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mauro stefàno

IMG_7519CASARANO. Comizio di ringraziamento del rieletto sindaco Gianni Stefàno.
L’appuntamento è per questa sera, alle 21, in piazza Indipendenza.
Intanto, giovedì scorso, Stefàno è stato proclamato ufficialmente sindaco di Casarano per i prossimi cinque anni.
«Quella appena conclusa – ha commentato il primo cittadino – è stata una campagna elettorale difficile, ma il lavoro, l’impegno, il sacrificio hanno dato i loro frutti. Indosso la fascia tricolore per la seconda volta; una fascia che è sgualcita e scucita, questo perché è una fascia da combattimento e non da cerimonia. Vi assicuro che non c’è stato giorno, nei cinque anni trascorsi, in cui non ho sentito addosso la responsabilità che questa fascia comporta».
Poi il primo cittadino lancia un appello a cittadini e consiglieri.
«A chi pensa che i lavori pubblici degli ultimi tempi siano una trovata elettorale – incalza Stefàno – dico che non è così, visto che continueranno con la stessa cadenza anche nei prossimi mesi. A tutti i cittadini chiedo di essere vicini all’Amministrazione, anche sottolineando ciò che non va. Infine, a tutti i nuovi consiglieri auguro di poter svolgere il loro compito con spirito civico».
Il comizio odierno sarà seguito dal concerto di Valerio Zelli degli Oro.
(a.n.)

CASARANO. La Giunta Emiliano conferma il declassamento dell’ospedale “Ferrari” e l’Amministrazione comunale conferma l’intenzione di a dire ancora una volta le vie legali. La “ri-approvazione” del Piano di riordino (necessaria dopo la precedente bocciatura in commissione) relega il nosocomio cittadino a struttura di base, seppur “potenziata” in geriatria, lungodegenza e psichiatria, facendole perdere, tra gli altri reparti, anche ostetricia. «Risulta chiara – afferma il sindaco Gianni Stefàno (foto) – la volontà di declassare Casarano, lo stesso ospedale che la stessa Regione, fino a poco fa, dichiarava essere uno dei primi 12 in Puglia». Il sindaco sottolinea, ancora una volta, “il mancato coinvolgimento o confronto con il territorio da parte di Emiliano”, accusato di aver ignorato “i dati oggettivi e le istante di cittadini, associazioni e sindaci del comprensorio”. Il riferimento è alle varie manifestazioni di protesta organizzate in difesa del “Ferrari”, alla petizione inviata a Bari con oltre 10mila firme e alla delibera adottata congiuntamente da 15 Sindaci del circondario.

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Palazzo di Città e, nelle fotine, il sindaco Gianni Stefàno ed il consigliere comunale d'opposizione Francesca Fersino

Palazzo di Città e, nelle fotine, il sindaco Gianni Stefàno ed il consigliere comunale d’opposizione Francesca Fersino

CASARANO.  «Nell’arco dell’esercizio 2018 il Comune avrà la possibilità di riprendere la propria gestione libero dal gravame dei debiti». La previsione del sindaco Gianni Stefàno è stata fatta nel corso del recente Consiglio comunale che ha approvato l’adesione alla richiesta di finanziamento per 5,8 milioni di euro al fine di chiudere, “in tempi brevi”, la procedura di liquidazione avviata in seguito alla dichiarazione di dissesto finanziario. Tale opportunità è prevista dal decreto legge n. 113 dello scorso 24 giugno per gli enti locali che hanno dichiarato il dissesto accedendo alla procedura semplificata. «Non stiamo parlando di un finanziamento a fondo perduto ma di un’anticipazione di tesoreria che dovrà poi essere rimborsata nel termine massimo di 20 anni», fa sapere Stefàno. L’obiettivo è quello di accelerare la procedura di liquidazione che già prevede il riconoscimento dei debiti certificati al 50% del loro importo originario. La manovra è stata, però, valutata dalle minoranze come un’ulteriore fonte di debito. «Forse consentirà di chiudere il dissesto ma non è certo la soluzione che fa bene al paese», ha affermato Francesca Fersino (Liber@città- NcD), mentre Attilio De Marco (Pd) ha sottolineato come la minoranza si sia opposta fin dall’origine all’iter adottato per far fronte al dissesto: «Altri Comuni che avevano una situazione anche peggiore hanno atteso, prendendosi le responsabilità, prima della dichiarazione di dissesto che ha, invece, inibito il nostro Ente che non ha potuto beneficiare di altri provvedimenti».

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...