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maurizio fanuli

Nardò – Momenti di grande emozione quelli vissuti domenica sera in piazza Cesare Battisti. Dinanzi ad un migliaio di appassionati, curiosi ed anche molti turisti, i movimenti organizzati del tifo granata hanno messo in scena i festeggiamenti in onore del 60° anniversario dell’AC Nardò. Momento-clou della serata la presentazione di due dei nuovi investitori: sul palco, assieme al presidente uscente Maurizio Fanuli che ha ringraziato tutti coloro che lo hanno supportato nei quattro anni di gestione, anche Alessio Antico, ex team manager ed ora amministratore unico, il main sponsor Goldbet e, soprattutto, il nuovo presidente, l’imprenditore salentino Manuel Mazzotta. “Un bagno di folla meraviglioso – esordisce il primo tifoso del Melendugno – una piazza gremita, colorata e festosa che mi mette i brividi. Non sono il tipo che si lascia andare in grandi proclami e promesse, ciò che posso garantire è il massimo impegno sotto tutti i punti di vista al fine di perseguire le nostre ambizioni”. Ai nuovi investitori il benvenuto espresso dal sindaco Giuseppe Mellone, dal suo vice Oronzo Capoti e dal consigliere comunale delegato allo Sport Antonio Tondo.

Tante le vecchie glorie che i presentatori Antonio Settanni e Lorenzo Falangone hanno invocato sul palco. L’ex presidente Tonino Screti, il dirigente degli anni ’50 Riccardo Mea, gli ex calciatori Povia, Rampino, My, Durante e Cappellaccio: una parata di grandi protagonisti della storia del Toro che ha infiammato il pubblico e rievocato dolci ricordi, come la prima promozione in Serie C del 1965 o quella del 1998 durante l’era Papadia.

Gli applausi, poi, si sono protratti per gli Allievi del Toro – accompagnati sul palco dall’allenatore Enzo Giumentaro e dal responsabile del settore giovanile Daniele Orlando – che nella stagione da poco in archivio si sono laureati campioni provinciali (intanto sono aperte le selezioni al “Giovanni Paolo II” per i nati negli anni 2000 e 2001, per candidarsi occorre inviare una mail a settoregiov.acdnardo@libero.it o contattare il numero 388/3478851).

A margine della serata, il club granata ha espresso “compiacimento e soddisfazione – si legge in una nota – per il pieno successo e per il coinvolgimento generato dalla splendida serata. Organizzazione certosina e cura dei dettagli hanno generato un trasporto emotivo senza pari. Il prestigio e il blasone della storia sportiva, impreziosito dalla presenza delle vecchie glorie, sono uno stimolo per questa nuova dirigenza, con in testa il nuovo presidente Manuel Mazzotta, a lavorare con impegno e dedizione assoluta. Rinnovando il ringraziamento alla tifoseria e alla dirigenza uscente, e auspicando un percorso fattivo di collaborazione con l’Amministrazione comunale, alla quale esprimiamo gratitudine per gli auguri indirizzatici, iniziamo un percorso di responsabilità e serietà, proiettato alla città di Nardò e ai suoi splendidi tifosi”.

NARDÒ. Fin qui è l’estate calcistica a cui il tifoso neretino non avrebbe voluto assistere. Partiamo dal concreto: l’iscrizione alla Serie D è garantita e rappresenta, come sottolineato in conferenza stampa dal presidente Maurizio Fanuli, “un ulteriore atto d’amore nei confronti della città e dei tifosi, merito esclusivamente mio e di qualche amico”. Il club ha inoltre variato la sua natura giuridica in società a responsabilità limitata, e ora “chi vorrà – ha spiegato il patron granata – potrà investire un contributo acquisendo azioni”. Per garantire un futuro al Toro, infatti, non basta la lodevole e più che altro simbolica iniziativa della raccolta fondi promossa dall’Amministrazione comunale, criticata da Fanuli per il bando riguardante la gestione del “Giovanni Paolo II”: «Nello stesso non vi è un punto a noi favorevole e non intendiamo aderire (il bando è scaduto lo scorso 17 luglio senza che siano state presentate proposte al Comune, ndr), tutte le spese legate all’impianto fin qui sono state a nostro carico». E mentre le voci su presunti nuovi soci si rincorrono e poi svaniscono, il gruppo di tifoseria organizzata “Tabula rasa” interroga i vertici del club: «Quello della dirigenza è un silenzio snervante e avvilente – si legge nel comunicato – possibile che le responsabilità siano sempre da additare a questi improbabili nuovi soci?». Punto interrogativo anche sulla questione tecnica: il diesse Corallo, in questo clima di incertezza, lavora sotto traccia partendo dalle riconferme. Per la panchina, invece, il nome di Taurino (ex Virtus Francavilla) prende sempre più quota. Intanto da un altro gruppo di tifosi le accuse all’Amministrazione comunale di “malafede” e “incompetenza” per un bando “che non presenta alcun vantaggio o fonte di guadagno – si legge nella nota diramata su Facebook – per l’eventuale gestore, ma solo costi e impegni”. Nello specifico critiche sono mosse per l’utilizzo dell’impianto per sole finalità sportive e sociali, per la gestione bar non inclusa, per gli almeno dieci giorni da riservare a manifestazioni organizzate dal Comune, per spese di manutenzione ordinaria e utenze a carico dell’aggiudicatario.

