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Taviano – Tutti salentini i vincitori del concorso internazionale di acconciatura maschile “Omc Hairworld” svoltosi a Parigi il 9 e 10 settembre scorsi. Ad organizzare la manifestazione è la società Omc, tra le più grandi organizzazioni mondiali di parrucchieri professionisti. Nel salone dell’Expo porto di Versailles Mary Sindaco (di Galatina) si è affermata nella prova “Evening” (acconciatura di sera) mentre Andrea Santacroce (di Melissano) si è aggiudicato l’argento per la prova “Progressiv maschile” (moda). Bronzo, invece, per Loredana Manni (di Taviano) e Valerio Santacroce (di Melissano), per la prova “Bridal style” (acconciatura nuziale).

Il direttore tecnico Massimo De Marco È stato un sogno che si è concretizzato per la squadra “Evolution group” con sede a Taviano, che rappresentava l’Italia per il “Gruppo Uaami” (“Unione artistica acconciatori misti italiani) con il direttore tecnico Massimo De Marco. «Ringrazio tutti coloro che hanno creduto in noi –  dichiara De Marco – e che ci hanno sponsorizzati, in primis la Provincia di Lecce, il Comune di Taviano e la famiglia del compianto Martino Santacroce, parrucchiere tavianese. Con la nostra scuola continueremo a sfornare acconciatori in linea con i tempi moderni‘. Il gruppo ha superato molte preselezioni, provinciali e regionali, prima di accedere alla finalissima di Parigi dove, peraltro, ha dovuto competere contro avversari molto bravi come i portoricani e gli acconciatori  francesi.

Melissano – Inquietante episodio di violenza e di bullismo tra minori a Melissano. Questa mattina i carabinieri della locale Stazione hanno deferito, in stato di libertà, un 16enne ed un 17enne del posto per i reati di lesioni personali, ingiurie e danneggiamento in concorso. I due, a quanto pare per futili motivi, la sera di venerdì 7 settembre si sarebbero impossessati con violenza del ciclomotore di un 16enne. Prima del gesto non sono mancate le ingiurie. Calci e pugni, invece, al momento della restituzione. Il ciclomotore è stato, infatti, riconsegnato al loro coetaneo, dopo circa una mezz’ora, con vistosi danneggiamenti e con un sacco di rifiuti all’interno del bauletto. Le indagini sono scattate in seguito alla denuncia dei fatti da parte dei genitori della vittima, risultata affetta da lesioni guaribili in pochi giorni. Dell’accaduto è stata informata l’autorità giudiziaria minorile.

Gianni Vantaggiato

Melissano – Una conferma della validità delle indagini; un’auto in fiamme appartenente ad uno degli arrestati. Tiene ancora banco  l’indagine sul clan dedito allo spaccio e con uno scontro intestino in atto per la gestione della “piazza” dopo due uccisioni, a marzo (Manuel Cesari, 37 anni, e lo scorso luglio (Francesco Fasano di 22 anni). Una branca dell’attività della magistratura e delle forze di polizia si va svolgendo ormai nelle aule giudiziarie da cui dipendono le sorti dei dieci arrestati, tra cui gli accusatori dell’omicidio di Fasano, Daniele Manni e Angelo Rizzo, di 39 e 23 anni, entrambi di Melissano. Loro ed altri cinque hanno presentato istanza al Tribunale della libertà per la cancellazione dei fermi decretati in prima istanza dalla Procura della Repubblica di Lecce e già vagliati e ritenuti idonei dal giudice delle indagini preliminari.

Dello stesso avviso sono stati i tre magistrati del Tribunale del riesame che hanno confermato sia gli arresti che le ipotesi di reato, basate su solide intercettazioni ed altri riscontri, circa l’esistenza di un’associazione a delinquere per lo smercio di droga: restano dentro quindi anche Antonio Librando, 52 anni; Gianni Vantaggiato, 48; Maicol Manni, 27; Luca Piscopiello, 37; Luca Rimo, 35 anni. Completano il gruppo malavitoso Pietro Bevilacqua (scampato ad un primo tentativo di uccisione di Fasano con lui presente in auto), 32 anni; Luciano Manni, 65 anni; Biagio Manni, 60 anni, questi ultimi due i contendenti con un palio il controllo dello spaccio a Melissano e in paesi vicini come Racale, Alliste, Taviano e Gallipoli (nei mesi della movida).

Che qualcosa covi ancora sotto la cenere – come confidato a Piazzasalento a canna di pistola ancora calda da un investigatore – lo ha  chiaramente dimostrato un altro episodio accaduto in paese nella notte de 16 agosto scorso. Alle 2,30 circa in via Edmondo De Amicis si sono alzate le fiamme da un’auto posteggiata davanti ad una abitazione. Domato l’incendio, si è appurato che si tratava di una Nissam Qashquai intestata ad un 48enne che figura tra gli arrestati del blitz dei carabinieri di Lecce e Casarano: era l’auto di Gianni Vantaggiato, residente a Tonco in provincia di Asti; quella adiacente è la casa dei suoi genitori. Danni alla parte anteriore dell’auto e ad alcuni infissi dell’abitazione.

Cosa ci sia dietro a questo “avvertimento” è ora un altro scorcio su cui fare luce da parte di coloro – con il procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi in prima linea – che stanno dipanando i fili e gli spunti emersi dalle massicce intercettazioni prima durante e immediatamente dopo l’assassinio di Francesco Fasano, ucciso con un colpo di pistola alla tempia ed abbandonato sul ciglio della strada provinciale per Ugento. E’ dato per scontato che un territorio storicamente attivo in fatto di spaccio di stupefacenti ed altre attività criminose, faccia gola a diversi gruppi operanti in quella zona ed in quelle limitrofe che, dopo l’uscita di scena dei boss di Casarano e Taurisano, stanno progettando nuovi assetti operativi con gerarchie nuove e ben definite.

 

Melissano – È stata ritrovata incendiata la Fiat Punto grigia utilizzata per le recenti rapine agli uffici postali di Felline e di Taviano. L’auto, rubata a Racale il 22 luglio, è stata trovata dai carabinieri presso la zona industriale di Melissano. Malgrado l’intervento dei Vigili del fuoco di Ugento, le fiamme hanno distrutto completamente l’autovettura. I due colpi hanno fruttato, rispettivamente, circa 1.600 euro (il 3 agosto a Felline) e circa 500 euro (il 7 a Taviano) e sono stati messi a segno dalla stessa coppia di rapinatori, ogni volta fuggiti a bordo della stessa Fiat Punto ora trovata bruciata.

Lecce – Dieci arresti, a neppure 24 ore da un’esecuzione mafiosa (quella del 22enne Francesco Fasano), meritano il plauso dei vertici dell’Arma. Così è stato visto che il comandante della Legione dei carabinieri Puglia Giovanni Cataldo, in visita al Comando provinciale di Lecce, si è complimentato con i carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo e della Compagnia di Casarano “per il brillante risultato investigativo che ha portato, la scorsa settimana, ad eseguire il fermo di dieci persone a Melissano, due delle accusate di omicidio”. Il generale Cataldo, destinato a breve alla guida della Legione “Sicilia”, ha incontrato gli ufficiali del Reparto operativo e dei reparti territoriali ed una rappresentanza dei comandanti di Stazione e dei militari in servizio nella provincia di lecce, nonchè dei delegati della rappresentanza militare. Cataldo, già comandante della Sezione anticrimine di Lecce, ha pure incontrato il prefetto Claudio Palomba, il presidente del tribunale Francesco Giardino, il procuratore generale della Repubblica Leonardo Leone De Castris ed il presidente del Tar Lecce Antonio Pasca.

