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matteo spada

Gallipoli – Con i soldi del Patto per la Puglia, 130 milioni in tutto, le Ferrovie del Sud Est saranno elettrificate, compreso il Salento, Ma non tutto il Salento: resta fuori dalla progettazione (che non c’è) e dal finanziamento (che potrebbe trovarsi qualora ci fosse l’elaborato tecnico) l’intera fascia jonica salentina NardòGallipoliCasarano, quella che – per intenderci – viene indicata da analisi e indagini economico-sociologiche di Unisalento ed altri Istituti – la più vitale e dinamica della penisola.

La buona notizia che i progetti esecutivi della fascia ovest riguardanti Maglie-Otranto-Leuca, redatti corretti ed approvati, hanno indotto le Fse ad accorciare di un anno l’inizio dei cantieri e quindi, di conseguenza, ad anticipare al 2022 la fine dei lavori, si scontra brutalmente in queste ore con la cattiva notizia che il resto del Salento dovrà attendere ancora un altro po’. Il motivo: non ci sono i progetti pronti. I retroscena li racconta il consigliere Ernesto Abaterusso, che da anni con mozioni e interventi, insiste sull’esigenza di ammodernare lì’ormai famosa seppure mai nata metropolitana di superficie. “Circa due anni fa – ricorda il consigliere – ci riunimmo con i Sindaci della fascia ovest, cioè da Carmiano, Novoli, Nardò in giù, per mettere insieme una proposta di elettrificazione della rete ferroviaria di quest’area; quelle Amministrazioni potevano chiedere di trovare i fondi dal progetto Interreg per

Ernesto Abaterusso

realizzare i progetti da elaborare. Dopo un incontro con l’assessore regionale Giannini, la Regione s’impegnò a finanziare con 5 milioni l’opera, a cui si sarebbero aggiunti i fondi Ue. Una serie di vicissitudini tra cui i cambi di diversi Sindaci, hanno visto sfumare quella iniziativa ed oggi Fse comincia l’operazione da quelle zone che sono pronte”.

Che fare adesso per recuperare il tempo perduto? Risponde Abaterusso: “Tocca ai Sindaci riprendere l’iniziativa e spingere per riattivare le procedure che avevo cercato di avviare”. Per pura coincidenza temporale, a gridare “Non ci stiamo” rivolto proprio ai Sindaci è l’associazione di commercianti ed imprenditori di Gallipoli col suo presidente Matteo Spada che ha lanciato un appello ai primi cittadini della Riviera jonicosalentina. Spada richiama innanzitutto il recente convegno a Gallipoli di lunedì sera con l’assessore regionale Loredana Capone, in cui si è lanciata l’idea di un piano turistico di Gallipoli e del suo hinterland d anche un invito a tutte le componenti che agiscono nel settore a cooperare tra loro e con le Istituzioni. “Da questo incontro – ricorda ancora il presidente – oltre a tutta una serie di criticità e proposte, è fortemente emersa la necessità di interventi strutturali ed infrastrutturali per accrescere la competitività della destinazione turistica più in voga nell’ultimo decennio. La rinnovata speranza di poter essere finalmente attenzionati dalla Regione è durata relativamente poco”.

La doccia fredda della esclusione dalla elettrificazione delle linee ferroviarie non è accettabile, si sostiene, “perché si ignorerà

Matteo Spada

completamente il versante che è ricco di località turistiche importanti come la Gallipoli, Ugento, Porto Cesareo, Nardò solo per citarne alcune. dovesi registrano numeri da capogiro”. Non si possono attendere “altri dieci anni per far sì che una vera e propria rete di trasporto su ferro possa essere vantata dal territorio che amministrano i nostri Sindaci”. “Una metropolitana di superficie, e quindi un sistema di trasporto efficiente, alternativo alla gomma, è uno dei tasselli fondamentali sul quale poggiare il progetto di Riviera jonicosalentina”, sottolinea Spada. Da qui l’appello “ai cari Sindaci Mellone (Nardò), Minerva (Gallipoli), Tanisi (Taviano), Metallo (Racale), Lecci (Ugento), Monsellato (Presicce) ed agli altri: che da domani ci si mobiliti con tutti gli strumenti a disposizione per proporre una variante al progetto che includa le nostre città, che possa valorizzare i nostri sforzi, che possa dare lustro alla nostra Terra”.

