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Nardò – Impianto di compostaggio, altra puntata. Con una lunga nota interviene il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Cristian Casili, convinto che cambiare sito del piccolo impianto non abbia molto senso. La polemica è nata una settimana fa quando il vicepresidente del Consiglio comunale, Giancarlo Marinaci, ha attaccato l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio accusandolo di aver ignorato un finanziamento regionale di 205mila euro ottenuto dall’Amministrazione precedente e finalizzato all’installazione di una macchina per la produzione di compost a Santa Maria al Bagno, area mercatale. «La mancata sottoscrizione da parte del Comune dello schema di convenzione regionale – è stata l’accusa di Marinaci – mette a serio rischio il finanziamento che potrebbe essere (se non lo è già stato) revocato». A Marinaci aveva replicato il consigliere comunale di maggioranza Paolo Maccagnano (Fronte democratico): «Molti cittadini e villeggianti di Santa Maria al Bagno erano allarmati dall’idea di ritrovarsi un impianto a pochi passi dall’abitato e in un’area utilizzata per eventi, parcheggi e commercio. Con il supporto degli uffici tecnici stiamo cercando di realizzare l’impianto presso la frazione di Boncore, in aperta campagna e a distanza dalle abitazioni».

Critica l’operato della Giunta comunale il pentallestato Casili. «Vorrei rassicurare i cittadini e ricordare che si tratta di microimpianti che occupano una superficie molto piccola, intorno ai 100 mq, con impatti odorigeni minimi se gestiti bene e collocati in apposite strutture ad adeguate distanze dalle abitazioni. Dispiace constatare – incalza il consigliere regionale – alcune resistenze verso questi impianti innovativi». Dopo aver difeso la compostiera («non produce emissioni inquinanti ma solo vapore acqueo e anidride carbonica, con un processo naturale e inodore, grazie a un accurato sistema di filtri»), Casili passa all’aspetto politico della vicenda. «Perché fu individuata quella localizzazione oggi oggetto di bando? E come mai oggi c’è stato un cambio di localizzazione? Mi chiedo se i cittadini della frazione interessata siano stati, come dovrebbe sempre accadere, sensibilizzati e informati dettagliatamente. Auspico – conclude Casili – che sul nostro territorio possano nascere diversi impianti di prossimità, non solo nelle frazioni. Adesso si tratta di non perdere queste risorse e se la soluzione oggi è la frazione del Boncore poco cambia; l’importante che questi processi di coinvolgimento della nostra comunità si attivino presto, altrimenti non lamentiamoci se non riusciamo a chiudere il ciclo dei rifiuti e soprattutto se il ricorso alle discariche alla fine si ripercuote sulla salute e sulle tasche dei cittadini».

 

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