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maurizio maglio

Nardò – Inaugurata oggi presso la “Casa degli Artisti di Chagall” di Haifa, importante porto e centro industriale dello Stato di Israele, la “Mostra Internazionale di Arte Naif”. Visitabile fino al 19 maggio, si tratta di un’esposizione di pittori provenienti da tutto il mondo. Tre gli italiani, fra i quali il neretino Maurizio Maglio (foto), che così descrive i suoi due dipinti “finiti” in Israele. «Come tutte le mie opere – dichiara – anche quelle di questa mostra rappresentano uno spaccato di vita contadina vissuta da piccolo; semplici gesti di routine quotidiana forse nella mia mente si rivestono di poesia, magari con un po’ di nostalgia di quei giorni dove il mondo era ancora a misura d’uomo».
Classe 1967, Maurizio Maglio è nato a Nardò ma ha vissuto a lungo in Francia e Germania con la famiglia, emigrata per lavoro. Ha preso in mano per la prima volta tele e colori a 33 anni. La pittura è così divenuta centrale nella sua vita, anche se nel frattempo è maturata anche la passione per la scrittura e la poesia. Intanto per Maglio è in arrivo un altro traguardo artistico. Il 21 luglio presso la “Sala Borselli” dell’Auditorium del Duomo di Firenze verrà presentato il volume “Correnti artistiche internazionali a confronto nel XXI secolo”, a cura del professor Rosario Pinto. In questa pubblicazione, che sarà archiviata presso la Biblioteca “Thomas Watson” del Metropolitan Museum di New York, è stato inserito l’artista neretino.

Maurizio MaglioNardò. C’è un pizzico di Nardò nel premio “Spoleto Festival Art”, la nota rassegna che incorona le eccellenze relative a pittura, scultura e fotografia del 2015. Dopo i premi alla carriera, alla presenza dei direttori artistici Sandro Trotti e Angelo Sagnelli, del presidente della commissione Sandro Bini e del presidente della manifestazione Luca Filipponi, le opere di Maurizio Maglio (foto) sono state premiate tra le più belle ed espressive. «Quello dello scorso 11 luglio – rileva l’artista neretino – è un riconoscimento tanto prestigioso quanto inatteso, ma credo anche meritato perché a certi livelli non ti regalano nulla. In scaletta ho diverse esposizioni, a partire da quella di Genova a settembre e quelle di novembre, a Milano e Berlino». Le sue opere presentano un ricorrente leitmotiv, la campagna: «Mi impegno nel raffigurare – dice Maglio – la vita contadina. I paesaggi, la natura, quel mestiere che oggi potrà apparire un po’ anacronistico. La realtà, però, è che il rapporto tra l’uomo e la natura è indissolubile. I miei quadri, in un periodo di generale frenesia come quello attuale, si propongono di raffigurare la serenità di un tempo e, allo stesso tempo gli scenari della mia terra».

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