 

(Nell’articolo, foto della littorina di Daniele Donadelli)

 

 

 

Gallipoli – Subito la ripresa del tavolo tecnico (esperimento iniziato un anno fa circa e durato qualche mese) e subito gruppi di lavoro per arrivare a novembre con la bozza del piano turistico di Gallipoli e dei paesi che gli stanno intorno: dopo quasi tre ore ed a pochi minuti dalle 23, ieri sera nel castello la convention sull’industria delle vacanze si è conclusa con i tempi dettati dall’assessore all’Industria turistica della Regione Loredana Capone. Quasi come si era aperta con il Sindaco Stefano Minerva, con accanto il neo assessore Antonella Russo: “La Regione ci accompagni in un percorso più definito e solido attraverso step precisi per ciascuno di noi, dal Comune, agli operatori turistici, a quelli dei servizi. La sfida è Gallipoli città turistica tutto l’anno”, che non vuol dire per Minerva solo allungamento della stagione – puntando sulla cultura, come detto da più parti – ma anche una “nuova stagione di regole e diritti certi, di servizi migliori”.

Le norme “labili e mobili” Avendo toccato con mano e, in alcuni casi, in modo piuttosto pesante cosa voglia dire la labilità di norme e

Ferruccio Errico

interpretazioni sul futuro di aziende e società nate in questi anni del boom, proprio dalla classe imprenditoriale più matura è venuto quasi un coro: “Dateci in questi mesi a venire regole certe, inequivocabili, entro cui possiamo muoverci senza rischi non prevedibili”, ha esclamato Ferruccio Errico, uno dei titolari del Parco Gondar e componente dell’associazione dei commercianti ed imprenditori di Gallipoli. “Regole certe, questo ci vuole; dati certi,  tempi certi per poter investire in assoluta sicurezza”, ha sottolineato Giuseppe Coppola, presidente del settore Turismo di Confindustria della provincia di Lecce. “Finora il successo è stato dovuto a singole attività  di bravi e lungimiranti imprenditori, non ad un disegno strategico. Adesso è il momento di cambiare passo  e costruire una visione di lungo respiro”. Coppola ha fatto propri i punti da approfondire presentati dal sodalizio citato per cui hanno preso la parola il presidente Matteo Spada, Ferruccio Errico e Cristian Scorrano.

Il pro memoria dell’associazione commercianti e imprenditori “Non possiamo fare finta che nulla sia accaduto: c’è insoddisfazione ed allarme in giro, i cali di fine luglio sono stati importanti ed alcuni segnali li avevamo avuto già la scorsa stagione”, ha affermato Spada. Per l’associazione di commercianti e imprenditori “il ribassismo non va bene come risposta (la riduzione contenuta di ospiti in estate, ndr): c’è bisogno di quei numeri ma va cambiato l’approccio a quei problemi per una gestione più adeguata”. Questi i punti su cui Spada e i suoi chiedono attenzione: qualificazione delle Strutture ricettive turistiche esistenti (Stre) nel vigente piano (specie per le attività di spettacolo); destinazione d’uso e chiarimento per le aree urbanistiche classificate F (attrezzature urbane) e relativi standard per le attività esistenti di pubblico spettacolo con una apposita conferenza dei servizi; destinazione delle attività accessorie di stabilimenti balneari e relative aree parcheggi; litoranea Sud temine lavori e messa in sicurezza aree e viabilità; nomina di tecnico per individuare strumento idoneo per i punti suddetti e relative procedure; parcheggi stagionali e permanenti per la città di Gallipoli e aree di prima accoglienza turistica quali infopoint diffusi; istituzione e avvio dei due distretti (Turistico e Commercio); eventuale adesione del Comune ad una associazione temporanea d’imprese con imprenditori e associazioni “che legittimi le precedenti richieste”; tavolo con Regione e Prefettura per l’attuazione del patto integrato per la sicurezza già da oltre due anni sottoscritto; un osservatorio sulla tassa di soggiorno.

Il record di presenze del 2016 è stato battuto nel 2017; in quattro anni si è passati da 3 milioni a 3 milioni 800mila presenze in Puglia; il Salento è stato il pivot della regione con, nell’ordine decrescente, Ugento, Otranto, Lecce, Gallipoli e Melendugno: il coordinatore del piano strategico del turismo – con scadenza 2025 ed una dotazione di 12 milioni all’anno – Luca Scandale ha presentato un quadro generale che registra sostanzialmente un lieve calo dovuto, per lo più, al turismo interno ma che quello estero, pur in aumento, non riesce a compensare: meno 2 % gli arrivi, meno 6 le presenze nei primi sette mesi. Dati ovviamente ufficiali, forniti finora dal 70% delle strutture ricettive pugliesi, perché i numeri reali confermano che per un turista “visibile” e tracciabile, ce ne sono cinque in nero e all’oscuro. A risentirne di meno sono gli alberghi ed i campeggi, secondo le prime indicazioni che emergono.  Anche se Vito Ria ha lanciato un grido d’allarme: “Abbiamo subìto un abbattimento dei prezzi per camere del 30%, a costi invariati; sempre più difficile coniugare qualità a quantità”.