Daniele Manni

Melissano – “Gravi e concordanti indizi di colpevolezza” hanno portato il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Carlo Cazzella, a confermare gli arresti per i dieci uomini che sei giorni fa sono stati coinvolti, in misura differente, nell’omicidio di Francesco Fasano, 22 anni, di Melissano. Ad eccezione dei presunti autori dell’uccisione, Daniele Manni (foto sotto), 32enne di Melissano ma residente a Casarano, e Angelo Rizzo, 23 anni, di Melissano, per tutti gli altri il giudice non ha riconosciuto tra le motivazioni addotte per il fermo di polizia quello del pericolo di fuga. Gli otto componenti i gruppi che si stanno fronteggiando per contendersi il mercato della droga nella zona, la sera dell’agguato mortale sulla Provinciale per Ugento, erano stati rintracciati tutti nelle loro case. Non così Daniele Manni e Rizzo, che si sono subito allontanati dal paese, passando per Gallipoli e poi Lecce.

Degli altri otto arrestati, solo due hanno scelto la linea di rispondere alle domande del magistrato, respingendo nettamente ogni accusa: Antonio Librando di 52 anni e Gianni Vantaggiato, 47enne residente in provincia di Asti. Hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere Pietro Bevilacqua 32 anni, Biagio Manni, Luciano Manni di 50 e 65 anni (i due capi dei due gruppi in contrasto fanno parte di una lunga famiglia e sono cugini, non fratelli come erroneamente riportato in un primo momento), Maicol Andrea Manni di 27 anni, Luca Piscopiello37enne e Luca Rimo di 36 anni. I loro avvocati difensori puntano a giocarsi le loro carte nei passaggi successivi del procedimento giudiziario. Che intanto ha visto premiato il lavoro svolto dalla Procura della Repubblica di Lecce e dal procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi, con i carabinieri di Melissano e del Nucleo investigativo di Lecce. Magistrati e forze dell’ordine hanno portato portare all’esame del Gip una mole notevole di intercettazioni ambientali (microspie) e telefoniche.

Gli indizi a carico dei dieci indagati sono  di una gravità tale circa la “partecipazione al sodalizio dedito al traffico di stupefacenti sulla piazza di Melissano (com’è facile da desumere dai discorsi sul prezzo, la qualità della sostanza stupefacente”, che il carcere è l’unica misura cautelare adeguata sia per congiurare l’inquinamento delle prove che il rischio di reiterazione del reato, anche alla luce dell’alta tensione tra i due gruppi e della spregiudicatezza criminale di alcuni di loro, tra pregiudicati e i tre condannati per omicidio.

Il giudice per le indagini preliminare sancisce l’esistenza di due gruppi come descritto da Piazzasalento, in quello che era stato fino al marzo scorso il regno di Manuele Cesari, ferito in un agguato e poi morto in ospedale dopo una settimana. Da allora sono scattate le indagini ma anche le lotte interne a chi doveva prenderne il posto. In lizza Luciano Manni, padre del presunto assassino Daniele, e Biagio Manni. Grazie sempre alle meticolose intercettazioni, il Gip scrive tra l’altro dei “contrasti  insorti tra due fazioni in ordine alle gerarchie interne a seguito della rapida escalation di Manni Daniele, personaggio violento, autoritario e senza scrupoli, che poteva contare sul sostegno del padre Luciano e del fratello Maicol”. Secondo l’accusa, Daniele Mani è anche protagonista del primo tentativo di far fuori Fasano, cinque giorni prima del colpo alla tempia sparato da distanza ravvicinata con una calibro 9.

Gli esami Stub diranno fra qualche giorno se si sono riscontrate tracce di esplosivo sulle mani dei due bloccati per primi, Manni e Rizzo. Oltre a loro due, fanno parte del gruppo di Luciano Manni, l’altro figlio Maicol, Luca Rimo, 35enne. Con Biagio Manni, oltre al defunto  Fasano, ci sono Pietro Bevilacqua, Luca Piscopiello, Antonio Librando, Gianni Vantaggiato. L’autopsia molto probabilmente confermerà che l’omicidio è avvenuto intorno alle 23, orario in cui dal telefonino Francesco Fasano risponde ad una chiamata. Dieci minuti dopo il traffico da quel cellulare finirà.

Casarano – Ultima delle tre serate sul tema della legalità promosse dal comitato “Casarano Libera”. Questa sera alle 19 in piazzetta Petracca interverranno il questore di Lecce Leopoldo Laricchia ed il giornalista “antimafia” Antonio Nicola Pezzuto. Dopo aver dialogato con il prefetto Claudio Palomba, con il ministro Barbara Lezzi e con il referente regionale di Libera Mario Dabbicco, la rassegna “Piazze destate” propone, dunque, un’altra opportunità di riflessione e di lettura “sulle dinamiche che attraversano il nostro territorio”, come affermano i promotori del comitato.

Intanto, dopo il recente agguato mortale in cui ha perso la vita il 22enne Francesco Fasano, il locale Presidio di Libera esprime “apprezzamento e gratitudine alla Procura di Lecce e all’Arma dei Carabinieri per aver saputo, con grande capacità e dedizione, affrontare e risolvere velocemente le tragiche e violente vicende che hanno interessato il territorio del Comune di Melissano”.

Luciano Manni

Melissano – Uno ha 65 anni, l’altro 50. Uno proviene da attività illecite classiche (furti d’auto con riscatto, armi), l’altro da traffici legati agli stupefacenti. L’uno e l’altro collaboravano sotto il comando dispotico e alterato dall’uso di cocaina di Manuele Cesari, morto a seguito di un attentato a marzo scorso; ora l’uno è in guerra con l’altro. L’uno e l’altro sono fratelli. Luciano Manni e Biagio Manni  entrambi di Melissano, si stanno disputando la partita del controllo di ciò che fu il giro di Cesari, che godeva anche di appoggi da gruppi del Nord Salento.

In ballo vi sono ingenti guadagni dalla vendita di droga Proprio Cesari aveva allargato il giro anche alle “piazze” vicine di Taviano, Racale, Ugento. Pestando i piedi a qualcuno tanto che si faceva vedere in giro molto poco prima dell’agguato fatale. E chi c’era da prima sul mercato delle droghe, Biagio Manni, non intende fare spazio e lasciare campo libero a chi è arrivato dopo, fosse pure il fratello maggiore. Da qui il conflitto ormai senza esclusione di colpi, che ha fatto registrare agli inquirenti

Biagio Manni

nell’ultimo mese una escalation di minacce scambiate via cellulari, promesse di morte tra i due gruppi più o meno definiti.

I “militanti” dei due gruppi Facevano parte del clan di Luciano Manni i figli Daniele, 33 anni, domiciliato a Casarano, e Maikol, 27; l’altro accusato di aver ucciso Francesco Fasano il 24 luglio scorso, Angelo Rizzo, 23enne, insieme a Daniele Manni; Luca Rimo, 35enne che però proprio tanto schierato non risulterebbe, come uno che sta a guardare piuttosto come si mettono le cose. Con Biagio Manni, oltre a Fasano e a Pietro Bevilacqua, 32 anni, scampato ad un primo attentato con Fasano stesso cinque giorni prima di quello mortale, ci sarebbero Luca Piscopiello, 37 anni, Antonio Librando, 51 anni, Gianni Vantaggiato di 48 anni residente in provincia di Asti, che ha appena finito di scontare la pena per l’omicidio di un tabaccaio durante una rapina a Taviano.

