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via regina elena sannicola

via Regina Elena a Sannicola, luogo del mercatino

SANNICOLA. Un mercatino del baratto a Sannicola, il 22 e 23 febbraio in via Regina Elena. Lo organizza l’associazione culturale “Metoxè” (presidente Simona Mosco) con l’obiettivo di educare al riutilizzo, e anche con quello di favorire l’instaurarsi di relazioni, tra i partecipanti, basate sulla fiducia.

Ognuno può portare (anticipatamente l’1 e l’8 febbraio, in via Regina Elena) fino a un massimo di cinque oggetti in buono stato: dagli accessori e dai capi d’abbigliamento ai giocattoli, da libri e cd agli utensili da cucina, e altro ancora.

Per maggiori informazioni, si può fare riferimento alla pagina facebook di Metoxè.

Taurisano. Sono ormai ai nastri di partenza le attività del “Gruppo di acquisto solidale” nato nel centro informativo e creativo che ha sede a Taurisano, in piazza Pietralaia, in una palazzina confiscata alla malavita organizzata e consegnata alla comunità cittadina. A spiegarlo è il responsabile della gestione del centro, Vincenzo Annunziata: «Abbiamo contattato diverse aziende del territorio, tra Taurisano, Ruffano e Torrepaduli, e abbiamo stipulato le convenzioni affinché possano fornirci prodotti alimentari agricoli, ortofrutticoli e caseari, tutti di produzione biologica. Ci stiamo attrezzando anche per gli insaccati e le carni, vista la presenza di rinomati salumifici in paese. Tutti i prodotti ci saranno forniti a prezzi accessibili. Alcuni agricoltori hanno anche manifestato la disponibilità a modificare le proprie coltivazioni per fornire ciò di cui il Gruppo di acquisto solidale ha bisogno».

Il passo successivo, quello che sarà intrapreso proprio in questi giorni, sarà quello di individuare gli utenti del Gruppo di acquisto solidale, coloro, cioè, che daranno la loro disponibilità a comprare i prodotti messi a disposizione dalle aziende.

«Per il momento – spiega Annunziata – ci siamo messi in contatto con gli enti e le strutture del territorio in cui c’è maggior presenza di persone, in modo che si possano stipulare degli accordi collettivi. È nostra intenzione, però, spingere i cittadini a riunirsi, magari in associazionio di quartiere, per far pervenire le richieste dei prodotti».

Sarà una bella novità per Taurisano: i cittadini avranno modo di assicurarsi l’approvvigionamento di prodotti sani, a chilometro zero e a costi decisamente competitivi.

«Contiamo di chiudere il ciclo in poche settimane – conclude Vincenzo Annunziata – e speriamo che le attività del Gas possano partire regolarmente prima dell’estate».

Pierangelo Tempesta

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Ritorno al passato o al futuro? Comunque lo si voglia interpretare è il presente. Sarà la crisi economica generalizzata, la maggiore consapevolezza che i beni di cui disponiamo non sono eterni, sarà in parte anche una “moda” necessaria, ma il baratto si sta diffondendo a macchia d’olio. Si baratta il tempo (banche del tempo), ma anche i beni di ogni tipo.  L’imperativo categorico è “vade retro, pecunia” cioè niente denaro, si torna allo scambio così come avveniva prima dell’uso della moneta (d’altronde pecunia deriva dal latino “pecus”, pecora, oggetto, appunto, di scambio). C’è ancora qualche tribù in cui non esiste il concetto di moneta e quindi quello dell’acquisto, domina ancora il baratto spesso anche nella sua forma più alta che è il dono.

In provincia di Lecce negli ultimi anni sono nate le prime esperienze di mercatini del baratto. C’è quello a Lecce “Piazza Baratto, dal consumo futile alla scambio utile”, promosso dal “Circolo Foundry”, in primavera ed estate sulla piazzetta Balsamo del quartiere S.Pio e poi itinerante  e presso le Officine culturali “Ergot” di piazzetta Falconieri. A Martano c’è “Come nuovo” mercato dell’usato e del baratto organizzato dal Consorzio operatori aree pubbliche, a Melissano nel periodo natalizio di tre anni fa, a Ruffano c’è quello promosso dall’associazione  Soap, “Significa osserva, ascolta, parla.

Ma il baratto, prima di essere istituzionalizzato in appositi spazi e regolato da norme precise, è stato praticato spontaneamente dai bambini e dagli studenti. Quante collezioni di figurine o di giornali sono state completate con gli scambi, quanti libri scolastici sono passati di mano in mano o sono stati barattati con altri generi. Quante amicizie sono nate intorno alle bancarelle estemporanee nate ed esaurite nello spazio di poche ore. Perché nel baratto c’è un altro aspetto da non sottovalutare: non c’è denaro ma si monetizzano rapporti, conoscenze, progetti, affetti. E non è poco.

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