Quella comunicazione fasulla ma irrefrenabile Grande spazio è stato riservato negli interventi all’inedito funzionamento della comunicazione e dei “sentiment” nei social più frequentati cone Facebook. Il meccanismo secondo cui una presunta notizia (come il balcone in affitto dell’anno scorso o lo stupro senza alcuna traccia di due anni fa) comincia a diffondersi in maniera tale da rendere pressoché vani i tentativi di replica e rettifica, ha colpito anche Gallipoli, la sua notorietà. Spesso ad alimentare sentimenti avversi sono stati proprio alcuni gallipolini “che si sono sentiti usurpati dai turisti”, come ha affermato Brunella Rausa (Cna balneatori). C’è chi ha invocato un “ufficio comunicazione tipo caterpillar” (Mauro Della Valle, Federbalneatori); il Sindaco ha elogiato “il muro alzato tutti insieme contro attacchi feroci alla città”. Eugenio Chetta (foto), operatore culturale, ha esortato a far leva sui tanti punti di forza; per il resto “gli attacchi della stampa ci sono, è vero, e meno male direi…”. Come il parco Isola di Sant’Andrea – Punta Pizzo: meno rifiuti abbandonati, crescente interesse, ma anche governance adeguata e invocata dai turisti al pari della sicurezza, come rilevato da Maurizio Manna (Legambiente).

Il territorio interessato Il presidente del Gruppo di azione locale Terra d’Arneo, di cui fanno parte i Comuni di Nardò (capofila), Alezio, Copertino, Galatina, Galatone, Gallipoli, Leverano, Porto Cesareo, Racale, Salice Salentino, Sannicola e Veglie, ha introdotto un tema direttamente collegato al ruolo ad al futuro della città jonica (unico Sindaco presente dell’area è stato Donato Metallo di Racale). “Avrei esteso l’invito a partecipazione a questa convention anche agli amministratori di tutti i paesi del territorio: bisogna lavorare in sinergia, fare rete per essere più forti e solidi – ha detto il presidente Cosimo Durante – puntando con decisione sulla qualità dell’accoglienza”. Dalla pesca alle crociere previste per l’anno prossimo, ai parchi (ancora senza piani di gestione “pur essendoci i finanziamenti”). Se ci sono rischi di “over turism” (troppe presenze) “decongestionare Gallipoli deve essere tra i principali obiettivi – ha sottolineato Vito Ria – coinvolgendo il resto del territorio; anche Gallipoli dal mare può favorire questa operazione”. L’argomento è stato richiamato anche dal’assessore Capone in chiusura, quando ha sfidato tutti quanti a fare gruppo, a disegnare un’opera unica, a trovare un metodo di lavoro collettivo “che ancora non c’è”, ad affrontare il neo dei collegamenti urbani ed extraurbani: il piano turistico insomma, “per Gallipoli, perché questo è il brand che funziona ed anche per il suo territorio”. Ma per farlo non occorre la Regione: “Dovete assolutamente farlo voi, deve essere vostro; poi la Regione farà la sua parte, statene certi”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Gallipoli – L’immagine emblematica di questa estate gallipolina è sul lungomare Galilei, in prossimità della rotonda: alle 16,30 di un pomeriggio assolato come non mai l’1 di agosto, le bici che dovrebbero stare al mare, con i loro trasportati, sono invece tutte lì, sul piazzale. Perchè? “Perché non c’è nessuno”, ribatte l’addetto.

E’ questo il prevalente umore che pervade la città, a cominciare dagli operatori che sul turismo ed intorno al turismo da anni hanno finalizzato i loro interessi nei diversi settori del comparto.

Ci sono, è vero, delle autorevoli eccezioni, che predicano e praticano innovazione e qualità, ma il coro montante – basato ovviamente su percezioni piuttosto che su dati – è univoco anche se con accenti diversi. C’è chi parla di un  problema c’è ed è grave, tanto da pesare un -40 o addirittura -60% rispetto alla passata stagione soprattutto per quanto riguarda i giovanissimi; c’è chi dice che le stime sono uguali allo scorso anno o addirittura migliori e chi invece sostiene afferma che forse è meglio non parlarne troppo per evitare pubblicità negativa sulla città.

Da aprile a giugno tutto bene Sindaco Stefano Minerva, citando Puglia Promozione, ed altri operatori concordano su di un dato di partenza: maggio e giugno (esclusa l’ultima settimana) sono stati mesi d’oro; per questo periodo lo confermano anche le cifre sulla raccolta dei rifiuti, lievemente superiori al giugno 2017. Gli stessi concordano anche sul calo di luglio, come se la rotta si fosse bruscamente invertita.

