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merce contraffatta

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merce-contraffataIN EVIDENZA. Il dato significativo è quello fornito dal Comando provinciale della Guardia di finanza al termine di un’operazione condotta alla vigilia di Ferragosto: «L’attività di prevenzione ha permesso di sequestrare complessivamente dall’inizio dell’anno 593.889 prodotti contraffatti». Il riferimento delle Fiamme gialle è a capi d’abbigliamento, calzature e borse da donna “riconducibili a griffes di note case d’alta moda”, ma anche ad altri prodotti palesemente falsi e per giunta “pericolosi per la salute”.

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FINANZA1RACALE. Si fa presto a dire Cina se anche il Salento finisce nel mirino dei blitz anticontraffazione della Guardia di Finanza.
È di tre arresti, due fabbriche sequestrate tra Alessano e Taurisano, otto stabilimenti produttivi perquisiti  e più di un milione di articoli confiscati, il bilancio dei controlli delle Fiamme Gialle nel cosiddetto “distretto della calza” tra Racale, Taviano, Melissano, Casarano e Gallipoli. Nei fascicoli delle forze dell’ordine è finita così un’intera filiera di produzione e commercio di marchi falsi, per lo più calze, intimo e magliette. L’accusa è quella di aver utilizzato marchi famosi come Sergio Tacchini, Rifle, Pompea, Navigare, Diadora e Liabel per la produzione di accessori e capi d’abbigliamento sprovvisti dell’ologramma anticontraffazione o, in alcuni casi, dotati di ologramma falso.
L’operazione prende il via nello scorso mese di febbraio, coordinata dal sostituto Procuratore della Repubblica di Lecce, Donatina Buffelli. Decine di perquisizioni sono scattate in stabilimenti, magazzini, negozi di abbigliamento e abitazioni private, portando alla luce un imponente commercio illecito radicato nel basso Salento. A Racale è stato individuato anche un garage adibito a calzificio abusivo e completamente sconosciuto al Fisco. All’interno, 13 macchinari utilizzati per la filatura industriale e il programma per riprodurre a regola d’arte loghi e ologrammi dei marchi da imprimere. Il sequestro non è stato eseguito, in questo caso, per via di alcuni accertamenti di tipo amministrativo e tributario ancora in corso.  In manette, a distanza di pochi giorni, sono finiti invece A. B., tipografo di Sannicola, rilasciato dopo l’interrogatorio, gli imprenditori Antonio De Giovanni di Alessano, e Luigi Preite, di Taurisano, poi scarcerati subito dopo l’interrogatorio di convalida. I tre impresari rispondono di contraffazione di marchi e di ricettazione, con l’aggravante di aver operato in modo sistematico.
Scoperte le fabbriche, oggi i controlli proseguono a cercare anche grossisti e negozi pronti a ritirare quella merce, per confonderla con quella originale esposta sugli scaffali e venderla allo stesso prezzo.

Guardia-di-Finanza2GALLIPOLI. Sequestro per oltre un milione di articoli di abbigliamento nei giorni scorsi ad opera della Guardia di finanza della Compagnia di Gallipoli. L’indagine, avviata lo scorso febbraio e condotta tra Casarano, Gallipoli, Racale, Melissano e Taviano, ha preso le mosse dall’analisi dettagliata di alcuni capi sequestrati ad ambulanti. La merce sequestrata, se messa in commercio, avrebbe frutatto oltre due milioni di euro. La contraffazione riguradava marchi come Sergio Tacchini, Diadora, Liabel e Rifle. Dieci gli indagati per contraffazione di marchi e ricettazione. La perquisione ha riguardato otto gli stabilimenti produttivi di altrettante società di capitali, tre esercizi commerciali, un magazzino all’ingrosso e quattro abitazioni private. Nell’operazione sono stati identificati anche undici lavoratori presenti negli opifici la cui posizione contributiva e previdenziale è da chiarire. All’interno di un garage adibito a calzificio abusivo, e per questo completamente sconosciuto al fisco, sono stati, inoltre, rinvenuti 13 macchinari utilizzati per la filatura industriale.

Oltre alla merce falsa sono stati sequestrati anche due locali abiditi allo stoccaggio e al deposito dei capi di abbigliamento, un pc e sette supporti di memoria esterna contenenti numerosi file grafici riproducenti i cliché utilizzati per la stampa dei segni distintivi contraffatti. In particolare, la merce in questione era completamente sprovvista dell’ologramma anticontraffazione del marchio o, in alcuni casi, munita di un ologramma falso. L’attività investigativa che ha avuto inizio lo scorso febbraio ha ricostruito un’intera filiera produttiva e distributiva di capi d’abbigliamento in particolare articoli di calzetteria. Oltre 435mila articoli contraffatti sono stati individuati anche presso il centro commerciale “Baricentro” di Casamassima.

SONY DSCGALLIPOLI. Non è passato inosservato ai militari della Compagnia di Gallipoli N.S., 35enne senegalese intento a vendere del materiale contraffatto in pieno centro. L’uomo, da anni in Italia, al momento del controllo dei carabinieri camminava con un voluminoso borsone da palestra per le strade della Città Bella avvicinando i passanti per parlare brevemente con loro. Dopo averlo seguito, i militari lo hanno fermato e sottoposto a perquisizione, rinvenendo nel borsone undici paia di scarpe di noti marchi visibilmente contraffatti, e procedendo al sequestro delle stesse. Condotto presso gli uffici della Compagnia, l’uomo è stato denunciato con l’accusa di detenzione di merce contraffatta.

Voce al Direttore

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Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...