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Gallipoli – “Sai quanto i rifiuti restano in mare e sulle spiagge? Da 100 a 1000 anni le posate di plastica, da 100 a 300 anni i sacchetti di plastica, 150 anni i cotton fioc, 12 anni i mozziconi di sigaretta e da 450 a 1000 anni le bottiglie di plastica”. Per sensibilizzare sull’importanza della pulizia del mare e delle spiagge, si è svolta anche a Gallipoli nei giorni scorsi la storica campagna di Legambiente “Spiagge e fondali puliti” con la collaborazione dell’associazione salentina dei “Kite Surfing school” con sede a Gallipoli e Ugento, attivissimi nella gestione delle attività del Parco e partner di Legambiente.

Censimento dei rifiuti nel parco Sempre in questi giorni si è conclusa anche l’attività di monitoraggio dei rifiuti del “Parco naturale di Punta Pizzo”, realizzata da Legambiente Gallipoli per la campagna internazionale “Puliamo il Mediterraneo” in un percorso didattico con i ragazzi del Liceo scientifico “Quinto Ennio” per aggiungere e aggiornare i dati sui rifiuti abbandonati sulle coste. “Questi percorsi non rientrano nelle pulizie ordinarie che realizziamo quotidianamente- afferma Maurizio Manna, presidente di Legambiente Gallipoli e direttore di Legambiente Puglia-  ma fanno parte di un percorso per monitorare i rifiuti e per contribuire al database nazionale ed europeo, riportando la quantità e la qualità delle plastiche abbandonate nel Mediterraneo. Noi siamo andati nella spiaggia nei pressi del “Cotriero” e “Punta Pizzo”, dove abbiamo trovato più rifiuti spiaggiati, con dati maggiori e dunque più attendibili rispetto ad altre zone più pulite del parco. Quest’anno tra i rifiuti più diffusi, abbiamo trovato le reti variopinte usate nell’allevamento di cozze mentre sono scomparsi invece i famosi cotton fioc, sostituiti da quelli in cellulosa, quindi biodegradabili. Un ritorno spiacevole da registrare, dopo tantissimi anni che mancava, è invece quello del catrame, che rende difficile tra l’altro la raccolta delle microplastiche e la separazione delle matrice biologiche e che ci ha fatto capire che stanno tornando versamenti in mare e che quindi è necessario aumentare i controlli”.

Volontari in arrivo a luglio Un’altra attività strettamente collegata alla pulizia delle coste da parte di Legambiente è poi quella realizzata con i campi di volontariato, che anche quest’anno si terranno dal 1 al 20 luglio, coinvolgendo circa 50 ragazzi tra i 14 e i 17 anni. “Fra le varie attività del campo volontariato – conclude Manna – c’è anche quella della creazione di una “Comunità di spiaggia”, cioè la formazione di gruppi di ragazzi che, anche una volta finito il campo, continuano a recuperare i rifiuti abbandonati dai turisti o dai frequentatori locali e l’opera di  sensibilizzazione, garantendo così una gestione ordinaria autonoma che in estate è indispensabile e creando così una vera e propria rete di cittadinanza attiva di cui siamo molto orgogliosi”.

 

Gallipoli – In attesa dell’evento di domenica 10 giugno in piazza Tellini a sostegno del Parco Gondar dal titolo “Parco Gondar Community”, dove oltre 30 artisti si alterneranno sul palco tra spettacoli teatrali e d’arte, flashmob, manifestazioni sportive e musica live, sono numerose le adesioni di gruppi, associazioni, categorie economiche. Maurizio Pasca (di Nardò), presidente nazionale del Sindacato locali da ballo; Maurizio Manna, presidente di Legambiente Gallipoli e direttore Legambiente Puglia; Giuliana Scarcia, presidente dell’Onlus “Noi Nel Mondo”; Salvatore Coppola, presidente del Cir Protezione civile-Gallipoli; Rizieri Siciliano, presidente dell’associazione commercianti di Santa Maria di Leuca, tra i tanti.

Tutti concordano intanto nel sottolineare l’importanza della struttura non solo per la città di Gallipoli ma per tutto il territorio e non solo per gli eventi musicali ma anche sociali che ha ospitato in dieci anni di attività. “Per un’associazione come la nostra- afferma Giuliana Scarcia- che vuole costruire attività formative e ricreative per i ragazzi diversamente abili del territorio, il Parco Gondar è stato uno dei pochi spazi attrezzati privo di barriere architettoniche che ci ha dato disponibilità totale e gratuita per le nostre manifestazioni”.

Ne risentiamo anche noi, operatori di Leuca” “Molte attività di Leuca collaborano con il Parco Gondar con tour turistici e escursioni in barca da Gallipoli a Leuca e viceversa durante i grandi concerti che richiamano tanta gente – afferma Rizieri Siciliano – e la mancanza del Parco Gondar è una perdita per tutti, non solo per Gallipoli”.

“I lividi sono di tutti: cooperiamo, a cominciare dalle Istituzioni” Su queste posizioni anche Maurizio Manna che, pur ricordando di come Legambiente non si sia mai tirata indietro nel denunciare le irregolarità verificatesi sul territorio, sottolinea la valenza sociale ed economica della struttura: “Moltissime iniziative sociali hanno avuto luogo nel Parco Gondar: non dimentichiamo ad esempio quella in occasione del referendum contro lo trivelle ad aprile 2016, una delle iniziative più significative a livello regionale, ma anche altre manifestazioni di carattere sportivo come la Salento sport convention o dedicate agli studenti come la giornata dell’Arte”. Per Manna “questo significa dunque non soltanto proporre musica come fanno altri spazi sul territorio, ma avere un luogo dove comunicare buoni e sani principi, tematiche di carattere globale non solo locale; e questo lo si fa anche attraverso la scelta degli artisti, con tematiche importanti con cui si diffondono i principi dell’inclusione, della globalizzazione, della fratellanza e della giustizia sociale”. “Il Parco Gondar – conclude il dirigente di Legambiente – è un luogo che eleva Gallipoli ed è molto importante che si conservi questa risorsa. Va aumentata sicuramente anche la responsabilità istituzionale su una struttura che non può essere lasciata a se stessa, ma deve esserci una collaborazione sinergica tra le altre attività, le organizzazioni di categoria e soprattutto l’Amministrazione comunale. Come dire, i lividi devono essere curati insieme”.