Poi in aumento solo le disdette In calo richieste, prenotazioni ed aumento delle disdette. Sarà un caso ma le “disdette” dei locali d’intrattenimento di grande richiamo – Parco Gondar e Cave – sono rispettivamente di fine maggio (annuncio che il locale non aprirà per l’estate con successivi inutili tentativi di deroghe fino a metà luglio) e fine giugno (notifica alle Cave di una ordinanza di chiusura a seguito di provvedimento giudiziario, con opposizioni varie fino a metà luglio). Molti di questi concerti hanno traslocato altrove, da Mancaversa di Taviano ad altre strutture gallipoline, ma probabilmente le novità dell’ultima ora sono arrivate tardi a chi aveva ormai già scelto altro. Magari Riccione, località Maran, dove il Samsara (sub iudice anch’esso qui) è ancora più famoso per essere il lido in cui i Beach Party durano tutto il giorno.

“La destinazione continua ad attrarre” Non tutti si stracciano le vesti. Attilio Caputo (foto), direttore del gruppo Caroli Hotels, rileva un andamento uguale allo scorso anno, con prenotazioni fino al 2019 grazie agli eventi proposti dal loro calendario già ben definito di settimana per settimana. “Le presenze in aumento degli stranieri non sono casuali. La destinazione risulta ancora appetibile: anche per il 2020 abbiamo concluso contratti con agenzie estere presso le nostre strutture. Inoltre resta forte la richiesta di investitori di fuori pronti a prendere in gestione strutture alberghiere di target elevato”.

“La qualità non conosce crisi” Su tasto qualità batte anche Giuseppe Coppola, presidente

della sezione Turismo di Confindustria e imprenditore agroenogastronomico, “per uscire dalla logica di singole fortunate iniziative con risultati importanti ma non consolidati nel segmento

Giuseppe Coppola

del turismo giovanile”. “Dove la ricettività si è stabilizzata su livelli elevati, i numeri sono in crescita – sottolinea Coppola, per cui la crisi di oggi risulra inversamente proporzionale alla qualità dell’offerta. Allora questo è il momento in cui c’è una svolta per ripensare e riprogrammare un modello che sia da esempio anche nazionale”. Le aziende del gruppo hanno registrato un andamento stabile come arrivi. A “Freedom in tour” non si parla di crisi. L’agenzia viaggi e tour operator registra un aumento del 25% e un boom di prenotazioni per agosto in zona lido San Giovanni . Dice la titolare Maria Rosaria Traisci: “La nostra agenzia è sempre andata controtendenza puntando a lavorare con con le famiglie piuttosto che con gruppi di giovanissimi”.

Addetti alle pulizia boccheggianti Un osservatore degli utenti che frequentano, anno dopo anno, il suo chiosco-edicola di piazza Carducci, su corso Roma, Marcello Selvaggio, nota il cambiamento: “Mancano tanti ragazzi con le loro comitive; ora, non so dire se il calo è avvenuto per la pubblicità negativa della chiusura di Cave e Parco Gondar e per la sorte incerta del Samsara, ma so per certo che tanti giovani hanno preferito altre mete ed un indice di questo calo è per me la bassa vendita di magneti (che hanno sostituito le classiche cartoline)”. Sconforto dalle parole di un’agenzia di pulizie operante esclusivamente a Baia verde: “Non sappiamo che fare, c’è un calo di richieste per i nostri servizi dell’80%. Incredibile, non sappiamo come andare avanti”.

Tra gli albergatori la brusca frenata è attestata da Vito Ria, direttore degli Hotel 33 Baroni e Fly, conta richieste in meno del 20% e calo del fatturato generale di quasi il 30%. Meno peggio le strutture extra-alberghiere. “Cresce anche il fenomeno di quanti telefonano e cercano di spuntare un prezzo inferiore a quello stabilito e qualche volta dobbiamo accettare

Stefan Carlino

per non perdere i clienti”. Tante famiglie, giovani coppie che però si sono iniziate a vedere a metà luglio: Stefan Carlino, agenzia Carlino Tourist, mette un segno meno però all’extra alberghiero e con prenotazioni last minute e con posti ancora liberi per agosto. “E’ però impensabile arrivare a stagione iniziata con i lavori a sud della litoranea incompleti, senza illuminazione, sicurezza e altro. Le famiglie nostre ospiti hanno continuamente segnalato questi disservizi, in cui la colpa è anche della Soprintendenza”. Sulla critica agli amministratori pubblici punta deciso Peschiulli, titolare del Picador: “Il problema è nato 5 anni fa ed è esploso oggi con il cambio di viabilità della zona pedonale dei lidi, la chiusura di strutture ed un piano marketing completamente sbagliato. Da un sondaggio fatto personalmente ai fornitori di alimenti e bevande, si parla di – 70% ad oggi di vendite”.

