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incidente mortale

Taurisano – Incidente mortale all’alba di questa mattina a Taurisano. A perdere la vita è stato un operaio edile di origini rumene di 48 anni, residente a Casarano. L’uomo era trasportato nell’auto travolta da un autoarticolato il cui conducente non ha rispettato il segnale di stop e si è pure dato alla fuga, dopo lo scontro, senza prestare soccorso alle vittime. In gravi condizioni è anche il 64enne che conduceva la Mercedes classe A che non ha potuto evitare l’impatto contro il veicolo pesante. L’uomo (un imprenditore edile del posto) è ora ricoverato in prognosi riservata, ma a quanto pare non in pericolo di vita, presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.

La dinamica L’incidente è avvenuto intorno alle 5.45 quando il tir marca Volvo, di proprietà di una ditta con sede a Modica (provincia di Ragusa), percorrendo via Delle Tabacchine non ha rispettato il segnale di stop travolgendo la Mercedes che giungeva da via san Donato. L’impatto è stato fatale per il passeggero di quest’ultimo veicolo, un operaio nato a Tirgoviste (Romania). Il personale sanitario del 118, subito intervenuto sul posto, altro non ha potuto fare che constatare il decesso prestando immediati soccorsi al conducente dell’auto apparso, comunque in gravi condizioni.

La fuga del camionista Malgrado il tentativo di fuga, il camionista (S.F. di Modica) è stato quasi subito intercettato dai carabinieri nel parcheggio interno di una ditta in contrada Santa Teresa, sempre a Taurisano. L’uomo, denunciato per omicidio stradale e omissione di soccorso, è stato sottoposto agli accertamenti sanitari per verificare l’eventuale assunzione di alcol o droghe. Ai carabinieri avrebbe detto di non essersi accorto di nulla. Sull’incidente indagano i carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Casarano per accertare le esatte responsabilità.

Aradeo – Incidente mortale, questa mattina all’alba, sulla strada provinciale che collega  Aradeo a Noha . A perdere la vita è stata la 27enne Valentina Magliocca, di Aradeo ma residente a Noha. La ragazza era nella Fiat Punto condotta dal compagno 35enne di Aradeo Andrea Paglialonga quando, intorno alle 5.45, l’autovettura è uscita di strada andando a sbattere frontalmente  contro il muro ai margini della carreggiata, non lontano dal cimitero di Aradeo. Giunti sul posto, i sanitari del 118 di Gallipoli altro non hanno potuto fare che constatare il decesso della giovane donna, mentre il conducente è stato ricoverato in “codice rosso” presso il reparto di Rianimazione dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.

Sulla base degli accertamenti condotti nel corso della giornata dai carabinieri della Stazione di Aradeo, lo stesso conducente (che non è in pericolo di vita) è stato poi arrestato (e posto ai domiciliari in ospedale) per omicidio stradale perché risultato positivo all’alcol (1,4 grammi) ed alla cocaina. L’autovettura in questione è stata sottoposta a sequestro da parte dei carabinieri non soltanto per i necessari accertamenti sulla dinamica del sinistro, ma anche perché la stessa è risultata priva di copertura assicurativa e lo stesso conducente era alla guida malgrado gli fosse stata sospesa la patente di guida. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, la salma della 27enne è stata trasportata presso la camera mortuaria dell’ospedale di Lecce.  Grande dolore in queste ore nelle due comunità coinvolte dal drammatico incidente.

 

Taurisano – Tragico incidente stradale nella mattinata di ieri nei pressi di Sömmerda, città della Turingia, in Germania, nel quale hanno trovato la morte una coppia di cognati di Taurisano. Ada Schiavano ed Emanuele Carangelo, di 42 e 40 anni, viaggiavano a bordo di un furgoncino Ford Courier sulla tangenziale B176 quando, alle 11,55 è avvenuta la collisione con un semirimorchio. Il violento impatto contro la fiancata del mezzo più piccolo – per ragioni ancora sconosciute – si è rivelato da subito fatale per i due salentini a cause delle lesioni riportate, mentre il conducente del camion è rimasto illeso. Schiavano e Carangelo, padre di due bambini, assieme alle loro famiglie erano emigrati da anni in Germania, dove gestivano una gelateria nella capitale della Turingia, Erfurt. Al momento del drammatico incidente che li ha visti protagonisti erano impegnati in una consegna per un buffet di compleanno. La notizia ha raggiunto la comunità di Taurisano, lasciando sgomenti parenti e amici dei due emigrati.

