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mensa della carità

don-santo-tricarico-ed-eugenio-chettaGALLIPOLI. A un anno dall’inaugurazione e a sei mesi dall’avvio (il 24 aprile scorso), la sera di sabato 15 ottobre si è fatto il punto sulla “Mensa della Carità” intitolata a “San Francesco d’Assisi”. Nel corso di un’affollata assemblea aperta a volontari e benefattori, si ì così festeggiato il primo compleanno di un servizio sempre più necessario. Come si ricorderà, si è penato per alcuni mesi prima di avere l’allaccio del gas e persino l’agibilità dei locali, ma ora, “grazie a Dio, possiamo guardare avanti con fiducia”, per dirla con le parole di don Santo Tricarico (a destra nella foto accanto a Eugenio Chetta), presidente e direttore della mensa Don Santo ha sottolineato che “non è mai mancata la premurosa presenza del vescovo Fernando Filograna, cui è stato sempre a cuore l’ambizioso progetto”. Aperta tutti i giorni, domeniche comprese, la “Casa della Carità” di cui fa parte la mensa, ha anche un centro di ascolto: non mancano nemmeno le docce e l’occorrente per il cambio di indumenti.

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PzzSlnt_32_01.inddGALLIPOLI. La mensa della carità è partita da qualche giorno, ma le cuoche volontarie già si muovono tra i fornelli come se avessero fatto solo quello in vita loro. Ingresso defilato da via Carlo Muzio, per tutelare la privacy: sono lì già da un paio d’ore “perché alle 12,30 cominceranno ad arrivare gli ospiti, e dobbiamo essere pronte perché il pranzo gli sia servito”, dicono sorridenti. Locali nuovi di zecca, ovviamente, e igiene al massimo, tutte col camice e poco ci manca che costringano pure il cronista ad indossarlo. Il menu dell’altro giorno: frittata di pasta per primo, schiacciatine di carne con contorno di piselli per secondo, frutta di stagione e dolce offerto da una pasticceria, il tutto annaffiato con vino locale e, per gli astemi, acqua. Intanto, nei giorni scorsi, come preannunciato, è stato eletto il nuovo direttivo di amministrazione della “Casa della Carità S.Francesco d’Assisi”, che gestisce la mensa. Questi i nuovi consiglieri, che dureranno in carica 3 anni: don Santo Tricarico (che è anche il direttore), Lucio Zacà, Annarita Maffei, Anna Camilla De Santis, Eugenio Chetta, Giorgio De Donno e Anna Tramacere.

DON SANTO  TricaricoGALLIPOLI. Anche l’ultimo tassello mancante, il visto della Asl, è stato aggiunto. Ed ora, salvo imprevisti dell’ultima ora, e previa la prova generale in questi giorni, i soci fondatori e i volontari addetti alle cucine (nelle rispettive vesti di assaggiatori i primi e cuochi gli altri), avvieranno la mensa, per poi aprirla ufficialmente domenica 24. Tanti sono stati gli intoppi, dal giorno dell’inaugurazione della struttura( il 15 ottobre), alla presenza del vescovo mons. Fernando Filograna e delle autorità cittadine. I primi fruitori della mensa saranno in 15, ma certamente se ne aggiungeranno altri, una volta avviata la struttura. Si inizierà con un pasto caldo, a pranzo, per poi passare, quasi certamente, ai due giornalieri. Sono 150 circa i volontari (in possesso dell’idoneità sanitaria per la manipolazione di cibi e bevande), che si occuperanno, oltre che della cucina e del servizio ai tavoli, anche della segreteria e del Centro di ascolto.
A gestire il tutto, l’associazione onlus “Mensa della Carità S.Francesco d’Assisi”: 20 i soci fondatori, indicati dalle parrocchie cittadine. Il consiglio direttivo è composto da don Santo Tricarico (foto), presidente e direttore della mensa), A.Camilla De Santis, Luciana Piro, Lucio Zacà, Antonio Camisa e Anna Rita Maffei. I lavori sono stati finanziati con donazioni di privati e fondi Caritas.

