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CORIGLIANO D’OTRANTO – Ancora un’auto data alla fiamme e ancora una volta con dolo. L’ultimo episodio la scorsa notte a Corigliano d’Otranto, dove in via Mazzini una Ford Fusion è stata completamente distrutta dalle fiamme malgrado l’intervento dei vigili del fuoco. Il danno ammonta a circa 1.500 euro. Sul posto i carabinieri della locale Stazione per le indagini mirate a risalire agli autori e alle cause del gesto criminale.

Vigili del fuoco (foto d’archivio)

RACALE. Un autocarro “Iveco Daily” è finito in fiamme la scorsa notte a in  via Isonzo a Racale. Le indagini dei carabinieri della locale Stazione puntano a capire se si sia trattato di un evento doloso. L’incendio è divampato intorno alle 3 e le fiamme sono state solo parzialmente domate dai vigili del fuoco del distaccamento di Ugento. Il veicolo è risultato danneggiato per un importo stimato, al momento, in circa 6mila euro.

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Incendio a Casarano (foto d’archivio)

CASARANO. Segnalazioni tante (soprattutto su Facebook), denunce poche (ma ci sono), interventi pochi o zero. In questi giorni d’autunno (ma il problema è avvertito anche in piena estate) sono i fumi provenienti dalle campagne a rendere complicate le giornate (ma soprattutto le serate) dei residenti nei centri urbani, soprattutto per chi abita in prossimità della periferia. A Casarano il problema è avvertito in diversi quartieri: dalla Stazione all’Inps, dove una densa coltre di fumo (in base alla direzione del vento) può ristagnare anche sino a notte fonda tra le proteste di chi è costretto a sbarrare porte e finestre. In questo periodo la colpa di quanto accade viene data a quanti ripuliscono i fondi agricoli per la raccolta delle olive (xylella permettendo) lasciando poi bruciare il fogliame raccolto. Altre ipotesi portano verso discariche di rifiuti abbandonati e bruciati, visto che spesso il tanfo che si respira è decisamente forte e sgradevole.

Stesso problema nelle campagne tra Melissano e Ugento dove simili roghi vengono segnalati a causa di chi brucia non solo sterpaglie e fogliame ma anche plastiche, teloni ed altri rifiuti speciali. Le segnalazioni non mancano anche se i controlli – quando ci sono – restano difficili. Da più di una parte si chiede l’applicazione di un regolamento con limiti orari e quantitativi circa le sterpaglie da bruciare.

LEVERANO. Una discarica a cielo aperto con dentro rifiuti di ogni tipo dati alle fiamme. Questa la scoperta dei carabinieri forestali di Lecce fatta nelle campagne di Leverano, non lontano dall’ampio feudo di Nardò. Dando seguito a continue segnalazioni e denunce per illeciti smaltimenti dei rifiuti “regolarmente” bruciati nelle campagne, i militari hanno colto in flagranza di reato tre albanesi. Sulle loro tracce li ha condotti l’alta colonna di fumo nero e denso individuata nel corso di un servizio di perlustrazione. All’interno di una fossa da 50 metri quadrati, profonda circa due metri, erano presenti infissi in legno, onduline in vetroresina, rifiuti plastici e residui vegetali ai quali era stato dato fuoco. Altri rifiuti simili erano stati depositati nei pressi della fossa per essere “smaltiti” allo stesso modo. I militari hanno, quindi, proceduto a sequestrare la buca e l’area limitrofa oltre che a denunciare i tre individui per il reato di “Gestione illecita e abbruciamento di rifiuti”.

