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Gallipoli – E’ nella zona che va dai grandi alberghi a Punta della Suina e in quella delle spiagge in direzione di Mancaversa, dal Cotriero a Punta Pizzo, che si sono riscontrate le maggiori criticità durante le operazioni di pulizia da parte dei volontari di Legambiente, avvenute in questi giorni. A parlarne è Maurizio Manna, presidente di Legambiente Gallipoli. “Puliamo sistematicamente il Parco naturale regionale Punta Pizzo-Isola di Sant’Andrea – afferma Manna – e questo ci serve anche a monitorare i comportamenti e le tipologie dei fruitori del Parco per intervenire dove ce ne fosse bisogno. Abbiamo individuato dei siti particolarmente sporchi e per questo stiamo presentando in questi giorni al Comune di Gallipoli un piano d’azione per la gestione diretta del parco”. Rifiuti di cibo dei picnic lasciate dalle famiglie, bottiglie di plastica e di vetro, scarti della pesca fino a materiali di tutti i tipi portati sulle spiagge dal mare e provenienti anche da molto lontano. A volte poi il Parco diventa anche un punto di accoglienza: “Ad esempio – continua Manna – sono sbarcati in questi giorni sulle coste del Parco dei profughi siriani, a metà strada tra Punta della Suina e gli alberghi; noi conserviamo le testimonianze di questi arrivi come i giocattoli, medicinali e latte in polvere, per non dimenticare il dramma di queste persone”. Nel piano di intervento che verrà presentato ci sarà anche la richiesta di nuove recinzioni, viste che molte sono andate distrutte dagli incendi e dal tempo per vietare gli ingressi con i mezzi a motore; costituire due o tre centri di servizi per informazioni e accoglienza; ripristinare la cartellonistica; predisporre dei grandi contenitori per la spazzatura all’ingresso e all’uscita del Parco; istituire infine aree apposite per i picnic . “Stiamo poi organizzando – conclude Manna – un programma organico di attività annuale per unire tutte le associazioni sportive dilettantistiche del circondario, stabilendoad esempio dei percorsi obbligatori come quello per la mountain bike indicato da apposita segnaletica; questo, anche per venire incontro alle esigenze dei tanti cicloturisti che approfittano della bassa stagione per visitare Gallipoli e il Salento a bordo di due ruote. Rispetto agli altri anni i rifiuti stanno comunque diminuendo”. Tra le iniziative di Legambiente la ciclofficina all’interno del Chiostro di San Domenico ed un corso di meccanica di base ciclistica nelle scuole medie della provincia, da ultimo a Salve e Morciano di Leuca.

GALLIPOLI. Quattro ore di pulizia intensa dell’Isola di S. Andrea ieri prima della pioggia: protagonisti i volontari, di ogni età e sesso, che hanno partecipato all’edizione annuale di “Puliamo il mondo” di Legambiente. Il “bottino” è stato di trenta bustoni di plastica pieni di rifiuti, boe, bombole di gas, cassette per il pesce.

GALLIPOLI. Si è conclusa domenica 8 novembre la terza edizione di “Gallipoli Eco Day”, organizzato dall’associazione degli imprenditori del turismo “Gallipoli città bella”. Numerosi i volontari di Legambiente, tanti gli studenti del “Vespucci” con i loro docenti, che si sono impegnati a ripulire il parco regionale di Punta Pizzo. Risultato raggiunto con successo:1000 sacchi di rifiuti sono stati prelevati e portati in discarica da Navita.

