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MELENDUGNO

Otranto – Otranto, Salve, Castro e Melendugno sono i quattro Comuni salentini che hanno simbolicamente e di nuovo issato la Bandiera blu. L’ambita certificazione è giunta lo scorso 7 maggio a Roma da parte della “Foundation for environmental education”, una organizzazione non governativa accreditata a livello internazionale, tanto da interagire con due agenzie per l’ambiente e il turismo dell’Onu. Questo titolo, istituito nel 1987 “anno dell’ambiente”, riconosce e premia l’impegno dei Comuni nelle politiche della sostenibilità del territorio. Tra i vari requisiti richiesti quello della qualità del mare, la gestione del territorio, gli impianti di depurazione, la sicurezza e i servizi garantiti sulle spiagge e la valorizzazione delle aree naturalistiche e la gestione dei rifiuti (i Comuni che registrano una raccolta differenziata inferiore al 30 per cento non possono nemmeno ambire al riconoscimento).

Otranto si conferma e aspetta le “Cinque vele” Per Otranto si tratta dell’ennesima conferma. «É già da un po’ di anni che riusciamo ad ottenere questo riconoscimento e quindi, avendo continuato sulle politiche di tutela e valorizzazione dell’ambiente, ci auguravamo di essere nuovamente premiati e siamo contenti di essere riusciti in questo obiettivo. La “Bandiera blu” – afferma il sindaco di Otranto, Pierpaolo Cariddi – va a premiare la qualità delle spiagge, del nostro mare ma anche dei servizi che si offrono ed è evidente che per raggiungere questi risultati c’è bisogno di un lavoro sinergico tra le attività svolte dall’Amministrazione e quelle svolte dai cittadini e dagli operatori turistici». Sulla stessa linea anche Fernando Coluccia, presidente del circolo Legambiente Terre d’Otranto, che afferma:«La “Bandiera blu” conferma la presenza di adeguate politiche di tutela e salvaguardia del territorio attraverso strategie capaci di rispondere alle richieste di un offerta turistica sempre più orientata al rispetto dell’ambiente e alla qualità dei servizi offerti. Da presidente locale di Legambiente auspico che arrivi anche la conferma delle “cinque vele” assegnate ogni anno da Legambiente e dal Touring club italiano alle migliori località turistiche. L’associazione che rappresento considera queste assegnazioni solo un punto di partenza perché resta ancora tanto da fare per migliorare il nostro paese».

Salve fa dieci Un riconoscimento importante – il decimo – anche per il Comune di Salve che premia Torre Pali, Pescoluse e Posto Vecchio grazie all’impegno dell’intera comunità. Anche qui si tratta di un prestigioso punto a favore che necessita di ulteriore e continua attenzione all’ambiente come bene “comune e condiviso”. Ha dichiarato il Sindaco Vincenzo Passaseo: “Dietro c’è infatti un gioco di squadra, una collaborazione tra Comune e cittadini in nome della tutela ambientale”. Si respira orgoglio a parlare con gli amministratori salvesi: sono destinatari dell’unico pregiato vessillo nell’arco jonico che va da Leuca al confine tarantino. “Bruciano” le assenze di alcuni capoluoghi del turismo in riva allo Jonio: Gallipoli, Nardò, Porto Cesareo ne sono infatti fuori. In programma – elezioni permettendo – una costante opera di sensibilizzazione, intensificare la differenziata e un maggior numero di torrette lungo gli otto km di costa.

(hanno collaborato Matteo Monte e Luana Prontera)