SANTA CESAREA TERME. Ore di paura a Santa Cesarea Terme per l’incendio divampato intorno alle 13 nel bosco che sovrasta il paese. Per domare le fiamme, ed evitare il loro propagarsi tra le abitazioni, sono intervenuti anche due idrovolante ed un aereo “canadair” della Protezione civile che hanno fatto per ore la spola con il mare per rifornirsi d’acqua. Le operazioni di spegnimento sono durate sino al tardo pomeriggio e hanno attirato l’attenzione dei turisti presenti. Complice anche il vento da nord, è stato necessario evacuare due alberghi mentre un’altra struttura è rimasta a lungo irraggiungibile. Il fumo ha invaso completamente la cittadina adriatica creando non pochi disagi tra cittadini e bagnanti. In azione anche un elicottero che per ore ha sorvolato la zona. Più difficile da controllare sono state le fiamme nella parte di pineta che sovrasta il belvedere, verso le nuove terme, lì dove si crede sia scoppiato l’incendio. L’ipotesi più accreditata è che possa essersi trattato di un atto doloso se, come pare, i focolai sono stati più d’uno. Di certo si è trattato dell’incendio più grave dall’inizio dell’estate.

TAVIANO. Alba di fiamme nella residenza estiva del vicesindaco di Taviano, Francesco Pellegrino, sulla via del mare tra Torre Suda (Racale) e Marina di Mancaversa. Sono andate completamente distrutte dal togo appiccato da ignoti due auto: una Range Rover Evoque usata dall’avvocato Pellegrino e quella della moglie Serena, una Fiat 500 L, entrambe parcheggiate nel giardino dell’abitazione. I Vigili del Fuoco avrebbero appurato che è stato utilizzato del liquido infiammabile che ha devastato le autovetture. Il tutto è accaduto ai primi albori: erano le 5 del mattino quando lo stesso Pellegrino si è accorto del bagliore del fuoco che ormai avvolgeva le macchine, parcheggiate  a pochi passi dalla finestra della stanza da letto. Lui stesso ha allertato i soccorritori del 115. Sono intervenuti sul posto i Vigili del fuoco del distaccamento di Gallipoli e i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Capitaneria di Casarano, sotto la guida del Luogotenente, Angelo Cimbassi. Nelle prossime ore si cercherà di ricostruire tutte le fasi dell’incendio per cercare di risalire agli autori e quindi alle motivazioni alla base di questo gesto intimidatorio. Tutto il mondo politico tavianese ha condannato il fatto ed espresso solidarietà al vicesindaco pellegrino. Tra le altre anche quella del senatore Dario Stefàno che ha chiesto piena luce sull’accaduto.

LIDO MARINI. In fiamme una friggitoria a Lido Marini. La notte scorsa un incendio ha distrutto la “Pescheria friggitoria da Claudio”, di proprietà di Claudio Tamborrini. Il locale sorge su via Kennedy, parallela della strada principale della marina. L’incendio è scoppiato intorno alle 2 e ha distrutto la parte anteriore del locale e tutto ciò che conteneva: tavoli, sedie, espositori. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco di Ugento, che hanno spento l’incendio e messo in sicurezza la struttura. È stato necessario evacuare due abitazioni: una al primo piano dello stabile che ospita la friggitoria, l’altra nell’edificio accanto. Fortunatamente non c’è stata nessuna conseguenza per gli occupanti, che sono stati comunque visitati dagli operatori del 118. Il luogo dell’incendio è stato raggiunto dai carabinieri della stazione di Ugento e della Compagnia di Casarano, che insieme ai vigili del fuoco hanno avviato tutti gli accertamenti necessari a stabilire le cause del rogo. Si presume che le fiamme abbiano avuto origine dolosa. Solo pochi giorni fa, sempre a Lido Marini, qualcuno aveva incendiato la vecchia Fiat Panda che i proprietari del locale utilizzavano per pubblicizzare l’attività.

