Home Tags Posts tagged with "impianto di compostaggio"

impianto di compostaggio

Nardò – Impianto di compostaggio. Anzi no, solo di smaltimento plastica. Nel già infuocato dibattito cittadino interviene anche l’ex sindaco di Nardò, l’avvocato Marcello Risi con una rivelazione non proprio di poco conto.

Riassunto delle puntate precedenti su di un tema delicato La Regione Puglia annuncia nei giorni scorsi la costruzione, a breve, di un impianto di compostaggio a Soleto o a Nardò. Da entrambe le comunità partono preoccupazioni e richieste di chiarimenti. A Nardò protesta l’opposizione, consiliare e non. Alcuni pezzi del centrosinistra locale invitano alla mobilitazione contro l’ipotesi dell’impianto neretino. Il sindaco Giuseppe Mellone contrattacca e assicura: a Nardò non nascerà alcun impianto di compostaggio, la sede scelta dalla Regione è Soleto; due giorni fa annuncia di aver querelato i cinque consiglieri di minoranza e il segretario del Pd neretino per “procurato allarme”. Un impianto per accogliere rifiuti però Nardò lo avrà comunque ed è lo stesso sindaco a rivelarlo: «A Nardò – scrive su Facebook – si tratterà la plastica puntando sull’economia circolare».

“Solo plastica? Ma il Comune aveva chiesto anche l’altro” In campo scende oggi l’ex sindaco Marcello Risi che, carte alla mano, va all’attacco di Comune e Regione. «La devastante coppia sindaco Mellone e governatore Emiliano – attacca Risi – ha deciso: Nardò avrà sul suo territorio un nuovo impianto di trattamento di rifiuti. Secondo le notizie più aggiornate, sarà un centro per selezione e trattamento della plastica al servizio di almeno tre province e sorgerà a Pendinello (nei pressi di Sant’Isidoro, a circa quattro chilometri dalla località marina). Premesso che gli impianti sono necessari, che se i rifiuti si producono poi vanno smaltiti e trattati (e preferibilmente riciclati) e che i ritardi della Regione nel settore sono il risultato di decenni di politiche assolutamente inadeguate, restano grandi punti interrogativi. Perché prima di realizzare nuovi impianti nella nostra città – domanda Risi – non si bonifica definitivamente la discarica di Castellino (foto sopra), a due passi dal centro abitato, fra Nardò e Galatone?». E’ più o meno la stessa richiesta avanzato dal consigliere regionale Cristian Casili, anch’egli rampognato dal Sindaco. Per Risi l’Amministrazione comunale “non in grado di farsi ascoltare e subalterna al potere regionale” mentre quella regionale è “rapida sulla realizzazione del nuovo impianto (già funzionante nel 2020), ma si nasconde dietro infinite improbabili analisi e irritanti rinvii quando si chiede conto di Castellino”. Il colpo è in coda: «Il sindaco Mellone – sottolinea Risi – si era candidato per ospitare a Pendinello un impianto di compostaggio (trattamento rifiuti umidi), ma in Regione la domanda del Comune di Nardò (arrivata per prima) è scivolata all’ultimo posto della graduatoria (il sesto). L’impianto sorgerà così a Soleto (nonostante Mellone)».

“E’ la Regione che non ha voluto, non il Sindaco”. E spunta u n altro disco rosso L’interesse per il compostaggio, smentito dal Sindaco Mellone nella polemica di questi giorni, viene ripreso e rilanciato in rete dal consigliere Lorenzo Siciliano, il quale pubblica i documenti regionali. «Il mega impianto per lo smaltimento della frazione organica – scrive Siciliano – non verrà realizzato a Nardò non perché il Sindaco o qualche suo sodale ha evitato che ciò avvenisse. Tutt’altro. Il Comune di Nardò è stato il primo Comune in Puglia a presentare una candidatura per accogliere questo tipo di impianto attraverso una manifestazione d’interesse del 25 gennaio 2018. È stata la Regione Puglia a non ritenere idoneo il sito del Comune di Nardò per diverse ragioni, tra cui l’incompletezza della documentazione inviata, tanto da relegare l’ente all’ultimo posto con il minor punteggio. Di più. Con quella manifestazione d’interesse, Mellone ha disatteso una delibera di Consiglio comunale, la n. 25 del 2006, che al punto 2 del deliberato “manifestava con fermezza l’indisponibilità della Città di Nardò alla realizzazione di ulteriori impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti nel Comune di Nardò.”».