Il presidente Maurizio Fanuli durante la presentazione ufficiale della squadra in piazza Salandra: sarà ancora serie D per la rincorsa

Il presidente Maurizio Fanuli durante la presentazione ufficiale della squadra in piazza Salandra: sarà ancora serie D per la rincorsa

NARDÒ. Fine di un sogno. Ci aveva creduto, il Nardò, ci aveva sperato e stava quasi per stappare uno champagne che, invece, potrà stagionare al chiuso per almeno un altro anno. La situazione di incertezza che avvolgeva la partecipazione al campionato di Lega Pro della Paganese aveva catapultato il Toro in pole position nella graduatoria ripescaggi, dinanzi perfino a club blasonati del calibro di Monza e Cavese. In città, fra gli scorsi 29 e 30 agosto, era scoppiata una sorta di febbre da professionismo, che non accoglie i granata dalla lontana annata del 2001/02. Eppure, nonostante le indiscrezioni speranzose e le mosse del club del presidente Fanuli, che aveva già depositato una lettera di intenti alla Figc circa la volontà di rientrare nei ranghi della terza serie nazionale, la sentenza del 31 agosto del Tar del Lazio ha rovesciato la situazione, sospendendo la mancata ammissione in Lega Pro della Paganese e disponendo l’ammissione con riserva del club liguorino. Una notizia inattesa che ha lasciato a bocca asciutta tutto l’ambiente granata, pronto più che mai a riassaporare i palcoscenici professionistici. Così come fu per la speranza anche l’amarezza è dilagata in piazza e su Facebook. «Questa società ha dimostrato la propria solidità – si legge sulle bacheche dei tifosi neretini sul popolare social network – e per questo va sostenuta e incoraggiata. Tutti a sottoscrivere l’abbonamento orgogliosi della nostra fede». E ancora: «Tutto quello che abbiamo ottenuto – si legge – ce lo siamo sempre sudato. Non ci ha mai regalato niente nessuno e proseguiremo per la nostra strada più forti di prima».

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tifosi Nardo' cantano fuori dallo stadio

I tifosi fuori dello stadio

Il presidente Maurizio Fanuli riceve la bustaNardò. Sono le 17.42 di domenica pomeriggio. Si è conclusa da poco la gara Nardò-San Severo, valida per il sesto turno di Serie D. Il presidente Maurizio Fanuli (a sinistra) riceve una lettera con dedica: “un piccolo gesto per un grande amore”. All’interno, una somma corrispondente ad ottanta biglietti simbolici pagati. È così che i gruppi organizzati South Boys 2002 e Fedelissimi (confinati all’esterno del “Giovanni Paolo II” stante le “porte chiuse” imposte dalla Prefettura di Lecce) hanno voluto dimostrare la loro premura con “un gesto – ha rimarcato il club – di grande sensibilità e sostegno, soprattutto morale, nei confronti della dirigenza”. Un segnale di intelligenza che contrasta un altro gesto, vile, dei mattoni lanciati contro il pullman della Virtus Francavilla, in occasione del match di Coppa Italia della settimana precedente. Un gesto le cui colpe sono state attribuite agli stessi tifosi che, invece, ne hanno immediatamente preso le distanze definendolo “da condannare – hanno reso noto i South Boys 2002 – e lontano anni luce dalla nostra mentalità”.

Mentre la squadra in campo vola e la classifica fa sognare, si spengono con un atto di romanticismo gli strascichi delle ultime settimane. Quell’iniziale scetticismo della piazza nei confronti del club che aveva definito quelle “poco meno di 200 tessere veramente poche rispetto alle nostre aspettative che sono di statura almeno pari ai sacrifici affrontati nell’allestire una formazione di assoluto rispetto”. L’anno scorso furono 170, oggi 210. Va detto, numeri, proporzioni e bacini d’utenza alla mano, che Nardò resta comunque una delle piazze più generose in termini di spettatori. Comprensibile, piuttosto, il rammarico della società per gli appelli all’imprenditoria locale “caduti nel vuoto” e la sollecitazione all’Amministrazione comunale circa le “segnalazioni di ulteriori partnership economiche”. Ma, come cantano i Negrita, “questa è tutta un’altra storia”.

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