 

Galatone – Incidente mortale questo pomeriggio, intorno alle 15.30, a Galatone: a perdere la vita su via Gallipoli, nei pressi del distributore di carburante Ip, è stato il 29enne Gaetano Grimaldi. Dalle prime ricostruzioni pare che il giovane fosse alla guida di una moto e che, per cause ancora tutte da verificare, sia finito coinvolto in uno scontro con altri veicoli. Malgrado i soccorsi, per il ragazzo non c’è stato niente da fare, a causa del grave trauma cranico riportato malgrado indossasse il casco. La strada che dalla città conduce sulla Statale Lecce-Gallipoli è stata ovviamente chiusa al traffico in attesa dei necessari accertamenti.

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TAVIANO – Una “benemerenza civica” ed una targa commemorativa per ricordare Salvatore Manni. È dell’Associazione autisti soccorritori italiani (“Aasi”) la proposta di onorare la memoria dell’autista dell’ambulanza 118 Gimmi Salvatore Manni (di Taviano) travolto da un Tir (che proveniva dalla corsia opposta) sulla Statale 101 lo scorso 23 ottobre, “mentre svolgeva il suo dovere”. La nota a firma del presidente dell’Aasi, Stefano Casabianca (il sodalizio ha sede a Catania) è stata indirizzata alla Regione Puglia, al Prefetto di Lecce, ai direttori della  Asl di Lecce, dell’ospedale di Gallipoli e del 118 di Lecce, nonché ai sindacati, al sindaco di Taviano ed alla famiglia Manni. Ricordando “le problematiche quotidiane del servizio urgenza-emergenza regionale e le questioni sanitarie inerenti il benessere e la sicurezza degli operatori e dei cittadini-utenti”, l’Aasi ricorda l’altra persona scomparsa nell’incidente sulla Statale, l’85enne di Nardò Luigi Durante, ed i feriti chiedendo alle istituzioni coinvolte di “attivarsi per essere “ambasciatori” degli autisti soccorritori, “dal Nord al Sud d’Italia”. La proposta fa espresso riferimento ad una targa commemorativa da apporre presso l’ospedale di Gallipoli, struttura presso la quale Manni lavorava.

TAVIANO – Cordoglio e sconcerto a Taviano alla notizia della morte di Gimmi Salvatore Manni, l’autista dell’ambulanza del 118 travolta questa mattina sulla  Statale 101, all’altezza dello svincolo di Galatone. Aveva 60 anni e viveva nella marina di Mancaversa, dopo essersi separato dalla moglie. Lavorava da anni presso il Pronto soccorso dell’Ospedale di Gallipoli e amava profondamente la sua professione, al punto da voler continuare a guidare le ambulanze anche quando avrebbe potuto ottenere un altro incarico. Lascia nel dolore il figlio Valentino, poliziotto a Roma, la mamma Maria Massaro, il fratello Goffredo ed una comunità intera. La sua scomparsa ha destato, infatti, grande commozione in paese.  Il sindaco, Giuseppe Tanisi,  lo ricorda come cittadino affabile e gentile nei modi. «Era una persona straordinaria – sono le parole del Primo cittadino – di buona famiglia. Dispiace perdere all’improvviso un amico così». I parenti lo ricordano come persona riservata e discreta, con un grande amore per il figlio Valentino. Già due anni fa la sorte sembrò accanirsi contro di lui che però ebbe la forza di superare, con tenacia,  un delicato intervento al cuore. Anche gli amici lo ricordano come persona posata e seria. «Da giovane – dice di lui l’amico Andrea – amava la musica e avevamo messo su un complessino con il quale ci esibivamo a Mancaversa in casa di amici nelle sere d’estate».

Cordoglio per la scomparsa di Manni, “vittima oggi di un incidente mortale sul lavoro” viene espresso anche dalla segretaria generale della Cgil di Lecce e dalla collega della Fp-Cgil Fiorella Fischetti nel ricordare che l’autista dell’ambulanza era  un iscritto al loro sindacato. «“Gimmi” faceva parte della famiglia Cgil, iscritto da tempo al sindacato della Funzione Pubblica. Persona molto riservata e discreta, amava profondamente la sua professione, al punto da voler continuare a guidare ambulanze anche quando avrebbe potuto ottenere un altro incarico. Oggi la sua corsa si è fermata per un tragico incidente. Cgil ed Fp-Cgil sono vicine ai suoi familiari ed esprimono vicinanza anche alle altre vittime dello scontro, il paziente purtroppo deceduto, il medico e l’infermiera rimasti gravemente feriti ma fortunatamente fuori pericolo».

Il drammatico incidente è costato la vita anche all’85enne Luigi Durante di Nardò, il paziente trasportato verso Lecce per un esame, mentre feriti sono rimasti un medico di Nardò e l’infermiera 38enne di Tuglie, Valentina Leo che viaggiavano sull’ambulanza travolta dal tir (che ha saltato la corsia) guidato dal 57enne M.D.G. di Vernole ma domiciliato a Tuglie. Ricoverati anche il figlio e la moglie dell’anziano deceduto sul colpo: i due seguivano il trasferimento verso il “Fazzi” di Lecce del loro congiunto con un’altra auto.