Tra i dieci, tutti fermati che lunedì vedranno se il giudice confermerà o meno il provvedimento restrittivo, molti rimandano ad altre brutte pagine della criminalità in questa zona. Alcuni sono infatti ex “ragazzi di Troisi”, Francesco Troisi, il capo poi uscito di scena di Racale. Andando indietro agli anni Novanta rispuntano le figure di Luciano Stefanelli, gli scontri tra Fabio Reho e i suoi di Taviano e Guido Marzo di Racale. Altri legami portano ai Padovano e poi ai Cardellini di Gallipoli, come Librando. Lo stesso Luciano Manni ha rapporti con gli Scarlino di Taurisano.

“La piazza, la piazza, la piazza… ma che vogliono, la piazza non è loro… chiunque viene a parlare della piazza digli che venga a parlare con me, cu lu Barbetta”, tuona al telefono parlando col figlio Daniele, Luciano, il più anziano dei Manni. “Vogliono la guerra? Li spriculu tutti…”, prosegue. I fatti, dopo appena due settimane da questa intercettazione, avrebbero tragicamente confermato il suo pesante ammonimento.

Il primo “soldato” a cadere è stato il giovanissimo Fasano, il più indifeso, ancora incensurato, senza un’arma. E in procinto di scoppiare, con conseguenze imprevedibili, dopo il primo tentativo di farlo fuori mentre era in auto, seguito con un’altra auto da Bevilacqua. Parlando con Biagio prefigura dimostrazioni pubbliche, segnali da mandare a chi sanno loro, come andarsi a sedere sulle scale di casa di Luciano, fare il pazzo per attirare l’attenzione pensando ingenuamente di mettere fine così alla caccia in atto. Il coraggio di andare a fare denuncia contro chi gli ha sparato addosso non ce l’ha. Sarà il suo errore più grande.

Biagio scalpita contro il concorrente in casa; Luciano non molla la piazza e non intende fare sconti o cedere territorio. E dopo questo attacco, la palla della rappresaglia passa di mano. E’ vero che adesso tutti – quindi anche i protagonisti in campo – sanno di essere seguiti e controllati passo passo, ma appare poco credibile che tutto finisca qui come se niente fosse e, soprattutto, sena aver definito a chi devono andare quegli enormi flussi di soldi portati dallo spaccio di droga. “La razza è longa”, dice chi li conosce. E la “razza longa” non è solo quella dei Manni.

Melissano – Intercettazioni, osservazioni dei movimenti, indagini fitte in corso da marzo; poi, appena scoppiato lo scontro interno ai due gruppi di quello che era un unico sodalizio, l’intervento a colpo quasi sicuro. Nell’arco di 24 ore dall’omicidio di Francesco Fasano, 22enne, sono finiti in carcere dieci uomini: Daniele Manni, Angelo Rizzo, Pietro Bevilacqua, Antonio Librando, Biagio Manni, Luciano Manni, Maicol Andrea Manni, Luca Piscopiello, Luca Rimo, Gianni Vantaggiato.

La guerra interna ha assunto i toni ultimativi quando nel marzo scorso qualcuno ha tentato di uccidere il leader della zona, Manuele Cesari; non vi era forse quella intenzione. Chi ne contestava il potere e la durezza nei rapporti probabilmente mirava ad un avvertimento, una gambizzazione che però – per le ferite riportate da quei colpi, hanno condotto il boss alla morte dopo alcuni giorni di ospedale. Si è appreso questo ed altro dalla conferenza stampa svoltasi a Lecce questa mattina.

Come che sia, la scomparsa di Cesari aveva acceso nel clan la lotta alla successione per gestire in prima persona il traffico di droga di notevoli dimensioni con il relativo mare di soldi. Sorprende per certi versi che la vittima designata di martedì notte, attirata fiori paese per essere liquidata ferocemente per poi essere travolta da un automobilista di passaggio, fosse già stata fatta segno di un altro attentato sconosciuto ai più perché non denunciato. Il 19 luglio Fasano era in macchina con uno degli arrestati, Pietro Bevilacqua; ad un certo punto un’altra auto si era affiancata e da lì erano partiti dei colpi d’arma da fuoco che però non avevano raggiunto i bersagli umani. A chi chiede al 22enne – lo si legge in una intercettazione – se lo hanno fatto apposta per non colpirli o se hanno sbagliato la mira, l’interessato risponde con tono quasi premonitore che secondo lui si sono sbagliati.

Eppure dopo il primo chiaro attacco Fasano non apre bocca, non denuncia, non ne parla; non se ne sa niente; anche il suo compagno presente in macchina tace. All’incontro con la morte, forse sentendosi ormai senza più via di scampo, quasi rassegnato il giovane ci va con l’auto intestata al padre di Bevilacqua. E’ il suo ultimo viaggio, da ragazzo incensurato eppure capitato in un giro molto più grande di lui. Rispecchia questi sentimenti qualche commento di quelli apparsi sulla pagina Facebook di Fasano. “Non credevo fosse possibile arrivare a questo”, confida una ragazza; eppure “Eri proprio tu a chiedere a me, negli ultimi messaggi, come sto…” scrive un’altra giovane donna. E ancora: “Non meritavi di andartene così”. Infine: “Sempre con la mano sulla tua spalla. C’ho provato ma non è bastato”, il messaggio di un uomo. Lui ha lasciato il suo di messaggio postato tempo fa in copertina: “Amo sognare. Almeno lì va tutto come dico io”.

In paese le reazioni sono visibilmente imbarazzate più che altro: facce rassegnate al peggio, persone che si stringono nelle spalle; qualcuno ricorda che fino a pochi mesi fa quel giovane era andato a lavorare in Germania (a Cuxhaven, Bassa Sassonia) e che non sembrava proprio “uno di quelli”. La paura per quel che non si vedeva o che non pareva possibile è palpabile. Ha preso la parola il parroco don Antonio Perrone (di Galatone): “Non credo ci sia molto da dire per non fare retorica, ma molto da riflettere. Non servono parole ma impegno da parte di tutti per mostrare ai giovani che le cose nella vita possono andare diversamente”.

Un altro sacerdote, don Raffaele Bruno di Libera, associazione nazionale antimafia di don Luigi Ciotti, si mostra prostrato: “Un ragazzo di 22 anni, era un ragazzo di 22 anni… possibile che non ci si ponga la domanda su che fare per agganciare Francesco e i ragazzi come lui?Possibile girarsi invece dall’altra parte senza chiedersi che sta succedendo? Serve urgente una operazione culturale, educativa”. In Comune il Sindaco Alessandro Conte (foto; sotto, il Procuratore Leone De Castris) ha chiamato la Prefettura: chiede una riunione specifica del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico. Lo aveva già fatto dopo il morto di marzo, ma ora torna alla carica: vuole lo Stato accanto alla sua comunità in questo terribile periodo. Anche Conte è convinto che un vero salto culturale per convincere chiunque che il crimine non paga mai. In paese si ricordano le iniziative degli ultimi mesi, con l’Istituto comprensivo, la manifestazione “Sulle note della legalità”, il concerto con la Fanfara della Polizia di Stato.