CASARANO. Torna l’incubo incendio presso la Vora di Casarano. Nella tarda mattinata di ieri le fiamme hanno interessato i bacini sud dell’area un tempo utilizzata per le acque reflue del depuratore comunale. Ad impedire il ripetersi dei drammatici roghi del 2010 e del 2011, che andarono avanti per giorni, decisivi sono risultati gli interventi di manutenzione e stralcio della vegetazione messi in atto nei mesi scorsi. Malgrado tutto si è reso necessario ugualmente l’intervento dei Vigili del fuoco che in poco tempo hanno riportato la situazione alla normalità. Nel primo pomeriggio solo un po’ di fumo usciva dalle sterpaglie bruciate. Appare probabile che il fuoco si sia diffuso dalle sterpaglie a bordo strada.

 

 

commisariato polizia taurisanoUGENTO. Anziano in stato confusionale in una casa invasa dal fumo messo in salvo dai poliziotti. È accaduto la notte scorsa a Ugento, da cui sono stati chiamati gli agenti del commissariato di Taurisano. Giunti sul posto i poliziotti si sono trovati davanti lo scenario di una abitazione dai cui vetri s’intuiva esserci in atto un principio d’incendio. Risultati vani i tentativi di attirare l’attenzione dell’unico abitante della casa, un 78enne, è stato necessario rompere il vetro di una finestra. Si sono così accorti che su di un fornello ancora acceso era stato dimenticato un pentolino ormai pressoché carbonizzato. L’uomo invece era steso nel suo letto; gli operatori del “118” chiamati sul posto hanno diagnostico uno stato di confusione per l’anziano dovuto al fumo ma nessun altro danno.

ospedale - incendio 16.11.2016 casaranoCASARANOL’allarme scaturito in seguito all’incendio della scorsa notte nella lavanderia dell’ospedale “Ferrari” di Casarano, con conseguente spostamento di alcuni pazienti in altri reparti o strutture, ha spinto il sindaco Gianni Stefàno a richiedere “interventi urgenti” al direttore generale della Asl. «Questa situazione sta causando notevoli disagi ai pazienti del bacino di utenza dell’ospedale oltre che, sempre nell’ottica di difendere e garantire il diritto alla salute degli stessi pazienti e cittadini, col perdurare nel tempo farà ridurre i livelli di efficienza del nosocomio», afferma il Sindaco con riferimento all’impegno nella difesa del “Ferrari” per evitarne il declassamento previsto dal Piano regionale di riordino. «Per questi motivi faccio appello alla sua sensibilità nei confronti dei pazienti e delle loro famiglie – chiede Stefàno al direttore Silvana Melli – e le chiedo cortesemente di intervenire per fare ripristinare quanto prima i danni causati dall’incendio e prioritariamente di fare riattivare il servizio di Pronto soccorso e 118». Sull’incendio, sviluppatosi nei locali del seminterrato da un macchinario della lavanderia per poi danneggiare il solaio del Pronto soccorso, è intervenuto anche il vice presidente della Commissione Sanità della Regione, Luigi Manca (Conservatori e Riformisti) che invita il governo regionale “a mostrare particolare attenzione alle misure di sicurezza strutturale che scarseggiano nei nostri ospedali”. La richiesta rivolta ad Emiliano da parte del consigliere è quella di svolgere un monitoraggio delle strutture sanitarie pugliesi “per verificare i requisiti minimi di agibilità e sicurezza”.   

L'abitazione di via Generale Arimondi

L’abitazione di via Generale Arimondi

TAVIANO. Roghi di auto, rapine e furti nelle abitazioni: è emergenza a Taviano. La città si sente attanagliata in una morsa di terrore che sfianca il vivere quotidiano. L’opinione pubblica, giustamente, si interroga dopo l’ultimo rogo all’auto di un vigile urbano, parcheggiata davanti casa, in via Generale Arimondi il 31 ottobre. A settembre erano andate in fiamme tutte le macchine dell’autodemolitore Calzolaro in via Gallipoli. A luglio c’era stato l’ingente furto nella villa del proprietario del Lido Pizzo.