Nelle ultime ore si è espresso infine anche l’ambientalista Massimo Vaglio, due anni fa sostenitore dell’attuale primo cittadino ma col tempo allontanatosi da quest’ultimo proprio per le forti divergenze in materia ambientale. «A proposito dell’impianto di trattamento plastica che tante polemiche sta suscitando in città – scrive Vaglio – ritengo che il luogo prescelto (“Pendinello”, ndr) sia ideale per insediare una ennesima attività non di certo salubre, essendo lo stesso già gravemente contaminato dalle diossine generate dalla ex discarica cittadina di rifiuti solidi urbani indifferenziati, dove per decenni gli stessi sono stati smaltiti tramite combustione. Quindi – conclude Vaglio con amarezza – meglio sporcare sullo sporco, se proprio lo si deve fare, che sporcare altri luoghi puliti!».

Tricase – Niente impianto di compostaggio per il Comune di Tricase, che ha scelto di non presentare un progetto da candidare al bando sulla gestione dei rifiuti (in particolare sul trattamento della FORSU, frazione organica del rifiuto solido urbano) emanato nei mesi scorsi dalla Regione Puglia e ora scaduto con un nulla di fatto. Sui motivi di questo silenzio dell’amministrazione oggi ci si interroga e l’associazione “Prendi posizione”, attraverso Giovanni Carità (foto), parla di un’occasione mancata.

“Il sindaco – afferma Carità – in una pubblica assemblea tenutasi a Tricase ha dichiarato che il compostaggio è uno strumento inutile e superato. Non sappiamo su quali basi e con quali dati alla mano possa affermare questo: un esponente della nostra associazione, l’avvocato Guglielmo Casamassima, glielo ha chiesto pubblicamente, ma non ha ricevuto una risposta chiara. La vecchia amministrazione Coppola si era espressa a favore della creazione di un impianto di compostaggio, mentre l’amministrazione attuale non ha dato seguito alla cosa, senza però pubblicare una delibera o un atto ufficiale in cui si informi della decisione presa. Semplicemente, si è lasciato che il bando scadesse”.

Dal canto suo, il sindaco Chiuri (foto) ribatte: “Il concetto è molto semplice: quello che riguarda il riuso e il trattamento della FORSU è un settore che sta vivendo una fortissima evoluzione sotto il profilo tecnico ed è normale guardarsi intorno per capire quali sono le soluzioni migliori, eventualmente alternative al compostaggio. Prima di prendere una decisione del genere vanno valutati a fondo tutti i pro e i contro, per non ritrovarsi ad avere un impianto che dovrà restare lì per anni con una tecnologia che domani potrebbe risultare superata. Non dobbiamo ottenere finanziamenti solo per spenderli e questo non era il momento giusto per prendere una decisione così importante”.

cons com neviano - a destra della cafaro il prof zurliniNEVIANO. Nessuno stop al progetto, nessun referendum comunale. A Neviano, la maggioranza del sindaco Silvana Cafaro blocca le proposte dell’opposizione sulla questione compostaggio. Dopo il tanto teso quanto partecipato consiglio comunale monotematico di venerdì sera, richiesto dai consiglieri di minoranza, resta la concreta possibilità che l’impianto a biogas che la “Fg Ecologia” vorrebbe mettere in piedi il località “Carcarone” possa essere realizzato: i consiglieri Cosimo Pellegrino e Luigi Stifani hanno richiesto che l’Assise deliberasse per un parere negativo da portare in conferenza dei servizi sulla questione, evidenziando la pericolosità della “digestione anaerobica” (per ben 50mila tonnellate annue) e le incongruenze sulla scelta del sito. La maggioranza ha, però, bocciano la proposta, con l’unica eccezione del consigliere Vito Iasi, oltre che di Pellegrino, Stifani e dell’altra consigliera di minoranza Margarita Grassi (assente Anna Chiara Tundo).