Marcello Seclì

 Carpignano Salentino – Per diversi “elementi di criticità” riscontrati nel progetto presentato da realizzarsi nel territorio di Carpignano, Italia Nostra – Sud Salento si accinge a presentare le proprie obiezioni in sede di Valutazione di impatto ambientale (Via)  che la Sezione Sud Salento di Italia Nostra, “in linea con le valutazioni e le posizioni assunte sin dal 2002, allorquando nel Salento si delineò l’invasione del territorio con diverse decine di centrali eoliche, la maggior parte delle quali sono state poi bloccate”. L’associazione presieduta da Marcello Seclì (di Parabita) intende valutare pubblicamente quali “benefici o danni al territorio si potranno determinare con l’installazione delle mega-torri eoliche previste dal progetto che la Società “Tozzi Green” spa intende realizzare. Questo è il tema del convegno di oggi, 8 febbraio, alle ore 17.30 presso il salone della cooperativa agricola San Giorgio”(Strada provinciale 48). Introdurrà il presidente Seclì poi spazio alle relazioni dell’architetto Luigina Antonazzo, dell’ingegnere ed Energy manager Antonio De Giorgi (di Galatone) e dell’avv. amministrativista Donato Saracino. Seguiranno gli interventi degli amministratori comunali e dei rappresentanti delle forze politiche e sociali dei Comuni di Carpignano salentino, Martano, Calimera, Martignano e Melendugno, quali Comuni coinvolti direttamente o indirettamente dall’impianto. Per le conclusioni del convegno, che sarà condotto dal dott. Antonio Bonatesta, ricercatore dell’Università del Salento, sono stati invitati il Sindaco di Carpignano salentino Paolo Fiorillo e il Presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone (di Tuglie).
“L’impianto in questione, che va a collocarsi in contrada “Fischietti” ad alcune centinaia di metri dall’impianto eolico già esistente (costituito da  7 aereogeneratori della potenza di 2 MW e alti 145 m) su aree totalmente interessate da ulivi, anche secolari, dalla presenza di insediamenti rurali e in prossimità di aree boscate – si legge nella nota di Italia Nostra – , prevede l’installazione di 5 aereogeneratori della potenza di 3.45 MW che raggiungono l’altezza complessiva di 180 m. Da evidenziare che nelle vicinanze sono presenti alcune attività agrituristiche e significative testimonianze storico-culturali tra cui il Convento dei Cistercensi di Martano.
Per la realizzazione di tale impianto eolico si prevedono inoltre una serie di opere tra cui nuove strade e l’allargamento – fino a 5 m – di alcune strade rurali esistenti (fiancheggiate da muri a secco) per una lunghezza complessiva di circa 2 Km; 5 piazzole, in corrispondenza di ogni aereogeneratore, dalla superfice di 1500 mq; 5 fondazioni in cemento armato dal diametro di 20 m e dalla profondità di circa 4 m dal piano campagna; trincee, per la collocazione di cavidotti, per una lunghezza complessiva di circa 10 Km; una sottostazione a Martignano di circa 600 mq”. Queste torri eoliche di nuova generazione definite per le dimensioni “ciclopiche”, sono “enormemente fuori scala rispetto ad ogni altro elemento del territorio (basti pensare che sono alte circa 3 volte il campanile del Duomo di Lecce e 4 volte la Guglia di Soleto), verrebbero a trovarsi quasi in continuità con l’impianto eolico di Carpignano e con quello – poco più distante – di Vernole e Castrì, stravolgendo totalmente lo skyline dell’intero paesaggio salentino e – in particolare – quello dei Comuni di Martano, Carpignano, Calimera e Melendugno e determinando un effetto selva ed un “muro” non facilmente valicabile dalla fauna migratoria che transita dai vicini Laghi Alimini di Otranto e dalla zona umida delle “Cesine”, conclude la nota di Seclì.

ambulanza_genericaFOTO LORUSSO JACOPOMELENDUGNO. Tragico incidente stradale questa notte sulla strada provinciale 297, che collega Melendugno a Torre dell’Orso. A perdere la vita due ragazzi di 16 anni a bordo di uno scooter. Lo schianto, avvenuto verso le 2,30 all’altezza del km 4,5 in direzione verso il mare, ha coinvolto una Seat Ibiza, che ha travolto il ciclomotore Gilera 50 con a bordo Giorgio Sabato, di Nardò, e l’amico Alessandro Furio, di Copertino. A bordo dell’auto il 33enne J.L., lavoratore stagionale presso uno dei lidi delle marine leccesi, originario del barese e con precedenti di polizia per reati in materia di stupefacenti.

Vani sono stati i tentativi dei medici del 118 giunti rapidamente sul posto nel cercare di rianimare il giovane di Nardò, deceduto sul colpo in seguito alle lesioni riportate. L’impatto si è rivelato fatale anche per il ragazzo originario di Copertino, il quale, trasportato al Fazzi in condizioni gravissime, si è spento questa mattina alle 7,40.

Ricoverato al Fazzi anche l’uomo a bordo dell’auto, estratto dalle lamiere grazie all’intervento dei Vigili del fuoco di Lecce. Dai primi accertamenti ha riportato una compressione della gabbia toracica e contusioni varie ed è risultato positivo all’alcol test (1.01 gr/l) e all’esame tossicologico, che ha evidenziato la presenza di cocaina. Ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Lecce, l’automobilista, sulla base della ricostruzione fornita e tenuto conto dei primi accertamenti clinici, è accusato di duplice omicidio colposo aggravato.

Coinvolto nel sinistro anche un secondo ciclomotore, un Malaguti 50, che viaggiava insieme al primo. Anche in questo caso lo scooter è stato tamponato, ma fortunatamente in maniera lieve. Per i due ragazzi a bordo, un 18enne e un 19enne originari di Nardò, tanto spavento e qualche graffio.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...