“La Protezione civile ha assicurato il primo soccorso anche per utenti di altre strutture” Mettono l’accento sulla sicurezza della struttura gallipolina Salvatore Coppola e Maurizio Pasca. “Noi della protezione civile collaboriamo con il Parco Gondar dal 2008 per il servizio di primo soccorso – afferma Coppola – con due o tre ambulanze per evento, creando negli anni un punto di primo soccorso nel Parco Gondar di fatto strategico e fruibile per tutto il quartiere e la litoranea, spesso a servizio anche di altre strutture di richiamo che non sono provviste di adeguato servizio medico”.

“C’è chi cerca di rispettare le prescrizioni e chi agisce in aree occasionali senza limiti” “Questa vicenda può avere ripercussioni su tante altre attività che, come il Parco Gondar, cercano di adeguarsi a tutte le normative vigenti in materia di pubblico spettacolo. I titolari del Parco Gondar si sono contraddistinti in questi anni – assicura Pasca (Silb) – non solo per i grandi eventi ma anche per aver realizzato una struttura che, anche su sollecitazione dei pubblici uffici, si è adeguata alle tante normative in tema di pubblica sicurezza. Si tratta di adempimenti non semplici e non economici, soggetti a numerosi controlli e pareri non facili da ottenere soprattutto quando si tratta di licenze con commissione provinciale, ma mi pare di capire che almeno una buona parte delle opere ad oggi contestate riguardi proprio questi adempimenti tecnici. L’ opera di controllo ed eventualmente di sanzione della magistratura è assolutamente sacrosanta e utile a tutta la comunità – conclude Pasca – ma talvolta finisce per punire coloro che si adeguano alle normative a vantaggio di coloro che invece operano in contesti di assoluta inosservanza; mi riferisco alle location occasionali, spazi all’ aperto e piazze che, non avendo una struttura fissa e pur avendo anche una commissione che legittima l’esercizio occasionale, non hanno però quella struttura tecnica e organizzativa che ha invece una location come il Parco Gondar”. E’ già evidente come anche questa estate molti eventi, anche di grande interesse, si terranno in aree occasionali”.

 

Leuca – Ambiente, cultura marinaresca e tradizioni sono al centro della prima edizione del Week end del mare, con tanti eventi all’insegna del blu che hanno preso il via a Leuca venerdì 1 giugno e proseguiranno fino a domenica 3. La rassegna è promossa dalla Pro Loco Leuca (in foto il presidente Vincenzo Corina) e dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (UNPLI), con il patrocinio del Comune di Castrignano del Capo e CONFMARE, e con la collaborazione della Capitaneria di Porto, di Legambiente, Lega Navale, Associazione Marinai e Associazione Pescatori di Leuca, Museo di Storia Naturale di Calimera e numerose altre realtà del territorio.

Nella giornata d’apertura, venerdì, protagonisti sono stati i ragazzi della scuola secondaria di Castrignano e dell’istituto “Don Tonino Bello” di Tricase-Alessano, coinvolti in diverse attività di conoscenza e tutela del territorio. Nella stessa giornata si sono tenuti laboratori sulla pesca, i mestieri del mare e la biologia delle tartarughe marine, oltre a una visita guidata alle bellezze di Leuca.

Sabato 2 giugno spazio invece alle uscite in barca a vela e alle attività nautiche promosse dalla scuola di vela Smaré e dai centri diving, che saranno disponibili per prove gratuite. Le attività rientrano nel “Veladay” organizzato dalla Federazione Italiana Vela, in collaborazione con Kinder+Sport e le società affiliate, con l’obiettivo di avvicinare alla cultura del mare e allo sport della vela. La partecipazione è libera e gratuita per bambini (dai 6 anni in su) e adulti: basta compilare e portare con sé il modulo che può essere scaricato dal link www.federvela.it/sites/default/files/modulo_2018.pdf o ritirato presso la sede della Pro Loco Leuca. L’appuntamento è alla scuola Smaré dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Info, orari e luoghi di ritrovo per le attività dei centri diving contattando la Pro Loco al 0833. 758161. Nel pomeriggio di sabato, inoltre, alle ore 17 ci sarà l’apertura della cascata monumentale.

L’evento di punta di questo weekend del mare sarà il convegno “Dialoghi sul futuro dell’area marina protetta Otranto – Santa Maria di Leuca”, in programma domenica 3 giugno (alle ore 10) presso la sala convegni dell’hotel Terminal. Il dibattito sarà moderato da Cataldo Licchelli della cooperativa Hydra (Lecce) e vedrà gli interventi dei sindaci di Castrignano, Otranto, Tricase, della dirigente dell’istituto “Don Tonino Bello” Anna Lena Manca, di Simonetta Fraschetti e Ferdinando Boero dall’Università del Salento, di Paolo D’Ambrosio (direttore AMP di Porto Cesareo), dell’esperto di pesca Giuseppe Scordella, e di Rocco Cazzato dell’ittiturismo “Anime Sante” (Tricase).

Sempre domenica, alle ore 16 (all’altezza della spiaggetta dell’hotel Terminal), il Centro Recupero Tartarughe Marine del Museo di Storia Naturale di Calimera si occuperà di reintrodurre in mare una tartaruga marina curata presso il centro.

Ancora, per tutta la durata del weekend del mare e fino al 30 giugno la sede della Pro Loco Leuca (villa Antonio Fuortes, su Lungomare Colombo) ospiterà la mostra fotografica “Magie nel blu”, per un tuffo nel Salento sommerso. La mostra è aperta al pubblico ogni sabato e domenica dalle 8:30 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 20:30 (info al 0833. 758161 per ulteriori aperture che vengono fissate di settimana in settimana).