Nervi a fior di pelle sia prima che dopo il parere espresso dal professor Giovanni Zurlini, del Dipartimento di Scienze biologiche e ambientali dell’Unisalento, coinvolto dalla Cafaro per un conforto tecnico. “Il progetto presentato è lacunoso – ha detto senza mezzi termini Zurlini – e potrebbe dare grossi problemi dal punto di vista ambientale e sanitario. La valutazione d’impatto ambientale, per diversi aspetti, non è fatta bene. C’è però la possibilità di aggiungere un sistema di raffinazione per il riutilizzo del biogas in maniera pulita, facendolo diventare metano: è più costoso ma dà garanzie notevoli, ne esiste uno simile in provincia di Salerno”. Il Sindaco aveva anticipato quale sarebbe stata la linea della maggioranza già pochi secondi prima che Zurlini riassumesse le conclusioni dello studio, allegato agli atti del consiglio solo pochi minuti prima del via: “Abbiamo obblighi di natura politica e senso di responsabilità nei confronti dei cittadini. Anche se la relazione mette in luce le molte criticità, invito comunque a respingere la proposta dei consiglieri a prescindere, perché strumentale”.

E la contestazione è servita: la platea si è agitata (tantissimi i cittadini che nelle scorse settimane hanno aderito al “Comitato Nevianese a tutela del territorio”), il battibecco e le urla sono arrivati tra i banchi del Consiglio e la presidente Carla De Giorgi ha disposto la sospensione ad appena mezz’ora dall’inizio. Al rientro, dopo l’intervento di Zurlini, la votazione: la bocciatura della proposta di delibera ha portato Pellegrino e Stifani a una mozione per l’istituzione di un referendum popolare sul tema. Bocciata con gli stessi numeri anche questa soluzione, l’Assise si è chiusa tra l’agitazione generale, con la Cafaro contestata dai cittadini anche all’uscita dalla sala consiliare di piazza Concordia. “Nonostante il parere di un professore universitario chiamato da loro stessi – commenta a caldo Valentino Simone, uno dei portavoce del Comitato di cittadini – che ha detto che il progetto così com’è sarebbe dannoso, la maggioranza ha votato in questo modo e non  ha nemmeno accettato il referendum. Non si capisce che senso abbia. La prossima mossa – annuncia di già – sarà la raccolta firme per poterci esprimere sulla questione”.

La Cafaro, da parte sua, è convinta: «Abbiamo il dovere di valutare se questo impianto ci consente di abbassare i costi della spazzatura che si stanno divorando il Bilancio comunale. Ma per prima cosa dovevamo valutare se questo presentava dei rischi per la salute dei cittadini. Non potevamo di certo dare retta ad ogni ciarlatano che dice la sua. Ci siamo rivolti all’Università di Lecce per avere un parere espresso in forma ufficiale, un parere autorevole da parte di una istituzione pubblica. Nel parere, che abbiamo avuto, sono state rilevate diverse criticità, informeremo subito la ditta e la provincia, se queste criticità non saranno rimosse, noi non daremo il nostro assenso. I cittadini stiano tranquilli, e coloro che stanno speculando per attaccare l’amministrazione si mettano il cuore in pace, noi andremo avanti con la coscienza serena». Il sindaco ha preannunciato un pubblico comizio sulla delicata questione.

PzzSlnt_32_01.inddGALATONE. A circa quattro chilometri dal centro urbano potrebbe sorgere un impianto di compostaggio. Vogliono vederci chiaro sulla questione i consiglieri d’opposizione Flavio Filoni (foto), Biagio Gatto, Caterina Dorato, Roberto Bove, decisi a coinvolgere i cittadini e le associazioni prima della commissione consiliare di controllo e della conferenza dei servizi, nella quale anche il Comune di Galatone dirà la sua sulla realizzazione, nel territorio di Galatina (località “Le bruciate”), di un “impianto per la produzione di compost costituito da una sola linea aerobica per il trattamento delle matrici organiche da rifiuti solidi urbani derivanti dalla raccolta differenziata”. La richiesta, ora al vaglio della Provincia, è stata presentata dalla “Salento Riciclo Srl”, con sede a Galatone, che ha presentato il progetto sostenendo la presenza di un basso impatto ambientale sulle aree interessate.

Voce al Direttore

by -
Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...