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TORRE MOZZA. Devastante incendio in queste ore nella marina di Torre Mozza. Per cause ancora da accertare, ma quasi certamente per colpa di piromani, le fiamme sono divampate all’interno del Parco naturale regionale “Litorale di Ugento”, nei pressi della serra di Rottacapozza favorite, poi, dal forte vento di tramontana che sta sferzando il Salento. Tutte le unità dei Vigili del fuoco disponibili sono all’opera da ore per cercare di domare un disastro che rischia di essere di considerevoli proporzioni, per fortuna lontano da zone abitate anche se, sparse nella campagna, non mancano le abitazioni. Le alte fiamme e le nuvole di fumo sono ben visibili tanto dalla litoranea che dalle marine di Torre San Giovanni, Torre Mozza, Lido Marini, Torre Pali e anche oltre. Purtroppo non è la prima volta che nella zona accadono simili incendi soliti ripetersi, sempre per le stesse cause, con cadenza annuale.

MELISSANO. Dove non arriva la “xylella fastidiosa” arriva la spietata mano dell’uomo. Circa 150 ulivi sono andati in cenere in un incendio, molto probabilmente doloso, scoppiato nella serata di ieri, 15 giugno, in zona Masseria Quarta a Melissano, in un terreno sito sulla strada che conduce verso Felline.

Sul posto sono prontamente intervenuti i Vigili del fuoco, supportati da un contingente della locale Protezione civile, dalla Polizia municipale e dal Corpo nazionale dei Guardiafuochi, che hanno cercato di porre un argine al dilagarsi delle fiamme, pressoché inutilmente.
L’incendio ha continuato a divampare per diverse ore, sino a tarda notte, alimentato dai venti che soffiavano da Sud.

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FELLINE. Un’azionariato popolare per rilanciare “L’ orto dei Tu’rat”. E’ quanto propone l’associazione che da alcuni anni gestisce l’innovativo progetto artistico culturale tra le campagne di FellineTorre San Giovanni in risposta all’ennesimo rogo (il quarto in quattro anni) che ha colpito il parco. “Se qualcuno avesse la disponibilità di effettuare una piccola donazione per sostenere l’Orto in questo momento piuttosto difficile sarebbe una cosa bellissima”, fanno sapere gli associati. L’ultimo episodio (a quanto pare doloso così come i primi) risale allo scorso fine settimana quando sono andati distrutti gli alberi piantati di recente proprio per sostituire quello persi nell’incendio precedente, il gazebo perso nello stesso rogo e poi ricostruito grazie ad un “crowdfunding” (una raccolta fondi collettiva). “Non riusciamo a capire perché questo progetto così grande nel suo ideale e così piccolo nel suo impatto possa dar fastidio a qualcuno”, concludono dall’associazione.

TAVIANO. Ecco cosa resta della villetta estiva del consigliere comunale di maggioranza, Salvatore Rainò. L’interno con tutte le suppellettili e i mobili sono andati completamente distrutti da un incendio che non ha risparmiato niente. Le fiamme si sono sprigionate nel cuore della notte e, poiché la villetta si trova ad un km dal Lido Pizzo, in aperta campagna, nessuno si è accorto di niente e, quando più tardi sono giunti i Vigili del Fuoco di Gallipoli, la distruzione della villetta era già compiuta. Sull’accaduto indagano i Carabinieri della Compagnia di Gallipoli e non si conoscono i motivi dell’incendio. Anche la famiglia Rainò non ha rilasciato alcuna dichiarazione, chiudendosi nel più stretto riserbo. A Taviano la notizia è stata data dal sindaco Carlo Portaccio, nel corso del Consiglio comunale. Il primo cittadino ha espresso anche la solidarietà dell’amministrazione al vile atto incendiario. Lo stesso hanno fatto i consiglieri di opposizione presenti in Consiglio. Salvatore Rainò è consigliere delegato alla Marina di Mancaversa e lavora in qualità di poliziotto presso il Commissariato di Taurisano.