Gallipoli – Appuntamento importante il 26 maggio al Conservatorio di Venezia per la gallipolina Ilaria Mancino che in collaborazione con Fabio Iaci (Bologna) farà ascoltare la voce di Gallipoli nell’ambito della Giornata dedicata al paesaggio sonoro “écouter le monde” (ascoltare il mondo) coordinata da Monica Fantini di Radio France e Paolo Zavagna. “Fonitufaru (voci del faro), così s’intitola il lavoro della Mancino ed è una soundscape composition della durata di 15 minuti che espone la “voce” dell’isola di Sant’Andrea. La rappresentazione è accompagnata da un video in cui l’immagine del faro resta immobile in un virare dei colori che evoca lo scorrere delle ore e del tempo. “In greco luce, φως e voce, φωνή hanno una radice simile a indicare la sorgente affine in queste due entità che identificano e consolano, e che sono alla base della nostra esistenza. – spiega Ilaria Mancino – i sussurri e le grida dei suoi venti, le voci dei suoi animali, le storie dei suoi antichi abitanti, costituiscono gli elementi di un quadro sonoro dell’isola che si modifica nel tempo delle stagioni, rivelando l’anima di questo territorio sospeso tra cielo e mare”.

La giornata di studi prevede oltre alle installazioni anche concerti, proiezione di documentari e una tavola rotonda durante la quale la Mancino presenterà il progetto di mappatura acustica “Suoni di Gallipoli e del Salento”. Questa iniziativa, patrocinata dal Comune di Gallipoli e dalla Provincia di Lecce, è orientata alla creazione di un archivio dei suoni del territorio, alla creazione di installazioni sonore e sensibilizzazione al paesaggio sonoro dal punto di vista salutistico, ambientale e storico-sociologico.

Suoni di Gallipoli e del Salento però non è solo un archivio ma è una rete di operatori che riconoscono l’importanza dell’archiviazione sonora e della tutela dello spazio acustico e che si coordinano per realizzare progetti che valorizzino il territorio, la sua storia e i suoi suoni. Partecipano al progetto coordinato dall’associazione Sounday, il Parco regionale litorale Punta Pizzo e isola Sant’Andrea, Legambiente, Kayak club Gallipoli, il Castello di Gallipoli e Cantina Coppola. “Ne ascolterete delle belle” dicono accattivanti Mancino e Iaci, che descrivono l’isola e il suo faro che (si ricorderà) nel 2016 ha superato il secolo di vita ed è stato festeggiato a Gallipoli con una serie di eventi inseriti nel cartellone “Giubileo della Luce”: solo “Fonitufaru”, per una serie di incomprensibili circostanze, non fu portata in scena. Così Ilaria Mancino conclude la presentazione del suo lavoro: “Un’isola solitaria in mezzo al mare, ma a solo un miglio marino dalla spiaggia e dalla città. Isolata quanto basta da poter fornire protezione agli uccelli marini in riproduzione, strategico approdo per le faticose rotte migratorie, vicina alla terra quanto basta per essere un punto di riferimento per gli uomini”.

Otranto – Otranto, Salve, Castro e Melendugno sono i quattro Comuni salentini che hanno simbolicamente e di nuovo issato la Bandiera blu. L’ambita certificazione è giunta lo scorso 7 maggio a Roma da parte della “Foundation for environmental education”, una organizzazione non governativa accreditata a livello internazionale, tanto da interagire con due agenzie per l’ambiente e il turismo dell’Onu. Questo titolo, istituito nel 1987 “anno dell’ambiente”, riconosce e premia l’impegno dei Comuni nelle politiche della sostenibilità del territorio. Tra i vari requisiti richiesti quello della qualità del mare, la gestione del territorio, gli impianti di depurazione, la sicurezza e i servizi garantiti sulle spiagge e la valorizzazione delle aree naturalistiche e la gestione dei rifiuti (i Comuni che registrano una raccolta differenziata inferiore al 30 per cento non possono nemmeno ambire al riconoscimento).

Otranto si conferma e aspetta le “Cinque vele” Per Otranto si tratta dell’ennesima conferma. «É già da un po’ di anni che riusciamo ad ottenere questo riconoscimento e quindi, avendo continuato sulle politiche di tutela e valorizzazione dell’ambiente, ci auguravamo di essere nuovamente premiati e siamo contenti di essere riusciti in questo obiettivo. La “Bandiera blu” – afferma il sindaco di Otranto, Pierpaolo Cariddi – va a premiare la qualità delle spiagge, del nostro mare ma anche dei servizi che si offrono ed è evidente che per raggiungere questi risultati c’è bisogno di un lavoro sinergico tra le attività svolte dall’Amministrazione e quelle svolte dai cittadini e dagli operatori turistici». Sulla stessa linea anche Fernando Coluccia, presidente del circolo Legambiente Terre d’Otranto, che afferma:«La “Bandiera blu” conferma la presenza di adeguate politiche di tutela e salvaguardia del territorio attraverso strategie capaci di rispondere alle richieste di un offerta turistica sempre più orientata al rispetto dell’ambiente e alla qualità dei servizi offerti. Da presidente locale di Legambiente auspico che arrivi anche la conferma delle “cinque vele” assegnate ogni anno da Legambiente e dal Touring club italiano alle migliori località turistiche. L’associazione che rappresento considera queste assegnazioni solo un punto di partenza perché resta ancora tanto da fare per migliorare il nostro paese».

Salve fa dieci Un riconoscimento importante – il decimo – anche per il Comune di Salve che premia Torre Pali, Pescoluse e Posto Vecchio grazie all’impegno dell’intera comunità. Anche qui si tratta di un prestigioso punto a favore che necessita di ulteriore e continua attenzione all’ambiente come bene “comune e condiviso”. Ha dichiarato il Sindaco Vincenzo Passaseo: “Dietro c’è infatti un gioco di squadra, una collaborazione tra Comune e cittadini in nome della tutela ambientale”. Si respira orgoglio a parlare con gli amministratori salvesi: sono destinatari dell’unico pregiato vessillo nell’arco jonico che va da Leuca al confine tarantino. “Bruciano” le assenze di alcuni capoluoghi del turismo in riva allo Jonio: Gallipoli, Nardò, Porto Cesareo ne sono infatti fuori. In programma – elezioni permettendo – una costante opera di sensibilizzazione, intensificare la differenziata e un maggior numero di torrette lungo gli otto km di costa.

