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La struttura commerciale di via Matino è destinata ad essere divisa in due: da una parte si continuerà a vendere, dall’altra ci sarà spazio per un laboratorio culturale

CASARANO. Il mercato coperto? Diventerà un laboratorio culturale per giovani. Il progetto, una volta ristrutturato l’immobile che occupa il mercato coperto, prevede che il capannone a nord continuerà ad ospitare le attività commerciali, mentre quello a sud diventerà un luogo di aggregazione artistico e culturale per giovani. A deciderlo è stata la Giunta comunale con un atto di indirizzo che ridisegna la funzione e la natura dell’immobile, i cui problemi di natura igienico-sanitari rappresentano, attualmente, un potenziale pericolo per la salute pubblica. Non a caso, lo scorso aprile, a seguito di un controllo effettuato dagli ispettori sanitari della Asl di Lecce, emersero delle lacune igienico-sanitarie. In quell’occasione la Asl aveva dato al Comune un mese di tempo, termine successivamente prorogato, per mettere a norma la struttura.

È chiaro, però, che il problema va affrontato quanto prima. Il rischio è quello di far chiudere i battenti al mercato coperto. A quel punto, l’Amministrazione ha colto la palla al balzo per cercare di riqualificare l’immobile, in parte cambiandone la destinazione. Ora, sarà l’ufficio tecnico a dover predisporre un progetto in grado di risolvere i problemi evidenziati dalla Asl, ma anche di mutare la natura e la funzionalità dell’edificio. L’idea è quella di spostare i banconi per la vendita dei prodotti ittici nel capannone nord, utilizzando i box esistenti ed attualmente in disuso, e di dividere i due ambienti in modo tale da riservare un capannone ai giovani. A far propendere l’Amministrazione per questa soluzione, oltre alla necessità di recuperare un immobile centrale che ha rivestito un’importanza non secondaria nella storia recente nella città, le numerose richieste di spazi pubblici che continuano a giungere al Comune da parte di associazioni e ragazzi.

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TAVIANO. Dovrebbe entrare subito in funzione il nuovo Centro aperto polivalente per minori (foto), recentemente realizzato in un’ala del Mercato coperto. La gestione, infatti, è stata affidata alla società “Horizon cooperativa sociale” con sede legale in Taurisano in via Eroi d’Italia 146, per il prezzo annuo di 34mila e 700 euro, di cui 25mila per spese del personale. «Io credo – ha affermato il sindaco Carlo Portaccio – che si possa procedere all’affidamento definitivo, in considerazione del fatto che la società cooperativa di Taurisano ha già presentato in sede di gara, la documentazione comprovante il possesso dei requisiti richiesti per la partecipazione. In questa maniera il nostro Centro polivalente potrà iniziare a funzionare subito anche in considerazione dei tempi fissati dalla Regione Puglia, per la chiusura dei lavori, già avvenuta, e l’inizio della gestione stessa». Il nuovo Centro polivalente accoglierà minori, appartenenti a famiglie in disagiate condizioni economiche, o per altri motivi, sia di Taviano che dei paesi che compongono l’Unione dei comuni e cioè, Racale, Alliste, Melissano e Matino.

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Carnevale nel centro storico, edizione 2011 (foto di Emiliano Picciolo)

Gallipoli. Il Carnevale di Gallipoli cambia formula: niente sfilata dei carri allegorico-grotteschi e gruppi mascherati. I giorni non sono stati ancora stabiliti, certamente non in concomitanza con manifestazioni uguali nei centri vicini.
Il nuovo progetto è stato presentato al Comune di Gallipoli da Luigi Giungato, professionista nell’organizzazione di eventi. «Le crisi economiche non uccidono le tradizioni – scrive Giungato nel suo progetto – Ci sono cose che la povertà non può cancellare. Il Carnevale gallipolino è una di queste». Ed allora si ritorna nella città vecchia. Come nel passato. Le corti, le piazze e i vicoli del borgo antico fungeranno da palcoscenico all’aperto per i gruppi mascherati in concorso. Esibizioni secondo un calendario ben preciso ed un orario stabilito, per fare in modo che il pubblico possa assistere a tutti gli spettacoli. Le corti potranno ospitare artigiani ed espositori di prodotti tipici. E inoltre mostre temporanee, spettacoli di singoli artisti e corner pubblicitari. Farà servizio la banda cittadina per le strade del centro.
Nella piazza principale, avranno luogo le performance e la proclamazione dei vincitori. Il mercato coperto sarà il centro nevralgico della manifestazione e ospiterà esibizioni di spettacoli che richiedono il chiuso.
Ad organizzare il tutto sarà un comitato provvisorio, presieduto dal Sindaco e composto da un singolo rappresentante per ogni gruppo, parrocchia e associazione. Gli esperti cureranno i differenti aspetti della macchina organizzativa come la pubblicità, l’ufficio stampa, il coordinamento con i tecnici, e la gestione artistica. Il comitato al termine del Carnevale si costituirà in via formale per gettare le basi per l’edizione successiva.
Per quanto riguarda i costi i non residenti a Gallipoli dovranno pagare per assistere agli spettacoli. Il Comune garantirà l’esenzione del pagamento per l’occupazione del suolo pubblico e di altre tariffe di competenza comunale per gli organizzatori, ai quali sarà garantita una percentuale sugli introiti derivanti dall’affitto degli spazi espositivi e pubblicitari.