GALLIPOLI. Per la verifica, non c’è bisogno di scomodare gli economisti: le cifre parlano chiaro. «Quando iniziò la crisi economica, pensai che ne saremmo usciti in 4-5 anni al massimo: ho l’impressione, invece, che questa situazione si stia cronicizzando e sia diventata endemica» così dice don Santo Tricarico, da sempre impegnato nel sociale, parroco a S. Lazzaro e direttore della Mensa della Carità. «Se non fosse per la Chiesa (che fa quel che può) – continua – le persone in difficoltà sarebbero abbandonate a se stesse. Anche a Gallipoli, la fascia di povertà è in aumento: nonostante qualche possibilità in più offerta dal turismo». E se la mensa della Carità apre i battenti subito dopo Pasqua (sono 15 gli aspiranti fruitori, che certamente aumenteranno non appena sarà avviata), non si possono trascurare le altre emergenze, quali la casa e il lavoro, che mancano.

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DUEGALLIPOLI. La Mensa della Carità “San Francesco d’Assisi” è finalmente alle battute finali. Il tanto atteso collaudo (indispensabile per l’apertura della mensa) è stato fatto, e il gas è ora regolarmente allacciato, come pure luce e acqua, e, a giorni, il Comune rilascerà il prescritto nulla-osta per l’agibilità dei locali. Insomma, non c’è più il clima di rassegnazione o, peggio, di disfatta dei giorni scorsi ed anche don Santo Tricarico (direttore della mensa) ha riacquistato il sorriso di sempre. La struttura venne inaugurata, alla presenza del Vescovo a ottobre scorso, in occasione della festa di S.Teresa (inizio del periodo natalizio per i Gallipolini).

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DON SALVATORE LEOPIZZIGALLIPOLI. Probabilmente non ci sarebbe stato bisogno di attendere il 19 dicembre, all’apertura della “Porta della Misericordia” in cattedrale, per invitare alla “misericordia” verso chi ha bisogno. La “mensa della carità” è in dirittura d’arrivo, ma non solo: sono numerose le iniziative per il prossimo Natale. Tra le tante  – ed è già il terzo anno consecutivo – di particolare significato quella  promossa e coordinata da don Salvatore Leopizzi (foto), parroco a S.Antonio e consigliere nazionale di Pax Cristi: il pranzo del 17 dicembre, nella sala ristorante del palazzo “Bellavista”. Seduti a tavola come si conviene tra buoni amici, si anticipa il pranzo di Natale, offerto ad ospiti d’eccezione dalla direzione  dei Caroli hotels. È un momento di convivialità e di festa per quanti vivono nella precarietà o in solitudine: «Noi vogliamo dare visibilità proprio a coloro,  che in genere sono “invisibili” – tiene a puntualizzare don Salvatore -. Pranzeranno, non solo persone sole o “famiglie in difficoltà” accompagnate dai rispettivi parroci di Gallipoli,  ma anche comunità di accoglienza da Copertino, Casarano, Tuglie, Matino e Maglie, dove vivono cittadini stranieri dei diversi continenti. Come dire che, nonostante le difficoltà e i bisogni di questo territorio, si può sempre aggiungere “un altro posto, a tavola».
Inoltre, promossa dalle Caritas cittadine, sabato 12, c’è stata la raccolta alimentare presso i vari centri commerciali, precisa Agata Coppola, referente Caritas per la parrocchia S.Antonio:  «I pacchi che consegneremo per Natale (sono circa trenta le famiglie assistite) conterranno, oltre ai generi di prima necessità, anche i proventi di quella raccolta, e, quale segno di augurio e di fraternità,  il panettone e lo spumante offerto dalla Caritas parrocchiale e, ovviamente, dal parroco».

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