(hanno collaborato Matteo Monte e Luana Prontera)

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Salve – Si è conclusa con successo a Salve la quarta edizione della mostra-concorso organizzata dal locale circolo Legambiente “Giglio delle dune” (presidente Giovanni Ponzetta). L’esposizione del opere realizzate si è avuta presso Palazzo Ramirez in collaborazione con le associazioni Banca del tempo, coop Libellula e Pro loco di Patù. Vi hanno preso parte circa 175 partecipanti (singoli e gruppi) con 137 opere prodotte da ragazzi e adulti. Durante la mostra sono stati esposti manufatti artistici e vari oggetti realizzati attraverso il riciclo di materiali “di scarto” per dar loro nuova vita e consentirne il riutilizzo al di promuovere e sostenere il concetto di “economia circolare” con una sostanziale riduzione dello spreco.  Originalità, creatività e inventiva hanno caratterizzato le opere vincitrici accendendo un entusiasmo virale e una maggiore attenzione al recupero di oggetti caduti in disuso.

Salve – “Ogni fine è un nuovo inizio” è il tema che animerà la quarta edizione della mostra-concorso organizzata dal circolo Legambiente “Giglio delle dune” di Salve. Le iscrizioni sono aperte sino a martedì 10 aprile mentre l’esposizione è in programma dal 13 al 15 aprile presso Palazzo Ramirez, dalle ore 17 alle 20. La mostra, proposta con il patrocincio della Città di Salve e la collaborazione della Banca del tempo Capo di Leuca e della Cooperativa sociale Libellula, esporrà manufatti artistici e vari oggetti realizzati attraverso il riciclo di materiali “di scarto” per dar loro nuova vita e consentirne il riutilizzo. L’intento dei promotori è quello di promuovere e sostenere il concetto di “economia circolare”. «La società del consumismo alla quale siamo abituati è ormai giunta al capolinea – afferma Giovanni Ponzetta, presidente di Legambiente Salve – è il momento di ponderare, risparmiare e riutilizzare oggetti che altrimenti andrebbero perduti». Al concorso possono partecipare tutti presentando fino a tre opere realizzate esclusivamente con materiale di riciclo. Tre le categorie previste: bambini delle scuole elementari, ragazzi delle scuole medie e adulti (da 15 anni in su). Per le prime due categorie la partecipazione è gratuita mentre per gli altri partecipanti è previsto un contributo di 5 euro. Al termine dell’evento espositivo la commissione giudicatrice premierà un vincitore per categoria tenendo conto dell’originalità dell’opera, dell’utilità, della valenza artistica e del messaggio che l’opera riuscirà a trasmettere.

 

Gallipoli – Al grido di “Siamo tutti qua, rivogliamo la Purità”, promossa dal comitato spontaneo costituitosi sul web “Giù le mani dalla spiaggia della Purità”, si è svolta stamattina la programmata manifestazione  cui hanno partecipato circa 200 persone, comprese mamme con bambini al seguito. Il corteo è partito dalla spiaggia della Purità, ha attraversato le vie principali del centro storico, per poi dirigersi in piazza Aldo Moro, dove si sono via via susseguiti gli interventi di organizzatori e manifestanti e, da ultimo, del sindaco Stefano Minerva. Presenti fin dall’inizio, i consiglieri comunali Vincenzo Piro, Mino Nazaro e Sandro Quintana; presente pure l’associazione “Fideliter Excubat”.

Le tante voci dei partecipanti La portavoce del movimento Anna Papa, ha ringraziato i presenti e, ironicamente, anche qualche  “denigratore virtuale” assente: scopo della manifestazione – è stato ribadito – è non attendere passivamente gli eventi ma riappropriarsi del proprio ruolo di cittadini cui sta a cuore la vita e le bellezze naturali della propria città, tra cui, appunto  “lu core tu malone” irrimediabilmente  compromesso – sempre a detta dei manifestanti – dai massi depositati recentemente per consolidare il bastione e Palazzo Ferocino con un tratto di spiaggia finita sott’acqua. “I pescatori anziani – ha detto Anna Papa – ci dicono che le mura in ammollo per così tanto tempo non si erano mai viste prima”. Non è mancata qualche frecciatina contro le “beghe politiche di cui la città è stufa”. Poi la conclusione della portavoce: “Non basta puntare il dito, rimbocchiamoci le maniche tutti e diamo il buon esempio”. Luigi Liaci ha letto una sua poesia in vernacolo che finisce così “ndane ccisu nnu fiju…u Core tu Malone”. Il consigliere Quintana (verso la fine dell’intervento interrotto da qualcuno) ha sollecitato il Sindaco,arrivato nel frattempo, a stanziare in bilancio parte del ricavato dai parcheggi del porto per fare uno studio serio sul fenomeno della presunta erosione non solo nella spiaggia della Purità, ma anche sull’intero litorale gallipolino. Per “Giù le mani dal nostro mare”, ha messo in guardia anche dal “rischio trivellazioni in mare”. Il consigliere Piro, “nato e cresciuto a nemmeno 200 metri dalla Purità” come ha tenuto a precisare, ha poi salutato “molto positivamente” la manifestazione, “alla quale partecipo come cittadino”. Massimo Potenza ha stigmatizzato il disinteresse e l’incuria, oltre che per la “Purità” per  tutto il centro storico, “che va salvaguardato nella sua interezza”, Roberto Giurgola, ha sollecitato “ora uno studio approfondito, come ho chiesto al Sindaco già nell’incontro con i tecnici del Genio civile e lo sollecito anche oggi”.

Gli impegni dell’Amministrazione comunale Ha poi concluso il Sindaco Minerva: “Il problema c’è e chi lo nasconde è un bugiardo” ha detto. Il primo cittadino ha però assicurato i presenti che nei prossimi giorni si darà un incarico tecnico per conoscere meglio il problema e per trovare le soluzioni adeguate, e, se necessario, a provvedere anche al ripascimento della sabbia. Ha poi plaudito alla manifestazione, ringraziando gli organizzatori perla riuscita e pacifica manifestazione, concludendo con una assicurazione: “Quella spiaggia non sarà mai privata, almeno sino a che sarò sindaco io, come qualcuno vorrebbe sperare”.

