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PzzSlnt_32_01.inddSANNICOLA. Imu agevolata: ancora un rinvio per l’Amministrazione comunale che ha discusso in Consiglio – grazie a un punto all’ordine del giorno inserito dai consiglieri di minoranza – la definizione delle somme dovute dai cittadini per i terreni edificabili e gli arretrati per Imu e Ici (“terreni di categoria D edificabili direttamente”). «Vorremmo si evitasse un salasso ai cittadini – dice il consigliere Luigi Colella (a sinistra) – e che si pagasse soltanto una parte delle somme. La questione è aperta da cinque mesi, siamo rallentati da alcuni problemi tra cui quello paesaggistico. Potrebbero scadere presto i termini per il ricorso» paventa Colella, che insieme ai colleghi dell’opposizione ha raccolto la disponibilità del sindaco Cosimo Piccione (a destra) ad agire in questo senso.

Intesa raggiunta, invece, sul servizio di pulitura de “Lo Canale”, a Chiesanuova: le opposizioni hanno proposto che si pagassero al Consorzio di bonifica l’ammontare delle somme fino al 2012, visto che negli anni seguenti la manutenzione non è stata effettuata.

Antonio Renna, sindaco di Alliste

Antonio Renna, sindaco di Alliste

ALLISTE. Venerdì 31 luglio il Consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione 2015 e il pluriennale 2015-17 applicando le nuove norme sull’armonizzazione dei bilanci. Assente la minoranza, ad eccezione di Daniele Fersini (“Democratici per Alliste e Felline”) che ha incalzato la maggioranza sui provvedimenti previsti nell’ordine del giorno. In particolare, il Consiglio ha approvato il regolamento Tasi aumentando l’aliquota al 2,5 per mille, confermando le addizionali Irpef e Imu già in vigore. «Le nuove scelte del Governo ci obbligano ad aumentare le tasse locali – ha dichiarato il sindaco Antonio E. Renna (foto) – perché i Comuni ricevono sempre meno trasferimenti statali. Il nostro, negli ultimi dieci anni, ha avuto dallo Stato un milione di euro in meno e l’aumento della Tasi serve solo per garantire il  funzionamento dei servizi essenziali, come trasporto e mensa scolastica, assistenza anziani, illuminazione pubblica, raccolta dei rifiuti». Per Fersini “si poteva evitare l’aumento della Tasi sulla prima casa o, quantomeno, si potevano prevedere detrazioni per rendere meno doloroso l’aggravio”. Inoltre, “servono soluzioni che mettano nella condizione l’ufficio tributi, e gli altri uffici comunali, di scovare tutti coloro che eludono il pagamento della Tasi e dell’Imu, invece di andare a colpire solo chi le tasse le paga già”.

GALLIPOLI. Nessun ulteriore salasso per le famiglie, soprattutto per i meno abbienti, anche se l’introduzione della Tasi, l’imposta sui servizi indivisibili, costringerà i gallipolini, il 16 ottobre prossimo, a mettere nuovamente mano al portafogli. L’Amministrazione comunale ha fissato nella seduta del Consiglio del 21 agosto le aliquote e il regolamento della nuova base tributaria nell’ambito dell’introduzione della Iuc, l’imposta unica comunale nella quale confluiscono l’Imu, la Tasi e la Tari. E in riferimento proprio alla Tasi, destinata alla copertura dei costi dei servizi erogati dai comuni, e in relazione all’abitazione principale, l’assise comunale ha confermato l’aliquota minima di base fissata all’1 per mille (azzerata per gli altri immobili per i quali si paga invece l’Imu con aliquota al 10,6 per mille, mentre per le abitazioni di lusso categorie A/1, A/8 e A/9 si paga sia Imu che Tasi con una aliquota complessiva, frutto della sommatoria, del 5 per mille).
Il gettito previsto per le casse comunali con la Tasi è di 531mila euro utile a coprire principalmente il servizio dell’illuminazione pubblica. Per la Tari, la tassa sui rifiuti, il Comune ha previsto in 6.440.376 euro il gettito complessivo, con cui è assicurata l’integrale copertura dei costi del servizio.
«Per le entrate tributarie le aliquote sono le stesse del 2012 – spiega l’assessore Antonella Greco (foto) – eccezion fatta per le modifiche normative intervenute. Tra i dati più significativi va evidenziata la scelta per il nuovo tributo della Tasi. A differenza della quasi totalità dei Comuni, infatti, il nostro ente non si è avvalso della facoltà di aumentare l’aliquota e l’ha prevista solo sulle abitazioni principali, producendo di fatto una riduzione del peso fiscale per le famiglie su tali fattispecie, tenuto conto che l’aliquota Imu è pari al 4 per mille e che non è dovuta la maggiorazione Tares, che peraltro era incassata dallo Stato”.