GALLIPOLI. Un incendio di notevoli dimensioni è divampato nel primo pomeriggio di oggi in contrada “Li Foggi” a Gallipoli. Le fiamme si sono sviluppate rapidamente, complice il vento da sud, intorno alle 15 tra il canneto che costeggia la bretella di collegamento tra la superstrada e la litoranea (zona alberghi), non lontano dall’area d’estate adibita a parcheggi. Sul posto, con diversi automezzi, i Vigili del fuoco del locale distaccamento impegnati a lungo per avere la meglio sulle fiamme. L’incendio ha prodotto un fumo denso e molto alto, ben visibile sia dalla superstrada Lecce -Leuca che dalla stessa città Gallipoli, soprattutto dal lungomare Galilei. Incerte, al momento, le cause all’origine del rogo.

foto di Rita De Bernart e Mauro Stefano

auto incendiataUGENTO. L’auto di un operaio di 26 anni distrutta da un incendio (foto). È quello che è accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì della scorsa settimana a Luciano Bortone, attualmente vicesegretario della sezione cittadina del partito dei Comunisti italiani. L’auto era posteggiata in via San Pantaleo, a ridosso dell’abitazione in cui il giovane vive insieme alla moglie e al figlioletto.

Le indagini sull’accaduto sono in mano ai carabinieri del paese, che stanno vagliando tutte le ipotesi per fare chiarezza sull’episodio. Le fiamme sono partite dalla parte posteriore del mezzo, quindi è poco probabile l’ipotesi di un cortocircuito. Sul posto, però, i vigili del fuoco del distaccamento cittadino non hanno trovato nessun oggetto che possa far dire con certezza che si sia trattato di un episodio di natura dolosa. Saranno probabilmente le immagini delle telecamere installate nella zona a fornire qualche risposta utile.

«Siamo riusciti a uscire di casa prima che tutte le stanze si riempissero di fumo grazie ai vicini – racconta Bortone – che ci hanno telefonato per avvisarci di quello che stava succedendo. Io e mia moglie non ci eravamo accorti di nulla. Credo si tratti di un episodio doloso, ma non mi è venuto alla mente nessun episodio, nemmeno insignificante, che possa aver scatenato una reazione del genere. Credo che la mia attività politica non c’entri: infatti da qualche mese non sono attivo nel partito».

TAVIANO. È andata a fuoco la notte scorsa l’auto dell’avvocato Biagio Palamà, parcheggiata in centro, a quattro passi dalla chiesa di piazza S. Martino. L’incendio ha provocato la semidistruzione anche della cabina di un furgone in sosta lì vicino. Le alte fiamme hanno danneggiato anche la facciata e gli infissi di un albergo e le insegne di alcuni negozi nelle vicinanze. Provvidenziale l’arrivo dei Vigili del fuoco del distaccamento di Gallipoli che hanno spento l’incendio. Sul posto anche i carabinieri della Compagnia di Casarano e della locale stazione che hanno avviato le prime indagini. Allo stato dei fatti non vi sono elementi per stabilire se si sia trattato di un atto doloso. Tutto sarebbe avvenuto intorno all’1 quando il titolare dell’albergo “Vittoria”, accortosi delle fiamme, avrebbe avvertito alcuni clienti alloggiati e giunti con il furgone da Bari; poi sono arrivati i vigili del fuoco chiamati anche da alcuni residenti. Al vaglio degli inquirenti anche le telecamere di privati e di alcuni negozi della zona. Sembra che in un filmato si possa osservare il transito veloce di un’auto. L’incendio si sarebbe sviluppato almeno dieci minuti dopo.

Palarock Aradeo

ARADEO. Se la grande tenda del Palarock di Aradeo non fosse stata costruita con materiale ignifugo, l’incendio divampato nella notte fra il 27 ed il 28 ottobre avrebbe prodotto un cumulo di cenere. Per fortuna l’uso di materiali refrattari al fuoco ha, invece, contenuto i danni, che comunque rimangono ingenti.

