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il Pd

Gallipoli – Ringraziamenti scontati a elettori, partito, amici, collaboratori, sostenitori a vario titolo ma anche analisi su quanto è stato (“la scelta degli elettori non si discute”) ed anche spunti sul “che fare” adesso, a urne chiuse e numeri assodati. Nelle note dei candidati più o meno fortunati e più o meno soddisfatti c’è questo ed altro, quando gli sguardi sono rivolti tutti a Roma.

Bellanova: “In campagna elettorale ho avuto contro anche esponenti del mio partito. Ora basta”. “Dobbiamo riflettere su quello che la qualità politica della nostra azione, pur producendo risultati importantissimi – scrive l’on. Teresa Bellanova, candidata al Senato nel collegio del Sud  e non eletta, ma riconfermata in Parlamento attraverso un seggio conquistato in Emilia –  non è riuscita a trasmettere e mi auguro che l’analisi del voto al nostro interno colga la complessità del dato piuttosto che trasformarsi in una notte dei lunghi coltelli per riposizionamenti che, allo stato dei fatti, sarebbero incomprensibili oltre che risibili. Allo stesso tempo mi auguro che, qualunque sia la forza politica o coalizione chiamata a formare il nuovo governo, si sappiano smettere i toni da campagna elettorale per assumere quelli di classe dirigente chiamata a risolvere i problemi del Paese”. La parlamentare lamenta il fatto che “molti di noi in Puglia, parlo anche a titolo personale, hanno avuto di fronte non solo i naturali avversari politici ma anche, a volte soprattutto, esponenti del proprio partito. Il che non solo non ha aiutato per niente il nostro lavoro danneggiandolo ma ha disorientato pesantemente il nostro elettorato”, con riferimento a paventati accordi di desistenza a favore di candidati di Leu (D’Alema in primis). “Il Pd non è un partito a scala regionale né si può essere un Pd a Roma e un altro a S. Maria di Leuca o a Bari e, io per prima, nei panni di un normale cittadino mi sarei chiesta in quale confusione mentale si trovasse una classe dirigente per arrivare a tanto”. Nonostante questo, rimarca Bellanova, il dato nel Collegio Nardò-Casarano è in linea con quello nazionale. Circa i primi movimenti romani, la deputata dice: “In queste ore ascolto dichiarazioni farneticanti di chi continua a non avere idea su cosa sia una comunità politica scambiando i partiti per possedimenti personali. A questi esponenti regionali – è la conclusione piuttosto amara – io chiedo serietà, responsabilità, decenza. Lo faccio anche a nome dei tantissimi militanti, compagni e compagne, amici e amiche, che con generosità si sono spesi ogni oltre ogni limite”.

Cariddi: “Si diceva bastassero 90mila voti, ne ho presi oltre 95mila e non sono bastati”. “La sfida dell’uninominale con la nuova legge elettorale, non era affatto semplice – comincia i suoi saluti pubblici Luciano Cariddi (Noi con l’Italia-Udc), già Sindaco di Otranto – e le previsioni davano la soglia delle 90mila preferenze per garantire la vittoria nel collegio senatoriale Nardò-Casarano. Purtroppo non sono invece bastati gli oltre 95mila voti (95.081, ndr) da noi presi, a causa della débacle totale registrata da Pd e LeU”. “In ogni caso, il mio collegio è uno di quelli che ha tenuto testa meglio a questa ondata pentastellata”, sottolinea Cariddi che adesso nota la “confusione di un Paese in cui sembra difficile immaginare soluzioni di governo, e restano le emergenze di un Mezzogiorno a cui prestare la massima attenzione”. Auguro buon lavoro ai rappresentanti politici eletti nei collegi salentini, e in particolare alla mia concorrente, Barbara Lezzi, rieletta al Senato nel mio collegio – dice Cariddi – e auspico un impegno concreto, da parte di tutti, sulle questioni non più rinviabili del territorio. Spero riescano a trovare la rotta giusta che questa terra attende. Infine una certezza: non farò mai mancare il mio contributo dove necessario, così come ho sempre fatto in questi anni, cercando di rispettare il patto che ho stretto con i salentini”.

 

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