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incendio doloso

vigili del fuoco genericaIl Salento è sempre di più “illuminato” da roghi di auto la cui frequenza e diffusione è diventata davvero preoccupante. Qualche volta si tratta di corto circuito o di cause legate al cattivo funzionamento, ma per la maggior parte l’origine appare dolosa. Al primo caso dovrebbe appartenere l’incendio di due auto, una Idea e una Punto, in via Monsignor Zola a Ugento. La fiammata è partita dal vano motore della prima, intestata a un imbianchino del luogo, le fiamme poi si sono propagate alla seconda auto, la Punto, di proprietà della moglie. Le indagini sembrano escludere la matrice dolosa. Si è trattato, invece, di un vero e proprio raid incendiario alla concessionaria “Leone” sulla strada che da Racale porta ad Alliste. Il rogo è partito da una Fiat Croma che era parcheggiata all’aperto. Le fiamme hanno danneggiato anche una macchina vicina e hanno provocato danni all’impianto elettrico e dell’aria condizionata dell’autosalone. I vigili del fuoco di Gallipoli, subito accorsi, hanno messo in sicurezza i mezzi. Ora le indagini sono puntate sulle immagini fissate dalle telecamere di sorveglianza.

Sempre agli inizi di questo mese bisogna annotare una notte di fuoco a Nardò in via Dei Mille. In questo caso le fiamme hanno distrutto un Mercedes ML dell’imprenditore Franco Muci e hanno danneggiato anche alcune abitazioni vicine. Il rischio è stato grosso visto che a pochi metri c’è un contatore del gas metano. Anche in questo caso le indagini sono condotte a largo raggio con l’aiuto delle videocamere di sicurezza. Altri roghi di auto da registrare in questi ultimi giorni: a Veglie, Cavallino, Martano, Copertino.

CASARANO. Con l’incedio doloso delle cabine di due ripetitori per telefonia mobile, torna alla ribalta il problema della sicurezza in città. Gli impianti di Wind e Tre sono stati incendiati tra il 3 e il 4 agosto. L’episodio, senz’altro singolare visto che i ripetitori si trovano in due zone diverse della zona industriale, ha portato alla memoria l’escalation di atti criminosi registratisi a partire dal 2010: nel febbraio 2011 si registrarono quattro grossi colpi nel giro di tre settimane. Fu in quel periodo che il Comune predispose un progetto di videosorveglianza per l’intera città, con particolare riguardo all’area degli insediamenti produttivi. Il servizio di videosorveglianza, del costo di circa 320mila euro, è stato attivato di recente. Si tratta di 52 occhi elettronici puntati su scuole, piazze, luoghi pubblici e accessi in città. Ben 18 di esse monitorano, 24 ore al giorno, i punti nevralgici della zona industriale. «Attualmente – spiega il sindaco Gianni Stefàno – le telecamere della zona industriale funzionano al 50% perchè si stanno eseguendo le ultime operazioni di collaudo. Per il resto il servizio è già attivo e operativo».

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