 

lorenzo d'amatoGallipoli – Si sono svolti oggi alle 17 i funerali di Lorenzo D’Amato, l’operaio gallipolino che a bordo della sua moto ieri mattina si è scontrato con un’Audi in manovra su corso Italia, guidata da un medico in pensione di Corato. Il rito, alla presenza della madre con cui viveva il 48enne, è stato celebrato da don Antonio Musca nella chiesa di San Lazzaro.
Motocicletta e auto restano sotto sequestro a disposizione dell’autorità giudiziaria. In questo caso il casco non è riuscito a salvare l’uomo, appassionato centauro che dopo lo scontro è andato ad impattare sul lunotto posteriore di un’auto in sosta prima di finire il suo mortale volo sul marciapiede. Ferito accidentalmente, dallo specchietto retrovisore staccatosi dalla moto, una passante. Vana la corsa all’ospedale che dista dal luogo dello scontro poco più di un chilometro.

William De VitisRACALE. Si svolgeranno questo pomeriggio alle ore 17 nella chiesa dell’Addolorata a Racale, i funerali di William De Vitis, vittima dell’incidente stradale dello scorso mercoledì nei pressi della Zona industriale di Ugento. Per il  45enne, alla guida di una moto di grossa cilindrata, fatale è risultato lo scontro con la fiancata destra di un camion in manovra. De Vitis  lavorava presso la Comunità educativa per minori “Thelosˮ di Ugento, gestita dalla cooperativa sociale “Ampio spazio”, dov’era diretto per prendere servizio. La moglie Fabiola, la figlia Aurora, la madre Nunziatina, la sorella Dina, il fratello Jonny, la suocera Marina, insieme ai parenti tutti, nel manifesto funebre lo ricordano come “un uomo speciale”.    

ALLISTE. Il 2 febbraio resterà impresso nella memoria di tutti. Nella commozione generale, con l’intero paese che ha partecipato anche visivamente al lutto con il bianco delle lenzuola fuori dai balconi, con i palloncini lasciati liberi nel cielo, si sono tenuti i funerali di Ilenia Micaletto.
Un’adolescente come tante, appena 16enne; una liceale al terzo anno dello Scientifico “Vanini” di Casarano, con la passione per la danza: un profilo semplice e una vita normale quella di Ilenia Micaletto, fino al tragico incidente di sabato 30 gennaio, che in un attimo ha implacabilmente distrutto sogni e realtà dell’ennesimo giovane angelo rubato all’affetto dei suoi cari e volato prematuramente in cielo. La tragedia si è consumata sulla GallipoliTaviano, alle ore 20 circa, quando la Fiat Punto blu su cui era a bordo, guidata Mattia Leone, 21enne di Melissano, è balzata sul guardrail di destra e poi di sinistra, ribaltandosi, all’altezza del tristemente noto “curvone della morte” nei pressi di contrada Monaci, probabilmente a causa dello scoppio di uno pneumatico.

Ilenia è deceduta sul colpo; il conducente, risultato negativo ai test tossicologici, è rimasto illeso; ricoverata presso l’ospedale “Sacro Cuore” di Gallipoli la seconda ragazza a bordo dell’auto, Alessandra Kapaklija, anche lei 16enne melissanese, ma le sue condizioni non destano fortunatamente preoccupazioni.
Tantissimi i messaggi di cordoglio sui social: i compagni di scuola hanno osservato un minuto di silenzio davanti al portone d’ingresso prima del suono della campanella delle 8:15 di lunedì 1 febbraio; i maestri del “Centro Danza Syplhide” ne hanno elogiato la solarità, determinazione, voglia di imparare e, soprattutto, il suo amore per il ballo. Una maglia col viso sorridente di Ilenia, il ricordo degli amici nel giorno dell’ ultimo saluto.

gianni de rosa - incidente mortale 17.12.15 casaranoCASARANO. Si svolgeranno domani alle 15, presso la parrocchia del Sacro Cuore a Casarano, i funerali di Gianni De Rosa, lo studente universitario rimasto vittima dell’incidente di ieri sera sulla strada provinciale 321 per Taviano. Per cause ancora da accertare, il 26enne ha perso il controllo dalla Renault Clio di proprietà della madre mentre era diretto, intorno alle 19,30, verso Taviano. Fatale una curva nei pressi del muro di cinta di una villetta, contro il quale l’auto ha finito la sua corsa ribaltandosi più volte. Vani i soccorsi prestati perché il giovane è morto sul colpo. Il ragazzo era figlio unico di Mario De Rosa e Patrizia Belgrado.