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Gallipoli. Il mondo della teoria, il mondo della professione, il mondo delle imprese: al centro l’architettura contemporanea e di qualità l’unica adeguata ad un territorio “che ha affidato alla bellezza e alla qualità un ruolo strategico nella partita per il futuro”. Parole e pensieri di Massimo Crusi, architetto di Parabita e presidente dell’Ordine provinciale, a margine del workshop internazionale svoltosi nell’appena restaurato Mercato coperto all’imbocco del centro storico.
Promotore della importante iniziativa, Crusi dice a mo’ di bilancio, dopo i numerosi riconoscimenti ottenuti: «Abbiamo varato una esperienza pilota, che possiamo esportare, mettendo insieme  eventuali investitori pubblici o privati, le Università, i liberi professionisti, insomma tutti i possibili protagonisti con sedute di progettazione, tavole rotonde, confronti ravvicinati fino alla Lectio magistralis».
Per partecipare al Workshop internazionale sono venuti giovani architetti da ogni parte d’Italia, da Cremona e Milano, a Roma, Frosinone, Napoli e naturalmente da tutta la Puglia. Al ritmo intenso scandito da interlocuzioni pratiche tra discenti, professori, i dieci gruppi di lavoro, è stato vivisezionato il tema centrale: l’architettura e lo sport. Come ipotesi di lavoro la progettazione di un centro sportivo a Gallipoli.

Due le zone alla base delle esercitazioni: le vecchie cave dismesse di zona Itri, a sud della città, 17 ettari, e la zona Crocifisso, vicino all’area industriale, che già lo strumento urbanistico destina a polo sportivo. Solo che in quei sette ettari viè una forte presenza di ulivi secolari. Da un lato il recupero ambientale, a ridosso del parco, finita l’attività estrattiva; dall’altro, riqualificazione e integrazione del polo con la zona delle industrie. Sette giorni di lavoro, idee, elaborazioni e soluzioni. A portata degli interessati, pubblici o privati.

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Gallipoli. A completamento dei lavori di restauro del mercato coperto, i tecnici comunali si sono attivati per riposizionare quanto prima, l’arma civica (lo stemma in carparo) che svettava sulla sommità della facciata centrale e che ora non c’è, come segnalato da alcuni cittadini. Anni fa si frantumò, vittima dell’incuria e degli agenti atmosferici; rappresenta il gallo con ai lati due cornucopie, simbolo dell’abbondanza.

Per quanto riguarda invece la fontana in ghisa con vasca circolare,  che era all’interno del mercato, nel bel mezzo di una alcova, di datazione incerta (1700 o anni 30 del secolo scorso?), sarà restaurata e trovata una collocazione più dignitosa del deposito comunale dove oggi giace.

L’assenza del manufatto nel mercato coperto appena inaugurato aveva innescato alcune polemiche e qualche insinuazione sulla sua presunta sparizione a vantaggio di qualche privato potente.

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Uno scorcio all’interno del Mercato coperto

Gallipoli. Riecco il Mercato coperto di piazza Imbriani, riaperto con la benedizione da parte del vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, Domenico Caliandro, e con gli interventi del sindaco Francesco Errico e di Giovanna Cacudi per la Soprintendenza  di Lecce. Sono seguite le relazioni dell’architetto Anna Cornaro e dello storico locale Elio Pindinelli, che hanno illustrato pregi architettonici dell’edificio e soprattutto l’evoluzione nel tempo.
«Si tratta di una giornata importante per Gallipoli – ha detto tra l’altro il primo cittadino – perché viene restituita alla città una struttura che è certamente un bene prezioso per il suo valore storico, artistico e culturale».

L’inaugurazione

Il sindaco ha ringraziato le precedenti amministrazioni, da quella di Giuseppe Venneri “che con l’assessore Giuseppe Coppola intercettò il finanziamento” a quella di Vincenzo Barba “che ha garantito la necessaria continuità progettuale e dei lavori”. Il consigliere comunale (“Puglia prima di tutto”) Coppola, in una nota ha subito ringraziato il sindaco per l’attenzione ed ha proposto di dare la possibilità a cittadini e turisti di ammirare con apposite visite guidate i risultati del restauro.