Aspettative azzerate: ora risposte alle tante domande” “Si tratta di una stagione che, ad

Matteo Spada

oggi, ha a dir poco tradito le aspettative”, conclude Matteo Spada, presidente dell’Associazione commercianti e imprenditori. “Si viaggia purtroppo su percentuali sconfortanti sotto ogni punto di vista su tutti i settori – continua Spada- tranne le poche eccezioni nell’ambito della ristorazioni. Il commercio in generale ha subìto forti cali, ma quello che è preoccupante sono i numeri che ci arrivano dalle strutture ricettive: numeri preoccupanti, se teniamo conto che la maggior parte delle strutture consultate sono del centro storico, b&b compresi. La cosa che accomuna quasi tutte le strutture sono le disdette, che quasi superano il numero delle prenotazioni per agosto. Questo, senza contare le strutture al di fuori del centro storico, che soffrono ancora di più”. Spada invoca un tavolo di confronto con la politica su quesiti e domande a cui al più presto dare risposte.

A settembre primo incontro sul futuro Dal Comune intanto si annuncia un summit generale con gli amministratori locali e l’assessore regionale all’Industria turistica, Loredana Capone, per riparare i problemi riscontrati e mettere le basi per un migliore 2019. Sperando – sottolinea qualcuno – che non sia l’unico: l’anno scorso, stessi stimoli e stessi impegni, si registrò un solo incontro in ottobre in Comune. Poi, più niente.

Ha collaborato Anna De Matteis 

 

 

 

Matteo Spada

Gallipoli – Fino a tre anni fa non era difficile rintracciarne ancora, affissi alla bell’e meglio alle vetrate degli ingressi o in vetrina. Adesso sembrano oggetti di un passato che, sia pur vicino, sembra essere ormai andato. E comunque cambiato. “Affittasi” su corso Roma – per tanti il termometro economico della città, di certo il cuore commerciale – non se ne vedono più. Né nella parte che risulta essere la più “ricercata”, quella cioè dall’inizio e fino a piazza Carducci, né nel tratto successivo fino alla Fontana greca. Semmai si notano cambi di oggetti e materiali in vendita: là dove c’era una edicola (chiusa) ora si trovano prodotti della gastronomia locali; più giù, un negozio di telefonia ha lasciato il posto ad uno di abbigliamento; ancora, invece della vendita di oggetti d’argento in quello stesso locale si vende energia.

Tutta una impressione? e Come sono cambiate le cose dopo la crisi mondiale scoppiata nel 2007 a causa dei prodotti finanziari tossici? Non è una falsa impressione: i dati forniti a Piazzasalento.it dagli uffici comunali del settore, parlano chiaro e testimoniano un andamento tutto in positivo: nel 2015 le aperture su corso Roma sono state 14, sette le chiusure; nel 2016 risultano avviati 19 esercizi mentre cinque hanno cessato l’attività. L’anno scorso, infine, le nuove attività sono state 16 e zero i fallimenti (o trasferimenti, qualche volta). Il principale corso cittadino oggi segnala un negozio in allestimento ed una cessione di attività.

“Inizia a risvegliarsi il comparto del commercio – conferma Matteo Spada (foto), presidente dell’associazione commercianti e imprenditori di Gallipoli nonché operatore immobiliare – ma per tornare ai livelli di prima del 2010 ce ne vorrà parecchio”. Anche perchè la crisi su scala globale ha modificato non poco i meccanismi e le abitudini dei consumatori. Si pensi al boom degli acquisti on line, comodamente da casa propria: basta un computer ed una connessione. “Certamente – aggiunge Spada – gli operatori più sensibili e dinamici hanno trovato qualche modo per andare avanti; i più rigidi e con minori margini di gestione sono nei guai seri”.

Ma a scoppiare non è stato solo il sistema tradizionale del commercio. Anche il settore immobiliare è stato coinvolto. “Su Gallipoli si era creata una bolla incredibile: il costo a metro quadro era maggiore di quello nel centro storico di Lecce”, segnala ancora il presidente Spada. La “bolla” che si è sgonfiata ha oggettivamente aperto la strada ad un mercato più adeguato alle nuove esigenze dei clienti anche per le locazioni, calate di almeno il 25% – 25% rispetto al periodo pre crisi. Anche se restano le differenze che il corso da sempre registra: il più appetito risulta essere ancora il lato sinistro; la seconda parte della centralissima arteria cittadina è “meno cara”, con un abbattimento di canoni che oscilla tra il 10 e il 20%.

Gallipoli – Il Comune perde una ghiotta occasione per investire in cultura col progetto “Community library” della Regione: “Non ha presentato alcun progetto, non ha presentato alcuna richiesta di finanziamento”, ha accusato il gruppo locale di “Andare Oltre”, nato poco tempo fa con referente Matteo Spada. Replica l’assessore Emanuele Piccinno, di nuovo tirato in causa: “Il bando prevede più tranche, abbiamo preferito optare per il secondo bando”. Carnevale a parte, è questo lo scontro politico più attuale in città.

