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Nardò – I francesi sopra a tutti (nel 36% di presenze straniere) ma già ad aprile e maggio arrivi importanti tanto da fare di quella appena trascorsa una stagione positiva. Quanto, bisognerà attendere i dati ufficiali. Primi bilanci e analisi intanto dallo Iat (Informazioni e accoglienza turistica) di Nardò, che nei giorni scorsi ha stilato e consegnato all’Amministrazione e all’Agenzia regionale “Puglia Promozione” l’annuale report sui visitatori della città che chiedono informazioni  presso il punto di piazza Salandra. “Abbiamo sottoposto ai visitatori circa 20mila questionari – spiega Antonio Micali, responsabile della “Turismo d’Autore” che gestisce il servizio – in cui venivano chieste ai turisti che accettavano di compilarlo informazioni come il luogo in cui alloggiavano, il motivo della scelta di Nardò, il livello d’apprezzamento sulla ristorazione, sulle strutture, sugli eventi programmati nel territorio durante il loro periodo di permanenza”.

Dati in crescita ma ancora parziali. Dati del tutto parziali, come tiene a precisare Micali, in quanto il report non è “esaustivo delle dinamiche turistiche: non è detto che tutti quelli che sono passati da qui, ad esempio, abbiano dormito e mangiato qui – precisa – ma abbiamo registrato un incremento che è grossomodo del 35 per cento: questi dati andranno poi incrociati con quelli degli aeroporti e di “Puglia Promozione” che conosce i flussi nelle strutture ricettive, nei b&b, nelle case vacanza. Abbiamo notato comunque anche una buona tenuta della ristorazione, e una crescita qualitativa dei bed and breakfast, che ora sono ben strutturati e al riparo dalle lamentele che negli anni scorsi registravamo”.
Rilevazioni dall’1 gennaio al 10 ottobre. Le rilevazioni sono avvenute su un periodo che va dal primo gennaio di quest’anno al 10 ottobre, e tanti sono i fenomeni che si osservano su una scala così ampia: “Il 40% dei 20mila intervistati sono francesi: questo – afferma Micali – fa capire quanto sia importante avere un volo diretto internazionale, in questo caso da Parigi, della Ryan Air, che ha una ricaduta sul territorio tangibile. Gli italiani provenienti in gran parte da Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Veneto, accorrono soprattutto tra luglio e agosto – rivela – ma quest’anno abbiamo già avuto numeri importanti tra aprile e maggio: il calendario di quei due mesi era pieno di ponti festivi, compreso quello di Pasqua, dei quali molti visitatori hanno approfittato”.

Tappa obbligata dei gruppi. Stando al responsabile dello Iat, un termometro del fenomeno è dato dal flusso dei gruppi, che sembrano seguire alcune tappe ben precise in quest’area: “Noi non abbiamo strutture che riescano ad ospitare i grandi gruppi organizzati, quindi quando questi visitano la città è perché da Lecce si riversano sul territorio: in questa dinamica Nardò risulta una meta spontanea – analizza – su un percorso che trova anche i comuni di Galatone, Galatina, Gallipoli. Se sono ancora più organizzati, poi, si spostano fino a Santa Maria di Leuca”.

Il 68% delle presenze alloggia a Gallipoli, Porto Cesareo e altrove. Tra le indicazioni su cui riflettere ecco quello delle capacità ricettive della città e delle sue marine: solo il 32% delle presenze censite dallo Iat alloggiano in strutture ricettive del luogo; il resto si “accasa” a GallipoliPorto Cesareo e piccoli centri dell’immediato entroterra. In un commento molto soddisfatto e “di svolta” del Sindaco Giuseppe Mellone, vi è un riferimento specifico a quest’ultima situazione: “Il cruccio è la mancanza delle grandi e medie strutture ricettive, che ritengo essenziali a condizione che siano insediamenti rispettosi del contesto e adeguati agli standard della nostra città”. “La crescita è stata favorita dalle nostre scelte – dice l’assessore al Turismo Giulia Puglia –  ma non è il caso di sedersi sugli allori, occorre lavorare ancora sulle cose che non vanno”.

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