Cosa accadrà ora? La risposta del comandante dei carabinieri Ma a questo punto i fatti di sangue finiscono qui? La gente se lo chiede, col timore inconfessabile che ce ne saranno altri di scontri davanti ad una torta, quella dello spaccio di droghe, tanto appetitosa quanto ricca di clienti “di ogni età e di ogni classe sociale”, come ha stigmatizzato in una nota il Procuratore della Repubblica Leonardo Leone De Castris. In conferenza stampa si è parlato ovviamente anche dei possibili sviluppi della situazione. Il comandante dei carabinieri di Lecce, Giampaolo Zanchi, ha così risposto: “Il sodalizio con due fazioni all’interno con la voglia di primeggiare è stato disarticolato. Il Sindaco me ne ha parlato ma credo di poter dare un messaggio di ottimismo alla comunità: è stato dato un colpo molto serio all’associazione delinquenziale di questa zona”.

 

 

Melissano – “Lo Stato è presente più che mai sul territorio e aumenterà ulteriormente la pressione su ogni forma di illegalità. Per ciò che attiene al traffico e al consumo di stupefacenti non smetterò mai di ricordare – e parlo alle decine di migliaia di soggetti di ogni età e classe sociale che quotidianamente assumono cocaina e marijuana sul territorio – che ogni tipo di cocaina e ogni canna fumata alimentano le ricchezze della criminalità organizzata così come ogni euro speso finisce nelle tasche dei mafiosi”: non capita tutti i giorni che un alto magistrato inquirente decida di scrivere una nota, quasi un appello, per mettere in assoluto risalto cause e conseguenze di comportamenti illeciti diffusi e di sostanziale indifferenza. Alla luce della gravissima situazione a Melissano e dintorni, con due morti ammazzati in quattro mesi, entrambi collegabili ad un ingente traffico di droghe, a prendere l’inconsueta iniziativa è Leonardo Leone De Castris (foto), il Procuratore della Repubblica del distretto di Lecce, il capo cioè di quei magistrati ai quali i cittadini si rivolgono per ottenere giustizia davanti a torti o violenze.

Una verità da riconoscere con coraggio “Se non si ha il coraggio  di riconoscere questa verità – ammonisce il dottor Leone De Castris – se si continua ad alimentare anche episodicamente il consumo di stupefacenti, così creando obiettivo intralcio al contrasto che le istituzioni nel loro insieme rivolgono alla criminalità organizzata, non si ha alcun titolo per lamentarsi della escalation di furti e rapine, fenomeni criminali di ogni tipo, o ancora indignarsi per l’occupazione da parte della criminalità di interi settori della realtà economica della zona, che pure con impegno e fatica la Magistratura e le forze dell’ordine continuano a contrastare”.

Preoccupato da una situazione che conosce molto bene, anche per la sua esperienza in diverse sedi, il procuratore capo prova così a  far crescere la consapevolezza intorno al mondo della criminalità che ha nel traffico organizzato di droghe la sua fonte principale di approvvigionamento di denaro, da impiegare nella economia legale e sana, in particolare – come si legge da un bel po’ di tempo a questa parte nelle relazioni semestrali e annuali  – nel settore turistico, la gallina dalle uova d’oro che attrae anche attenzioni assai poco desiderabili.

Nell’esprimere soddisfazione per le conclusioni delle indagini sull’esecuzione di Francesco Fasano (vedasi altri articoli sul caso su questo sito), e sottolineando l'”eccezionale impegno profuso” dal procuratore aggiunto e da due sostituti procuratori, dal Nucleo investigativo del Comando dei carabinieri di Lecce e della Compagna di Casarano,  il Procuratore della Repubblica scrive: “Le evidenze indicano che la causale dell’omicidio va ancora una volta ricercata nel traffico organizzato di stupefacenti e nelle controversie relative alla spartizione dei territori di influenza, che da tempo costituisce il ‘core business’ della criminalità organizzata salentina, così come dimostrato dalle decine di tonnellate di stupefacente sequestrate nell’anno in corso”.o

 

Melissano – Daniele Manni di 34 anni e Angelo Rizzo di 23. sono ritenuti dai carabinieri gli autori materiali dell’uccisione, con un colpo di pistola alla testa, del 22enne Francesco Fasano (foto), anche lui di Melissano come gli arrestati. Con la coppia di presunti assassini sono stati fermati altri otto presunti complici: sul loro capo pesa l’accusa di associazione a delinquere e di spaccio di stupefacenti in quantità ingenti.

L’operazione dei carabinieri della compagnia di Casarano e del Nucleo investigativo dei carabinieri di Lecce ha già alcuni punti fermi, a meno di 30 ore dall’omicio del giovane, incensurato ma con frequentazioni tutt’altro che tranquillizzanti, ammazzato sul bordo della Provinciale Melissano-Ugento pochi minuti prima della mezzanotte tra martedì 24 e mercoledì 25. Hanno guidato sul campo gli investigatori il procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi e due sostituti procuratori. Senza sosta, evidentemente, fino a quando non hanno potuto mettere le mani sui malavitosi durante la scorsa notte in base a provvedimenti giudiziari definiti ieri sera, vale a dire a meno di 24 ore dall’agguato mortale.

La velocità nella ricostruzione dell’accaduto e nel decidere le misure necessarie si spiega col fatto che il gruppo dedito allo spaccio di stupefacenti era seguito molto da vicino dal marzo scorso, quando nello stesso ambiente era maturato l’omicidio di Manuele Cesari, il 37enne fatto fuori davanti ad un fast food a Melissano il 27 marzo di quest’anno. Il lavoro svolto in questi mesi ha contribuito non poco a fare piena luce in poche ore su quest’altro omicidio, perpetrato con modalità da criminali incalliti: Fasano sarebbe stato fatto stendere a terra e poi freddato con un colpo alla tempia. Non solo: lo stesso “bersaglio” ed un altro componente del sodalizio erano sfuggiti per caso alla caccia in atto il 19 luglio scorso, sempre per mano di Manni e Rizzo, accusati per quest’altro episodio sfuggito alle cronache, di tentato omicidio il 19 luglio scorso.

Un traffico di droga in quantità industriale, dalla marijuana  alla cocaina (di provenienza, come da tradizione consolidata dei clan calabresi), tale da far rimarcare agli inquirenti che si tratta di “ingenti quantitativi”. Tanto voluminosi questi sporchi affari da produrre un giro di denaro inimmaginabile, capace di sollecitare appetiti sempre crescenti, con gli equilibri interni ai gruppi criminali messi sotto forti pressioni sia per la ripartizione degli utili sia per la definizione delle aree d’influenza e quindi di spaccio. Queste due uccisioni a distanza di quattro mesi l’una dall’altra sono la prova schiacciante della resa dei conti in atto a Melissano e dintorni. Non va sottovalutato infatti lo stretto legame con la malavita di Casarano di quella di Melissano, gerarchicamente sottoposta e controllata.