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palazzo balsamo sede municipio gallipoli foto di Emiliano PiccioloGALLIPOLI. Arriva il rimborso per il mancato introito dell’Imu sulla prima casa. Dopo l’abolizione della seconda rata, voluta dal governo Letta, infatti, il governo ha stanziato oltre due miliardi di euro per compensare il mancato introito da parte dei Comuni. Sono più di undici i milioni attesi dagli Enti salentini, buona parte dei quali dovrebbe essere versata entro il 20 dicembre.

Gli importi sono contenuti tra i 458.545 spettanti a Gallipoli ai 15.769 per il Comune di Seclì. Entro i 100mila euro troviamo poi, Casarano con 273.021, Ugento con 210.642, Taviano 137.577, Galatone 132.725 e Parabita con 106.014. Scende ancora l’importo del rimborso, per i comuni di: Racale 84.765, Aradeo 73.778, Taurisano 66.038, Matino 60.304 ed Alliste 53.695. Si trovano sotto i 50mila euro infine: Alezio 47.294, Melissano 45.218, Sannicola 31.464, Presicce 25.132, Tuglie 23.681 ed Acquarica 18.977.

Tali importi corrispondono però, alla metà dell’imposta complessiva. La differenza tra l’importo dovuto e il rimborso statale dovrà, infatti, essere versato dai contribuenti entro il prossimo 16 gennaio (nella misura del 40%). Questa situazione non interesserà tutti i comuni, ma solo quelli che tra il 2012 ed il 2013 hanno applicato aliquote superiori alla soglia minima fissata al quattro per mille. È il caso di Casarano che aumentò tale limite al sei per mille.

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valeria marra melissanoMELISSANO – C’è un modo per esentare dal pagamento della seconda rata dell’Imu le abitazioni date in uso ai figli: “é sufficiente la concessione del diritto di abitazione”. È quanto sostiene in una interrogazione al Sindaco di Mellisano il consigliere comunale Valeria Marra. Tra le due possibilità – il comodato d’uso e il diritto di abitazione – il consigliere propone quest’ultimo “essendo un diritto reale” per cui non è necessario neanche l’assenso del Comune. “Solo in questo modo si renderà giustizia – scrive la consigliera Marra – a quei soggetti che per l’iniqua normativa Imu e la forte tassazione applicata anche nel nostro Comune in difficoltà economica, sono costretti a pagare con l’aliquota maggiorata ingenti somme”.

Municipio2 - matino  (2)MATINO. L’ultimo Consiglio comunale ha approvato, con i soli voti di Pdl e Matino la tua città le nuove imposte Imu e Irpef. «Introdurre questi provvedimenti è stato l’unico modo per per cercare di uscire da una situazione finanziaria gravissima», ha affermato il vicesindaco Luigi Provenzano.

L’aliquota Imu  per le seconde case (così come per i terreni agricoli o edificabili e i fabbricati rurali) raggiunge la percentuale massima dell’ 1,06 per cento mentre, per la prima volta, è stata introdotta l’addizionale Irpef che peserà per lo 0,8 per mille sui redditi (con soglia di esenzione fino a 6.500 euro). «Bisognerebbe cercare prima l’evasore fiscale», ha replicato il consigliere di opposizione Donato Muci (Matino Democratica).

L’obiettivo dichiarato è risanare i conti del Comune. Proprio nei giorni scorsi i cittadini hanno ricevuto i bollettini per il versamento della Tares 2013, in molti casi ben oltre i termini di scadenza e mentre sono ancora da pagare alcune rate della Tarsu 2012 ma “non sarà applicata nessuna sanzione o interesse”.

palazzo di città

CASARANO. In aumento Irpef ed Imu per salvare le casse comunali. Come ampiamente anticipato dallo stesso sindaco Gianni Stefàno, e come già deliberato in Giunta e messo nero su bianco nel “Piano di riequilibrio finanziario presentato alla Corte dei conti”, ora anche il Consiglio comunale  (con i voti della sola maggioranza) ha dato il via libera all’aumento dell’addizionale Irpef che per il 2013 passa dal 7 all’8 per mille così come dell’Imu che, sempre per il 2013, sale dal 4 al 6 per mille per la prima casa mentre per gli altri immobili arriva a toccare il 10,6 per mille, ovvero un punto percentuale in più rispetto al passato.  Si tratta di una manovra di aggiustamento che comporterà maggiori esborsi per i cittadini sempre in attesa del previsto “salasso” per la Tares, la tassa destinata a sostituire la vecchia (e già “cara” Tarsu).