Le ragioni dell’assenza di Legambiente Non sono mancati i passaggi polemici, in particolare riferiti al circolo locale “A. Cederna” di Legambiente ed al suo rappresentante Maurizio Manna, dirigente regionale dell’associazione. Ieri sera dal circolo era stato diffuso un comunicato con cui si spiegavano le ragioni dell’assenza alla manifestazione odierna. Un “no” intanto “perché organizzata da un anonimo gruppo facebook e non da persone fisiche”; seguono appunti sulla consistenza del tratto sabbioso e sulle caratteristiche geologiche e marine di quella zona, fino all’urgenza dei lavori effettuati. La manifestazione sarebbe stata carente, per Manna, anche sul piano delle “rivendicazioni cui dare corso”. Dopo aver ribadito che “è da diversi anni – e non certo nelle poche settimane seguite al deposito delle opere di difesa – che l’azione del mare ha avuto una accelerazione erodendo non solo il tratto al limite sud della Spiaggia della Purità, ma intaccando anche area emersa, costituita prevalentemente da ciottoli di risacca, ai piedi del Baluardo dedicato al Santo di Assisi e di quello delle Saponiere” e che, a suo parere, “non è assolutamente possibile valutare nei tempi immediati l’effetto a lungo termina delle opere di difesa a mare rispetto alla linea di costa risultante, a causa alla complessità delle variabili coinvolte”, Manna chiude così: “Pensiamo che prima di paventare emergenze e convocare adunate, dobbiamo imparare a osservare i tempi della natura e la complessità dei fenomeni per agire se e nella misura necessaria ad evitare danni certi e irreversibili, ma su base scientifica. In quel caso saremo i primi a intraprendere le iniziative opportune, dalla denuncia alla manifestazioni”.

 

 

Gallipoli – Il Parco Regionale di Punta Pizzo rischia di diventare un punto di approdo per gli sbarchi clandestini? A far preoccupare è la segnalazione di un’ennesima imbarcazione arenata sugli scogli. Si tratta di un battello, un motor sailer (cioè un gozzo a motore a cui è stata aggiunta la vela) lungo circa 12 metri che, come spiega Maurizio Manna, presidente di Legambiente Gallipoli, è arrivata sulle coste del Parco nell’assoluto anonimato nella notte tra il 10 e l’11 gennaio dopo gli hotel, nella zona interna della Baia. «La segnalazione è giunta il 13 gennaio da una ragazza che si reca spesso in quella zona con il suo cane. Ci ha avvisato riguardo la presenza da qualche giorno di lattine e gasolio provenienti dalla barca», spiega Manna. «Non sono zone generalmente frequentate d’inverno e non hanno problemi particolari, quindi Legambiente organizza a volte pulizie saltuarie per eliminare il materiale grosso trasportato dal mare durante le mareggiate. Immediatamente ci siamo attivati, contattando i responsabili del Comune, i quali non ci avevano allertato ma erano a conoscenza dell’accaduto, prendendo altri provvedimenti. Il mattino seguente, ci siamo recati sul posto per intervenire e bonificare la zona».

All’arrivo dei volontari l’imbarcazione non era più in mare, ma ormai inclinata su un lato su di uno scoglio. Presenti per un tratto della scogliera di circa 100 metri anche 12 lattine di gasolio, in parte riversate per terra e senza tappo. Dopo aver portato via le taniche e aspirato con una pompa a mano trovata sul posto tutte quante le pozze d’acqua in cui si era riversato il materiale – circa altri 50 litri – i volontari hanno eliminato vario materiale dell’imbarcazione: due razzi, tavolati, pannelli di legno grandi usati per scendere al momento dello sbarco. «La barca aveva già un cartello della Capitaneria di porto, – aggiunge Manna – era già stata posta sotto sequestro, per ordine della Magistratura ed erano già state asportate da ignoti tutte le parti di elettronica dell’imbarcazione che avessero un valore. Adesso dovrà essere rimossa e smaltita a cura della Capitaneria».

Ma il problema comunque resta: «La cosa che più ci sorprende e che ritengo sia la più preoccupante, sia dal punto di vista sociale per il territorio, che ambientale per il Parco – conclude Manna – è che in poco più di un anno ci sono stati all’interno del perimetro del Parco cinque sbarchi, uno sull’isola e quattro sulla terra ferma. Ciò significa che questa zona di costa è diventata “sicura” per le organizzazioni criminali, indipendentemente da chi trasportino. Ci saranno quindi sicuramente dei flussi economici che vanno verso la criminalità; perché se sbarcano sempre lì, c’è, a nostro avviso, sempre qualcuno sul territorio che è collegato a queste organizzazioni. I profughi non arrivano lì per sbaglio e si disperdono: probabilmente si tratta di persone che ha collegamenti sul posto per essere “nascosta” e accolta per chissà quali fini. Quindi bisogna fare molta attenzione, affinché il Parco non diventi un punto di approdo e di asilo per gente  che invece meriterebbe di essere posta all’attenzione dell’autorità».

Gallipoli – E’ nella zona che va dai grandi alberghi a Punta della Suina e in quella delle spiagge in direzione di Mancaversa, dal Cotriero a Punta Pizzo, che si sono riscontrate le maggiori criticità durante le operazioni di pulizia da parte dei volontari di Legambiente, avvenute in questi giorni. A parlarne è Maurizio Manna, presidente di Legambiente Gallipoli. “Puliamo sistematicamente il Parco naturale regionale Punta Pizzo-Isola di Sant’Andrea – afferma Manna – e questo ci serve anche a monitorare i comportamenti e le tipologie dei fruitori del Parco per intervenire dove ce ne fosse bisogno. Abbiamo individuato dei siti particolarmente sporchi e per questo stiamo presentando in questi giorni al Comune di Gallipoli un piano d’azione per la gestione diretta del parco”. Rifiuti di cibo dei picnic lasciate dalle famiglie, bottiglie di plastica e di vetro, scarti della pesca fino a materiali di tutti i tipi portati sulle spiagge dal mare e provenienti anche da molto lontano. A volte poi il Parco diventa anche un punto di accoglienza: “Ad esempio – continua Manna – sono sbarcati in questi giorni sulle coste del Parco dei profughi siriani, a metà strada tra Punta della Suina e gli alberghi; noi conserviamo le testimonianze di questi arrivi come i giocattoli, medicinali e latte in polvere, per non dimenticare il dramma di queste persone”. Nel piano di intervento che verrà presentato ci sarà anche la richiesta di nuove recinzioni, viste che molte sono andate distrutte dagli incendi e dal tempo per vietare gli ingressi con i mezzi a motore; costituire due o tre centri di servizi per informazioni e accoglienza; ripristinare la cartellonistica; predisporre dei grandi contenitori per la spazzatura all’ingresso e all’uscita del Parco; istituire infine aree apposite per i picnic . “Stiamo poi organizzando – conclude Manna – un programma organico di attività annuale per unire tutte le associazioni sportive dilettantistiche del circondario, stabilendoad esempio dei percorsi obbligatori come quello per la mountain bike indicato da apposita segnaletica; questo, anche per venire incontro alle esigenze dei tanti cicloturisti che approfittano della bassa stagione per visitare Gallipoli e il Salento a bordo di due ruote. Rispetto agli altri anni i rifiuti stanno comunque diminuendo”. Tra le iniziative di Legambiente la ciclofficina all’interno del Chiostro di San Domenico ed un corso di meccanica di base ciclistica nelle scuole medie della provincia, da ultimo a Salve e Morciano di Leuca.