PzzSlnt_32_01.inddPzzSlnt_32_01.inddGALLIPOLI. Si è appena concluso il 12° “Campo estivo di volontariato” organizzato da Legambiente presso il Parco regionale Isola di Sant’Andrea-Punta Pizzo con la coordinazione di Maurizio Manna, presidente di Legambiente Gallipoli e responsabile nazionale e internazionale del settore Under 18. Il Campo, rivolto a ragazzi di età compresa tra i 15 e i 17 anni, ha avuto quest’anno 2 turni di 10 giorni ciascuno a luglio con circa 30 ragazzi per turno, con la direzione di Tiziana Pedone per il primo campo. I partecipanti hanno svolto attività di volontariato, come il ripristino di aree boschive, monitoraggio del territorio, corsi di educazione ambientale. Lo svolgimento della giornata lo racconta Maurizio Manna: «La sveglia suonava alle 7 per ripulire il campo e dedicarsi all’igiene personale; alle 7 e 30 si faceva colazione con prodotti tipici locali nel rispetto dell’ambiente e della corretta educazione alimentare, con friselline, caffè, biscotti casarecci e marmellate fatte in casa; dalle 9 alle 10 distribuzione di materiali per le attività da svolgere in giornata nel Parco e divisione dei compiti. Ogni giorno si formavano a rotazione dei gruppi: un gruppo era impegnato nella pulizia e preparazione dei pasti) all’interno del campo, il secondo in attività di monitoraggio all’interno della pineta per controllare eventuali accessi di motorini, falò, l’integrità delle barriere ecc.»

Dopo cena, i momenti di socializzazione che hanno cementato l’amicizia tra i ragazzi. Molti di loro, come pensa il presidente, ritorneranno il prossimo anno e “alcuni sono rimasti così soddisfatti che faranno il corso per responsabili per dirigere un loro campo”. «Ma la soddisfazione più grande – conclude Manna – è che il Parco è cresciuto autonomamente, i frequentatori adesso ripuliscono da soli pineta e spiagge e sorvegliano»

Da sinistra la sede municipale di Taviano e di Parabita. I due centri hanno aderito per primi al progetto ambientale

Parabita e Taviano tra i primi 13 Comuni salentini ad aderire a “Eternit free”, iniziativa di Legambiente Puglia sul rischio amianto. Un passo importante per combattere la fibra cancerogena killer che in Italia causa ancora circa 4.000 morti annue. Tristi picchi d’incidenza si registrano anche in Puglia, con 2.000 siti e 5.000 tetti in eternit dei quali solo il 15% risulta, ad oggi, bonificato. In questa direzione si inserisce il progetto regionale dell’associazione ambientalista, patrocinato dalla Regione Puglia e dal partner tecnico Teorema Spa. Obiettivo è agevolare nel censimento, reso obbligatorio dall’omonima legge regionale, della presenza di amianto nelle aree urbane, industriali e agricole. I cittadini potranno chiedere un sopralluogo tecnico gratuito al numero verde 800131026 per analizzare l’eventuale presenza di manufatti in amianto. In caso di esito positivo, quanti ne faranno richiesta saranno affiancati nella compilazione della scheda di auto notifica, con la quale si costruirà una prima mappatura, fino ad oggi mai realizzata, dei micro siti di amianto ancora presenti in Puglia. A Parabita il progetto “Eternit free” si inserisce in una serie di iniziative già avviate dalla casa comunale per il monitoraggio e la rimozione dell’amianto, che hanno portato anche incentivi economici nelle tasche dei beneficiari.

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Taviano Carlo Portaccio: «Oltre al progetto di Legambiente, il Comune di Taviano ha anche un contratto, in via di rinnovo, con la ditta “Cf ambiente” di Castiglione d’Otranto, per lo smaltimento dell’amianto perché crediamo fortemente nella necessità di difendere il nostro territorio».

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duna recintata

GALLIPOLI. Ci vogliono risorse umane, prima ancora che finanziarie, per tenere un po’ di più sotto tutela il parco naturale che arriva fino a punta Pizzo, senza dimenticare l’isola di Sant’Andrea che, con un binocolo, si può controllare anche da terra. Questa la considerazione dopo che ignoti vandali hanno divelto le palificazioni che i volontari di Legambiente avevano realizzato la scorsa estate intorno alla Duna grande, poco dopo la zona dei grandi alberghi, per difenderla da passaggi, incursioni con mezzi a due ruote e conseguenti smottamenti.