TUGLIE. «Per la mia bambina la vita è stata brevissima, ma a Vito, Rosetta e Anna Maria non posso che dire grazie dal profondo del mio cuore, perché anche grazie a loro per mia figlia ogni giorno era un giorno di festa». C’è tanta forza nelle parole di Cristian Casili, padre di Viola, la piccola vittima del tragico incidente nel quale hanno perso la vita anche i nonni materni Vito Muscatello e Rosetta Minerba e la sorella di quest’ultima, Annamaria Minerba. I funerali si sono celebrati nella chiesa della Maria SS. Annunziata a Tuglie. In quell’auto che tre giorni fa percorreva la Statale 379, vicino a Fasano, c’era anche la madre di Viola, Marta ancora ricoverata presso l’ospedale di Brindisi, che oggi non ha potuto prendere parte ai funerali. La forza del padre Cristian è anche per lei, per sua moglie. «Il giorno in cui ci siamo sposati – ha detto – Vito mi ha consegnato Marta e mi ha detto trattamela bene, tienila, curala, stalle sempre vicino e tutta la forza che in questi giorni ho avuto mi è stata data da Rosetta, Vito e dai loro figli Antonio e Michela che hanno anche loro una forza incredibile». Il suo saluto si è chiuso con l’applauso commosso della folla che ha riempito la chiesa per partecipare al dolore della famiglia, che è diventato il dolore di un’intera comunità e che ha unito nel lutto cittadino anche Nardò, città originaria di Cristian Casili. A tutti i familiari erano rivolte le parole di cordoglio del vescovo di Nardò-Gallipoli Fernando Filograna, anche queste rotte da un’emozione che non si può trattenere quando il pensiero va alla piccola Viola strappata alla vita a soli tre anni e mezzo: «La certezza di un una morte ingiusta è allietata dal pensiero che chi muore trova una vita più serena».

Il silenzio spettrale del rito religioso è stato interrotto solo dall’esplosione degli applausi dei presenti che non hanno trattenuto la commozione alla vista dei tre feretri e verso quella piccola bara bianca portata in spalla anche dal padre dalla camera ardente sino in chiesa. Tante le autorità che hanno voluto esprimere vicinanza a Casili, che ricopre la carica di consigliere regionale del Movimento 5 stelle, tra queste Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, Antonella Laricchia, portavoce regionale del Movimento, Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, Antonio Gabellone presidente della Provincia di Lecce, l’assessore regionale Loredana Capone e i sindaci di Tuglie e Nardò, Massimo Stamerra e Marcello Risi. Una nuvola di cuori bianchi si è alzata in cielo all’uscita dei feretri dalla chiesa: i cuori dei piccoli compagni di classe di Viola. “I tuoi compagni della sezione E, con le famiglie, le tue maestre Ornella e Marzia non ti dimenticheranno mai” recitava lo striscione. E il saluto è continuato in serata con la fiaccolata da piazza Garibaldi verso il Municipio per rendere omaggio alle vittime di una strage assurda. Intanto ieri si sono svolti a Fasano i funerali del giovane Leo Orlandino, il portiere del Real Paradiso Brindisi anche lui morto per il ribaltamento sulla corsia opposta dell’autocisterna condotta dal 57enne di terlizzi Francesco De Sario, agli arresti per “omicidio colposo plurimo”.

TUGLIE.  È il giorno dell’ultimo saluto per le vittime del drammatico incidente dello scorso sabato sulla superstrada Brindisi – Bari. Questo pomeriggio, con inizio alle 15, a Tuglie si terranno i funerali dei  coniugi Vito Muscatello e Rosetta Minerba, della sorella di quest’ultima Annamaria Minerba e di Viola Casili, nipote di tre anni dei coniugi Muscatello e figlia di Marta Muscatello e di Cristian Casili, consigliere regionale del Movimento 5Stelle. La madre della piccola Viola ha potuto abbracciare ieri per l’ultima volta la sua piccola creatura nell’ospedale di Brindisi dove si trova ricoverata a causa delle fratture riportate nell’incidente. Ieri mattina è stata allestita la camera ardente nella Sala Consiliare del Municipio, meta di tantissimi concittadini che hanno voluto rendere un saluto ed un momento di preghiera agli scomparsi. Il corteo funebre di questo pomeriggio partirà dal Comune per raggiungere la chiesa Matrice in piazza Garibaldi dove sarà celebrato il rito officiato dal vescovo di Nardò-Gallipoli Fernando Filograna.