«Sono misure già previste dal Piano di riequilibrio alle quali siamo stati costretti a ricorrere per far fronte alla difficilissima situazione economica nei conti pubblici che abbiamo trovato lo scorso anno al nostro insediamento», afferma  Stefàno.

Nello stesso ambito anche l’aggiornamento del “Piano di alienazioni immobiliari” che,  dopo la liquidazione della società “Casarano, città contemporanea”, prevede che sia ora direttamente il Comune a dover provvedere alla vendita dell’area edificabile di via Sesia (valore stimato 450mila euro), del lotto Pip (150mila), del locale commerciale nei pressi dell’Inps (250mila) ed i locali dell’ex arena di via Padova (100mila).

Novità non di poco conto rispetto al passato quella che prevede il ricorso alla negoziazione privata, e non più all’asta pubblica, come accaduto, infruttuosamente e per più volte nel recente passato..

municipio alliste

ALLISTE. Dalla Svizzera arriva una richiesta al sindaco Antonio Ermenegildo Renna: alcuni cittadini di Alliste, residenti a Wohlen, vorrebbero non dover pagare l’Imu sulla seconda casa in Italia.

Sono un gruppo di 20 gli emigranti firmatari di una lettera che, indirizzata al primo cittadino, reciterebbe così: «Siamo stati costretti ad emigrare all’estero. Con tanti sacrifici, abbiamo costruito una casa col sogno, forse mai realizzabile, di tornare un giorno nella nostra terra. Le saremmo grati se prendesse in considerazione la possibilità di riconoscere la nostra abitazione ad Alliste come prima casa, tanti altri Comuni limitrofi già lo fanno».

Il riferimento è ad un paese come Taurisano, ma il sindaco spiega: «Premetto che non ho ricevuto, almeno non ancora, nessuna lettera. Detto questo, ho fatto ben presente la mia posizione a riguardo durante un colloquio verbale con uno di questi emigranti. È vero, la norma permette di fare quello che mi viene richiesto, ma non è valida per gli emigranti nel nord Italia,  solo per quelli all’estero, perciò mi pare incostituzionale». «D’altra parte – conclude –  in un momento come questo, non possiamo azzardare alcun passo: qualcosa non quadra nel sistema ideato dallo Stato se gli introiti derivanti dall’Imu sono diminuiti da 850 a 560 mila euro. Infine, il paragone con Taurisano non regge perché è un paese con una minore estensione territoriale e quindi con meno spese». Probabilmente gli emigranti chideranno un incontro diretto con il loro sindaco per rinnovare la richiesta.

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Mentre in campagna elettorale non sono mancate le  tradizionali “promesse” di rivedere o, addirittura, “eliminare” l’Imu con restituzione del maltolto, per il 2012 l’imposta sulla casa ha fatto registrare incassi “super” per i Comuni.

Nell’area jonico salentina si va dal record di Gallipoli, con oltre 9,5 milioni di euro incassati, seguita a ruota da Casarano con 4,3 mln e da Ugento con 6,4. In questi casi ad incidere sono in larga parte le cosiddette seconde case, presenti in gran numero soprattutto nelle marine. Occorre, tuttavia, considerare che dal valore complessivo dei versamenti è necessario calcolare la quota d’imposta spettante allo Stato e quella di competenza dei Comuni che varia in base alle diverse aliquote adotatte.

Sempre secondo i dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate, mentre per le prime case è sempre Gallipoli ad avere la media pro-capite più alta, con 147 euro, per gli “altri fabbricati” è Casarano a primeggiare con 315 euro pro capite.

Gli incassi più bassi in assoluto sono a Sannicola (per la prima casa) e a Tuglie (per gli immobili a disposizione) con Alezio che per le seconde case si limita ad un modesto versamento pro-capite di 88 euro (media). Da sottolineare, infine, il basso volume dei versamenti per le prime case a Galatone che, in media, si fa superare solo Sannicola.