 

 

 

 

 

Carabinieri di Casarano

Melissano – Sarebbero tre i primi sospettati per l’agguato che nella notte ha portato la morte a Francesco Fasano (foto), 22 anni appena compiuti, sul ciglio della Provinciale che conduce ad Ugento, poco meno di un chilometro fuori dal centro abitato, intorno alla mezzanotte scorsa. Tre giovani sarebbero stati portati in caserma per interrogatorio e per la prova Stub (rivelatrice di residui a seguito di uso di armi da fuoco). Un’auto, una Ford Fiesta grigia, è sotto sequestro.

E’ lo stesso automezzo che i carabinieri di Melissano, della Compagnia di Casarano e – subito dopo – del Nucleo investigativo dell’Arma giunto da Lecce, hanno trovato poco distante dal corpo ormai senza vita del giovane, noto alle forze di polizia per precedenti per droga. Il proprietario è di Melissano e l’avrebbe data in prestito a Fasano, che gliel’aveva chiesta ignaro di stare recandosi ad un appuntamento fatale. Un colpo di pistola alla testa (ma non forse non l’unico sparato dagli esecutori del delitto) è stato fatale. L’uomo si è accasciato sull’asfalto per poi essere travolto da un automobilista di passaggio che non si è accorto di quell’ostacolo improvviso.

Indaga la Procura antimafia Sarà l’autopsia disposta dal sostituto procuratore di turno, Stefania Mininni, a completare il quadro delle ferite per i colpi sparati dai sicari. Più difficile sembra ricostruire il quadro del delitto, il secondo in quattro mesi a Melissano, dopo l’uccisione davanti ad un fast food il 27 marzo scorso di Manuel Cesari, 37enne. In Procura è lo stesso Procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi a seguire le indagini. E’ lo stesso magistrato che cura da vicino tutte le vicende legate alla criminalità organizzata della zona di Casarano e dell’arco jonico. In un recente passato gli inquirenti hanno ribadito l’ipotesi che vi sia nella zona uno scontro tra gruppi criminali emergenti in cerca di assumere il comando dopo la scomparsa o il carcere di alcuni capi, come Augustino Potenza (ucciso davanti ad un supermaket di Casarano) e il suo sodale Tommaso Montedoro, entrambi casaranesi. Con Melissano che storicamente è sempre stata considerata come una realtà in diretta connessione con la mala del centro più grosso.

Tutta la notte è trascorsa con i carabinieri – ai quali alcuni automobilisti si erano rivolti – impegnati in perquisizioni, controlli e interrogatori, per cercare di assumere informazioni utili da famigliari, amici e conoscenti della vittima. Il giovane, che aveva frequentato il Nautico di Gallipoli, era stato da ultimo visto al lavoro in un supermercato della zona.

Melissano – Invece di rispettare l’obbligo di dimora nel suo comune, quello di Ugento, il 65enne Pasquale Preite è stato intercettato dai carabinieri nel pomeriggio di ieri a Melissano. Dopo un breve inseguimento, l’uomo è stato bloccato a bordo di una Fiat Punto, risultata a noleggio, intorno alle 16 su via Corvaglia. Preite è un sorvegliato speciale con condanne anche per motivi di estorsione. Dopo le formalità di prassi in caserma, l’arresto è stato condotto nel carcere leccese di Borgo San Nicola.

Corigliano d’Otranto – Maxi sequestro di sostanze dopanti e anabolizzanti, per un valore pari a circa un milione di euro, in un garage di Corigliano d’Otranto. L’operazione condotta dai carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità di Lecce, insieme ai colleghi della locale Stazione, ha portato all’arresto di cinque persone: in carcere sono finiti il 33enne Stefano Nunziato, nato a Savigliano (Cuneo) e residente a Melissano, ed il 32enne Daniele Morello, nato a Gallipoli e residente ad Alezio (entrambi già noti alle forze dell’ordine), mentre i domiciliari sono stati disposti per gli incensurati Alessia Esposito, 29enne di Gallipoli,  Valeria Chirilli, 24enne di Cursi e Luigi Sfragara, 31enne di Galatina, tutti e tre incensurati. Il box auto in questione era nella disponibilità di questi ultimi due, mentre appena fuori dal garage, il servizio di osservazione organizzato dai militari nell’immediatezza del sequestro ha permesso di sorprendere gli altri tre con le chiavi dello stesso locale e i possesso, a loro volta, di altre sostanze vietate. Nell’abitazione del 33enne residente a Melissano sono poi state sequestrate, oltre ad oltre 65mila euro in banconote di piccolo taglio, anche numerose buste e pacchi provenienti da indirizzi in Italia e all’estero e varie carte di credito prepagate.

I collegamenti con l’estero Si tratta di uno dei maggiori sequestri di questo tipo di sostanze vietate operati in Italia con ramificazioni in tutto il mondo. Molti dei prodotti sono risultati, infatti, di produzione estera (Cina, India, Moldavia, Russia, Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Turchia e altre ancora). Nel corso di uno specifico servizio finalizzato a contrastare i reati contro la salute pubblica, i carabinieri hanno appurato come nel box auto fossero nascoste oltre 3.000 fiale e 500.000 pasticche tra nandrolone, ketamina, efedrina, steroidi anabolizzanti, compresse di ormoni (anche per equini), farmaci per la disfunzione erettile, psicofarmaci e pure 7.242 compresse di farmaci ormonali normalmente utilizzati per terapie tumorali.

Altro ingente materiale è ancora in corso di catalogazione: di certo sono state trovate 8.600 compresse dal principio attivo sconosciuto contenute in confezioni artigianali senza etichetta nonché 122 fiale contenenti una sostanza liquida sconosciuta sempre priva di etichetta oltre a rilevanti quantità di medicinali broncodilatatori, insulina, farmaci inibitori della lattazione, diuretici e varie sostanze di taglio e a materiale per il confezionamento di dosi e spedizioni. La perquisizione ha pure portato alla scoperta di documenti di identità intestati a cittadini stranieri sui quali sono in corso accertamenti. Si tratta di capire anche perchè la base di tale consistente spaccio e distribuzione fosse nel cuore del Salento, quali canali venissero usati e quali locali e palestre siano coinvolte.

Racale – Dovrà scontare nel complesso 5 anni e mezzo di carcere la coppia alla quale sono stati attribuiti ben sei furti con “spaccata” nell’area del casaranese. Il Tribunale di Lecce ha condannato a due anni e dieci mesi la 27enne Ines Stamerra (di Andrano) e a due anni e 8 mesi il 41enne Marco De Lorenzis (di Racale). All’arresto dei due, lo scorso  26 aprile, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Casarano giunsero analizzando le immagini degli impianti di videosorveglianza degli esercizi colpiti e la particolare tecnica utilizzata, spesso con una Renault Kangoo (rubata ad Alliste il 2 febbraio scorso) come “ariete” per sfondare porte e vetrine (i carabinieri denominarono l’operazione “Spacco matto”).