Nella serata è poi prevista una fiaccolata che alle 19.45 partirà da piazza Garibaldi per giungere al Municipio per rendere omaggio alle vittime. L’ordinanza di istituzione del lutto cittadino prevede per oggi la chiusura dei negozi dalle ore 14 alle 17, in concomitanza con lo svolgimento dei funerali, e la chiusura della scuola dell’Infanzia. La scuola Elementare resterà, invece, aperta ma l’attività didattica sarà dedicata a momenti di riflessione sulla tematica della sicurezza stradale. Il sindaco Massimo Stamerra ha invitato tutti i cittadini a sospendere, fino al giorno dei funerali, ogni attività ludico ricreativa e a tenere spente le luci natalizie che addobbano le vie cittadine. Lutto cittadino e commozione anche a Nardò (città di Cristian Casili)  dove in tanti hanno preso parte, domenica sera, alla veglia in piazza Salandra svoltasi in luogo della prevista “Notte bianca”.

foto BrindisiReport

foto BrindisiReport

TUGLIE. Due comunità, quelle di Tuglie e Nardò, sotto choc per il tragico incidente di sabato 12 dicembre costato la vita ai coniugi Vito Muscatello (71 anni) e Rosetta Minerba (74), alla sorella di quest’ultima Annamaria Minerba (74) ed a Viola Casili, nipote di tre anni dei coniugi Muscatello e figlia di Marta Muscatello (45), anche lei rimasta gravemente ferita ed ora ricoverata al “Perrino” di Brindisi, e di Cristian Casili, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle. «I tugliesi sono sconvolti dalla notizia e si stringono con dolore attorno ai loro cari. Un’apposita ordinanza istituirà il lutto cittadino che sarà osservato il giorno in cui si svolgeranno i funerali», si legge sul sito istituzionale del Comune di Tuglie (paese natale dei quattro scomparsi) mentre il sindaco Massimo Stamerra ha invitato tutti i cittadini a sospendere, fino al giorno dei funerali, “ogni attività ludico ricreativa e a tenere spente le luci natalizie che addobbano le vie cittadine”. Dolore e sconforto anche a Nardò, città di Casili, dove il sindaco Marcello Risi ha proclamato il lutto cittadino. «La tragedia ha turbato e commosso l’intera comunità cittadina, profondamente scossa da un evento così devastante accaduto in circostanze inaccettabili», si legge nel decreto con il quale, oltre a proclamare il lutto cittadino da domenica 13 dicembre fino allo svolgimento della cerimonia funebre, si dispone l’esposizione delle bandiere a mezz’asta nella sede comunale e la partecipazione di una delegazione del Comune di Nardò ai funerali della piccola Viola. Fino alla conclusione della cerimonia funebre vengono, inoltre, annullate tutte le manifestazioni di intrattenimento organizzate con il patrocinio dell’Amministrazione comunale mentre i titolari delle attività lavorative e commerciali sono stati invitati a sospendere l’attività per dieci minuti in coincidenza dell’inizio della cerimonia funebre. Stesso invito per tutte le attività ludiche e ricreative “per due ore dall’orario di inizio della cerimonia funebre”.

In occasione delle competizioni sportive in programma in città fino a domenica 20, le società sportive sono state invitate ad osservare un minuto di raccoglimento prima dell’inizio delle gare. Il sindaco Risi ha pure invitato dirigenti e docenti delle scuole cittadine, “nel pieno rispetto della loro autonomia”, ad organizzare entro i prossimi 30 giorni momenti di confronto e riflessione sui temi della sicurezza stradale. Intanto è stato arrestato per “omicidio colposo plurimo” Francesco De Sario, l’autotrasportatore 57enne di Terlizzi, coinvolto nel terribile incidente sulla superstrada 379 Brindisi – Bari, nei pressi di Fasano, costato la vita anche a Leo Orlandino, 21enne portiere del Real Paradiso Brindisi. «Da quanto emerso – si legge in un comunicato diffuso dalla Polizia stradale di Brindisi – si rileva una perdita di controllo del mezzo pesante condotto da F.D., il cui rimorchio, dopo aver oltrepassato lo spartitraffico centrale, ha invaso la carreggiata opposta, divenendo uno ostacolo per i veicoli che provenivano dal senso opposto, che non potevano evitare la collisione».

ambulanza_genericaPRESICCE. Incidente mortale sulla 274, all’ultimo svincolo per Presicce in direzione Salve. L’uomo deceduto è un 65enne ugentino, Salvatore Congedo, titolare di un negozio di infissi e ferramenta, scontratosi con una Golf guidata da un 27enne di Ruffano, Marco Lillo, ora in ospedale a Gallipoli per accertamenti. Le due auto procedevano in direzione contraria. La Mercedes guidata da Congedo andava verso Salve, la golf verso Presicce. L’impatto è avvenuto mentre Congedo stava attraversando la corsia per svoltare e rientrare a Presicce. Il ragazzo probabilmente non ha saputo evitare l’auto e l’ha presa in pieno. Sul posto è intervenuta una coppia che transitava verso Presicce ed ha assistito all’episodio. La signora di Salve ha subito dato soccorso, chiamando in aiuto anche suo figlio. In un primo momento i due uomini coinvolti nell’incidente non sembravano aver avuto grandi danni, poi però Congedo ha dato segni di cedimento. È riuscito a chiamare il figlio e ad aspettare l’ambulanza, ma subito dopo non ce l’ha fatta. probabilmente il colpo sul volante gli ha procurato qualche lesione interna.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Presicce e di Salve, la protezione civile, la stradale e una pattuglia di polizia di Taurisano.
L’accaduto ha di nuovo sollevato le polemiche riguardanti la sicurezza di quell’incrocio, spesso teatro di tragedie simili.