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Casarano. Via libera del Consiglio comunale al piano di riequilibrio pluriennale, lo strumento in grado di garantire al Comune 4,9 milioni di euro necessari ad evitare il dissesto, ma che comporterà uno sforzo economico non indifferente per i cittadini.

Il Sindaco illustra il Piano

Il piano, approvato, con i soli voti della maggioranza, prevede il passaggio dell’Imu sulla prima casa dal 4 al 6 per mille e per tutte le altre tipologie dal 9,6 al 10,6 per mille, eccezion fatta per gli immobili di categoria D, opifici e capannoni industriali, per i quali l’imposta sarà al 7,6 per mille. L’addizionale comunale sull’imposta sul reddito delle persone fisiche passa, invece, dal 7 all’8 per mille mentre l’imposta comunale sulla pubblicità e la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche non subiranno ritocchi, essendo già al massimo consentito dalla legge. È prevista, inoltre, una maggiore copertura dei servizi a domanda individuale, come il servizio di scuola materna comunale. La retta, calcolata sulla base della capacità reddituale delle famiglie, sarà definita da un apposito regolamento e dovrebbe oscillare tra i 50 ed i 100 euro mensili.

«Si tratta – ha commentato il primo cittadino Gianni Stefàno (Pdl) – di una sorta di “dissesto guidato” al quale quest’Amministrazione è costretta a ricorrere  per evitare conseguenze ancora più pesanti. L’alternativa, infatti, è il dissesto vero e proprio ed il pericolo non è ancora scampato, visto che il piano dovrà essere valutato ed approvato dalla corte dei conti e dal Ministero. Cerchermo, comunque, di modulare nel corso degli anni le misure adottate contando di gravare il meno possibile sui cittadini».

Di diverso avviso la minoranza. «Il piano richiede grandi sacrifici ai cittadini per cinque anni. Senza voler negare la criticità della situazione – ha spiegato Gabriele Caputo (Pd) – non si capisce perché dover attendere cinque anni, quando ne potevano bastare quattro».

Intanto, da Marcello Torsello (Verdi) giunge la proposta, fatta propria dal Primo cittadino, di istituire una commissione di controllo che individui i responsabili dell’attuale situazione.

«Anche noi della minoranza  siamo favorevoli all’istituzione di una commissione. Non vorremmo, però, che le criticità di Bilancio servissero alla maggioranza per nascondere un vuoto di progettualità», ha affermato il consigliere Attilio De Marco (Udc).

Alberto Nutricati

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Il Municipio

Galatone. Il sindaco Livio Nisi annuncia il rispetto del Patto di stabilità e il pareggio di Bilancio ed assicura, in tal modo, “tempi migliori per le casse comunali”.

Non si placa, comunque, la polemica nata attorno alla rimodulazione delle aliquote Imu.

«Con il Bilancio abbiamo messo in salvo tutto, e adesso attendiamo l’erogazione dei finanziamenti della Regione Puglia relativi alle opere che riguardano la Casa di riposo e l’impianto di fogna bianca previsto nella zona artigianale», afferma il primo cittadino, che fin dall’insediamento, assieme alla Giunta comunale, è al lavoro per tentare di arginare le tante pretese creditorie avanzate presso gli uffici comunali.

L’obiettivo dichiarato da Nisi è quello di rendere quanto più stabile possibile la situazione economica di Palazzo di città.

«Stiamo adottando ogni possibile strategia per risparmiare  e stiamo pensando in che modo potenziare e sostenere ulteriormente il Bilancio», continua Nisi.

Ad ogni modo sembra non voglia placarsi in città la polemica in relazione all’aumento di tre punti percentuale dell’aliquota Imu sulla seconda casa, passata, infatti, dal 7,6 al 10,6 per mille.

Alla luce della recente delibera consiliare, e dunque del nuovo regolamento Imu adottato dall’Amministrazione comunale anche per contribuire al pareggio di Bilancio e al rispetto del Patto di stabilità, negli scorsi giorni, è intervenuta la civica “Insieme per Galatone”, rappresentata dal consigliere di minoranza Biagio Gatto.

«Abbiamo presentato un emendamento al regolamento Imu relativo all’abolizione dell’imposta sulla prima casa.   Il sindaco Nisi e la sua maggioranza hanno bocciato la proposta senza alcuna discussione e, soprattutto, senza alcuna valida motivazione» si legge nel manifesto dell’associazione-civica galatonese. E poi ancora: «Prendiamo atto che il Sindaco non vuole dimostrare attenzione per chi, dopo anni di sacrifici, possiede una casa per abitarci ed oggi è costretto quasi a vendersela per pagare le tasse».

