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“Legalità e giustizia nella pubblica amministrazione”

Nardò – Auguri di buon Natale alla città; solo attacchi invece all’Amministrazione Mellone. Con un caso che, come asserito, finirà “agli organi competenti”. Il “cadeau” alla maggioranza è arrivato con una conferenza stampa convocata dalle minoranze di Palazzo Personè.

Una ditta, numerosi servizi per affidamento diretto e un sospetto. Il consigliere comunale del Pd Lorenzo Siciliano (nella foto con Daniele Piccione, Roberto My, Carlo Falangone e Giancarlo Marinaci) tira fuori dal cilindro un dossier  riguardante i bagni pubblici di via Rosario e via Pellettieri, nel centro storico, ma anche altri servizi (pulizia spiagge, pulizia straordinaria Masseria Boncuri…), tutti assegnati per affidamento diretti ad una ditta: «La ditta che gestisce il servizio di pulizia e custodia dei bagni – si afferma, carte alla mano – è la “Dilucidus”, che ha ricevuto in affidamento diretto prima 8.500 euro per il periodo luglio-settembre 2016; poi 15.300 euro per il periodo ottobre 2016-gennaio 2017; poi altri 15.300 per il periodo febbraio-maggio 2017. Successivamente – prosegue il consigliere dei democratici – viene finalmente messa in piedi la gara (comprensiva dei wc pubblici di Santa Maria al Bagno, ndr) per il periodo 1 giugno 2017-31 maggio 2018, rinnovabile per due anni. La “Dilucidus” si aggiudica l’appalto per 58mila euro. È una vicenda con molti aspetti opachi – accusa Siciliano – perché tale ditta è gestita da una famiglia vicinissima all’Amministrazione comunale, in particolare a un esponente della giunta Mellone». Di che legame e vicinanza si tratterebbe? «L’intestataria della ditta – spiega Siciliano – è moglie del componente di un’associazione politica fondata da un assessore della giunta, nonché madre di una candidata nella lista dell’assessore medesimo alle comunali 2016. In ultimo, un dipendente di questa ditta (credo sia l’unico dipendente della “Dilucidus”) è stretto parente dell’assessore in questione. Chiederemo agli organi competenti di far luce su questa vicenda».

“A 18 mesi dall’insediamento ancora niente linee programmatiche”. «Questa è una delle tante vicende – dichiara a sua volta il capogruppo Pd Daniele Piccione – in cui l’Amministrazione comunale ha dimenticato la trasparenza. A 18  mesi dall’insediamento mancano ancora le linee programmatiche: l’Amministrazione comunale di Lecce, per fare un esempio, è stata eletta nel giugno di quest’anno e le ha già presentate. Si vive alla giornata. Altro esempio: l’ufficio Urp che faceva da front office per cittadini e turisti, fino a poco tempo fa ubicato nell’atrio di Palazzo Personè, adesso è stato smembrato e portato via dalla storica sede comunale, in una stanzetta al primo piano dei Carmelitani. E sembra ci sia l’intenzione di smembrare anche l’ufficio legale comunale». Affermazione che rimanda ad una recente nota critica delle opposizioni unite sul ricorso a legali esterni al Comune con un esborso di parcelle in 17 mesi pari a 84.771 euro dei quali 55mila ad un solo avvocato neretino.

“Risparmi? Finora le spese di telefoni ed energia sono enormemente aumentate”. Altro tema gettonato nella campagna elettorale di Mellone, il risparmio dell’ente, illustre sconosciuto per le minoranze. «Nelle due riunioni di Consiglio sulle variazioni di bilancio tenutesi a luglio e dicembre – incalza Piccione – abbiamo tra l’altro smascherato gli attuali amministratori sul tema del tanto decantato risparmio: i costi per spese telefoniche e consumo energetico sono aumentate enormemente rispetto agli anni precedenti». Critiche pure sul modo di gestire i pacchi alimentari per le famiglie in difficoltà: «In passato tali misure venivano adottate con oculatezza, sensibilità e soprattutto riservatezza». Infine, un altro annuncio-denuncia: «Non parteciperemo più alle riunioni di conferenza dei capigruppo a causa della mancanza di democrazia e rispetto dei consiglieri comunali: io definii il vecchio presidente del Consiglio (Ettore Tollemeto, oggi assessore, ndr) il peggior presidente del Consiglio della storia di Nardò; non vorrei che il suo successore seguisse le stesse orme”.