GALLIPOLI. Il motorino che sbanda, le braccia che non riescono più ad addomesticarlo, lo schianto contro un palo della segnaletica. È morto così, al ritorno da scuola verso Melissano, il suo paese,  Francesco Brandolino, 16 anni. Poco dopo un’assemblea d’istituto – il “Vespucci” di Gallipoli – il ragazzo aveva chiesto di uscire prima. Così, intorno alle 11,30, aveva imbracciato il suo scooter e imboccata la litoranea sud della città si era diretto verso casa. All’altezza della curva con lo svincolo a destra verso Punta Pizzo e con a sinistra un distributore di carburante, Brandolino deve aver perso il controllo del so scooter. Dalle prime ricostruzioni sembra che sulla sbandata abbia inciso un dosso sull’asfalto causato dalle radici di un albero. La dinamica dell’accaduto è tutta da ricostruire sotto la direzione del magistrato di turno alla Procura della Repubblica di Lecce. La corsa del giovane, in quella che doveva essere una ordinaria giornata di scuola, si sarebbe interrotta contro un palo di segnaletica stradale. La segnalazione dell’incidente rivelatosi mortale è arrivata ai vigili urbani di Gallipoli intorno alle 12. Vani sono risultati i soccorsi del servizio 118.

Francesco Brandolino era un calciatore, oltre che uno studente, ed aveva giocato con formazioni del Gallipoli e del Casarano. Suo padre, Antonio Brandolino, è il presidente della Podistica Unione dei Comuni intitolata a Antonio Napoli, per ironia della sorte un altro giovane melissanese che nel febbraio 2013 aveva perso la vita per un incidente sulla Taviano Matino. Tra le ultime cose di Francesco resta, sulla sua pagina facebook, un tenerissimo bacio sulla guancia della sua ragazza. Diciannove ore fa.

 

 

RACALE. Invece di transitare intorno alla rotatoria della Ugento-Racale e Felline-Melissano ha tirato dritto: l’impatto a forte velocità con il cordolo ha prodotto un salto dell’automezzo che è poi piombato a terra ribaltandosi più volte. Questa la dinamica alla base del decesso di Alessandro Pindinello, 23enne di Racale (abitava in via Martiri di Marcinelle), avvenuta la scorsa notte poco dopo le 3. Avvisati da un passante, poco dopo sul posto sono giunti l’ambulanza del servizio 118 proveniente da Casarano ei carabinieri della Compagnia sempre di Casarano ma per il giovane – il cui corpo era stato sbalzato fuori dall’abitacolo dell’autovettura – non c’è stato proprio nulla da fare.

Giorgio Caggiula morto in moto - matinoMATINO. Il cinque dicembre di un anno fa un incidente portò via, a soli 18 anni, Giorgio Caggiula (foto). La sua memoria è oggi nel grande “cuore di fiori” della madre Daniela, nelle lettere delle sorelle, nei messaggi degli amici: in ogni frase si legge l’amore  per quel sorriso. Gli amici hanno voluto salutarlo in sella alle loro moto, come se quel rombo  potesse far sentire quanto è ancora forte il loro dolore.

E poi c’è una lettera firmata “Il popolo di Matino”, affissa (e subito rimossa) nel punto in cui il suo cuore si è fermato. Parlava di giustizia per quella morte ingiusta: «Ciò che è umanamente possibile è stato compiuto per difendere la verità, perché il tuo corpo ormai esanime non poteva più proferire parola, quella parola che il giusto non ha paura di gridare».

salvatore vignacastrisi MATINO. Non ce l’ha fatta, Salvatore Vignacastrisi. Dopo una settimana di agonia, il 32enne di Matino è deceduto, poche ore fa presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dov’era stato ricoverato subito dopo l’incidente. Le sue condizioni erano apparse gravi fin da subito e i medici non hanno mai sciolto lo stato di prognosi riservata. Lo scontro tra il suo scooter ed una Fiat Bravo è avvenuto mercoledì 18 settembre in via del Mare, all’altezza di contrada “Cammere”. L’impatto, poi il volo di circa tre metri e la rovinosa caduta sull’asfalto, gli hanno procurato lesioni che gli sono costate la vita.