Se per un verso le aliquote Imu sono aumentate, dall’altro, comunque, sono state ridotte per la prima casa. Il recente Consiglio comunale, difatti, ha diminuito di mezzo punto rispetto al passato l’aliquota Imu relativa alla prima casa che è passata, in tal modo, dal 4 al 3,5 per mille; l’aliquota concernente i fabbricati rurali ad uso strumentale, infine, non è stata variata, confermandosi, di conseguenza, al 2 per mille.

Daniele Colitta

Sannicola. «A Sannicola praticamente nessuno pagherà l’Imu per la prima casa». L’annuncio è stato dato dall’assessore al Bilancio Marco Bramato nel corso del recente Consiglio comunale che ha fissato al 2 per mille l’aliquota per la prima casa (con l’astensione di Daniela Talà, unico consigliere di minoranza presente).

«Siamo in condizioni migliori di altri enti perché “virtuosi” negli anni passati. Per questo  abbiamo subito meno tagli nei trasferimenti rispetto a chi non ha rispettato il patto di stabilità. Non abbiamo, inoltre, innalzato né addizionale Irpef, né spazzatura, nè costi di pulmino o buoni pasto della scuola», afferma ancora l’assessore e vicesindaco Bramato.

L’assessore Bramato

L’Amministrazione comunale ha, dunque, sfruttato la possibilità concessa dal Governo di abbassare la tassa sulla casa (che avrebbe, invece, potuto portare sino al 6 per mille) andando incontro ai cittadini che possiedono la sola casa di residenza i quali, a conti fatti, non dovrebbero pagare alcunché.

Chi possiede la seconda casa dovrà, invece, calcolare il dovuto sulla base del 9,6 per mille, ovvero due punti in più rispetto a quanto fissato a livello statale.

Rimborso in vista, dunque, per i contribuenti che hanno già versato la prima rata sulla base del 4 per mille, così come previsto in un primo momento in attesa delle determinazioni dei vari Comuni.

«L’approvazione della proposta di abbassamento al 2 per mille da parte del Consiglio comunale – afferma ancora l’assessore e vicesindaco Bramato –  comporta che chi ha pagato al 4 debba essere rimborsato della differenza. La seconda rata verrà richiesta a dicembre per cui stiamo studiando delle soluzioni che, prima di quella data, siano praticabili dando meno pensieri possibili al cittadino. Probabilmente ricorreremo ad una sorta di compensazione per cui, tra dare e avere, il cittadino verserà la differenza o predisporremo un apposito modulo di domanda di rimborso». Per le abitazioni tenute a disposizione, invece, dal 7,6 per mille l’aliquota sale di due punti, sino al 9,6, invece dei tre punti previsti dalla tassa.

Maria Cristina Talà

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Casarano. Imposte versate dai contribuenti, incassate dalla società di riscossione ma mai girate al Comune. Ora il rischio è che chi ha fatto il furbo non pagando l’Ici dal 2004 al 2007 l’abbia vinta. In conseguenza di ciò un ammanco da paura per un Comune già ampiamente indebitato. Il buco sarebbe di 2,7 milioni di euro “già accertati e non riscossi”, come affermato dal sindaco Stefàno.

Il Comune di Casarano

«Dopo la liquidazione di Tributi Italia, la società di riscossione che aveva cercato di subentrare ad Ipe nella gestione del servizio, le Amministrazioni che si sono succedute, comprese quelle commissariali, non sono riuscite a recuperare né le somme né i fascicoli che per due anni sono rimasti a 100 metri dal Comune. Solo poche settimane fa abbiamo chiesto la documentazione per non perdere il gettito dal 2004 al 2007», ha affermato il Sindaco.

L’accusa di “immobilismo” è stata, comunque, rigettata da Francesca Fersino, già vicesindaco con la precedente amministrazione De Masi. «Con Tributi Italia c’è un contenzioso perché non si accettò la cessione fatta da Ipe. All’epoca si invitò anche la società a restituire tutta la documentazione», ha affermato l’esponente di Liber@città.