Niente di nuovo, purtroppo, nel lungo elenco delle violazioni più o meno sistematiche dell’integrità dell’oasi naturalistica, vero fiore all’occhiello dell’intero Salento e per l’assessore regionale al Turismo, Angela Barbanente, che lo richiama con un buon esempio. Ma ciò che fa un po’ rabbia è anche il fatto che vigilanti e personale potrebbero pure arrivare a costi zero per il Comune gallipolino. Basterebbe ad esempio sottoscrivere una convenzione tra l’Ente Parco, presieduto da Fabio Vincenti, e l’Arif, l’agenzia regionale per le foreste, per vedere arrivare quattro forestali e fondi per la gestione della vigilanza, per ripiantare  ginepri e rimuovere la massa secca. Bisogna però passare dalla firma di un accordo in calce ad una convenzione praticamente già pronta. «Potremmo farecela entro l’anno», auspica Maurizio Manna di Legambiente.

Così come si potrebbe ricorrere alle Guardie ecologiche volontarie, sempre tramite una convenzione in questo caso con la Provincia. Sono già 5 i gallipolini che hanno prestato giuramento a Palazzo dei Celestini a Lecce. Anche loro potrebbero contribuire a controllare il territorio sotto protezione (circa 650 ettari), a “sconsigliare” di andare a raccoglierci i funghi o a scorrazzare con le moto in zone marginali.  

 

GALLIPOLI. Guanti, sacchi, cappellini, e tanto rispetto per l’ambiente: muniti di questo, i volontari di Legambiente Gallipoli e dell’associazione “La Fenice” hanno ridisegnato il sorriso sul volto della “Città Bella”, dopo un’estate all’insegna di un certo turismo selvaggio e di una diffusa noncuranza. L’iniziativa “Puliamo il mondo” si è svolta venerdì 27 settembre, a partire dalle 9, con appuntamento presso la rotonda del lungomare Galilei. Loro hanno dato l’esempio, un ottimo esempio, ora tocca a tutti noi.

Di seguito, le foto (di Maurizio Manna) della giornata ecologica che ha interessato la scogliera del litorale che s’affaccia sul parco naturale “Isola di sant’Andrea – litorale di Punta pizzo”.

 

 

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lungomare galilei pressi rotonda gallipoli

GALLIPOLI. Venerdì alle 9 appuntamento alla rotonda del lungomare Galilei per ripulire la scogliera del litorale che s’affaccia sul parco naturale “Isola di Sant’Andrea – litorale di Punta pizzo”. Guanti, sacchi e cappellini saranno forniti dall’organizzazione, Legambiente Gallipoli e associazione culturale “La Fenice”.

 

I risultati delle analisi di Goletta verde 2013, effettuate tra l’11 giugno e l’8 agosto, non sono incoraggianti: sono 104, in totale, i punti “fortemente inquinati” sulle coste italiane, di cui 14 localizzati in Puglia. Secondo il monitoraggio di Legambiente, il problema principale è la maldepurazione: gli impianti peggiori, in Puglia, si trovano a Molfetta e sul litorale tra Bari e Barletta.

L’analisi dettagliata sul portale di Legambiente.

 

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duna madre

GALLIPOLI. Durante la notte di San Lorenzo qualcuno ha abbattuto una parte di queste staccionate messe dai volontari di Legambiente a protezione della Duna madre, una delle più alte dell’arco jonico, che si trova dopo i grandi alberghi di Gallipoli, in direzione sud del litorale. Ovviamente le protezioni sono state rimesse a posto e vige il divieto di passaggio: proprio il calpestio dell’uomo (moltiplicato per migliaia di piedi) ne ha comrpomesso la staticità, facendo franare parte della sabbia sui retrostanti alberi di pino. In inverno quella sabbia sarà riportata al suo posto e piantati ginepri per consolidare i fianchi della duna.

