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inchiesta oscurata

Casarano – “È grave e inquietante il sequestro preventivo di alcuni articoli del giornale on line “Il Tacco d’Italia”, disposto dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Procura. Il provvedimento è motivato da una presunta diffamazione a mezzo stampa contestata alla direttrice della testata, Marilù Mastrogiovanni, per una serie di inchieste che coinvolgono una società che gestisce appalti di raccolta di rifiuti nel Salento”: inizia così la nota della Federazione della stampa italiana (il sindacato unitario dei giornalisti) e l’Assostampa di Puglia. Il provvedimento del magistrato ha letteralmente tolto dal sito del giornale, con l’intervento della polizia postale di Bari, uno dei sei articoli che compongono una inchiesta sulla Sacra corona unita e su presunti intrecci illeciti – per la verità più volte denunciati e segnalati in relazioni Antimafia nazionali e distrettuali – tra aziende, istituzioni locali e criminalità. “Senza entrare nel merito degli addebiti mossi alla collega per i contenuti degli articoli, che saranno oggetto di confronto in sede di giudizio – proseguono le organizzazioni dei giornalisti – sconcerta il provvedimento di sequestro degli articoli “incriminati”. La Costituzione consente infatti tale provvedimento soltanto in pochissimi e ben definiti casi, fra i quali non rientra la diffamazione a mezzo stampa. Il pubblico ministero e il gip non hanno tenuto conto che i siti on line, se regolarmente registrati in tribunale, sono testate giornalistiche a tutti gli effetti, come peraltro più volte chiarito dalla Cassazione, e pertanto non possono essere sequestrate”. Da qui le nette conclusioni: “Quello della Procura e del Tribunale di Lecce è un grave attacco alla libertà di stampa e all’articolo 21 della Costituzione – sul quale è auspicabile l’intervento del ministro della Giustizia, nelle forme e nei modi previsti dalla legge, perché si tratta di un provvedimento che riporta l’Italia ai tempi bui del regime fascista”.

 Per ironia della sorte, dopo appena due giorni dal discusso intervento del magistrato, la giornalista Mastrogiovanni (nella foto con Livia Giustolisi) ha vinto la terza edizione del Premio Franco Giustolisi “Giustizia e verità” per il giornalismo investigativo, ex aequo con la collega Valeria Ferrante (inchiesta su migranti ed affari di RaiTre). La cerimonia di premiazione si è svolta nella Sala dei Presidenti di Palazzo Giustiniani a Roma, alla presenza del presidente del Senato Piero Grasso. La giuria presieduta da Roberto Martinelli e composta da Daniele Biacchessi, Livia Giustolisi, Bruno Manfellotto, Marcello Masi, Enrico Mentana, Virginia Piccolillo, Marcello Sorgi, Luigi Vicinanza e Lucia Visca ha assegnato il Premio “Giustizia e Verità” alla direttrice proprio per l”inchiesta in sei puntate sulla criminalità organizzata con questa motivazione: ““nonostante la condizione di giornalista precaria, continua a informare combattendo contro le minacce della malavita organizzata che la costringono a vivere sotto protezione”.

 

 

 

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