La parte perimetrale centrale del tendone, al lato nord, presenta un notevole squarcio sia sulla fiancata che sulla volta. Distrutto anche il pavimento in legno per una trentina di metri quadrati. Pochi dubbi sulla matrice dolosa dell’episodio anche se i carabinieri della Stazione di Aradeo e della Compagnia di Gallipoli sono ancora al lavoro per risalire agli autori dell’atto.

La struttura, che sorge in contrada Spina sul piazzale antistante il campo sportivo, pur se relativamente giovane (è attiva dal dicembre 2011), è diventata un punto di riferimento per la musica giovanile live, rock ed elettronica ma gli organizzatori pensavano anche ad iniziative per un pubblico più adulto. «L’idea era quella di costruire un luogo che suscitasse l’attenzione dei giovani, soprattutto in inverno, quando le possibilità di movimento diminuiscono, per proporre buona musica, in una realtà dove gli artisti invitati avevano piacere ad esibirsi», afferma Mauro cardinale,  uno dei proprietari.

Ed effettivamente nelle serate finora fatte “buona musica” c’è stata, dall’house di Ralf (l’anno scorso a Pasqua), agli Après la Classe, allo “Zoo di 105”, ai Club Dogo (in quel momento al primo posto nella classifica delle vendite). Per quest’anno era già prevista una programmazione di alto livello ma già il primo concerto dei “Sud sound system” del 31 ottobre è stato rinviato “per cause di forza maggiore”. L’obiettivo è ora la riapertura a fine anno.

Via Gobetti

Galatone. Intorno alle 21.30 ha preso fuoco in via Gobetti una Mercedes A 170, appartenente alla figlia di un carabiniere in pensione. Da chiarire la natura dell’incendio, che sembra poter essere doloso, ma si attendono tutti gli accertamenti. Il fuoco sembra comunque essersi propagato dal copertone anteriore destro dell’autovettura. Intervenuti in circa un quarto d’ora i carabinieri e i vigili del fuoco.

Via Pastrengo

Via Pastrengo


TORRE SAN GIOVANNI (UGENTO). Per fortuna non c’è stato nessun danno a persone né alle abitazioni vicine, ma la casa al primo piano di via Pastrengo è completamente inagibile in seguito a un incendio divampato nella notte.

L’ipotesi più accreditata, al momento, è che il fuoco sia stato appiccato da ignoti penetrati nell’appartamento, intono a mezzanotte, con la speranza di uscire da lì con un grosso bottino. Invece non hanno trovato nulla perché i proprietari, ripartiti per Venezia dopo la villeggiatura estiva, avevano portato tutto con sé. A quel punto, probabilmente non accettando che fosse andato in fumo il loro colpo, i ladri avrebbero deciso di mandare in fumo l’abitazione.

Sul posto sono intervenuti carabinieri di Casarano, i vigili del fuoco e la Protezione civile di Ugento. Ma la casa, ormai, era irreparabilmente danneggiata.

Gallipoli. Ore 18,00: sul lungomare Galilei si incendia un lampione dell’illuminazione pubblica. Pronto l’intervento dei Vigili del fuoco, qualche disagio al traffico.

Lo stesso lampione è andato in fiamme anche un paio di anni fa.

Il lampione incendiato e l’intervento dei Vigili del fuoco. Foto di Emiliano Picciolo

Il presepe di via Termoli a Mancaversa, presso la casa famiglia “Oberon”