La sequenza dei colpi Tutti in sequenza i colpi (ben sei in quattro notti. Il 2 febbraio ad Andrano il furto (da 300 euro) ai danni di una pizzeria (dopo aver divelto la porta d’ingresso con l’autovettura); nella stessa notte il colpo in un negozio di casalinghi di Ruffano forzando la porta d’ingresso con dei grimaldelli per asportare dalla cassa 200 euro. Solo tentato, invece, il furto ai danni di un supermercato di Melissano del 3 febbraio (per l’attivazione del sistema d’allarme) mentre a segno (1.000 euro) è andato il colpo del giorno dopo in un negozio di abbigliamento di Matino così come quello del 5 ai danni di un centro scommesse di Melissano (300 euro e un monitor di un computer). Le scorribande terminarono con il colpo, sempre del 5 febbraio, ai danni di un bar di Felline quando l’allarme fece desistere la coppia non prima di aver asportato dalla cassa appena dieci euro. La conferma dell’avvenuta identificazione dei due ladri giunse  la stessa sera del 5 febbraio quando De Lorenzis venne arrestato in flagranza di reato e la Stamerra denunciata in stato di libertà subito dopo aver commesso una rapina ai danni di una tabaccheria di Ugento, proprio con la stessa Renault Kangoo.

 

Gallipoli – Ancora pochi giorni e Gallipoli si tingerà di rosa per due notti. E’ infatti iniziato il conto alla rovescia per la prima edizione della Notte rosa denominata Il canto delle Sirene, che si terrà nel weekend di sabato 7 e domenica 8 luglio. L’evento è creato dalla Commissione pari opportunità, presidente Filomena Micale, insieme agli assessorati del Comune di Gallipoli, ai Comuni dell’ambito sociale e territoriale di Gallipoli come Tuglie, Racale e Melissano; e infine, alle associazioni culturali del territorio tra cui Fidapa, Pro loco , Mater Lab, Emys, Amart, e Agap.

Mettere in mostra opere di donne Scopo della manifestazione è favorire la promozione del talento e della creatività delle donne del territorio, offrendo visibilità a coloro che si occupano di arte, cultura, spettacolo, musica e artigianato, stimolando l’interesse verso le professionalità e le capacità creative femminili e concorrendo alla promozione turistica del territorio, mettendo appunto in mostra gli aspetti culturali e dell’identità territoriale. “Gli eventi che costelleranno la lunga notte al femminile sono davvero numerosi – afferma la presidente Micale – ed i visitatori potranno avventurarsi alla scoperta seguendo un percorso strutturato nelle vie del centro storico di Gallipoli, durante il quale potranno ammirare mostre di quadri e fotografiche, assistere agli spettacoli di artisti di strada e a monologhi di compagnie teatrali, esposizioni del gusto e dell’artigianato e ascoltare esibizioni canore come quelle del coro della Pro loco e delle Lendinelle, formato da donne che hanno recuperato i canti della tradizione gallipolina e che suonano con svariati strumenti di fantasia. Per tutta la notte, inoltre, le attività commerciali esibiranno vetrine in rosa, mentre i ristoranti che hanno aderito all’iniziativa proporranno per l’occasione un menù a tema”.

Questo il programma del primo giorno L’inaugurazione si terrà sabato 7 Luglio alle ore 19:00 in piazza Castello, con i saluti di apertura del sindaco Stefano Minerva e delle altre autorità locali, tra cui la consigliera regionale di Parità Anna Grazia Maraschio (di Patù ma residente a Lecce) e la consigliera provinciale di Parità Filomena D’Antini (di Surbo). Interverranno inoltre l’assessore Anna Sergi, l’avvocato Angela Stasi di Alezio e la dottoressa Daniela Fusco (Lecce). Si entrerà dunque nel vivo della manifestazione con il primo evento targato Fidapa alle ore 20 e 30, che porterà in scena una sfilata di abiti della nota stilista salentina Carol Cordella. Alle ore 21, inizio poi del tour nel centro storico: in piazzetta Santa Teresa, le Associazioni Off limits e A Cumbriccula metteranno in scena “A pezza a culore”; presso il Municipio, ci sarà invece una mostra di quadri di Tonia Romano e Maria Scilla. Alla Biblioteca Sant’Angelo, mostre di Luciana Bianco e Paola Marzano, in via De pace (Palazzo Grassi) si terrà invece la mostra “Falsi d’Autore” di Anna Pisanello. Proseguendo poi per le vie Ferrai, Catalano, Rosario si raggiungerà il Chiostro di San Domenico dove Patrizia Chiriacò esporrà le sue opere. Coreografia della serata a cura di Anna Rizzello.

Domenica 8 luglio L’8 tutte le mostre saranno attive fino a sera: si continuerà poi alle ore 19 con una visita guidata teatralizzata a cura di Agap; ; mentre alle 21 in piazza Aldo Moro, si proseguirà con le premiazioni del concorso di poesia e narrativa “Aspasia”, del Concorso “Vetrine in Rosa” ed infine delle “Eccellenze femminili salentine” in cui saranno premiate cinque donne del territorio che si sono distinte per talento e creatività: Carol Cordella (nata a Copertino ma residente a Lecce), Marina Ricci Buttiglione (di Gallipoli ma residente a Roma), Maria De Giovanni (di Borgagne), Gianna Trianni (nata a Gallipoli a residente a Londra) e le sorelle Anna e Sonia Verardi (entrambe di Racale). Alla premiazione saranno presenti il presidente della Provincia Antonio Gabellone (di Tuglie) e la consigliera di Parità Filomena D’Antini. L’evento si concluderà con un concerto dedicato a due grandi donne: Maria Callas ed Edith Piaf a cura del Maestro Enrico Tricarico. Durante queste due serate, tutte le chiese del centro storico rimarranno aperte e visitabili.

 

 

 

 

Melissano – Sarà una settimana dell’Arrivederci dinamica e ricca di emozioni per l’Azione Cattolica parrocchiale “Don Quintino Sicuro” di Melissano: l’associazione, infatti, vivrà nel weekend ben due appuntamenti di festa che concluderanno il cammino annuale. Dopo il sorprendente successo dello scorso anno, ritorna a grande richiesta il “Torneo di Palla gigante”, alla sua seconda edizione: la manifestazione sportiva è programmata per sabato 16 giugno, presso il campetto di calcetto di Gesù Redentore a partire dalle 16:30 e coinvolgerà tutti, dagli accierini 6-8, 9-11 e 12-14 fino ai Giovanissimi, ai Giovani e agli Adulti. Le squadre vincitrici saranno premiate domenica 17, nel corso dell’evento finale, l’inedita “Festa dell’Arrivederci”: la serata, che si svolgerà nel campetto di pallavolo adiacente alla chiesa di Gesù Redentore, si aprirà alle 19:30 con l’accoglienza ai partecipanti attraverso balli di gruppo, punti gioco (palloncini e selfie) e karaoke. Proseguirà con lo spettacolo di bolle “Lucylle Bubble Show” di Lucilla Roselli e lo sketch comico di Rocco Potenza e i suoi amici. Sarà istituita, inoltre, la “Gara del dolce”: una giuria decreterà i vincitori de “Il dolce più buono”, “Il dolce più creativo” e “Il dolce più tradizionale”. Sarà premiato anche “Il selfie più originale”. «Abbiamo dato sfoggio alla creatività e alla gioia di sentirci parte di una grande famiglia nell’ideazione degli eventi di fine anno – spiega il presidente AC, Tommaso Stefanachi – Ci auspichiamo una bella partecipazione da parte dei soci, delle loro famiglie e della comunità, in modo che ognuno possa riconoscere nella nostra Azione Cattolica la bellezza e la leggerezza di un’associazione in uscita».

