancia un appello a superare i campanilismi, rivolto principalmente a Porto Cesareo, cittadini e istituzioni comunali, che a sua volta minacciano di rivolgersi al Tar contro la cancellazione del protocollo. «Il punto è cruciale: non sversare assolutamente nulla in mare è infinitamente meglio che sversare qualcosa, siano anche reflui depurati in modo mediamente accettabile. Gli ultimi cinque anni, invece che a sciagurati compromessi politici, sarebbero dovuti servire alla costruzione di moduli di affinamento nell’ottica di un riutilizzo in agricoltura o anche soltanto per irrigare nuove aree boschive», sostiene De Tuglie.

Continua a leggere sull’edizione cartacea di Piazzasalento, oppure ricevi il nostro giornale direttamente a casa tua o nella tua casella di posta!

 

GALLIPOLIAnche Gallipoli nella “rete” della nuova programmazione integrata dei porti turistici. Il sindaco Stefano Minerva ha firmato nei giorni scorsi il patto di collaborazione con le realtà rivierasche di Ostuni, Otranto e Trani. L’Amministrazione comunale gallipolina ha quindi ratificato la sua adesione al protocollo d’intesa (che i Sindaci degli altri Comuni avevano già formalizzato nel luglio scorso) che mira al potenziamento della rete portuale regionale. Si punta a sbloccare e fare leva su nuove risorse finanziarie che possono essere intercettate nell’ambito  del “Patto per la Puglia” sottoscritto solo pochi giorni addietro tra Regione e Governo con l’intesa faticosamente raggiunta tra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il governatore Michele Emiliano.Si potranno aprire nuovi scenari e nuove speranze per veder realizzare una rete legata alla portualità turistica che interessa anche la sponda gallipolina e che ha visto naufragare per anni (con relative crisi amministrative dei governi di Fasano e Venneri) i vari progetti legati al porto turistico con la compartecipazione del Comune appannaggio dei soli scali privati comunque ancora insufficienti per garantire un vero e proprio exploit del turismo nautico e da diporto.

Continua a leggere sull’edizione cartacea di Piazzasalento, oppure ricevi il nostro giornale direttamente a casa tua o nella tua casella di posta!

Michele-Emiliano-e-Rocco-PaleseRACALE. A quasi tre anni dal rinvenimento delle prime tracce del batterio Xylella in questo territorio (ottobre 2013, ad opera del prof. Martelli), si prende atto che l’infezione è endemica e non eradicabile; che con essa si dovrà convivere qui e altrove (come in California, del resto, o in alcune zone dell’America del Sud); che bisogna attrezzarsi per una guerra di contrasto alla sua diffusione di lungo periodo. Il presidente della Puglia, Michele Emiliano (sinistra), ha presentato il nuovo piano a Roma, al ministro Maurizio Martina, che ora attende i particolari operativi. Attende risposte entro il 24 prossimo anche l’Unione europea: a Bruxelles chiedono di sapere che cosa l’Italia intende fare in concreto. Pendono due decisioni esecutive – la n. 789 del 2015 e la 764 di quest’anno – che prevedono tra l’altro l’abbattimento delle piante potenzialmente ospiti del batterio che si trovino in un raggio di cento metri da quella infetta. Prevista e sempre più vicina pure la dichiarazione definitiva di procedura d’infrazione, con multe milionarie e blocco totale dell’export agricolo. Una mazzata preannunciata da una lettera inviata a Roma il 25 luglio. Ma Emiliano – che ha dovuto prendere atto che la sua task force di studiosi e tecnici è una torre di Babele – mette sul piatto alcune decisioni operative: i trecento agenti fitosanitari reclutati per il monitoraggio costante e duraturo hanno preso servizio l’8 agosto (anziché il 18 come previsto in un primo tempo). Il personale del Servizio fitosanitario della Regione ha intanto da fine giugno controllato la situazione su circa 4mila ettari dei 78mila richiesti dall’Unione europea. Dalla Regione sono poi partite le prime ordinanze per abbattere gli ulivi malati del focolaio di Oria (Brindisi); lo devono fare i proprietari entro venti giorni.