A dare il via alla polemica è stata una nota del movimento in cui si richiamano i cospicui finanziamenti ottenuti da altri centri salentini come Galatina (2 milioni di euro), Nardò (950mila), Sanarica (1 milione 650mila), Neviano (1 milione 938mila), Seclì (943mila), Squinzano (1 milione 650mila). “Come si può parlare di crescita e di progresso di una città se bandi come questi, stanziati con l’obiettivo di garantire la valorizzazione, la fruizione ed il restauro dei beni culturali, vengono ignorati?”, è stato l’atto di accusa di AO, movimento civico locale nato a Nardò. “Come si può garantire assistenza ai giovani e agli imprenditori (Sportello Eolo) se non si riesce neanche a partecipare ad un bando?”, s’incalza l’Amministrazione comunale, con nutrito seguito di reazioni nella rete sociale. “Qualcosa non sta funzionando come dovrebbe e questo a spese della città. Una città che ha bisogno di risorse e finanze per potersi evolvere e che si permette il lusso di mettersi al riparo dalla pioggia di finanziamenti che, invece, rappresentano per i territori che li richiedono, linfa vitale. Sarebbe stato sicuramente un passo avanti (mancato clamorosamente) – si conclude – che la città che intende candidarsi a Città della Cultura non avrebbe dovuto assolutamente perdere”.

“Si apprende dai media un’accusa infondata e per nulla veritiera mossa dal gruppo gallipolino di ‘Andare Oltre’. Una critica che giunge senza alcuna firma specifica, da un gruppo politico che pare dunque non avere un portavoce o un capogruppo, così come sembra non avere le idee ben chiare in merito alla faccenda Community library””, ribatte l’assessore Piccinno. Dal Palazzo di città “s’intende precisare che non vi è stato alcun atteggiamento di indifferenza o di indolenza da parte dell’Amministrazione o degli Uffici comunali”. La criticata non partecipazione al bando sulle librerie innovative in Puglia “prevede più tranche con diversi focus e ambiti specifici d’azione: nel caso della nostra città, si è preferito optare per il secondo bando sui laboratori di comunità che rientra così nelle strategie di intervento previste dall’Amministrazione”. “Come si evince – chiude la polemica l’assessore – Gallipoli è spesso beneficiaria di finanziamenti regionali ed europei: ciò dimostra che l’impegno sia presente, concreto e costante al di là delle sollecitazioni sterili di un gruppo politico che, purtroppo, non ritiene opportuno informarsi adeguatamente”.

Dei cento milioni destinati a questo progetto regionale, quasi 32 milioni sono finiti in Comuni della provincia di Lecce. In graduatoria per il Centro-Sud Salento figurano anche Andrano, Cursi, Poggiardo, Porto Cesareo, Racale, Sannicola, Santa Cesarea terme, Taurisano, Taviano, Tiggiano, Tricase, Ugento. 

Gallipoli – Botta e risposta tra l’Associazione commercianti e imprenditori e l’Amministrazione comunale. Tema: le prime valutazioni della stagione in corso, i nodi da sciogliere, le cose che sono cambiate. Venerdì scorso il presidente dell’associazione, Matteo Spada, con una nota ha toccato tre punti critici, partendo dalla premessa del calo registrato da più parti, ben maggiore – si afferma – del 10% in meno diffuso dalla sezione Turismo di Confindustria della provincia di Lecce: Noi abbiamo registrato un calo del 15-20%, con punte del 30”, sostiene Spada, per il quale ci sarebbe stata “impreparazione nell’affrontare la stagione estiva rispetto all’anno scorso”. Il “modello Gallipoli”, discusso nel bene e nel male, “non dà i frutti sperati” e quindi andrebbe rivisto da subito in chiave 2018. “Ciò che andrebbe da subito scongiurato è l’innesco di una spirale negativa che potrebbe mettere in evidenza il lassismo”, produttore di problematiche ricorrenti e scoraggianti per gli investimenti. L’associazione inserisce tra le principali criticità la litoranea per questioni di sicurezza e di decoro. Infine, viene lamentata la carenza di eventi promossi dall’Amministrazione comunale: “Come mai non si trovano le ricorse economiche necessarie per finanziare manifestazioni pubbliche? Come mai la capofila dell’industria turistica del Salento non può permettersi di ospitare eventi, a differenza di altri centri anche più piccoli?”.

