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gianni de rosa - incidente mortale 17.12.15 casaranoCASARANO. Si svolgeranno domani alle 15, presso la parrocchia del Sacro Cuore a Casarano, i funerali di Gianni De Rosa, lo studente universitario rimasto vittima dell’incidente di ieri sera sulla strada provinciale 321 per Taviano. Per cause ancora da accertare, il 26enne ha perso il controllo dalla Renault Clio di proprietà della madre mentre era diretto, intorno alle 19,30, verso Taviano. Fatale una curva nei pressi del muro di cinta di una villetta, contro il quale l’auto ha finito la sua corsa ribaltandosi più volte. Vani i soccorsi prestati perché il giovane è morto sul colpo. Il ragazzo era figlio unico di Mario De Rosa e Patrizia Belgrado.

rotatoria-sparatoria-ccCASARANO. Non hanno ancora un volto e un nome i componenti della banda che nella notte tra il 22 ed il 23 agosto hanno attentato alla vita di un carabiniere scaricando  cinque colpi di pistola sulla sua auto. L’uomo è uscito miracolosamente illeso dall’agguato riuscendo a rannicchiarsi all’interno dell’abitacolo. L’inquietante episodio è avvenuto poco dopo la mezzanotte nei pressi del rondò (foto) sulla provinciale per Taviano: il brigadiere, in servizio a Casarano, faceva ritorno a casa alla guida della sua Renault 4 dopo il turno lavorativo quando si è imbattuto in due auto, una Fiat Punto ed un’Audi berlina, ferme a bordo strada. Dopo essersi accostato pochi metri più avanti per chiamare la centrale operativa e segnalare la situazione (per lui evidentemente sospetta), è stato sorpassato dapprima dall’Audi e poi dalla Punto da dove, in rapida sequenza, gli sono stati sparati contro cinque colpi ad altezza uomo (tre contro lo sportello e due contro il paraurti posteriore).

Resta da capire se il carabiniere avesse, o meno, riconosciuto qualcuno tra gli occupanti delle auto e se questi, a loro volta, fossero consapevoli del fatto che davanti a loro c’era un carabiniere. Di certo c’è che i bossoli “calibro 9 corto” ritrovati sono dello stesso tipo delle armi in dotazione alle forze dell’ordine. Facile, dunque, collegare l’episodio al recente furto di 150 proiettili dello stesso calibro dagli uffici della Polizia municipale di Gallipoli. Certo anche che chi ha sparato intendeva uccidere visto che non ha avuto remore ad abbassare il tiro. L’ipotesi di reato sulla quale lavorano gli inquirenti è, infatti, quella di “tentato omicidio volontario”.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...