Stessa linea difensiva adottata anche da Gabriele Caputo (Pd), a sua volta vicesindaco con l’amministrazione Venuti. «Il vero problema dell’ente è la mancanza di liquidità legata alla vicenda Tributi Italia. Inoltre  – ha affermato il consigliere provinciale – è del febbraio scorso la tardiva emissione dei ruoli relativi alla Tarsu del 2010 sul 25 per cento dei contribuenti per1,5 milioni di euro».

Il fallimento di Tributi Italia ha, comunque, avuto rilevanza a carattere nazionale per i tanti Comuni (circa 400) “beffati” dalla società di riscossione. Proprio lo scorso mese l’amministratore delegato della spa è stato arrestato dalla Guardia di finanza con l’accusa di peculato.

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Taviano. Entro il prossimo 30 settembre l’Amministrazione comunale potrebbe aumentare le aliquote Imu sulla prima e sulla seconda casa. Questa decisione, ancora non ufficiale ma che sarebbe presa dagli amministratori per fronteggiare la drastica riduzione dei trasferimenti statali agli enti locali, sta provocando reazioni inconsuete da parte dei cittadini  di Taviano, solitamente poco predisposti alla protesta. Un gruppo di tavianesi si è infatti riunito in un comitato cittadino che come primo atto ha predisposto una raccolta firme per “sensibilizzare gli amministratori e per convincerli a  non aumentare le tasse sugli immobili”. Questo comitato nei giorni scorsi ha diffuso un volantino nel quale si chiede se “l’Amministrazione Portaccio è consapevole che quello attuale è un momento delicato e critico per le famiglie” e se “l’Amministrazione crede davvero di poter addebitare un simile provvedimento al Governo nazionale quando tutti sanno che  è una scelta di pertinenza dei Comuni”.

Uno dei promotori del Comitato, Cosimo Leone, è una figura molto nota nel paese, appassionato da sempre  di politica e amministrazione. «A mia memoria non si è mai costituito un comitato a Taviano – dice Leone – Non era necessario in passato perché ci si riuniva nelle sezioni di partito e si trovava sempre qualche accordo. Sindaco e amministratori devono giustificare questa scelta. Si dice che anche altri Comuni a noi vicini, come Racale e Melissano, stanno aumentando le aliquote Imu: va bene, ma Taviano, a differenza di altri Comuni, ha una farmacia comunale che produce ricchezza, un mercato dell’ortofrutta che è in attivo, Mercaflor che dovrebbe a breve tornare ad avere il bilancio in positivo». La raccolta firme è andata bene:  « La gente è stufa – continua Leone –  e sappiamo che molte famiglie non sono state in grado di pagare la Tarsu, figuriamoci se possono pagare l’Imu. E poi, vorremmo anche sapere quale sarà la destinazione di questi soldi. Non vorremmo che servissero per pagare i conti della stagione teatrale e di quella estiva».Ora bisogna attendere il 30 settembre per saperne di più.

Pronta la replica del sindaco Portaccio, che ribadice quanto “già detto in passato, insieme al Presidente dell’Anci a tutti i sindaci d’Italia: l’Imu è una tassa ingiusta ma la disobbidienza fiscale è impossibile. L’Imu si calcola sulla base di valori catastali fortemente rivalutati dal Governo nazionale e che fanno aumentare considerevolmente il prelievo fiscale. Siamo consapevoli della grande crisi economica che l’Italia sta attraversando, non vogliamo sfuggire alle nostre responsabilità, né scaricarle su altri. Il Governo nazionale ha operato un taglio netto ai trasferimenti agli enti locali e Taviano riceverà 900mila euro in meno. E siccome vogliamo continuare ad erogare i servizi, soprattutto alle fasce più deboli, dobbiamo pur reperire i fondi necessari. Se a questi tagli poi aggiungiamo i debiti lasciati da tutte le precedenti amministrazioni si capisce che Taviano non è certamente in una situazione facile”. Continua il sindaco:«Al momento del nostro insediamento abbiamo trovato un debito pesante, 200mila euro circa, nei conti della Farmacia comunale. Noi abbiamo eliminato tanti sprechi e investito in settori chiave come la scuola e i Lavori pubblici e inoltre abbiamo spinto per la  chiusura di carrozzoni come Mercaflor e Area Sistema che a breve andranno in liquidazione.» E conclude:«Non aumenteremo la tassa sulla spazzatura, la Tarsu (questa sì colpirebbe le fasce più deboli) e non procederemo alla vendita di immobili comunali, come invece hanno fatto altri comuni limitrofi».

Carlo Pasca

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...