Melissano – Cede alcune dosi di droga a due giovani e viene arresto, colto sul fatto, dai carabinieri. Nell’ambito di una specifica attività investigativa, i militari del Nucleo operativo della Compagnia di Melissano, con l’ausilio dell’Unità cinofila della Guardia di finanza di Lecce, sono finiti sulle tracce del 41enne Salvatore Caputo. L’arresto è scattato in flagranza di reato subito dopo averlo sorpreso nel vendere 0,20 grammi di cocaina ad un 22enne di Taviano ed altri 0.6 grammi dello stesso stupefacente ad un 25enne di Casarano. La successiva perquisizione domiciliare ha portato al sequestro di due telefoni cellulari e di 145 euro. Dopo le formalità di prassi in caserma, l’uomo è stato nella sua abitazione in regime di arresti domiciliari.

Melissano – Dopo il grande successo riscosso l’anno scorso in occasione del trentennale della fondazione dell’associazione, il Milan Club Melissano “Franco Baresi” riproporrà, il 2 giugno prossimo, un nuovo evento di comunità, tra musica e buon cibo. Piazza Marconi, a partire dalle 21:30, farà da sfondo allo spettacolo musicale “Flashback – L’emozione ferma il tempo” con la The Best Academy e alle esibizioni dell’atteso duo dello Zoo di Radio 105, Pippo Palmieri e Wender: l’ingresso è gratuito. Il tutto sarà contornato dalla 2^ edizione della “Sagra della Baguette” e dall’allestimento di stand di birra alla spina e bevande varie. Già attivi da tempo nell’organizzazione scrupolosa della manifestazione, i soci rossoneri “si aspettano una partecipazione importante da parte della comunità melissanese e limitrofa, come e più della passata edizione, in modo da trascorrere una giornata di gioia e buon gusto per le orecchie e per il palato”.

Eros Fasano

Melissano – È di cinque anni la pena residua da scontare in carcere per il 54enne Eros Fasano, arrestato ieri dai carabinieri di Racale. L’uomo, nato in Svizzera e residente a Melissano, è stato condannato per ricettazione e furto aggravato. Divenute definite le sentenze a suo carico, per i reati commessi a Lecce il 12 giugno del 2009 ed a Specchia il 17 gennaio 2018, è stato arrestato e condotto presso la casa circondariale di Borgo San Nicola a Lecce.

I precedenti Fasano è un nome noto nella malavita locale e nel maggio dello scorso anno venne arrestato nell’ambito dell’operazione Diarchia che smascherò una vasta associazione a delinquere (in larga parte con nomi di Casarano) ritenuta capeggiata da Tommaso Montedoro. A Fasano sono stati ascritti alcuni reati contro il patrimonio, soprattutto ai danni di alcuni sportelli bancomat. A Specchia, però, venne sorpreso dai carabinieri, insieme al 21enne di Alliste Federico Antonio Reho ed al 45enne di Taviano Flavio Carlino, alle prese, con l’utilizzo di un piccone e  di altri arnesi, con il furto di alcuni pannelli solari.

Melissano – Consiglio comunale all’aperto sul tema della legalità e della trasparenza il prossimo 18 maggio in occasione dell’evento  “Sulle note della legalità”. «Si tratta di un progetto di sensibilizzazione che, oltre all’amministrazione comunale (foto Alberto Caputo), ha visto agire in concerto con essa l’Istituto Comprensivo con la dirigente Filomena Giannelli», ha spiegato la consigliera delegata alla Pubblica istruzione, Valeria Marra. La manifestazione, organizzata in collaborazione con la Polizia di Stato, con Libera “Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” e con la Consulta Giovanile, si terrà venerdì in piazza Garibaldi, col seguente programma: alle 18 è fissato l’inizio del Consiglio comunale all’aperto, seguito alle 19 dal concerto musicale della Fanfara della Polizia di Stato, composta da circa 50 musicisti diretti dal Maestro Secondino De Palma. «Il senso del Consiglio comunale in piazza è ravvisabile nell’esigenza di avvicinare la popolazione alle amministrazioni, di ogni livello, sui temi determinanti della legalità e della giustizia – chiarisce il sindaco, Alessandro Conte – Contribuire al processo formativo dei ragazzi oggi, vuol dire che un domani tra le strade della nostra comunità potranno circolare un maggior senso civico, un rispetto per le norme e una diffidenza per ogni scorciatoia in generale».

Melissano – Con la cerimonia inaugurale di giovedì 10 maggio, si è avviata l’inedita “Settimana dello Sport” promossa dal Comune di Melissano in collaborazione con altre realtà associative e istituzionali, quali la Consulta Giovanile, la Junior Band, gli Insuperabili di Parabita, l’Istituto Comprensivo e col patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico. Piazza Marconi ha accolto lo “Sport a scuola”: giovedì mattina si sono esibiti gli alunni della Scuola Primaria coordinati dall’insegnante Maria Antonella Gaetani; venerdì, invece, l’insegnante Roberto D’Alessandro ha guidato i ragazzi delle classi prime della Secondaria di I° grado. L’incontro-dibattito di giovedì pomeriggio è stato incentrato sul tema “Sport e salute”, con la presenza di diversi relatori: Donato Melissano, cardiologo, medico dello sport presso l’Asl di Lecce, Gianpiero Turco, delegato provinciale del Comitato Italiana Paralimpico e Roberto D’Alessandro, docente di Scienze Motorie nel Comprensivo di Melissano.

Sabato 12 maggio sarà tempo di “Sport senza barriere” con la partita di calcetto, alle 16:30 presso i campetti di Gesù Redentore, tra gli Insuperabili Accademy Parabita e il Coro Mani Bianche della Junior Band melissanese; seguirà, alle 18:30 in piazza Marconi, l’esibizione Gimkana curata dall’associazione “Team Bike Melissano”. Domenica fittissima di appuntamenti con “Melissano a tutto sport”: in mattinata, alle 8:30, si raduneranno, in piazza Garibaldi, le compagini di calcio amatoriale degli Amici dello Sport e dell’Azzurra Melissano, insieme all’Asd Moto Club Nitro; alle 9, la Puc Salento “A. Napoli” coordinerà la maratonina per i bambini dai 6 ai 10 anni; alle 9:30 la biciclettata curata da Team Bike; alle 9:40 la dott.ssa Francesca Causo guiderà la passeggiata e il percorso di ginnastica dolce. Nel pomeriggio, in piazza Marconi alle 16:30, si “Salta oltre la rete” con l’Asd Melissano Volley “Tonio Manco”; alle 17:30 “Karate” Dojo Arashi Centro Fitness Athletic Melissano, in piazza Garibaldi; in piazza San Francesco, in serie, la dimostrazione di Pilates, Zumba e Aerobica Latina a cura di Planet Fitness Melissano, a cui seguirà, alle 20:30, l’Accademia Sport Salento con Aisha Scozzi (cintura nera 1° dan Judo) e Rocchino Scozzi (cintura nera di Judo 4° dan, campione europeo E.J.U. – F.I.J.K.A.M); alle 21 è previsto lo spettacolo di danza del Centro Danza Sylphide e la consegna di attestati e riconoscimenti. Alla serata, presentata da Francesco Troisi, sarà ospite anche Andrea Manco, campione italiano di pugilato (foto, categoria: pesi medi) e sfidante al titolo internazionale “Pesi medi”. «Attraverso il coinvolgimento della scuola e di tutte le associazioni sportive operanti sul nostro territorio, questa iniziativa mira a promuovere lo sport, nelle sue diverse discipline, quale sinonimo di salute, amicizia, solidarietà nonché come strumento indispensabile di inclusione sociale», spiega il vice-sindaco e assessore allo Sport, Antonio Nassisi.