Continua a leggere sull’edizione cartacea di Piazzasalento, oppure ricevi il nostro giornale direttamente a casa tua o nella tua casella di posta!

 

by -
0 584

michele emiliano alias GucciniGALLIPOLI. Completamento delle reti idriche e fognarie nella zona residenziale di Gallipoli: li prevede la recente deliberazione della Giunta regionale, presieduta da Michele Emiliano (foto), varata a fine maggio scorso. Questa volta le importanti opere primarie riguarderanno gli abitati di Baia verde, litorale sud; Lido Conchiglie e Rivabella, litorale nord. L’importo finanziato è di 6 milioni, di cui 4 milioni e mezzo a carico della Regione e uno e mezzo a carico dell’Autorità idrica pugliese.

by -
0 632

Ospedale di casaranoCASARANO. Forte del sostegno di altre 14 Amministrazioni locali, Casarano promette battaglia al Piano di riordino regionale appena approvato dalla Giunta Emiliano.Da Palazzo dei Domenicani giunge, infatti, la conferma dell’intenzione di ricorrere per via giudiziaria contro il deliberato regionale che declassa il “Ferrari”. La vigilia della decisione dell’Esecutivo regionale era stata preceduta, in città, da un Consiglio intercomunale (e da una marcia di protesta)con il quale, avuto sentore di quanto stava per essere messo nero su bianco, si chiedevano al Governo regionale le “motivazioni oggettive” della scelta anche alla base degli “indicatori di qualità sulla base di rilevazioni omogenee di dati” con la richiesta di operare tagli anche alle strutture private.

Dapprima la segnalazione della Coldiretti, poi la conferma del Cnr (Centro nazionale delle ricerche) di Bari: è Xylella il batterio isolato in un uliveto di Avetrana, lungo la direttrice con Salice salentino (venti km distanziano il centro tarantino da quello leccese). È la prima volta comunque che il ceppo “paica” di Xylella si segnala in provncia di Taranto. Non è una buona notizia. Né è un buon auspicio la temperatura mite di questa invernata; si ricorderà che è col caldo che le larve di sputacchina, l’insetto vettore maggiormente sotto accusa, diventano adulte e dalle erbe alla base dell’albero di ulivo salgono sui rami e cominciano la loro nefasta attività.
Proprio per questo e appena nominato, l’anno scorso il commissario straordinario Silletti era partito con la sensibilizzazione sulle buone pratiche agricole: arature, fresature, diserbo e quant’altro attiene ad una buona conduzione agricola. Si dovrebbe fare lo stesso anche quest’anno, da qui fino a maggio compreso, per fare terra bruciata non intorno agli ulivi bensì intorno agli insetti.

Lo “stato d’emergenza” è acqua passata: sarebbe scaduto insieme al commissario – salvo rinnovo – in questi primi giorni di febbraio, ma l’inchiesta giudiziaria ha tra l’altro affrettato i tempi, con le dimissioni del capo della Forestale pugliese e col presidente della Regione Emiliano (foto) che ha deciso che di emergenza, almeno dal punto di vista burocratico-tecnico. non si parla più. Per la ricerca la Regione ha intanto stanziato 7 milioni del proprio bilancio
Per il resto, la questione – che certamente si presta a speculazioni come temono alcuni gruppi di ambientalisti – è entrata in un’altra fase transitoria. Ministero, Regione e Unione europea procedono con incontri per stabilire come procedere. Gli eradicamenti di alberi infetti (circa 4mila secondo le ultime stime) sembrano essere accantonati; anche l’Ue, chiamata in causa dalla Procura di Lecce, appare titubante. E nel mondo scientifico proseguono polemiche e smentite, come quella del prof. Pourcell (Usa): secondo alcuni avrebbe detto che espiantare alberi sarebbe un errore. Non era vero.Certa sarebbe invece la resistenza della cultivar Leccino all’aggressione del batterio da quarantena.

Voce al Direttore

by -
Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...