La replica è a firma di Emanuele Piccinno, assessore delegato per questo settore. “Quello segnalato dall’associazione è un calo che ha colpito la città,  ma calo di cosa? Flussi turistici? Vendite dei locali commerciali? Affluenza? Parlare di calo generico appare troppo irrisorio;  generalizzare, in questo caso, si traduce in banalizzare un processo che  richiede molta più attenzione e analisi”, attacca Piccinno. Il ‘Modello Gallipoli’ “per qualcuno in crisi, può vantare tante  piccole conquiste e chi ha buona memoria e conosce la macchina  amministrativa sa quanto il meccanismo sia migliorato”, Dopo aver invitato il sodalizio di Spada a guardare oltre “il proprio orticello”, Piccinno ribatte punto per punto, non senza aver rimproverato i “cacciatori di like su Facebook” ricorrendo a video foto e commenti che arrecano “danni soprattutto a sé stessi”. Dunque, la litoranea sud: “Semplicemente posticipati di un mese, i lavori continueranno il primo di ottobre al fine di garantire maggiore  sicurezza e decoro”. Gli eventi “mancati”; “Gli eventi nel periodo estivo non sembrano mancare, le  risorse sono state spalmate su una serie di proposte in tutto l’arco  dell’anno come il concerto della Notte della Taranta che si può  sicuramente annoverare tra le manifestazioni locali e tradizionali più  importanti e che cerchiamo di confermare per il prossimo anno per destagionalizzare l’offerta. I soldi  spesi sono tangibili nel Gallipoli in Poesia, nel Salento Book Fest, nel  Premio Barocco, negli eventi in collaborazione con la Pro Loco e in  tanti altri eventi. Mi chiedo – conclude Piccinno – è meglio concentrare tutto in estate e non  spalmare le presenze? Come mai tutti i trends registrano un aumento delle  presenze a maggio e giugno e i vostri dati sono in calo? Da aprile fino  a luglio vi è stato un plus accertato sulle presenze che sicuramente non  vi è stato negli anni passati”.

 

Matteo Spada

GALLIPOLI. Dopo la firma del protocollo d’intesa da parte del sindaco di Gallipoli Stefano Minerva, insieme ai comuni di Lecce, Castro, Nardò e Porto Cesareo per una maggiore sicurezza, controllo e decoro nei locali di intrattenimento, alla presenza anche delle forze dell’ordine e di gestori e imprenditori di noti locali salentini, ecco arrivare l’appello di Matteo Spada, presidente dell’Associazione commercianti e imprenditori di Gallipoli. L’invito, lanciato a tutti i commercianti, gli imprenditori e i cittadini, è rivolto ad avere una maggiore pulizia in città, affinché gli scatti che girano in questi giorni sui social “che ritraggono qualche cumulo di spazzatura, non vadano ad alimentare quella campagna mediatica distruttiva che si sta facendo verso Gallipoli”. «Partiamo dal presupposto -afferma Spada – che ognuno ha le sue colpe e responsabilità, dall’Amministrazione a noi tutti. Se tutti i proprietari di locali pubblici ci tenessero un pò di più a tenere pulito vicino al proprio locale, come tanti già fanno, sicuramente Gallipoli sarebbe più pulita, e anche le foto su FB sarebbero del tramonto e non della sporcizia. Ognuno di noi deve essere responsabile dello spazio vicino la propria casa o attività e chi gode di una concessione a svolgere la propria attività sul suolo pubblico è doppiamente responsabile». Spada continua affermando che è compito dell’Amministrazione sensibilizzare tutti affinché questo avvenga, pena il mancato rinnovo delle autorizzazioni delle attività, anche perché il danno d’immagine, oltre ad essere della città e degli abitanti, è anche delle stesse attività. «Quando pulire gli spazi antistanti le attività sarà la normalità e non un evento talmente straordinario da dedicarci un servizio fotografico – conclude – allora, saremo sulla buona strada. Dobbiamo essere tutti uniti in questo, il futuro turistico delle attività e dei lavoratori dipende solo da noi».

GALLIPOLI. “Spegneremo le luci per attirare la vostra attenzione”. Questa la protesta organizzata per questa sera dall’associazione commercianti e imprenditori presieduta da Matteo Spada. Motivo dello scontro le problematiche insolute dei parcheggi del porto. Luci e insegne spente dunque per molti negozi e attività di corso Roma e centro storico e domani mattina a partire dalle 10 un incontro al Comune per riparlare di questo problema con l’Amministrazione. La decisione è stata presa questo pomeriggio durante la riunione degli attivisti del sodalizio cittadino. “Il limite di sopportazione è ormai superato – afferma Spada – e il sistema dei parcheggi nel porto nel suo complesso, nonostante piccoli accorgimenti che lasciano il tempo che trovano, è inefficiente e problematico e crea disagi a catena sul traffico, la vivibilità e anche l’immagine che diamo ai turismo. Il problema è trasversale e riguarda tutti: cittadini comuni, strutture ricettive, commercianti. Tutto il paese si vede complicata l’esistenza per combattere un abusivismo (quello dei parcheggiatori abusivi) che ovunque viene combattuto con altri metodi, cioè vigilando sul territorio, con controlli e sistemi di videosorveglianza. Azzardiamo una proposta: magari si potrebbe organizzare una cooperativa di cittadini giovani e over 50 per controllare il parcheggio. Anche se il costo del ticket è passato da 2 euro a 1 e 5 all’ora non si è risolto niente, perché non è questione di prezzo, ma delle varie problematiche generate da quella decisione. Un esempio per tutti: non è normale che venga chiuso il lungomare Marconi dai vigili dall’altezza dall’ospedale vecchio, dallo svincolo per via Lecce, perché già al porto il parcheggio è pieno, paralizzando le arterie principali e bloccando il traffico anche su corso Roma all’altezza del teatro Italia”. Ora l’incontro di domani mattina per chiedere “che venga tolta la sbarra dei parcheggi e ottimizzata la superficie del porto. “Quella sbarra – conclude Spada – sta per diventare il simbolo di una stagione che rischia di non avere i riscontri che ci si aspetta. Un sistema di parcheggio simile poco si confà ad un parcheggio a servizio di un centro storico. Dobbiamo sederci tutti insieme a tavolino e trovare una soluzione. Noi non ci fermeremo ad un ‘Non si può fare’”.