Coppola inoltre ha chiesto “quale effettivamente potrebbe essere la migliore destinazione per un contenitore di tale importanza”. Il mercato  realizzato alla fine dell’Ottocento, fu costruito addossato all’antico castello, occultando anche le vestigia del ponte in muratura di accesso al castello, su progetto dell’ingegnere Giuseppe Franco, scelto tra i tre presentati dopo il nullaosta dell’ingegnere Giorgio De Vincentis da Potenza del 28 luglio 1887. Fu ritenuto migliore, tra l’altro, “per le facili condizioni di circolazione, per l’abbondante ventilazione e luce; e perché i commestibili si troveranno bene conservati nelle botteghe e sotto i porticati a volta”.

La costruzione che si sviluppa su due livelli,  presenta cinque navate. Il piano a livello stradale, fino agli inizi degli anni Ottanta, era adibito a mercato di generi alimentari. La parte inferiore utilizzata in origine come magazzino ed anche come mercato ittico, è a livello della banchina sottostante. Il restauro, effettuato con un finanziamento di 4 milioni di euro, frutto dell’accordo tra Stato e Regione, ha riqualificato l’intero edificio, trasformando la lunga galleria centrale a pianoterra in ampia piazza coperta, consentendo una nuova visibilità delle mura  del Castello. La demolizione di alcuni locali aggiunti successivamente hanno consentito il distacco tra Mercato e Castello, la visione della Torre della vedetta e il recupero del ponte.

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Palazzo De Donatis in piazza San Giovanni a Casarano.

Casarano. I responsabili tecnici di Area Vasta “Salento 2020” e i sindaci dei Comuni aderenti stanno forzando i tempi per arrivare preparati allo show-down regionale di fine luglio quando le dieci aree vaste pugliesi si presenteranno al monitoraggio complessivo.

Portare a termine l’attuazione del Programma Stralcio e completare l’iter dei progetti sarà l’obiettivo per spendere appena possibile i finanziamenti a disposizione. Ma Casarano su quali progetti sta puntando? E quali sono quelli già cantierizzabili entro l’anno? Bisogna premettere che il pacchetto di progetti relativi al Comune capofila si è ridimensionato a causa della scelta dell’Amministrazione comunale uscente di mettere in vendita il patrimonio immobiliare.

Quindi, i progetti relativi al recupero dell’ex Ufficio sanitario di piazza S. Giovanni e alla riqualificazione del Mercato Coperto di via Matino sono stati abbandonati. Tra i lavori che partiranno subito da segnalare il progetto dell’efficientamento energetico di Palazzo dei Domenicani, sede del Comune di Casarano, stralciato dal più ampio progetto di riqualificazione urbana e riorganizzazione di piazza San Domenico (finanziamento di € 887.340,00).

Il Municipio subirà un restyling estetico-ambientale senza precedenti con la sostituzione degli infissi, la realizzazione dell’impianto di climatizzazione e di alimentazione energetica attraverso pannelli solari e fotovoltaici.
Prima dell’estate (stima dei tecnici di Area Vasta) sarà aperto il cantiere per la prima fase dei lavori del progetto di “Rigenerazione Urbana” (finanziamento complessivo di € 1 milione 250mila), formato da due grandi interventi che daranno un nuovo volto al centro cittadino: recupero di palazzo D’Elia e sistemazione di piazza Garibaldi.

Palazzo D'Elia, Casarano.

L’intervento che partirà tra poche settimane è il recupero del primo piano di palazzo D’Elia, uno dei “gioielli” del patrimonio immobiliare dei casaranesi, progetto già approvato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali. È previsto il rifacimento o la realizzazione degli impianti (elettrico, termico e antincendio), saranno rimosse le barriere architettoniche e sostituiti gli infissi.

Tempi più lunghi, invece, per aprire i cantieri degli altri progetti in programma. Il progetto per l’adeguamento e la messa in funzione del depuratore della zona industriale (€ 700mila) aspetta di essere finanziato; lo stesso vale per quanto riguarda i progetti per gli altri due “gioielli” della città: il recupero di palazzo De Donatis da destinare a biblioteca comunale (€ 1milione 600mila) e il recupero e rifunzionalizzazione di palazzo De Judicibus da destinare a centro culturale e per promuovere attività pubbliche (€ 1.032.913,80). Finanziato invece il progetto relativo al ciclo integrato delle acque per la bonifica dell’area umida di contrada “Vora”; a questo era collegato il progetto del parco acquatico e degli ulivi ormai relegato nel “libro dei sogni”.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...