GALLIPOLI. Quattro ore di pulizia intensa dell’Isola di S. Andrea ieri prima della pioggia: protagonisti i volontari, di ogni età e sesso, che hanno partecipato all’edizione annuale di “Puliamo il mondo” di Legambiente. Il “bottino” è stato di trenta bustoni di plastica pieni di rifiuti, boe, bombole di gas, cassette per il pesce.

GALLIPOLI. Si è conclusa domenica 8 novembre la terza edizione di “Gallipoli Eco Day”, organizzato dall’associazione degli imprenditori del turismo “Gallipoli città bella”. Numerosi i volontari di Legambiente, tanti gli studenti del “Vespucci” con i loro docenti, che si sono impegnati a ripulire il parco regionale di Punta Pizzo. Risultato raggiunto con successo:1000 sacchi di rifiuti sono stati prelevati e portati in discarica da Navita.

PzzSlnt_32_01.inddPzzSlnt_32_01.inddGALLIPOLI. Si è appena concluso il 12° “Campo estivo di volontariato” organizzato da Legambiente presso il Parco regionale Isola di Sant’Andrea-Punta Pizzo con la coordinazione di Maurizio Manna, presidente di Legambiente Gallipoli e responsabile nazionale e internazionale del settore Under 18. Il Campo, rivolto a ragazzi di età compresa tra i 15 e i 17 anni, ha avuto quest’anno 2 turni di 10 giorni ciascuno a luglio con circa 30 ragazzi per turno, con la direzione di Tiziana Pedone per il primo campo. I partecipanti hanno svolto attività di volontariato, come il ripristino di aree boschive, monitoraggio del territorio, corsi di educazione ambientale. Lo svolgimento della giornata lo racconta Maurizio Manna: «La sveglia suonava alle 7 per ripulire il campo e dedicarsi all’igiene personale; alle 7 e 30 si faceva colazione con prodotti tipici locali nel rispetto dell’ambiente e della corretta educazione alimentare, con friselline, caffè, biscotti casarecci e marmellate fatte in casa; dalle 9 alle 10 distribuzione di materiali per le attività da svolgere in giornata nel Parco e divisione dei compiti. Ogni giorno si formavano a rotazione dei gruppi: un gruppo era impegnato nella pulizia e preparazione dei pasti) all’interno del campo, il secondo in attività di monitoraggio all’interno della pineta per controllare eventuali accessi di motorini, falò, l’integrità delle barriere ecc.»

Dopo cena, i momenti di socializzazione che hanno cementato l’amicizia tra i ragazzi. Molti di loro, come pensa il presidente, ritorneranno il prossimo anno e “alcuni sono rimasti così soddisfatti che faranno il corso per responsabili per dirigere un loro campo”. «Ma la soddisfazione più grande – conclude Manna – è che il Parco è cresciuto autonomamente, i frequentatori adesso ripuliscono da soli pineta e spiagge e sorvegliano»

Da sinistra la sede municipale di Taviano e di Parabita. I due centri hanno aderito per primi al progetto ambientale

Parabita e Taviano tra i primi 13 Comuni salentini ad aderire a “Eternit free”, iniziativa di Legambiente Puglia sul rischio amianto. Un passo importante per combattere la fibra cancerogena killer che in Italia causa ancora circa 4.000 morti annue. Tristi picchi d’incidenza si registrano anche in Puglia, con 2.000 siti e 5.000 tetti in eternit dei quali solo il 15% risulta, ad oggi, bonificato. In questa direzione si inserisce il progetto regionale dell’associazione ambientalista, patrocinato dalla Regione Puglia e dal partner tecnico Teorema Spa. Obiettivo è agevolare nel censimento, reso obbligatorio dall’omonima legge regionale, della presenza di amianto nelle aree urbane, industriali e agricole. I cittadini potranno chiedere un sopralluogo tecnico gratuito al numero verde 800131026 per analizzare l’eventuale presenza di manufatti in amianto. In caso di esito positivo, quanti ne faranno richiesta saranno affiancati nella compilazione della scheda di auto notifica, con la quale si costruirà una prima mappatura, fino ad oggi mai realizzata, dei micro siti di amianto ancora presenti in Puglia. A Parabita il progetto “Eternit free” si inserisce in una serie di iniziative già avviate dalla casa comunale per il monitoraggio e la rimozione dell’amianto, che hanno portato anche incentivi economici nelle tasche dei beneficiari.

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Taviano Carlo Portaccio: «Oltre al progetto di Legambiente, il Comune di Taviano ha anche un contratto, in via di rinnovo, con la ditta “Cf ambiente” di Castiglione d’Otranto, per lo smaltimento dell’amianto perché crediamo fortemente nella necessità di difendere il nostro territorio».

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duna recintata

GALLIPOLI. Ci vogliono risorse umane, prima ancora che finanziarie, per tenere un po’ di più sotto tutela il parco naturale che arriva fino a punta Pizzo, senza dimenticare l’isola di Sant’Andrea che, con un binocolo, si può controllare anche da terra. Questa la considerazione dopo che ignoti vandali hanno divelto le palificazioni che i volontari di Legambiente avevano realizzato la scorsa estate intorno alla Duna grande, poco dopo la zona dei grandi alberghi, per difenderla da passaggi, incursioni con mezzi a due ruote e conseguenti smottamenti.