GALLIPOLI. Prima “Notte bianca della Cultura” extralarge, dal 29 ottobre al 2 novembre: si tirano le somme, tra punti di forza (musei, visite guidate, il concerto per i giovani) e di debolezza.  Perché le difficoltà e le disfunzioni ci sono state, a cominciare dal dato che solo il 21 ottobre il Comune ha avuto certezza dei fondi regionali per il bando della Regione “InPuglia365”. Da un bilancio a più voci si evince che c’è stata poca gente anche su corso Roma mentre si è registrato un boom di presenze per i luoghi di cultura nel centro storico, per il teatro (“Orwell Circus” di Zeromeccanico al Garibaldi) e per il concerto degli “Apres La Classe” in piazza Tellini organizzato dal Parco Gondar del 29. «Abbiamo aperto i Frantoi ipogei di palazzo Granofei – afferma Elio Pindinelli (foto), presidente di “Gallipoli Nostra” – e abbiamo avuto oltre 400 presenze in quattro ore, quindi confermo il buon successo dell’iniziativa; l’errore è stato invece aver concentrato tanti eventi al chiuso, piuttosto che nelle strade. Il punto è che adesso il Frantoio chiuderà fino a maggio, perché noi non abbiamo usufruito del finanziamento che “InPuglia365” ha dato al Comune di Gallipoli e non me la sento di impegnare le energie dei soci in servizi di eterno volontariato». Dagli assessorati  Turismo e Cultura ribadiscono il pienone nel centro storico, animato in collaborazione con “Amart” anche nei giorni successivi. Le scarse presenze su corso Roma, piazza Tellini a parte, sarebbe dipeso dai negozi chiusi anticipatamente rispetto agli orari pattuiti. L’assessore Emanuele Piccinno (foto) rimarca: «C’era un accordo tra Amministrazione e Tavolo tecnico del turismo, per cui i commercianti s’impegnavano a restare aperti oltre il solito orario in occasione della Notte: se i patti fossero stati rispettati, ci sarebbe stato un po’ più di movimento».

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Matteo Spada

Matteo Spada

GALLIPOLI. La nuova zona a traffico limitato e l’area pedonale nel centro storico crea ancora qualche disagio ai commercianti. E questo per la forma estesa del provvedimento, entrato in vigore dal 1 maggio scorso, che sino alla fine di settembre prevede l’istituzione della Ztl tutti i giorni, con orario integrale h24, e l’area pedonale urbana frazionata nel- le fasce orarie dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 2 di notte. L’associazione dei commercianti, tramite il presidente Matteo Spada (foto), ha chiesto al Comune per due volte di disattivare il varco elettronico la mattina, dalle 7 alle 10, per permettere l’accesso libero a corrieri e fornitori che avrebbero difficoltà a farsi rilasciare anche i permessi temporanei garantiti dal regolamento. Il commissario Aprea per ora ha confermato l’autorizzazione all’accesso a tutti i mezzi per gli approvvigionamenti, ma solo se dotati di pass. Intanto la stessa associazione continua la sua battaglia contro l’insediamento di un nuovo centro commerciale della Discoverde nell’area industriale. Il sodalizio aveva già proposto un ricorso al Tar, in attesa di discussione, contro l’iter autorizzativo del complesso e allo stesso si registra ora l’intervento “ad adiuvandum” di ben due società, tra cui il Gruppo Famila. La stessa associazione dei commercianti è stata chiamata dal prefetto Palomba per sottoscrivere sabato prossimo insieme a Comune, Regione, Prefettura e altre dieci associazioni di categoria il Patto Integrato sulla Sicurezza e lo Sviluppo che sarà ratificato alla presenza del ministro dell’Interno, Angelino Alfano.

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