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il rammarico

Gallipoli – “Finora siamo stati zitti, ma ora è arrivato il momento di fare qualcosa”: ad affermarlo sono Ottavia Perrone e Francesco Cortese (foto) di “Zeromeccanico teatro”, attori, operatori culturali ed ex co-direttori artistici insieme a Luigi Giungato e alla dirigente comunale Adele De Marini, delle ormai passate stagioni teatrali al Teatro Garibaldi, realizzate dal Comune in collaborazione con Pro loco e Teatro pubblico pugliese. Stagioni teatrali che, iniziate nel 2013 con l’Amministrazione Errico e nonostante il grande successo riscosso, sono cessate nel 2016, subito dopo la quarta stagione, per motivi di inagibilità e lavori di adeguamento strutturale. Da allora, più niente, né ci sono previsioni in merito.

Perrone e Cortese: “Un sogno interrotto bruscamente. Ma ora basta” “Era come  vivere in un sogno – affermano Perrone e Cortese – tutto andava a gonfie vele nonostante le mille difficoltà, poi qualcosa ci ha fatto risvegliare bruscamente. Era il novembre del 2016 quando ci hanno avvisato, dopo tre mesi di lavoro per la programmazione della nuova stagione 2017-18 con ormai quasi tutto pianificato e con nomi importanti del panorama teatrale già scelti, che dopo il 4 gennaio del 2017 il Teatro Garibaldi sarebbe stato chiuso perché inagibile e per lavori urgenti. Sarebbe stato riaperto dopo poche settimane, si disse. Ma com’era stato possibile fare quattro anni di rassegne con un teatro “inagibile”?”. Perrone e Cortese continuano: “Trattandosi di un bene culturale è ovvio che i tempi siano un po’ più lunghi, ma a questo punto come ex co-direttori artistici, come cittadini e come persone che operano in un’associazione, ci facciamo noi promotori di una petizione popolare, ovvero di una raccolta firme per la riapertura del teatro, e vediamo così quanta gente è disposta a metterci la faccia. Il Garibaldi era un punto di riferimento per tutto il centro storico e la città. Dal Comune ci dicono che le pratiche sono ferme ai Vigili del fuoco ma noi vogliamo sapere le ragioni esatte di questa “inagibilità” per muoverci in modo alternativo chiedendo anche alla Soprintendenza o a chi necessario, e proponiamo non solo ai gallipolini ma a tutti gli amanti della cultura e del teatro che venivano da fuori città per assistere ai nostri spettacoli, di sostenere la petizione che pubblicheremo a giorni sulla nostra pagina facebook “Zeromeccanico teatro”.

Giungato: “Col Garibaldi eravamo diventati la città del teatro” “Riaprire il Garibaldi è un’emergenza, è qualcosa di indispensabile, non fosse altro per il lavoro serio e impegnativo che è stato svolto – afferma Luigi Giungato, presidente della compagnia Calandra ed ex co-direttore artistico delle passate stagioni teatrali comunali – è un teatro all’italiana stupendo, è determinante la sua riapertura, perché Gallipoli ha perso il “suo” teatro, perché altrimenti non ha un luogo dove raccontarsi. E’ un luogo che ha fatto la storia ed è inconcepibile tenerlo chiuso e aprirlo solo per le visite guidate. Per tre anni, Gallipoli, come ci piaceva dirci l’un l’altro, era diventata “la città del teatro”. Ne eravamo così convinti ed entusiasti che non credevamo fosse così tanto fragile, eravamo in tanti ed eravamo diversi gli uni dagli altri ma, messi insieme, eravamo meravigliosi e la cosa straordinaria era che tutto funzionava alla grande. Il Garibaldi era diventato un miracolo, un esempio da esportare, da raccontare, da imitare e da invidiare”. A fronte delle stagioni teatrali di altri paesi (Nardò, Galatone, Aradeo, Taviano, Ruffano…) Giungato rimarca l’importanza dell’esperienza vissuta pochi ani fa: “Era diventato attrattore e contenitore per tutti i teatranti della città, un’agora pubblica gestita dai teatranti stessi della città, tutti insieme. Le ininterrotte giornate e le nottate trascorse a montare, smontare, pulire, provare, mettere in scena, fare i conti, riparare, giocare, allestire, progettare, incontrare persone, parlare, ascoltare, discutere, creare, rivoluzionare, sognare, ci avevano fatto credere che non fosse possibile il silenzio”.

Della Rocca: “Mancano considerazione e impegno” Anche Pino Della Rocca, presidente di “Talianxa”, commenta rammaricato per la mancanza di una stagione teatrale comunale: “In questi 35 anni di attività teatrale ho visto nascere e crescere tante compagnie a Gallipoli, quindi l’offerta non mancherebbe. In qualche modo tutte hanno cercato di sopperire alla mancanza di una stagione teatrale di cartellone, ma tutti ci siamo scontrati con la difficoltà di avere a disposizione innanzitutto una location adeguata. Mancano inoltre considerazione, valorizzazione e comunicazione anche da parte di chi sostiene di occuparsi di cultura e poi è assente sia durante le manifestazioni sia dopo per mettere in rilievo l’impegno e il valore culturale dell’iniziativa”.

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