Niente di nuovo, purtroppo, nel lungo elenco delle violazioni più o meno sistematiche dell’integrità dell’oasi naturalistica, vero fiore all’occhiello dell’intero Salento e per l’assessore regionale al Turismo, Angela Barbanente, che lo richiama con un buon esempio. Ma ciò che fa un po’ rabbia è anche il fatto che vigilanti e personale potrebbero pure arrivare a costi zero per il Comune gallipolino. Basterebbe ad esempio sottoscrivere una convenzione tra l’Ente Parco, presieduto da Fabio Vincenti, e l’Arif, l’agenzia regionale per le foreste, per vedere arrivare quattro forestali e fondi per la gestione della vigilanza, per ripiantare  ginepri e rimuovere la massa secca. Bisogna però passare dalla firma di un accordo in calce ad una convenzione praticamente già pronta. «Potremmo farecela entro l’anno», auspica Maurizio Manna di Legambiente.

Così come si potrebbe ricorrere alle Guardie ecologiche volontarie, sempre tramite una convenzione in questo caso con la Provincia. Sono già 5 i gallipolini che hanno prestato giuramento a Palazzo dei Celestini a Lecce. Anche loro potrebbero contribuire a controllare il territorio sotto protezione (circa 650 ettari), a “sconsigliare” di andare a raccoglierci i funghi o a scorrazzare con le moto in zone marginali.  

 

GALLIPOLI. Guanti, sacchi, cappellini, e tanto rispetto per l’ambiente: muniti di questo, i volontari di Legambiente Gallipoli e dell’associazione “La Fenice” hanno ridisegnato il sorriso sul volto della “Città Bella”, dopo un’estate all’insegna di un certo turismo selvaggio e di una diffusa noncuranza. L’iniziativa “Puliamo il mondo” si è svolta venerdì 27 settembre, a partire dalle 9, con appuntamento presso la rotonda del lungomare Galilei. Loro hanno dato l’esempio, un ottimo esempio, ora tocca a tutti noi.

Di seguito, le foto (di Maurizio Manna) della giornata ecologica che ha interessato la scogliera del litorale che s’affaccia sul parco naturale “Isola di sant’Andrea – litorale di Punta pizzo”.

 

 

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lungomare galilei pressi rotonda gallipoli

GALLIPOLI. Venerdì alle 9 appuntamento alla rotonda del lungomare Galilei per ripulire la scogliera del litorale che s’affaccia sul parco naturale “Isola di Sant’Andrea – litorale di Punta pizzo”. Guanti, sacchi e cappellini saranno forniti dall’organizzazione, Legambiente Gallipoli e associazione culturale “La Fenice”.

 

I risultati delle analisi di Goletta verde 2013, effettuate tra l’11 giugno e l’8 agosto, non sono incoraggianti: sono 104, in totale, i punti “fortemente inquinati” sulle coste italiane, di cui 14 localizzati in Puglia. Secondo il monitoraggio di Legambiente, il problema principale è la maldepurazione: gli impianti peggiori, in Puglia, si trovano a Molfetta e sul litorale tra Bari e Barletta.

L’analisi dettagliata sul portale di Legambiente.

 

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duna madre

GALLIPOLI. Durante la notte di San Lorenzo qualcuno ha abbattuto una parte di queste staccionate messe dai volontari di Legambiente a protezione della Duna madre, una delle più alte dell’arco jonico, che si trova dopo i grandi alberghi di Gallipoli, in direzione sud del litorale. Ovviamente le protezioni sono state rimesse a posto e vige il divieto di passaggio: proprio il calpestio dell’uomo (moltiplicato per migliaia di piedi) ne ha comrpomesso la staticità, facendo franare parte della sabbia sui retrostanti alberi di pino. In inverno quella sabbia sarà riportata al suo posto e piantati ginepri per consolidare i fianchi della duna.

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Gallipoli. La bella stagione è ormai al via e, come ogni anno, il problema dell’erosione costiera  e dello sbancamento delle dune, torna ad accendere il dibattito. Il fenomeno è di natura mondiale ma basta fare una passeggiata lungo il litorale gallipolino, in paticolare quello sud, per rendersi conto che ci troviamo di fronte ad un vero allarme. La costa arretra e il mare si riprende ciò che è suo. Le fascia dunale rappresenta una  riserva di sabbia e difesa naturale contro il fenomeno e proprio per questo lo scorso 12 maggio, un gruppo di volontari dell’associazione “Fideliter excubat” insieme a Davide Mercuri e Andrea Medvedich del gruppo “Ego” (Eco Giovani in onda) hanno ripulito e recintato una duna nell’area parco (la stessa solo lo scorso anno era integra). «L’intervento – affermano – vuole essere un primo passo al ripristino della fascia dunale danneggiata non solo dal fenomeno naturale dell’erosione ma anche dall’azione antropica e dall’assenza di interventi delle autorità preposte».

Per la recinzione  i volontari hanno utilizzato, in un primo momento,  rami e canne raccolte sulla battigia. Successivamente, con il supporto di Legambiente (ed in particolare Marino Martello), che ha in  parte  finanziato le spese del materiale utilizzato, l’opera è stata completata intorno alla duna a 360 gradi.

Un  tampone d’emergenza per tutelare il patrimonio dunale ma che, per essere efficace,  andrebbe effettuato su tutto il litorale. L’associazione intende chiedere il supporto ufficiale del Parco e di Legambiente e di altre associazioni per tentare di arginare il fenomeno.

RdB

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Gallipoli. Hanno constatato l’erosione preoccupante del sistema di dune  a causa del calpestio dei bagnanti, per cui si rende necessario un reimpianto di piante ed essenze autoctone (ginepri e filliree); hanno avvistato una decina di incendi, limitando con la propria attenzione danni diversamente ben più ingenti; hanno intravisto all’opera e talvolta identificato piccoli vandali – per lo più provenienti da Taviano, Matino e Parabita – sfogarsi su alberi, recinzioni e auto in sosta: sono gli “angeli” gialli, i volontari di Legambiente che vengono qui ad aprire gli occhi su di un giacimento naturale inestimabile.