semaforo Pontuso - vigilanza angels strada Matino Taviano

MATINO. Sono iniziati gli attesi lavori di installazione del nuovo impianto semaforico di contrada “Pontuso”. Per tutta la durata dei lavori, l’incrocio che collega la Sp 55 Taviano-Matino con la Sp 262, sarà vigilato dagli operatori della Protezione civile “Angels” (foto). La strada in questione, con il crocevia in particolare, è ritenuta molto pericolosa per i tanti incidenti, anche mortali, che l’hanno caratterizzata: lo scorso febbraio morì il 21enne di Melissano Antonio Napoli, mentre a marzo fu la volta del 78enne di Matino Salavatore Romano. Negli ultimi anni sono morti anche Giovanni Anastasia ed Elisa Rainò, quest’ultima proprio nei pressi di contrada “Pontuso”.

 

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Torre San Giovanni (Ugento). Una tragedia si è consumata stamattina, intorno alle 11, nelle acque dello Ionio. Una 79enne di Specchia, Santa Anna Lucia De Maria, ha perso la vita a seguito di un annegamento. Il corpo esanime, che galleggiava a pelo d’acqua nella zona del porto, è stato notato da un pescatore e poi trasportato sul molo da un giovane a bordo di un gommone.

La donna, che si trovava a Torre San Giovanni in visita al figlio, questa mattina era uscita di casa per recarsi al mare, ma poi di lei si erano perse la tracce, fino al momento del terribile ritrovamento.
Il magistrato di turno, Elsa Valeria Mignone, ha subito disposto il trasferimento della salma al Fazzi di Lecce, in attesa dell’identificazione.

Incidente Presicce
PRESICCE. Un tragico incidente stradale è avvenuto stamattina, intorno alle 8.30, sulla statale 274 (la Gallipoli – Leuca) all’altezza della stazione di servizio Q8, subito dopo lo svincolo per Presicce. Ad avere la peggio è stato un imprenditore 62enne di Salve, Nicola Stivala, che si trovava alla guida della sua Fiat 500 al momento dell’impatto, fatale, con altre tre auto.

L’uomo, titolare dello stabilimento balneare “Le cinque vele” di Pescoluse (marina di Salve), è morto sul colpo, mentre conducenti e passeggeri degli altri tre veicoli coinvolti sono stati trasferiti in ospedale per i controlli di routine.

Le dinamiche dell’incidente non sono ancora ben chiare, ma è certo che tre auto erano dirette verso Leuca (quella di Stivala, una Passat e una Punto con a bordo un gruppo di turisti baresi), mentre una Polo procedeva nella direzione contraria.

Qualche disagio per gli automobilisti: la superstrada è rimasta bloccata per più di tre ore per permettere alle forze dell’ordine di fare le rilevazioni del caso.

ARADEO. Due incidenti negli ultimi mesi, di cui uno mortale, sono bastati per indurre i cittadini a cercare una soluzione “fai da te” contro l’incrocio pericoloso tra viale Einstein e via San Luigi. Nell’attesa di ricevere un aiuto concreto dall’Amministrazione comunale (il sindaco spiega le ragioni del ritardo nell’articolo sul numero 17 del nostro giornale, in uscita), la gente ha pensato bene di realizzare una “rotonda umana”, ogni sabato dalle 19 alle 21.

Il primo appuntamento di sabato 3 agosto ha dato un piccolo risultato: è stata disegnata la segnaletica orizzontale in corrispondenza dell’incrocio. Per il prossimo sabato, 10 agosto, è prevista la partecipazione dell’associazione “Alla conquista della vita” per le vittime della strada.

Maggiori approfondimenti sulla successiva edizione cartacea del giornale.

Di seguito, le foto della prima “rotonda umana” di sabato 3 agosto inviateci da un lettore, Nico Longo.

Il corpo del giovane sull’asfalto subito dopo l’incidente

Il corpo del giovane sull’asfalto subito dopo l’incidente

Alezio. Perdere il controllo di una potente moto, quasi nuova di zecca, forse acquistata, forse in prova; perdere di mano la propria passione, per troppo amore o per troppa spavalderia; perdere d’un colpo la vita anche se si hanno appena 21 anni, quasi 22. Può capitare in un secondo ed è capitato ad Artem Toscano, sulla centralissima via Roma. I suoi sogni e i suoi malesseri, come raccontano storditi gli amici, sono finiti contro un’auto parcheggiata: l’incavo procurato è tale che dice tutto.