Racale – Un albergo, varie abitazioni, locali commerciali, società, autovetture, terreni agricoli e addirittura un castello: questo il patrimonio, pari ad oltre 15 milioni di euro, sequestrato quest’oggi dalla Guardia di finanza di Lecce ai cinque componenti di un’associazione (riconducibile alla famiglia De Lorenzis) dedita al gioco d’azzardo con base a Racale. Le risultanze delle indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia sono giunte al termine di un’ampia indagine che già nel 2015 aveva portato all’esecuzione di 27 ordinanze di custodia cautelare ed al sequestro preventivo di un patrimonio (in parte sovrapponibile a quello ora sequestrato) di oltre 12 milioni di euro con l’operazione “Clean game” (a sua volta avviata nel 2010). L’organizzazione criminale, secondo gli inquirenti, era in grado di imporre un “monopolio illegale” nel settore della produzione e della distribuzione degli apparecchi da gioco fornendo apparecchiature “taroccate” e prive delle autorizzazioni dei Monopoli.

Il “metodo mafioso” Dalle indagini è emerso che ai soggetti coinvolti sono risultati riconducibili una moltitudine di società e ditte individuali intestate a prestanome, attraverso le quali venivano distribuite in locali pubblici di tutta Italia videopoker, slot machine e totem riproducenti il gioco d’azzardo. Sempre secondo le indagini condotte, alcuni componenti dell’associazione si sarebbero avvalsi del “metodo mafioso” per turbare la libertà di impresa e di concorrenza con condotte intimidatorie nei confronti degli esercenti dove venivano collocate le macchinette. Oltre alla “elevata pericolosità sociale”degli indagati, gli inquirenti hanno riscontrato anche una “netta sperequazione tra le elevatissime disponibilità economico-patrimoniali e la ben più modesta posizione reddituale da ciascuno dichiarata”. In sostanza, nel provvedimento di sequestro, si fa riferimento a disponibilità finanziarie “che non hanno trovato giustificazione nei redditi dichiarati e nelle attività svolte dagli indagati e dai loro familiari”.

I paesi coinvolti In particolare sono stati sottoposti a sequestro, su richiesta del procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi, società attive nel settore del commercio all’ingrosso di videogames ed apparecchi da intrattenimento, nel settore della compravendita immobiliare, nella gestione di attività turistico alloggiative e nel commercio all’ingrosso di alimentari, nonché immobili di pregio (tra cui una struttura alberghiera ed un castello) e terreni agricoli ubicati nei comuni di Ugento, Racale, Taviano, Gallipoli Melissano, insieme ad autovetture e disponibilità finanziarie, per un valore complessivamente stimato in circa 15 milioni di euro. In dettaglio sono stati sequestrati 93 fabbricati (abitazioni, locali commerciali e garage), 33 terreni, 9 società di capitali ed una ditta individuale, 20 automezzi, nonché saldi attivi riferiti a 40 fra depositi bancari e rapporti assicurativi e  quote societarie del valore di 450.000 euro.

Il dissequestro del 2015 Già nel 2015 il Tribunale del riesame dispose il “dissequestro” del patrimonio allora messo sotto chiave mentre per molti degli arrestati cadde l’aggravante dell’associazione mafiosa restando le accuse di illecita concorrenza, violenza e frode informatica e fiscale.

 

Melissano – Ruba gli infissi da un’abitazione estiva e viene arrestato dai carabinieri. Sono stati i militari della Stazione di Melissano ad intervenire in contrada Paduli dove, forzando la porta d’ingresso, il 50enne Germano Magnolo (di Matino) era riuscito ad asportare degli infissi custoditi all’interno dell’abitazione. L’inaspettato sopraggiungere dei carabinieri ha, però, fatto saltare i piani dell’uomo che è stato bloccato ed ha permesso la restituzione della refurtiva al legittimo proprietario. L’arrestato, il quale dovrà sottostare ai domiciliari, dovrà rispondere di furto aggravato in abitazione.

 

 

Casarano – Mesi di indagini, con la visione delle immagini degli impianti di videosorveglianza, per giungere all’individuazione e all’arresto dei due responsabili di una serie di “spaccate” ai danni di esercizi commerciali del casaranese. Alla fine i carabinieri (con l’operazione “Spacco matto”) sono riusciti a dare un volto e un nome a quelle due “ombre” che agivano di notte utilizzando una Renault Kangoo (risultata rubata) come “ariete” per sfondare porte e vetrine e asportare i registratori di cassa. Le due ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state notificate quest’oggi nei confronti del 41enne Marco De Lorenzis di Racale e della 27enne Ines Stamerra di Andrano: il primo già detenuto, la seconda con l’obbligo di dimora nel comune di Melissano. Due nomi già noti, insomma, specializzatisi nei furti ai danni degli esercizi commerciali commessi in rapida sequenza (ben sei in quattro notti) con il metodo della cosiddetta “spaccata”. L’autovettura utilizzata, rubata ad Alliste il 2 febbraio scorso all’interno dell’abitazione di un 49enne, di giorno veniva nascosta in zone disabitate o tra la vegetazione per evitare il suo ritrovamento. Vagliando le immagini di tutti i sistemi di videosorveglianza disponibili, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Casarano sono giunti alla conclusione che ad agire fosse sempre una coppia: sebbene l’abbigliamento utilizzato dai due fosse di tipo maschile, tuttavia le fattezze somatiche ed i movimenti di “uno” dei due soggetti ha portato gli investigatori sulle tracce di una donna.

Gli episodi incriminati Sei gli episodi contestati alla coppia. Del 2 febbraio ad Andrano è il furto ai danni di una pizzeria quando, con il volto coperto da un passamontagna e dopo aver divelto la porta d’ingresso con l’autovettura, i due riescono a portar via il registratore di cassa contenente 300 euro. Nella stessa notte il colpo in un negozio di casalinghi di Ruffano forzando la porta d’ingresso con dei grimaldelli per asportare dalla cassa 200 euro. Solo tentato è, invece, il furto ai danni di un supermercato di Melissano del 3 febbraio per l’attivazione del sistema d’allarme mentre va a segno (1.000 euro) il colpo del 4 in un negozio di abbigliamento di Matino così come quello del 5 ai danni di un centro scommesse di Melissano (300 euro e un monitor di un computer). Le scorribande terminano con il colpo, sempre del 5 febbraio, ai danni di un bar di Felline quando l’allarme li fa desistere dopo aver asportato appena dieci euro. La conferma dell’avvenuta identificazione dei due ladri è giunta  la stessa sera del 5 febbraio quando De Lorenzis viene arrestato in flagranza di reato e la Stamerra denunciata in stato di libertà subito dopo aver commesso una rapina ai danni di una tabaccheria di Ugento proprio con la stessa Renault Kangoo più che “sospetta”. 

Il recente precedente La giovane donna, tra l’altro, era stata arrestata pochi giorni fa dopo aver tentato la fuga per essere stata sorpresa, insieme ad altre due complici (la 24enne Giordana Dalila De Leone di Gallipoli e la 28enne Mariagrazia Lupo di Ruffano), nel tentativo di manomettere un distributore di bevande all’interno di una scuola di ballo di Racale.

 

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