Qualche dato: con i campi con 500 Under 18 in luglio sono state effettuate oltre 7mila ore di attività (esattamente 7.118), tra manutenzione, vigilanza, monitoraggi per conto dell’Università del Salento e per informazioni sul gabbiano corso e sulla tartaruga comune, in collegamento con centri spagnoli e greci. Li hanno affiancati alcuni operatori locali, veri e propri “ambasciatori” del territorio circostante. Da gennaio l’isola naturalistica ha ospitato e aiutato al reinserimento quattro ragazzi a rischio devianza affidati dal Dipartimento Giustizia minorile di Lecce.

Sono passati di qui, fino al settembre scorso, 1.200 ragazzi di  otto istituti scolastici. Prima e dopo di loro sono passati i volontari per raccogliere ed allontarare rifiuti vari per un totale di 150 sacchi da 130 litri l’uno; 50 automobili che si trovavano in divieto di sosta e di transito sono state segnalate alle autorità competenti; sono stati distribuiti 1.200 regolamenti del parco e 500 contenitori tascabili di mozziconi di sigarette. «Abbiamo visto nascere la comunità del parco», dice Maurizio Manna, responsabile locale e dirigente regionale di Legambiente. Il miglior antitodo alla trascuratezza altrui.

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La Vora

Casarano. Il recupero dei bacini della Vora a salvaguardia della tutela ambientale della zona e dello stesso mare. È quanto propone anche Legambiente, presente alla recente riunione del Consiglio comunale con la quale Gallipoli ha siglato l’intesa raggiunta con la Regione (era presente l’assessore alle Opere pubbliche Fabiano Amati) circa il riutilizzo delle acque reflue affinate ed il blocco del canale dei Samari quale recapito finale dei depuratori di Casarano e Taviano.

«Occorre partire dalla qualità delle acque depurate immesse nella Vora e da qui nel canale del Raho ed a seguire dei Samari. Per questo possiamo dire  – afferma Maurizio Manna, direttore di Legambiente Puglia – che quello di Casarano è un impianto tra i più nuovi ed efficenti».

La reimmissione delle acque reflue, ma depurate, nei bacini permetterebbe anche di avviare il progetto di riqualificazione dell’area, “una tra le zone umide più caratteristiche del Salento”, oltre a rappresentare un ostacolo naturale i sempre possibili incendi già sviluppatisi negli ultimi due anni.

«La riapertura dei bacini potrebbe garantire, attraverso i necessari processi fitodepurativi e di ossigenazione, l’alimentazione controllata dell’area umida “Li Foggi- Li Paduli” per giungere alla chiusura dello sbocco a mare dal canale dei Samari», afferma Manna. Dopo aver certificato la caratteristica di “sito non inquinato” (la Asl si è già espressa in tal senso dopo gli incendi dello scorso anno), per la Vora si prevede, dunque, un futuro positivo con l’avvio (se finanziato) del progetto del parco. «Si tratta di un raro esempio di lagunaggio spontaneo con 50 ettari di estensione dalle potenzialità finora sottovalutate capace, se debitamente alimentato, di attirare singolari specie faunistiche e, perchè no, anche turisti», afferma ancora il responsabile di Legambiente.

Le tematiche relative al recupero dell’area sono state affrontate nell’incontro con i responsabili di Goletta Verde svoltosi a fine luglio a Gallipoli alla presenza, tra gli altri, anche dell’assessore all’Ambiente del comune di Casarano Ottavio De Nuzzo.

I volontari sul bacino di San Giorgio

Gallipoli. «Sarà un Parco ospitale, sicuro e decoroso per valorizzarne i suoi tanti pregi». Questo, nelle parole del direttore regionale di Legambiente Maurizio Manna,  il primo impegno da perseguire dopo la recente convenzione sottoscritta con il Comune dall’associazione che nei giorni scorsi ha avuto l’incarico di gestione del Parco naturale di Punta Pizzo – Isola di Sant’ Andrea di Gallipoli.

E’ stato il commisario straordinario Vincenzo Petrucci a stipulare la convenzione (attesa da almeno sei anni) che avrà durata triennale per le attività di promozione, fruizione, divulgazione e valorizzazione turistica, culturale e sociale del Parco. Intanto il primo passo riguarda le opere di bonifica. «L’intera zona  – afferma Manna – ha bisogno di essere liberata dalle micro discariche abusive distribuite lungo il territorio pieno com’è di copertoni, computer, televisori ed ogni altro tipo di elettrodomestici, ed anche di amianto. Poi si passerà alla eliminazione dei cartelloni pubblicitari e alla riduzione dell’inquinamento luminoso e acustico che riguarderà discoteche e luoghi di intrattenimento».

E le infrastrutture? «Dapprima completeremo le recinzioni.  Saranno, poi, arredati i percorsi ciclistici e pedonali con panchine, pannelli esplicativi con la planimetria del Parco, gli itinerari e le regole da rispettare. Per questa estate – afferma Manna – saranno pronti i punti di servizio integrati con strutture in legno che ospiteranno il personale che fornirà informazioni turistiche. Saranno, inoltre, collocati i bagni chimici e piccoli contenitori per la raccolta differenziata. Sarà attivo anche il personale addetto alla sorveglianza pronto ad intervenire in caso di emergenza».

Saranno previsti corsi di informazione con gli operatori turistici, balneari ed agricoli che insistono nell’area allo scopo di indirizzarli verso una produzione e un servizio eco-compatibile con l’intera area del Parco.

«In questa ottica – continua il responsabile di Legambiente – è nostra intenzione ripristinare un antico vitigno che abbiamo individuato e che sopravvive all’interno delle macchie, dismesso da oltre cinquanta anni. Per questo abbiamo avviato già i primi contatti al fine di produrre e commercializzare il “passito del parco”.  Altro obiettivo quello di rilanciare la pastorizia  e agevolare la produzione casearia con il marchio a denominazione d’area».

Insomma dalla prossima  estate masserie, torri costiere, percorsi archeologici, il pozzello di Sant’Agata, tumuli messapici, fornaci per la cottura delle ceramiche, vasche per la lavorazione della porpora, luoghi questi cari alla tradizione e alla  storia di Gallipoli, saranno pronti a stimolare la curiosità dei numerosi turisti che ogni estate popolano la città ed il suo territorio.                          

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...