“Propositivi e cauti su alcuni argomenti, ma è stato inutile”. “Ci siamo posti in maniera costruttiva – afferma Roberto My (Art. 1) – vedi la vendita della farmacia comunale e l’abbattimento della struttura di via Incoronata. Sulla farmacia comunale la minoranza ha chiesto più volte solo una riflessione aggiuntiva prima ima della vendita, per verificare le condizioni e per un eventuale piano di rilancio, vista la ripresa negli ultimi due anni. Per via Incoronata, in commissione chiedemmo di verificare la stabilità della struttura, magari abbattendo il primo piano e mantenendo il piano terra da utilizzare per altro. Invece non ci è stato permesso nemmeno di parlarne in Consiglio. Stigmatizzo questo atteggiamento di ostilità (che per fortuna non appartiene a tutti i consiglieri comunali) e questo tono livoroso e sprezzante del sindaco».

Commissione controllo e garanzia mai riunita: sempre assenti i consiglieri della maggioranza. L’ex vicesindaco Carlo Falangone (La Puglia in più)  è anche presidente della Commissione controllo e garanzia, per statuto riservata alle minoranze: «Senza motivo alcuno – dichiara il presidente – i componenti di maggioranza che ne fanno parte non hanno mai partecipato alle riunioni; assenti anche i funzionari invitati e il segretario comunale. Tutte le riunioni convocate sono andate deserte. C’è una precisa volontà di non far funzionare questa commissione, unico strumento democratico che permette alla minoranza di verificare l’andamento di una Amministrazione. Poi question time non convocati e decine e decine di interrogazioni dei consiglieri di minoranza lasciate nel cassetto e mai discusse».

“Sono stato per cinque mesi con Mellone poi me ne sono scappato”. «Una persona sola al comando e 18 sudditi che alzano la mano», sono invece le dure parole del vicepresidente del Consiglio comunale Giancarlo Marinaci, indipendente. «Noi cinque qui abbiamo preso duemila preferenze – rimarca Marinaci – cioè quanto i consiglieri dell’intera maggioranza! Hanno paura del confronto. Nei primi cinque mesi – è la confessione – io ho creduto in Mellone ma sono dovuto scappare via a gambe levate: questo modo di amministrare sta facendo indietreggiare Nardò su tutti i fronti”. Infine due altri appunti per decisioni non condivisibili e “gravi”: “Abbiamo chiesto più volte un Consiglio comunale monotematico su Castellino, discarica non ancora messa in sicurezza. Invece lì hanno portato i nostri figli per piantare alberi! Hanno tolto i parcheggi a pagamento ma i commercianti si lamentano perché sono spariti i posti auto per i clienti».

Falcone e BorsellinoTAVIANO. “Legalità e giustizia nella pubblica amministrazione” è il tema dell’ultimo appuntamento stagionale della scuola di formazione politica e sociale curato dall’associazione “V. Bachelet” di Taviano. L’appuntamento è alle ore 19 presso l’auditorium “A. Tundo” in via Vittorio Emanuele III. Dopo l’introduzione di Paola Ria, presidente della “Bachelet”, ed i saluti del sindaco Giuseppe Tanisi, sarà Giulio De Simone, ordinario di Diritto penale dell’Università del Salento, a relazionare sull’argomento. Agli interventi, tra i quali quello del  presidente della Corte d’Assise di Lecce, Roberto Tanisi, nell’ambito del 25° anniversario della strage di Capaci,  farà seguito lo spettacolo teatrale “Falcone e Borsellino. Storia di un dialogo” scritto dal giudice Maria Francesca Mariano e interpretato da Marco Antonio Romano, Mino Profico e Liliana Putino di Tèmenos recinti teatrali.

 

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