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Gallipoli. La bella stagione è ormai al via e, come ogni anno, il problema dell’erosione costiera  e dello sbancamento delle dune, torna ad accendere il dibattito. Il fenomeno è di natura mondiale ma basta fare una passeggiata lungo il litorale gallipolino, in paticolare quello sud, per rendersi conto che ci troviamo di fronte ad un vero allarme. La costa arretra e il mare si riprende ciò che è suo. Le fascia dunale rappresenta una  riserva di sabbia e difesa naturale contro il fenomeno e proprio per questo lo scorso 12 maggio, un gruppo di volontari dell’associazione “Fideliter excubat” insieme a Davide Mercuri e Andrea Medvedich del gruppo “Ego” (Eco Giovani in onda) hanno ripulito e recintato una duna nell’area parco (la stessa solo lo scorso anno era integra). «L’intervento – affermano – vuole essere un primo passo al ripristino della fascia dunale danneggiata non solo dal fenomeno naturale dell’erosione ma anche dall’azione antropica e dall’assenza di interventi delle autorità preposte».

Per la recinzione  i volontari hanno utilizzato, in un primo momento,  rami e canne raccolte sulla battigia. Successivamente, con il supporto di Legambiente (ed in particolare Marino Martello), che ha in  parte  finanziato le spese del materiale utilizzato, l’opera è stata completata intorno alla duna a 360 gradi.

Un  tampone d’emergenza per tutelare il patrimonio dunale ma che, per essere efficace,  andrebbe effettuato su tutto il litorale. L’associazione intende chiedere il supporto ufficiale del Parco e di Legambiente e di altre associazioni per tentare di arginare il fenomeno.

RdB

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Gallipoli. Hanno constatato l’erosione preoccupante del sistema di dune  a causa del calpestio dei bagnanti, per cui si rende necessario un reimpianto di piante ed essenze autoctone (ginepri e filliree); hanno avvistato una decina di incendi, limitando con la propria attenzione danni diversamente ben più ingenti; hanno intravisto all’opera e talvolta identificato piccoli vandali – per lo più provenienti da Taviano, Matino e Parabita – sfogarsi su alberi, recinzioni e auto in sosta: sono gli “angeli” gialli, i volontari di Legambiente che vengono qui ad aprire gli occhi su di un giacimento naturale inestimabile.

Qualche dato: con i campi con 500 Under 18 in luglio sono state effettuate oltre 7mila ore di attività (esattamente 7.118), tra manutenzione, vigilanza, monitoraggi per conto dell’Università del Salento e per informazioni sul gabbiano corso e sulla tartaruga comune, in collegamento con centri spagnoli e greci. Li hanno affiancati alcuni operatori locali, veri e propri “ambasciatori” del territorio circostante. Da gennaio l’isola naturalistica ha ospitato e aiutato al reinserimento quattro ragazzi a rischio devianza affidati dal Dipartimento Giustizia minorile di Lecce.

Sono passati di qui, fino al settembre scorso, 1.200 ragazzi di  otto istituti scolastici. Prima e dopo di loro sono passati i volontari per raccogliere ed allontarare rifiuti vari per un totale di 150 sacchi da 130 litri l’uno; 50 automobili che si trovavano in divieto di sosta e di transito sono state segnalate alle autorità competenti; sono stati distribuiti 1.200 regolamenti del parco e 500 contenitori tascabili di mozziconi di sigarette. «Abbiamo visto nascere la comunità del parco», dice Maurizio Manna, responsabile locale e dirigente regionale di Legambiente. Il miglior antitodo alla trascuratezza altrui.

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La Vora

Casarano. Il recupero dei bacini della Vora a salvaguardia della tutela ambientale della zona e dello stesso mare. È quanto propone anche Legambiente, presente alla recente riunione del Consiglio comunale con la quale Gallipoli ha siglato l’intesa raggiunta con la Regione (era presente l’assessore alle Opere pubbliche Fabiano Amati) circa il riutilizzo delle acque reflue affinate ed il blocco del canale dei Samari quale recapito finale dei depuratori di Casarano e Taviano.

«Occorre partire dalla qualità delle acque depurate immesse nella Vora e da qui nel canale del Raho ed a seguire dei Samari. Per questo possiamo dire  – afferma Maurizio Manna, direttore di Legambiente Puglia – che quello di Casarano è un impianto tra i più nuovi ed efficenti».

La reimmissione delle acque reflue, ma depurate, nei bacini permetterebbe anche di avviare il progetto di riqualificazione dell’area, “una tra le zone umide più caratteristiche del Salento”, oltre a rappresentare un ostacolo naturale i sempre possibili incendi già sviluppatisi negli ultimi due anni.