Taviano. Un presepe costruito tra i relitti delle auto distrutte da un incendio doloso. Un presepe simbolo della speranza e dell’amore  che sconfiggono la violenza. Lo hanno preparato i ragazzi della Casa famiglia “Oberon”, in via Termoli a Mancaversa. Il misterioso attentato – sul quale sta indagando la Procura di Lecce – avvenne poco prima dell’alba del 25 novembre scorso: le fiamme avvolsero, distruggendoli completamente, due pulmini e tre vetture della struttura che ospita minori a rischio. «Abbiamo voluto costruire questo presepio proprio tra i rottami delle nostre auto bruciate dalla violenza dell’uomo, per continuare a credere nella speranza»  afferma il direttore della struttura, Luigi Fattizzo, di Parabita. E continua: «Capisco che è difficile perdonare chi ha compiuto questo attentato, che ci ha tagliato letteralmente le gambe, ma voglio, anzi lo vogliamo noi tutti della struttura, credere che bisogna avere speranza in un mondo migliore»

La paura è ancora palpabile negli occhi dei 20 ragazzi che quella notte furono svegliati di soprassalto dalle lingue di fuoco che si alzavano minacciose. «In quel momento – assicura il 21enne Antonio Cavalera – ci stringemmo tutti insieme e decidemmo che il presepe l’avremmo costruito di fronte alla struttura, dove le fiamme avevano distrutto le auto che servivano a portarci a scuola o al lavoro». I ragazzi hanno lavorato tutti insieme per rendere più accogliente e meno lugubre la zona intorno al presepe: tolti i vetri, eliminati gli pneumatici che puzzavano di fumo, messa della breccia per terra, piantato qualche albero, sistemate nelle auto le botteghe degli artigiani e dei contadini, qualche luce per illuminare il tutto. Ne è venuto fuori un presepe semplice, ma fatto con il cuore dai ragazzi della struttura. «Chiediamo più solidarietà e maggiore collaborazione – conclude il direttore della struttura – a chi sta intorno a noi. Vorremmo essere più creduti, più capiti e maggiormente sostenuti nelle nostre difficoltà quotidiane».

Il presepe è visitabile tutti i giorni nella struttura di via Termoli.

Rocco Pasca

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L’abitazione di via Delle Industrie data alle fiamme

Casarano. Può accadere che troppa passione per il calcio faccia male. Lo dimostra la lite scoppiata tra due cognati marocchini, in via Delle Industrie, costata una lunga degenza in ospedale al primo e cinque anni di carcere al secondo. I fatti risalgono al 20 marzo scorso quando i due erano a cena insieme e guardavano in televisione la partita di calcio tra Juventus e Milan (era Coppa Italia). Qualche parola e qualche bicchiere di troppo e la lite è servita: K.J., 33enne originario del Marocco ma da alcuni anni residente in città, si scaglia con un coltello contro il cognato (il 62enne M.A.) ferendolo gravemente prima di dare fuoco all’abitazione: più ubriaco che contrariato per l’andamento della partita, il manovale (lavorava sporadicamente) raccoglie poi alcuni abiti ed oggetti del parente per darli alle fiamme. Il più anzaino riporta una profonda ferita alla fronte ed alla zona tra il lobo ed il naso perdendo molto sangue. Finirà in ospedale (per circa un mese) per poi fare ritorno a casa e scoprirla semidistrutta.

Da allora (con la moglie già da alcuni mesi in Africa), sarà costretto a dormire in macchina prima di fare ritorno in patria. Dell’abitazione di via Delle Industrie (un paio di modeste stanze, proprietà della parrocchia della chiesa Matrice, oggi con cartello affittasi) nulla si è salvato. Tra l’altro soltanto l’intervento (in piena notte) dei vigili del fuoco evitò lo scoppio delle tante bombole del gas depositate nel cortile interno. Una densa coltre di fumo (ed un puzzo insostenibile) fece capire ai residenti della zona quanto fosse accaduto.

L’arrestato (pare tenesse per la Juventus) nei giorni scorsi è stato condannato a cinque anni di reclusione al termine del rito abbreviato richiesto dal suo legale: più pesante era stata la richiesta del giudice per l’udienza preliminare che aveva, invece, chiesto ben otto anni. Lui si è difeso affermando di aver reagito ad un colpo di bastone ricevuto. La partita, per la cronaca, finì in parità.

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...