artem toscano alezio

Artem Toscano

La violenza dell’impatto non ha lasciato scampo al giovane, che lavorava presso una pizzeria di Gallipoli: i soccorritori giunti subito sul luogo non hanno potuto fare altro che registrare il decesso. Il riconoscimento, straziante per le molte ferite e lacerazioni riportate, è stato possibile da parte di un suo amico grazie ad un tatuaggio sulla mano destra, mentre il capo col casco era ancora sotto l’auto dello scontro.
Su facebook è dilagata la commozione dei coetanei. Una delle sue quattro sorelle, Angela, ha scritto: «Così ti ricorderò fratello mio: col tuo splendido sorriso, con la tua testa matta che amavo e amerò sempre»

 

Graziano Lobbene

Melissano. «Era una persona onesta e sensibile come pochi». Non accenna a spegnersi il dolore per la morte, improvvisa, prematura e violenta, di Graziano Lobbene, il motociclista di Taviano che è rimasto vittima di un incidente sulla strada che unisce Capilungo, marina di Alliste, a contrada Argillari, territorio di Racale, la notte tra il 27 e il 28 aprile scorso. Il malcapitato, poco più che 35enne, era un appassionato delle due ruote rombanti e da qualche mese frequentava il “Moto Club Nitro” di Melissano, come conferma il presidente Marco Cosi: «C’è un grande vuoto all’interno del nostro club – spiega il rappresentante dell’associazione che conta diverse decine di bikers – l’ultimo giovedì, il giorno in cui solitamente ci riuniamo, non è stato come gli altri. Solo pochi giorni fa, un nostro ‘fratello’ ci ha lasciato, morto sulla strada, in sella alla sua moto. Sembrerà brutto dirlo, ma era il modo in cui Graziano desiderava lasciare questa vita, come ci confidò in una delle tante serate trascorse insieme a chiacchierare, ridere e svagarci. Almeno in questo è stato esaudito, ma quaggiù lascerà un vuoto grande che nessuno riuscirà a colmare». Lobbene, nel ricordo di Cosi e di tutto il Nitro, era una persona “onesta e sensibile, speciale nella sua particolarità, generalmente riservato, con degli ideali che confidava solo a poche persone. Io sono onorato di essere una di quelle”. Tutto nacque con un “Me piaciti” di Graziano verso ai ragazzi del Nitro, in occasione di un motoraduno. «Diceva di trovarsi bene con noi – prosegue il presidente  – mi chiese se poteva venire a trovarci, ogni tanto. Venne, e da quel momento diventò un frequentatore assiduo del Club».

MM

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UNA PARTITA COL MAGONE Con un minuto di silenzio si è aperta la partita di calcio che ha fatto registrare momenti di pura commozione in ricordo di Antonio Napoli, vittima dell’incidente automobilistico sulla Taviano-Matino. Le 3 reti, dedicate a lui, ne hanno suggellato il ricordo

Racale. È ancora vivo il dolore per la morte di Antonio Napoli, il ragazzo 21enne di Melissano, scomparso nella notte tra il 17 e il 18 febbraio scorso a causa di un tremendo incidente automobilistico avvenuto sulla provinciale Taviano-Matino.

Anche gli Amici dello Sport di Racale – la squadra amatoriale di calcio, iscritta al torneo Aics, composta, per la maggior parte, da atleti melissanesi – hanno ricordato il loro sfortunato amico in occasione della gara interna giocata il 23 febbraio, contro il F.A.T.A.C. Salento Scorrano. Le due squadre, entrate in campo reggendo una gigantografia di Napoli, si sono disposte a centrocampo, rendendogli omaggio con un sentitissimo e commovente minuto di silenzio. Poi, la squadra di casa, si è stretta, compatta, attorno alla foto del ragazzo. Dagli spalti, un corposo gruppo di sostenitori locali ha acceso dei fumogeni e intonato dei cori a suo nome. Lungo la rete di recinzione, campeggiava uno striscione con una frase a lui dedicata (tratta da “Canzone” di Vasco Rossi): “… e nell’aria ancora il tuo profumo, dolce, caldo, morbido!!!” lo stesso che è stato esposto anche in occasione dei funerali del ragazzo, lungo un muretto che costeggia il cimitero comunale di Melissano.

La partita, per la cronaca, è stata vinta dagli Amici dello Sport per 3-0. Ognuna delle tre reti (segnate da Andrea Ferrocino, Piero Simonetti e Giancarlo Spennato) è stata simbolicamente festeggiata da tutta la squadra accarezzando la sua immagine. Un semplice gesto di tenerezza che racchiude tutto il rimpianto per una giovane vita interrotta tragicamente.

Antonio Napoli, 21 anni, lavorava nella macelleria di famiglia. Tornava a casa dopo aver trascorso a Parabita una serata con gli amici sulla sua Mini Cooper.

La strada bagnata per la pioggia caduta poche ore prima, lo schianto improvviso contro un albero di ulivo. Ancora un’altra vittima di quella strada che ormai è tristemente nota per numerosi incidenti mortali.

Marco Montagna

Voce al Direttore

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