«La riapertura dei bacini potrebbe garantire, attraverso i necessari processi fitodepurativi e di ossigenazione, l’alimentazione controllata dell’area umida “Li Foggi- Li Paduli” per giungere alla chiusura dello sbocco a mare dal canale dei Samari», afferma Manna. Dopo aver certificato la caratteristica di “sito non inquinato” (la Asl si è già espressa in tal senso dopo gli incendi dello scorso anno), per la Vora si prevede, dunque, un futuro positivo con l’avvio (se finanziato) del progetto del parco. «Si tratta di un raro esempio di lagunaggio spontaneo con 50 ettari di estensione dalle potenzialità finora sottovalutate capace, se debitamente alimentato, di attirare singolari specie faunistiche e, perchè no, anche turisti», afferma ancora il responsabile di Legambiente.

Le tematiche relative al recupero dell’area sono state affrontate nell’incontro con i responsabili di Goletta Verde svoltosi a fine luglio a Gallipoli alla presenza, tra gli altri, anche dell’assessore all’Ambiente del comune di Casarano Ottavio De Nuzzo.

I volontari sul bacino di San Giorgio

Gallipoli. «Sarà un Parco ospitale, sicuro e decoroso per valorizzarne i suoi tanti pregi». Questo, nelle parole del direttore regionale di Legambiente Maurizio Manna,  il primo impegno da perseguire dopo la recente convenzione sottoscritta con il Comune dall’associazione che nei giorni scorsi ha avuto l’incarico di gestione del Parco naturale di Punta Pizzo – Isola di Sant’ Andrea di Gallipoli.

E’ stato il commisario straordinario Vincenzo Petrucci a stipulare la convenzione (attesa da almeno sei anni) che avrà durata triennale per le attività di promozione, fruizione, divulgazione e valorizzazione turistica, culturale e sociale del Parco. Intanto il primo passo riguarda le opere di bonifica. «L’intera zona  – afferma Manna – ha bisogno di essere liberata dalle micro discariche abusive distribuite lungo il territorio pieno com’è di copertoni, computer, televisori ed ogni altro tipo di elettrodomestici, ed anche di amianto. Poi si passerà alla eliminazione dei cartelloni pubblicitari e alla riduzione dell’inquinamento luminoso e acustico che riguarderà discoteche e luoghi di intrattenimento».

E le infrastrutture? «Dapprima completeremo le recinzioni.  Saranno, poi, arredati i percorsi ciclistici e pedonali con panchine, pannelli esplicativi con la planimetria del Parco, gli itinerari e le regole da rispettare. Per questa estate – afferma Manna – saranno pronti i punti di servizio integrati con strutture in legno che ospiteranno il personale che fornirà informazioni turistiche. Saranno, inoltre, collocati i bagni chimici e piccoli contenitori per la raccolta differenziata. Sarà attivo anche il personale addetto alla sorveglianza pronto ad intervenire in caso di emergenza».

Saranno previsti corsi di informazione con gli operatori turistici, balneari ed agricoli che insistono nell’area allo scopo di indirizzarli verso una produzione e un servizio eco-compatibile con l’intera area del Parco.

«In questa ottica – continua il responsabile di Legambiente – è nostra intenzione ripristinare un antico vitigno che abbiamo individuato e che sopravvive all’interno delle macchie, dismesso da oltre cinquanta anni. Per questo abbiamo avviato già i primi contatti al fine di produrre e commercializzare il “passito del parco”.  Altro obiettivo quello di rilanciare la pastorizia  e agevolare la produzione casearia con il marchio a denominazione d’area».

Insomma dalla prossima  estate masserie, torri costiere, percorsi archeologici, il pozzello di Sant’Agata, tumuli messapici, fornaci per la cottura delle ceramiche, vasche per la lavorazione della porpora, luoghi questi cari alla tradizione e alla  storia di Gallipoli, saranno pronti a stimolare la curiosità dei numerosi turisti che ogni estate popolano la città ed il suo territorio.                          

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